Len Deighton.
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XPD.
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Parte 2.
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Titolo originale: XPD.
Traduzione di: Adriana Dell'Orto.
1984. Rizzoli Editore, MILANO.
ISBN 88-17-67330-7.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo 23.
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La mattina dopo, marted 17 luglio, mentre Boyd Stuart e Kitty
King facevano colazione assieme nel comodo appartamento londinese
di lui, l'uomo, di cui Stuart aveva cercato il volto nei vecchi
cinegiornali del Terzo Reich, faceva colazione in un grattacielo di
Amburgo. Si chiamava Willi Kleiber, e la colazione era solo un
pretesto per una riunione d'affari alla quale partecipavano otto alti
dirigenti, presieduti dal dottor Bttger. Erano gli amministratori
fiduciari del fondo costituito per far fronte alle esigenze dell'Operazione
Sigfrido, e la riunione aveva luogo nella sala da pranzo
privata di una delle banche controllate da Bottger.
Willi Kleiber sedeva alla destra del dottor Bottger. Era il posto
che si conveniva all'uomo il quale aveva consacrato tanto del suo
tempo alla progettazione dell'Operazione Sigfrido, e che non solo
aveva lavorato assiduamente alla stesura del piano, ma in effetti
aveva anche instillato l'idea nella testa del dottor Bottger. Se Boyd
Stuart avesse visto il viso squadrato con l'accetta di Willi Kleiber,
avrebbe subito riconosciuto in lui il direttore della Reichsbank,
Frank. E se il cassiere del colonnello Pitman lo avesse visto prima
che si radesse i baffi che esibiva a Natale del 1978, avrebbe subito
riconosciuto in lui Peter Friedman, il beau parleur che aveva incassato
i milioni delle lettere di credito, i milioni che avevano ridotto
a mal partito la banca.
Era presto, e ad Amburgo il cielo era limpido e sereno. Dalle
vetrate della sala riunioni, che sovrastava la citt, si godeva la vista
della chiesa di San Michele e del monumento a Bismarck, e il
sole e la brezza mattutina conferivano alle acque scure dell'Elba lo
scintillio di una lastra di rame martellato.
A Kleiber Amburgo piaceva. Gli piacevano le sue condizioni
atmosferiche mutevoli, i suoi bar e i suoi ristoranti, il sentore del
mare e il bel tedesco chiaro che parlavano i suoi abitanti. Il suo
breve, e unico, tentativo di matrimonio aveva avuto luogo in quella
citt. Per qualcuno sarebbe bastato a rendergli invisa la localit,
ma Kleiber riusciva ad accettare i piaceri delle esperienze passate,
senza soffermarsi sugli aspetti negativi; erano gli stessi sentimenti
che provava per il periodo della sua vita che coincideva con gli anni
di guerra. Capitava di rado che venisse ad Amburgo senza andare
a trovare la sua ex moglie. Era ancora bella e divertente, e
voleva sempre che Willi Kleiber le raccontasse le sue pi recenti
conquiste sessuali. Era come se ricavasse un piacere perverso e vicariante
da quelle particolareggiate descrizioni della sua libidine.
Pi di una volta Kleiber aveva fantasticato sull'opportunit di
portarsela nella sua stanza d'albergo, di spogliarla e... Ma Willi
Kleiber sapeva che non sarebbe mai accaduto. Non perch alla sua
ex moglie non sarebbe piaciuto, ma perch il suo attuale marito
era un alto funzionario del BND, il servizio informazioni della repubblica
federale. Un uomo che si recava spesso a Londra a conferire
con gli alti funzionari dei servizi segreti britannici era un contatto
troppo prezioso per metterlo a repentaglio con una scopata
pomeridiana. Domani avrebbe pranzato con tutti e due, marito e
moglie. Era pi sicuro cos.
Le cose non sono andate cos lisce come avevamo sperato
ammise il dottor Bttger. Era un uomo con l'aria da studioso, sulla
sessantina, grassoccio, con capelli argentati e gli occhiali con la
montatura d'oro. Il viso gli stava diventando paonazzo, not
Kleiber. Era un segno di ansia, al pari del modo in cui Bttger infil il
pugno nella tasca della giacca del suo costoso vestito, con tanta
violenza da strapparne le cuciture. Il piano, comunque, va avanti.
Quando abbiamo prelevato tutto quel denaro dalla loro banca di
Ginevra, ci aspettavamo che ci offrissero in cambio i documenti
tramite l'uomo di Herr Kleiber a Los Angeles. Si  dimostrato un
errore di calcolo, da parte nostra. Bttger gir la testa quanto bastava
per vedere se Willi Kleiber mostrava qualche segno di apprezzamento;
in effetti, era stato un errore di calcolo da parte di
Kleiber. Kleiber annu quasi impercettibilmente, ma Bttger era
ormai avvezzo a segnali del genere nella sala del consiglio. Era la
cosa pi normale, pi logica da fare prosegu. Forse se quegli
individui fossero stati tedeschi avrebbero reagito in modo razionale...
ma sono americani... Bttger sorrise, sperando di suscitare
una reazione nei colleghi, ma solo Kleiber diede segno di apprezzare
la battuta.
Bttger si premette la punta delle dita sulle labbra. Tutti noi
abbiamo dedicato gran parte della nostra vita alla prosperit della
Germania, per rafforzarla e farne un bel luogo dove vivere disse
Bttger. Chi ha dimenticato quel che abbiamo sofferto sotto Hitler
e la sua banda di criminali? C' forse bisogno che vi racconti
quel che han fatto i nazisti al nostro paese e alla nostra gente, e
non soltanto le distruzioni materiali conseguenti alla guerra, ma
anche i danni morali che la propaganda nazista ha causato ai nostri
figli. Non siete forse informati su ci che i nostri compatrioti
dell'est subiscono sotto un regime di fantocci manovrati da Mosca?
Noi viviamo in Occidente e non ci stanchiamo di render grazie al
cielo, per questo; ma la democrazia tedesca  un fiore delicato, trapiantato
da altri climi. Quel che abbiamo costruito sulle ceneri del
1945 potrebbe essere rapidamente distrutto dai pazzi neonazisti o
dai fanatici comunisti, cui piacerebbe vedere i soldati russi pattugliare
le nostre strade.
Lei ha ragione, dottor Bttger disse una voce in fondo al tavolo.
Hitler  morto disse Bttger. E riposi in pace. Non vogliamo
rivelazioni, cosiddetti verbali di Hitler, piani segreti per riesumare
Hitler dalla tomba e adornarlo con gli splendori di un trionfo
storico che faccia notizia. Non inganniamoci: ci sono uomini che
approfitterebbero di una simile apoteosi per impadronirsi del potere
politico. Si pass una mano sul viso. Gli inglesi se ne infischiano
della reputazione di Churchill; i loro libri di storia pullulano
di uomini del genere. La democrazia  il filo con cui  intessuta
la loro societ.  la nostra fragile, recente democrazia che ha
bisogno della reputazione dei Churchill e dei Roosevelt e di altri
esponenti politici come loro, i quali hanno dimostrato che un uomo
pu essere ben protetto dal freddo, ben pasciuto e felice, ed
egualmente libero di dire quel che gli pare e piace e di destituire
dalla carica i suoi governanti.  per questo che dobbiamo far di
tutto per assicurarci che Mosca non si appropri di quei documenti.
N essi dovranno cadere nelle mani di giornalisti di pochi scrupoli,
che pensano solo alla loro carriera. E neppure in quelle di
coloro i quali ci direbbero che Hitler  stato il Bismarck del XX
secolo. Lasci vagare lo sguardo sui colleghi: Non mollate proprio
ora, miei cari amici, non mollate proprio ora.
Il dottor Bttger si sedette. Non vi fu alcuna reazione al suo
discorso, se non che ora tutti i presenti rivolsero la loro attenzione
alla colazione alla tedesca che era stata predisposta su tovagliette
ricamate, davanti a ciascun commensale, attorno al lungo tavolo
lucido.
Bottger impugn con delicatezza un coltello e decapit l'uovo
alla coque. Gli altri seguirono il suo esempio. Bando alle formalit,
era il momento delle domande. Il dottor Bottger detestava le
domande.
 la violenza che m'impensierisce confess un ometto lentigginoso
all'altro capo della tavola. Si chiamava Fritz Rau. Sono
gi state uccise parecchie persone, ci ha detto. Possiamo essere sicuri
che ora sia finita? Il medico gli aveva proibito le uova, il
burro e il formaggio, per cui adesso addentava guardingo il pane
nero.
Bottger s'irrit. Tutt'altro. Non dubito che ci saranno altri
morti, e questo semplicemente perch gli individui che ci troviamo
ad affrontare sono risoluti a sostenere uno scontro frontale.
Non lo avevo ben capito quando ci siamo messi in questa impresa
disse l'ometto. Mi domando quanti di noi avrebbero autorizzato
la costituzione del Trust, se ci fossimo resi conto che il denaro
era destinato ad assoldare sicari.
Cal un silenzio stupefatto, che per non dur a lungo. Willi
Kleiber si lev in piedi. Era un individuo dal fisico possente, cui
piaceva partecipare ai raduni dei superstiti del suo reggimento di
fanteria e cantare i vecchi inni di guerra davanti a un boccale di
scura birra bavarese. Disse Kleiber: Io l'ho capito, e anche tutti
quelli con cui ho parlato. Sorrise. Chiunque non sia duro d'orecchio
l'ha capito. La sua era una voce tonante, e di rado qualcuno
contraddiceva Kleiber.
Io ci sento benissimo disse Rau, l'ometto.
Dobbiamo lasciare che sia Willi a occuparsi degli aspetti operativi
della faccenda disse il dottor Bottger. Per un attimo avvert
un'ondata di panico, credendo che Rau potesse avere scoperto
qualcosa riguardo al diplomatico inglese che avevano ucciso per
sbaglio a Los Angeles. Il tentativo di Kleiber di uccidere l'agente
segreto inglese era stato un altro errore. Willi Kleiber era incline a
risolvere i problemi eliminando gli avversari. Ma Bottger aveva
acconsentito a servirsi di Kleiber come capo delle operazioni e
ora erano legati a doppio filo a lui, per cui dovevano dargli tutto
l'aiuto di cui aveva bisogno.
Gli "aspetti operativi consistono nell'uccidere la gente che
non ci  simpatica? domand Fritz Rau.
S disse Bottger. Lasci vagare uno sguardo ansioso sulla
tavolata, bevendo un sorso di caff nero. Una volta, Fritz Rau era
stato uno dei pi brillanti scienziati dell'industria tedesca. Di tanto
in tanto, ancor oggi si poteva sorprenderlo in camice bianco nel
laboratorio del grosso complesso chimico praticamente di sua propriet,
nell'atto di sperimentare concretamente qualche nuova idea
di cui aveva frettolosamente preso nota sul retro di una busta.
Bttger sapeva che il silenzio degli altri commensali dipendeva in
gran parte dal rispetto che nutrivano per Rau. Bttger cominciava
a preoccuparsi che i dubbi di Rau potessero ledere l'Operazione
Sigfrido.
Sar bene che comprendiate una cosa, signori disse Bttger.
Teneva in mano una tazza di caff, come se quell'idea di importanza
vitale gli si fosse presentata solo in quel momento. Pass
lentamente in rassegna le facce di tutti i presenti. Aveva sempre
avuto un debole per il melodramma, Bttger. La verit era che si
era servito di quelle maniere per dare la scalata alla sua attuale
elevata posizione sociale. Sar bene che comprendiate che ciascuno
di noi, dal primo all'ultimo, si  gi reso colpevole di un delitto.
Siamo tutti quanti complici in omicidio. Ecco tutto. Io credo che
quanto stiamo facendo otterrebbe l'approvazione di ogni tedesco
che ama la sua patria. Se anche bloccassimo l'Operazione Sigfrido
domani, senza aver attuato i nostri piani, quale sarebbe il risultato?
Riusciremmo a riportare in vita quei morti? No. E se uno di
noi decidesse di andare alla polizia o al ministero degli Esteri a
svelare il nostro piano? Devo proprio dirvi che cosa accadrebbe?
Chiunque abbia avuto a che fare con l'Operazione Sigfrido sarebbe
spietatamente perseguito e severamente punito. Con tutta probabilit
finiremmo in prigione per il resto della nostra vita. E a prescindere
dalle responsabilit criminali di ci che abbiamo fatto, che
ne sar dei nostri colleghi? Sono sicuro che, al pari di me, vi siete
assicurati l'aiuto generoso dei vostri soci e colleghi in affari, falsificando
i libri contabili, per mettere a disposizione del Trust grosse
somme in contanti, di cui vi siete appropriati illecitamente. Abbiamo
altres disperso e nascosto i fondi sottratti alla banca di Ginevra.
E nella faccenda sono coinvolte molte persone. Nessuno ha
fatto domande; si sono prestati a farlo perch erano amici. Dobbiamo
ripagarli col tradimento? Io dico di no. Io dico che dobbiamo
tener duro, come hanno tenuto duro gli inglesi nel 1940, e come ha
tenuto duro il nostro popolo nel 1944, mentre i russi continuavano
ad avanzare e i bombardieri anglo-americani facevano a pezzi le
nostre citt. Tenete duro, mettete a tacere i vostri dubbi, amici
miei. Fate ci che va fatto.
Bttger sorrise, concludendo la sua arringa. Per un momento
temette il peggio. Attese finch vide il suo sorriso riflettersi sui volti
ansiosi attorno al tavolo, e allora comprese di averli convinti.
Persino il povero, minuto Fritz Rau appariva momentaneamente
rassicurato.
Dopo di lui prese la parola Willi Kleiber. Non si ricorrer
alla violenza fine a se stessa, dottor Rau promise. In vita nostra
abbiamo gi assistito a una quantit sufficiente di uccisioni, e nessuno
di noi ne ha pi voglia.
Fece una pausa e si guard attorno. Erano tutti uomini che conosceva
da almeno dieci o quindici anni. Willi Kleiber possedeva e
dirigeva personalmente uno dei migliori istituti di vigilanza d'Europa.
Tutti quegli uomini si erano rivolti per qualche motivo alla
sua agenzia. Alcuni di loro gli avevano confidato i loro pi oscuri
segreti; Kleiber aveva dato una mano a pi di uno dei loro figli invischiati
con spacciatori di droga, e aveva scoperto i segreti di due
mogli infedeli. Neppure il fisco sapeva su quegli uomini quanto ne
sapeva Willi Kleiber. Disse: Il dottor Rau ha domandato se gli
aspetti operativi della faccenda consistono nell'uccidere la gente
che non ci  simpatica. Il dottor Bttger gli ha risposto di s. Con
tutto il rispetto dovuto al dottor Bttger, mi sia consentito di correggerlo.
In questa delicata operazione non c' posto per le antipatie
personali. Le uniche persone che saranno uccise sono quelle al
corrente di qualcosa che possa rappresentare un pericolo per la
nostra causa. La lista delle esecuzioni sar quanto pi breve mi
riuscir possibile. Su questo, tutti i presenti si rassicurino. In
guerra, ho ucciso uomini. Li ho uccisi in scontri corpo a corpo. 
stato orribile.  stato qualcosa di cui non sar mai capace di parlare
ai miei figli. Il dottor Bttger ha scelto me per affidare la responsabilit
operativa di questo piano, semplicemente perch sa
che aborro la violenza. Non sono il vostro sicario, signori. State
pur certi che non colpir gli innocenti.
Grazie, Willi disse Fritz Rau. Era uno dei pi anziani tra i
presenti, e di conseguenza godeva del privilegio di rivolgersi ai colleghi
pi giovani senza tante cerimonie.
Bttger esal un sospiro di sollievo e si affrett a passare all'unico
argomento che ancora restava da discutere. C' stata un'improvvisa
richiesta di denaro da Londra, e ci occorre una organizzazione
aziendale di qualche tipo, alla quale far pervenire i fondi.
Ovviamente, non dobbiamo attirare l'attenzione di eventuali uffici
governativi inglesi, e mi domando se uno di noi potrebbe indicare
il sistema, per un accredito di mezzo milione di Deutschemark solo per il periodo occorrente a costituire una ditta.
Nessun problema disse l'esperto in assicurazioni marittime.
Per dovr mettermi al corrente di tutti i particolari riguardanti
la persona che avr accesso al denaro. Campioni di firme e cos
via.
I particolari glieli fornir Willi. Le far avere il denaro nella
forma che preferisce. Lanci un'occhiata all'orologio sopra la
porta. Per questa settimana pu bastare, signori disse Bttger.
Riceverete tutti un telex nel solito codice, che vi informer del
luogo dove si terr la prossima riunione. Vi prego soltanto di farmi
avere le deleghe, nel caso che qualcuno non possa presenziare.
Quando la riunione si sciolse, Willi Kleiber si trattenne a
scambiare ancora qualche parola col dottor Bttger. Per un momento
mi sono domandato che cosa stesse per dire il vecchio Fritz
disse Kleiber.  la violenza che m'impensierisce soggiunse, imitando
l'accento della Sassonia di Fritz Rau e il tremito che a volte
gli incrinava la voce. Fu una parodia crudele.
Sta diventando troppo vecchio disse Bttger. Capiter a
tutti noi, con l'andar del tempo, suppongo.
Comunque sia, tutto  andato per il meglio.
Per il momento, s disse Bttger. Ma lei sa perfettamente,
come lo so io, che i morti non saranno solo uno o due.
Sar un casino disse Willi Kleiber. Difficile dire quante
persone andranno eventualmente eliminate. Su questo sono d'accordo
con lei. Credevo che l'esplosione in Inghilterra, quando abbiamo
dovuto sbarazzarci del mio vecchio camerata Franz Wever,
avrebbe occupato per un pezzo le prime pagine dei giornali.
 stata una pazzia agire in quel modo disse Bttger. I suoi
uomini non hanno un briciolo di buon senso?
I servizi segreti inglesi conoscevano gi Wever spieg Willi
Kleiber. Facevano pressione su di lui. Dovevamo far qualcosa in
fretta e furia.
I servizi segreti inglesi. Lasciare che entrino in possesso dei
verbali di Hitler sarebbe la cosa peggiore che potrebbe capitarci
disse Bttger. Se ne venissero a conoscenza i giornali, forse riusciremmo
a dissuaderli comprandoli o persino terrorizzandoli. In
caso contrario, potremmo alzare una cortina di fumo. Ma se cadessero
nelle mani dei servizi segreti inglesi, potrebbe succedere di
tutto.
Willi Kleiber si gratt il mento. Intende dire che gli inglesi
rappresentano un pericolo per noi? S, non ci avevo pensato sotto
questa luce, dottor Bttger, ma devo darle ragione in pieno.
Bttger lo guard annuendo. Sapeva benissimo che Willi Kleiber non
aveva mai considerato la faccenda da un qualsiasi altro punto di
vista.

 Capitolo 24.

Sir Sydney Ryden aveva un appuntamento per pranzo, ma
riusc a infilare Boyd Stuart in un intervallo tra il segretario della
sottocommissione per i preventivi di stipendio e un aperitivo in
compagnia del responsabile del coordinamento. Boyd Stuart attese
mezz'ora in un salotto deserto prima che il direttore generale facesse
il suo ingresso, si lasciasse cadere nella poltrona e si passasse
una mano tra i capelli. Sembra che le cose accadano tutte insieme,
Stuart. Non trova?
S, signore. Sono desolato di renderle ancor peggiore una
giornata di per s gi difficile.
Tutt'altro disse il direttore generale. Sono stato io a decidere
di seguire da vicino le sue indagini. Ha scoperto qualcosa?
Boyd Stuart gli raccont della telefonata che Paul Bock aveva
fatto a casa di Stein, a Los Angeles. E della sua visita alla casa nei
quartieri nord di Londra, il giorno prima.
Omosessuali? E Sir Sydney mosse su e gi la testa, rispondendo
affermativamente alla propria domanda.
Non ho motivo per pensarlo, direttore.
Sembrerebbero due delinquenti disse il direttore generale.
Sono delinquenti convenne Boyd.
Capisco, Stuart. Il direttore generale sbirci il mobile bar,
ma decise che il pranzo che lo attendeva sarebbe stato piuttosto impegnativo.
Meglio conservare le idee perfettamente chiare. Devo
dedurne che prende sul serio le loro informazioni?
Per il momento, s, signore.
Non  alquanto assurdo? Certamente non creder che un'associazione
di industriali tedeschi stia per dar vita a un nuovo movimento
nazista!
Non sono ancora arrivato al punto di potermi permettere il
lusso di scartare una qualsiasi eventualit disse Boyd.
Be', l'inchiesta  di sua pertinenza disse il direttore generale,
grattandosi la testa. Per il primo ministro insiste per avere
un rapporto sulla situazione, e non mi sorride l'idea di dire alla signora
in questione che secondo il mio principale agente operativo
si tratta di un complotto neo-nazista.
Paul Bock  riuscito ad accedere al computer incalz Boyd
Stuart. L'altro ha lavorato nel campo dell'elettronica e, almeno
stando alle indagini frettolose e superficiali che ho condotto stamane,
 assai competente nella raccolta delle informazioni.
Sono particolari che mi guardo bene dal contestare disse il
direttore generale cocciutamente.
E allora, quali motivazioni potrebbero avere? domand
Boyd Stuart. Perch si sarebbero messi in contatto con Stein per
avvertirlo che la sua vita  in pericolo? Ovviamente, Stein  uno
sconosciuto per loro, altrimenti si sarebbero accorti immediatamente
che ero un impostore. Il ragazzo tedesco ha svelato un segreto
a un perfetto estraneo. Se l'estraneo lo tradisce, rischia il licenziamento
in tronco dalla banca, magari anche una condanna.
Sicch, quali motivazioni potrebbero avere, oltre a quelle che mi
hanno dichiarate?
Forse lo trova divertente disse il direttore generale. Forse
non ha bisogno di lavorare; potrebbe vivere di rendita. Ragazzi ricchi
piantagrane. Il mondo occidentale abbonda di individui del genere.
Di fronte a una simile generalizzazione, Stuart stent a frenare
l'irritazione. Secondo me,  pi sicuro supporre che debbano
lavorare per vivere, signore. E personalmente, preferisco ritenerli
sinceri.
Non  il caso che mi faccia la predica, Stuart. Boyd Stuart
non replic. Il direttore generale guard l'orologio. Be', mi rendo
conto che vuol seguire fino in fondo questa linea, per cui non le
metter i bastoni fra le ruote. Si alz: gli scricchiol la rotula, e se
la massaggi brevemente. Non le spiace se indago un po' per conto
mio, eh?
No, signore disse Boyd Stuart in un tono che sper lasciasse
intendere al vecchio che gi solo l'idea lo spaventava.
Magnifico. Riparliamone domani, prima che mi incontri col
primo ministro.
Sir Sydney Ryden non gradiva la prospettiva di doversi incontrare
col rappresentante del controspionaggio della Germania Occidentale,
il BND, ossia Bundesnachrichtendienst. In qualche modo,
tra i due uomini pareva esistere una certa incompatibilit, e
quello che avrebbe dovuto essere uno scambio di informazioni utili,
anche troppo spesso finiva col trasformarsi in uno scambio di lamentele,
che a volte sfiorava l'alterco.
Il pranzo che consumarono assieme da Boodle's marted, 17
luglio, non fece eccezione alla regola. Si manifestarono divergenze
d'opinioni in merito a certe strutture di addestramento che non
erano ancora utilizzabili, e vi fu una richiesta di restituzione di
importanti carteggi che Sir Sydney sapeva, guardandosi bene dal
rivelarlo, che erano andati smarriti chiss dove a Whitehall, e ancora,
un litigio circa un articolo di giornale relativo a un missile
segreto di cui era venuta a conoscenza la stampa. Come tentativo
di collaborazione europea, il pranzo fu un fallimento, ma quando i
due uomini scesero a bere il caff e videro gli altri soci del circolo
sprofondati nelle decrepite poltrone di pelle, la loro conversazione
vert sul giardinaggio.
La scoperta che quel tedesco ostico condivideva la sua passione
per le piante grasse fu una vera e propria rivelazione per Sir Sydney
Ryden, il quale era un illustre membro dell'Associazione
Cactus e Piante Grasse di Gran Bretagna.
In via generale, stava dicendo Sir Sydney, trascurando il
caff,  abbastanza comune constatare la presenza di fiori pi
grossi della pianta, con l'eccezione, forse, della Mammillaria e
della Rhipsalis. Se avesse visto il mio Echinocactus tabularis con
tre fiori, ciascuno dei quali pi grosso della pianta... cielo, credo
proprio che sarebbe rimasto a bocca aperta. Sir Sydney batt la
mano sul bracciolo della poltrona di pelle con tanta foga, da far alzare
gli occhi dal giornale a un socio seduto all'altro capo della sala.
Il peggior parassita  la pseudococcida disse il tedesco.
L'unica sostanza in grado di eliminarla  la paraffina, ma spesso
ho constatato che muore anche la pianta.
Io non uso mai la paraffina disse Sir Sydney. Non appena
vede quei puntolini lanuginosi, li tolga con uno spillo. Personalmente
preferisco tagliar via un grosso pezzo di pianta piuttosto che
cospargerla di paraffina.
Molto interessante disse il tedesco. Terr a mente anche il
suo consiglio riguardo ai semi.
S,  tutt'altro che difficile. Aspetti che lo stelo del fiore sia
completamente morto prima di asportarne i semi, naturalmente. I
semi della Mammillaria sono contenuti in una capsula; li conservi
cos come stanno fino a primavera, e non semini prima della fine
di aprile, a meno che non sia certo che la temperatura non scender
al di sotto dei diciotto gradi.
Prover disse il tedesco.
 proprio un peccato che non abbia un momento di tempo
per venire nella mia casa di campagna.
La prossima volta, magari.
Eccellente.
Vorrei solo poter contraccambiarle il favore, Sir Sydney.
Il direttore generale fu colto da un'idea improvvisa. Be', forse
pu, mio caro amico. Si tratta di una faccenda segretissima, ma
desidero verificare le probabilit che un giovanotto, il quale lavora
presso la filiale londinese di una banca di Amburgo, possa ricavare
informazioni dal loro computer centrale. Come le ho detto,  una
faccenda segretissima. Si dovrebbe procedere con estrema discrezione.
 semplicissimo, Sir Sydney disse l'uomo del BND. Non
occorre che ne venga a conoscenza il mio ufficio. Me ne occuper
personalmente. Domani, a Bonn, pranzer con mia moglie e un
vecchio amico che dirige uno dei nostri istituti di vigilanza privata
pi efficienti. Sa tutto sulle banche tedesche.
Eccellente disse Sir Sydney Ryden. Preferirei che la cosa
non diventasse ufficiale. Le fornir tutti i particolari.
Il tedesco cav di tasca l'agendina e la sfogli finch non trov
la pagina corrispondente al giorno dopo, mercoled, 18 luglio.
Scrisse: Accennare indagine Sir SR sotto il nome del suo commensale:
Willi Kleiber.


Capitolo 25.

Tutti gli sforzi degli uomini dei servizi segreti inglesi nella zona
di Los Angeles per cancellare dalla segreteria telefonica di
Charles Stein il messaggio di Paul Bock, non avevano sortito risultati
utili. Per quanto riguardava l'apparecchio, fabbricato da un
piccolo stabilimento di San Diego, esso veniva reclamizzato come
il pi fidato sul mercato, tra quelli di uso domestico. Un aspetto di
tale sicurezza, sul quale si sbizzarriva la fantasia del pubblicitario,
consisteva nell'impossibilit di cancellatura accidentale di qualsiasi
messaggio in arrivo. L' "Executive Tipo II, cos si chiamava
l'apparecchio, era persino dotato di un cancellatore che si poteva
disinnescare e riporre al sicuro sotto chiave. Era un particolare
che aveva entusiasmato Charles Stein, il quale riteneva suo figlio
Billy anche troppo capace di cancellare accidentalmente messaggi
di vitale importanza.
Quanto poi al tentativo di introdurre nella residenza di Stein
un agente operativo che si spacciasse per un tecnico dei telefoni,
anche questo era destinato al fallimento. La governante di Stein
aveva scoperto da un pezzo che il modo migliore per vivere in pace
col suo datore di lavoro era quello di seguire le sue istruzioni alla
lettera. Cos, quando un giovanotto, munito di pinze, tenaglie e rotoli
di cavo, le parl attraverso il citofono dell'ingresso principale,
gli disse che non poteva entrare. Il giovanotto le disse che il telefono
di casa non funzionava a dovere e, visto che la donna si mostrava
indifferente, insistette spiegando che il guasto avrebbe avuto ripercussioni
su tutti i telefoni del Cresta Ridge Drive. Dovr tornare un
altro giorno gli disse la donna. Charles Stein le aveva ordinato
di non fare entrare nessuno, e questo era quanto intendeva
esattamente fare. Poich il finto tecnico non voleva darsi per vinto,
la governante minacci di chiamare la compagnia dei telefoni per
lamentarsi del suo comportamento. Fu a questo stadio dell'operazione
che tutti i tentativi di interferire nella segreteria telefonica
vennero abbandonati.
Charles Stein rientr a casa alle undici di mattina. Era di cattivo
umore e la governante non gli domand niente, solo che cosa
aveva voglia di mangiare. Soltanto dopo che la donna gli ebbe servito
la minestra, Stein le confid che era stato arrestato per guida
in stato di ubriachezza dalla stradale della California, mentre procedeva
tranquillamente sulla corsia numero due dell'autostrada
del Porto a non pi di settanta di media.
La governante annu e se ne stette zitta fuorch per certi rumoretti
intesi a esprimere simpatia, che gli specialisti di semantica
definiscono suoni ronfanti.
Ubriaco, io! esclam Stein indignato.
Le hanno fatto la prova dell'alito?
Ed  risultata negativa. Avevo bevuto solo un paio di bicchieri
di vino bianco in compagnia di un vecchio amico. Lei mi conosce,
signora Svenson, mi ha mai visto ubriaco? In pratica, non tocco liquori.
Non mi piace neppure pi il loro sapore.
E hanno detto che superava il limite di velocit?
Hanno detto che il fatto di andare prudentemente a settanta
all'ora  tipico degli ubriachi, ecco che cos'hanno detto.
La governante fece udire qualche altro rumoretto di contrariet.
Guida spericolata, cambio di corsia imprudente... mi hanno
portato in guardina, gi dalle parti della Union Station... che gliene
pare?
 terribile, signor Stein.
Ho preteso un esame del sangue. Conosco la legge. Ho preteso
un esame del sangue. Hanno risposto che non riuscivano a rintracciare
il medico della polizia, accidenti a lui. Forse  ubriaco
anche lui, ho detto loro. Alla fine c' stato il cambio della guardia,
e il comandante di turno mi ha fatto rilasciare. Stein guard la
governante e scosse il capo. Sono arrabbiato, signora Svenson. Sono
proprio scocciato, le dico, per il modo in cui mi hanno trattato.
Adesso mangi, signor Stein disse lei. E cerchi di dimenticare
tutto quanto.
Stein fece a pezzi il panino e attacc a mangiarlo assieme alla
minestra.
Quei tizi della stradale non ammetterebbero mai di essersi
sbagliati, sa disse Stein alla governante. Mi hanno trattenuto
tutta la notte, accusandomi di ogni genere di infrazioni del codice
stradale. Poi, stamane, mi hanno rilasciato. Bell'affare. Mi sbattono
in galera per niente e poi sono cos gentili da rilasciarmi. Fin
di mangiare la minestra in silenzio. Dov' Billy? domand, allontanando
da s il piatto. Stein allontanava sempre da s i piatti
vuoti. Aveva bisogno di spazio sul tavolo davanti a s; piatti e bicchieri,
soprattutto se vuoti, lo impacciavano.
 andato gi alla barca disse la governante.
Di nuovo?
Si sta esercitando per la regata del mese prossimo.  iscritto
al campionato, lo sa, signor Stein.  un'occasione che Billy non si
lascia mai scappare.
Stein alz gli occhi, rendendosi conto che Billy Stein aveva
conquistato un'altra femmina alla sua causa, quale che potesse essere.
 ora che quel ragazzo si trovi un lavoro disse Stein.
Le vado a prendere il resto disse la governante.
Stein spazz via in fretta le costolette d'agnello alla griglia con
contorno di patate a tocchetti che, secondo i calcoli della governante,
avrebbero costituito il pasto soddisfacente pi sbrigativo, e di
conseguenza anche il modo pi sbrigativo per restituire al suo datore
di lavoro la consueta calma. Ma Stein aveva scartato le patate
fritte, preferendo invece i pomodori alla griglia, profumati con
qualche fogliolina di basilico fresco dell'orto. Ora, per, la sua decisione
si attenu, al ricordo dell'oltraggio subito, quando lo avevano
ammanettato, spogliato, perquisito, fotografato, e gli avevano
anche preso le impronte digitali. Si cacci le patate in bocca con
nervosa velocit. E poi gettato nella cella degli ubriachi come un
criminale comune.
Avrebbe dovuto telefonarmi, signor Stein.
Niente da fare borbott Stein, senza smettere di mangiare le
patate. Ti permettono di fare solo una telefonata utile, e io davo
la caccia a quell'accidente del mio avvocato per bar, ristoranti e locali
notturni.
Fin di mangiare le patate, afferr la fetta di pane tostato e imburrato
e si lev in piedi. Era ancora impregnato del puzzo della
guardina. Devo fare un bagno disse Stein. Togliermi di dosso
questi vestiti puzzolenti.
Dev'essere stato terribile per lei, signor Stein.
Maledetti fascisti disse Stein. Gliel'ho anche detto. Ho
detto: ho fatto la guerra per togliere di turno i fascisti come voi.
Gliele ho proprio cantate chiare.
E loro che cos'hanno detto?
Si sono messi a ridere disse Stein. Scroll le spalle. Si stava
abituando alla gente che rideva della guerra. Billy Stein ne rideva
da anni. Perch arrabbiarsi, dunque, se ne ridevano anche i figli di
qualcun altro?
Stein si lev in piedi, si sfil la cravatta e si slacci il colletto
della camicia. Irrequieto, and al caminetto e spost alcuni dei soprammobili
di porcellana come se cercasse qualcosa.
Si sente bene, signor Stein? domand la governante. Non lo
aveva mai visto in quello stato, prima d'ora.
Si sono messi a ridere ripet Stein. La chiacchierata con
Jerry Delaney aveva ridestato in lui i ricordi; la notte passata in
guardina gli aveva lasciato troppo tempo per rimuginare. C'era
l'altra met della storia. Ricordava di averla ripetuta all'infinito al
piccolo capitano male in arnese del tribunale militare, che aveva
urlato rabbiosamente, dando del bugiardo a Stein.
Delaney aveva fornito la stessa versione, naturalmente.
Delaney era suo amico: un giovanotto alto e dinoccolato, dal collo lungo
e col fisico goffo di un ragazzo che non ha ancora finito di crescere.
Il maggiore Carson era l'unico veterano che facesse parte della colonna,
quel giorno. Carson aveva combattuto in Francia durante
la prima guerra mondiale. Era un uomo grassoccio, dai capelli
grigi, il naso e le guance arrossati dal freddo, dalle levatacce all'alba
e dalle bevute serali di roba scadente che avevano contraddistinto
i suoi anni di servizio nell'esercito in tempo di pace. Non c'
neppure bisogno del binocolo aveva detto al tenente Pitman
quando avevano scorto il fumo. I tedeschi si trovano al di l della
prossima altura, e stanno dando del filo da torcere alla colonna dei
rifornimenti. Aveva spiaccicato la gomma da masticare sulla
fiancata del mezzo blindato e abbassato lo sguardo alla cartina,
mentre echeggiavano altre esplosioni. Stein lo osservava intento;
Carson non aveva battuto ciglio. L'inchiesta del tribunale militare
aveva tentato di bollare Carson col marchio del codardo, ma un codardo
sarebbe rimasto con la colonna, non avrebbe tentato di attraversare
con una jeep il terreno allo scoperto per andare ad avvertire
il battaglione di ci che stava accadendo. Mi servir un autista
aveva detto il maggiore Carson.
Prenda il giovane Stein aveva replicato il tenente Pitman.
Il ragazzo  troppo giovane per combattere.
Lo sono tutti quanti aveva detto Carson senza alzare gli occhi
dalla cartina.  se i tedeschi sono arrivati qui... punt il dito
contro la protezione di lucida plastica trasparente della cartina
vuol dire che tutta la nostra artiglieria  circondata: contraerea,
gruppo di combattimento del reggimento, tutto quanto... merda!
I pezzi grossi sono degli stronzi, Pitman.
Signors aveva detto Pitman, che pure si dava continuamente
da fare per eliminare un simile disprezzo per l'autorit tra i
suoi uomini.
Carson lo aveva guardato sorridendo. Pitman aveva dieci anni
di pi della maggior parte di quei ragazzi e veniva dall'accademia
di West Point, ma la sua esperienza di vita militare era penosamente
scarsa. La sua uniforme era nuova di zecca, la cravatta infilata
alla perfezione dentro la camicia, la giubba impermeabile immacolata.
Pitman era pi piccoletto di tutti gli altri, e la pesante
pistola automatica e la borraccia piena d'acqua gli sformavano il
cinturone. Il cannocchiale che portava al collo era come una macina
da mulino. Mentre faceva scorrere rapidamente lo sguardo sull'orizzonte,
vedendo soltanto le nere alture pietrose che li avevano
isolati da ogni contatto radio col quartier generale, il suo elmetto
di acciaio urtava rumorosamente contro la corazza del M-3.
Il maggiore Carson gli aveva passato un braccio attorno alle
spalle in un gesto che era insieme paterno e confidenziale. Porti
questi ragazzi in fondo alla gola, tenente, e indietreggi tenendosi
parallelo alla strada di Sbeitla. Si era levato altro fumo, seguito
dal crepitio tamburellante della fucileria. Potrebbe darsi che i tedeschi
tentassero di avanzare per di qui fino a Kasserine.
Kasserine? aveva detto Pitman. Era inconcepibile.
Carson si era rimesso a tastare la cartina. Aveva le unghie
spezzate, le mani macchiate di grasso e di nicotina, e le dita segnate
da piccole cicatrici. Erano le mani di un uomo cui piaceva
smontare motori. Non fatevi venire l'idea di guadagnare medaglie
al merito. Quelli non daranno tregua a questa piccola carovana.
Ritiratevi lungo la gola, e toglietevi di mezzo.
Ma siamo un reparto anticarro aveva detto Pitman. Vuole
che scappiamo?
Va a prendere la mia jeep, ragazzino aveva gridato Carson
ad Aram Stein. Rivolto a Pitman, aveva detto: Porti via di qui
questi pezzi da museo, tenente.  un ordine. Capito?.
Signors aveva risposto Pitman, irrigidendosi in un impeccabile
attenti. Carson era salito sulla jeep senza neppure voltarsi.
Il tenente Pitman si era tolto l'elmetto e aveva passato la mano
sul cuoio sudaticcio del bordo, prima di rimetterselo in testa e di
stringere il sottogola. Toccava a lui, adesso; aveva il comando dell'intera
colonna di fronte al nemico, proprio come aveva tanto
spesso sognato. C' un soldato che risale la pista aveva detto,
ma le sue parole erano state soffocate da un'altra esplosione, questa
volta dai piedi dell'altura. Soltanto Stein si era reso conto di ci
che era accaduto, forse perch era da tanto che lo temeva. Aram
aveva urlato. Era balzato gi dal M-3 con inconsueta agilit, e si
era precipitato come un pazzo gi per la collina. Non muoverti,
Aram. Sto arrivando. Resta dove sei. Sto arrivando, Aram.
Aram!
Posso servirle qualcos'altro? domand la governante.
Dovr fare un discorsetto a Billy le disse Stein. Lo aveva viziato
troppo, quel ragazzo; doveva cominciare a coinvolgerlo nei
problemi della vita di tutti i giorni. Stein era stanco. Da quel momento
in poi, Billy avrebbe dovuto dargli una mano, sul serio.
S, signor Stein disse la governante, sconcertata dal fatto che
Stein si confidasse in quel modo con lei. Non dimentichi che il telefono
 ancora collegato con l'apparecchio di segreteria.


Capitolo 26.

Erano passati quasi otto anni dall'ultima volta che il giovane
Billy Stein era stato a Londra. Ci era andato in visita con sua madre
e suo padre: una vacanza speciale per festeggiare l'anniversario
di matrimonio dei genitori. I quali lo avevano portato a tutte le
tradizionali mete turistiche: il cambio della guardia a Buckingham
Palace, una capatina a teatro per uno spettacolo musicale, una gita
in battello sul Tamigi, a pranzo da Simpson's nello Strand, non
trascurando di dar la mancia all'uomo che tagliava l'arrosto. Era
stato un interludio abbastanza piacevole, ma Londra non aveva
esercitato sufficiente fascino sui membri della famiglia Stein da indurli
a desiderare di tornarci. Il clima freddo, con frequenti acquazzoni
che sembravano sempre coglierli impreparati, non li rallegrava
di certo, e l'albergo non aveva n il riscaldamento n l'aria
condizionata. Non facevano che starnutire tutti e tre, ricordava
Billy.
Londra era cambiata ben poco da quei giorni. Il problema del
parcheggio era come sempre tremendo, il servizio dei tass inadeguato,
i telefoni un mistero, e la cucina non di suo gusto. Billy
Stein aveva passato la maggior parte della sua vita nella California
meridionale, e di rado, ormai, si trovava bene in un qualsiasi
altro posto.
Tutti questi fattori militavano contro il giovane Stein, in missione
a Londra per scoprire, su richiesta del padre, che cos'aveva
da dir loro il signor Paul Bock. Neppure in quell'albergo di lusso
nei pressi di Park Lane, Billy Stein trovava facile la situazione. Il
cameriere del servizio ai piani era portoghese e non capiva che cosa
gli diceva Billy quando ordinava la colazione. I giornali inglesi
del mattino erano ancor pi stupefacenti: consacrati quasi esclusivamente
alle attivit parrocchiali degli esponenti sindacali inglesi,
con l'aggiunta di un'appassionata analisi delle recenti esportazioni
britanniche e di qualche incomprensibile cronaca di un incontro di
cricket. Il titolo diceva: Impiccagione: No della Camera dei Comuni.
Il verdetto del primo ministro nel grande dibattito. Billy
mise da parte il giornale e rivolse la sua attenzione alla colazione.
Succo d'arancia in scatola, una cucchiaiata di uova strapazzate e
qualche briciola di bacon rinsecchito. Si vers il caff ed esal un
profondo sospiro. Perch si era lasciato convincere da suo padre a
venire a Londra? Avrebbe potuto starsene a mangiare il solito
ananas fresco affettato con un bel po' di panna fresca e un caff come
si deve, all'ombra delle palme, studiando la cartina per decidere
dove recarsi in aereo per un pomeriggio di nuotate o di surf o di
sci nautico. Accese il televisore, ma ottenne solo una nevicata di
scariche e un sonoro fruscio. Chiuse gli occhi e butt gi il caff da
albergo.
Non si era ancora ripreso dalla differenza di fuso orario e dallosquallore del volo transatlantico. La temperatura dei "pannicelli
giapponesi differiva ben poco da quella dei martini con cui aveva
tentato di scacciare il ricordo della carne e della verdura riscaldate
che costituivano la cena di prima classe. L'opprimente mediocrit
del film proiettato sull'aereo era mitigata soltanto dalla banalit
delle chiacchiere dell'equipaggio e dal rumore di un passeggero
che russava sonoramente una fila pi avanti. Billy Stein era arrivato
a Londra esausto, e aveva trovato un autista servizievole che
lo aveva accompagnato al suo albergo per quello che in seguito
aveva scoperto essere quasi il quadruplo della normale tariffa dei
tass. Una volta installato nella sua comoda camera d'albergo, aveva
dormito per diciannove ore. Ed era cos che Billy non aveva fatto
niente per mettersi in contatto con Paul Bock fino a venerd,
una settimana dopo che il messaggio era stato registrato dalla segreteria
telefonica, e quattro giorni dopo la visita di Boyd Stuart
in York Way.
Anche il venerd, poi, Billy Stein dovette fare tre tentativi prima
di ottenere l'indirizzo dall'ufficio di segreteria. Dopo una colazione
a mattino inoltrato, s'infil impermeabile e cappello e si
avventur fuori, nella fredda estate londinese. Prese un tass per farsi
portare al Militaria di Jimmy e divenne sempre pi depresso, a
mano a mano che si avvicinava alla meta. Le squallide case e le
strade disseminate di rifiuti mal si adattavano alla voce educata e
ben modulata che gli aveva risposto dal registratore della segreteria.
Ci siamo, principale disse il tassista. Un jumbo jet sfrecci
nel cielo a cos bassa quota, che Billy Stein stent a udirlo. Allung
una manciata di monete e lasci che il tassista si servisse da solo.
Il tassista fece udire un borbottio di protesta per quel lavoro
supplementare, ma esegu.
Billy Stein si fece schermo agli occhi con le mani per sbirciare
dentro il negozio buio oltre il cartello con la scritta Chiuso. C'era
gi subito qualcosa di incongruente nel modo in cui quegli smilzi
manichini da esposizione, modellati per apparire i pi moderni
possibile, si atteggiavano e snodavano nelle goffe tenute militari di
tanto tempo prima. Formavano un gruppo assai strambo, quei nazisti,
con gli spadini da parata e i pugnali, affiancati a ussari e ufficiali
di cavalleria, a corazze ammaccate e a un caporale dei marines
privo della testa. Palesemente acquistati di seconda mano,
quei manichini ostentavano gli arti rotti, le caviglie monche e le
guance sfregiate con imperscrutabile fermezza. Era come un obitorio,
pens Billy, e torn a rabbrividire.
La sua scampanellata non ottenne risposta. Billy osserv la
serratura della porta del negozio. Era pi vecchia della maggior
parte delle anticaglie esposte in vetrina. Lanci un'occhiata furtiva
su e gi per la strada. Che quello fosse uno scherzo o meno, non
era nelle sue intenzioni aver fatto diecimila chilometri senza andare
a fondo della faccenda. Us un temperino per tener fermo il
chiavistello e si appoggi con tutta la sua formidabile forza contro
la porta. E la porta scricchiol, resistette un po' nell'intelaiatura,
poi si spalanc con uno schianto di legni fradici.
Billy Stein entr e accost la porta, appoggiandoci contro una
grossa bomba per tenerla chiusa. In punta di piedi, si fece strada
tra le bandiere con la svastica e le schiere di corazze, spade e fucili.
Al piano di sopra ud una musica: Bach suonato sulla chitarra.
Diede un'occhiata nel retro, che era quasi completamente stipato
di scatole di cartone. Oltre le scatole si scorgeva l'acciottolato di un
cortile non pi grande di una cabina del telefono e, in fondo al cortiletto,
l'uscio di un gabinetto esterno. C'era un lavandino sudicio,
schizzato di macchie rosse.
Billy Stein riattravers il negozio e sal le scale, cercando di fare
meno rumore possibile. La musica pareva giungere dal piano
superiore. Sul pianerottolo, si ferm. La musica si interruppe
mentre tendeva l'orecchio attaverso l'uscio. Una voce maschile disse:
Era la Suite per liuto, n. 2 in La minore, di Bach, eseguita da
Carlos Bonell. Si rese conto che era la voce di un annunciatore
della BBC, che usciva da una radio, e gir cautamente la maniglia
per aprire la porta.
Era un locale spazioso, che dava sul tetto di ardesia del gabinetto
del piano sottostante, fino a uno stento alberello che cercava
disperatamente un raggio di sole in un cortile esattamente delle dimensioni
e della forma adatte a un'esecuzione capitale. La stanza
era ingombra di mobili: parecchie poltrone decrepite e un grosso
divano con la tappezzeria logora, attraverso la quale si intravvedeva
una molla. Appoggiata al caminetto, c'era una mezza dozzina
di grandi cornici dorate, oltre a un ombrellone di un rosso sbiadito
con la pubblicit della Coca-Cola. Il tutto era impregnato di puzzo
di gatti e di cavoli.
Billy attravers la stanza per raggiungere la porta di quella
adiacente. Era un uscio massiccio, sepolto sotto molteplici strati di
vernice scadente. Qualcuno con velleit artistiche aveva tracciato
linee ondulate sulla vernice fresca, servendosi di un pettine, nel
tentativo di simulare le venature del legno. Billy si appoggi alla
pesante porta: era sprangata, ma la chiave era l, sul pavimento.
La raccolse e la infil nella toppa. Attraverso la porta ud la chitarra
che riprendeva a suonare.
Qualsiasi cosa si fosse aspettato di vedere nella stanza, non
erano di certo i due uomini distesi sul letto. Nella stanza, c'era
sangue quasi dappertutto, ivi comprese due tute da manovale che
erano state appallottolate e spinte nel caminetto con le molle di ottone.
Gli uomini sul letto erano morti. Uno era Paul Bock e l'altro
Jimmy. Billy Stein non poteva sapere chi fossero, perch gli assassini
avevano cercato di ritardarne l'identificazione recidendo le
mani e la testa a entrambi e portandosele via.
Billy ristette sulla soglia, incapace di spiccicar parola. Non
avrebbe saputo dire per quanto tempo se n'era stato a fissare i due
cadaveri decapitati, stesi sul piumino zuppo del loro sangue, ma
d'un tratto ud l'annunciatore dichiarare che il prossimo pezzo per
chitarra sarebbe stato di Albniz. Usc rinculando dalla stanza e
chiuse la-porta con pi violenza di quanto fosse nelle sue intenzioni.
Sedette nella vecchia poltrona e si sent battere il cuore come se
tutto il suo corpo fosse sul punto di scoppiare. Frenando il panico,
batt in ritirata per la stessa strada per cui era venuto, chiudendosi
tutte le porte alle spalle. Udiva ancora suonare la chitarra.
Billy si rendeva conto che l'assenza delle prove costituite da
eventuali protesi dentarie o dalle impronte digitali delle vittime
avrebbe notevolmente ostacolato le indagini, per c'era pur sempre
qualcosa di diabolico in uomini cos malvagi da spiccare la testa
dal busto e tagliare le mani alle loro vittime.
Fu un'ora dopo, mentre vagabondava ancora senza meta per le
sudice viuzze di King's Cross, che Billy Stein si rese conto di come
ora la scena del delitto fosse disseminata delle sue, di impronte digitali.
Comunque fosse, non aveva intenzione di tornarci. Chiese a
un passante di indicargli la strada per Park Lane. Dovette camminare
fino alla stazione della sotterranea di Warren Street sotto
la pioggerella, prima di avere la fortuna di trovare un tass. Una
volta salito in macchina, si nascose la testa tra le mani. Era difficile
credere che il giorno prima non aveva avuto problemi pi urgenti
che decidere se era il caso di cambiare il filtro dell'olio al motore
del suo aereo.


Capitolo 27.

Il controllo londinese di turno telefon a Boyd Stuart esattamente
alle 14,23 di venerd, 20 luglio. Chiamava su una linea interna
munita di dispositivo speciale per salvaguardare la segretezza
delle conversazioni, per cui poteva parlare liberamente. Stein
 andato l disse il controllo di turno.
E adesso dov'?
 tornato in albergo. Era pallido come un panno lavato. Ha
girovagato per le strade come se non sapesse dove stava andando.
Poi ha visto passare un tass, gli ha fatto segno ed  arrivato all'albergo
una quarantina di minuti fa.  molto scosso.
Lo sarei anch'io disse Stuart. La polizia non si  ancora
fatta viva?
Il giovane tedesco aveva chiesto alla banca qualche giorno di
permesso. Probabilmente non segnaleranno la sua assenza dal lavoro
fino a luned. L'altro giovane non ha amici n parenti, a
quanto mi risulta.
Quanto  rimasto l dentro, Stein?
Venti minuti, forse meno.
Segu un lungo silenzio, durante il quale Boyd Stuart disegn
una serie di scatole sul tampone. Poi tracci con cura tante croci
all'interno di ogni quadratino, finch il disegno non fu completo.
 ancora in linea? disse il controllo di turno.
S, ci sono.
Questo sarebbe il momento giusto per farlo, signore. L'uomo
che gli abbiamo messo alle calcagna ha detto che Stein era in uno
stato terribile.
Grazie fece Stuart. Mi tenga aggiornato.
Riagganci e allung la mano al cappello. Al pari di Billy
Stein, decise che le condizioni atmosferiche sconsigliavano di uscire
senza impermeabile.
Sono venuto a trovare il signor Stein disse Boyd Stuart al
portiere dell'albergo. Vorrei fargli una sorpresa.
Spiacente, signore, ma...
La mano di Boyd Stuart scatt ad agguantare il polso dell'uomo
sul banco prima che si avvicinasse al citofono. Vorrei fargli
una sorpresa ripet Stuart, questa volta esibendo la tessera della
polizia metropolitana che teneva in serbo per occasioni del genere.
L'impiegato fiss il documento. Dovr chiamare il direttore.
Lei non chiama proprio nessuno, disse Boyd Stuart altrimenti
la sbatto dentro con l'accusa di aver intralciato un agente di
polizia nell'esercizio delle sue funzioni. Parlava a bassa voce, ma
teneva bloccato il polso dell'uomo con forza sufficiente a strappargli
una smorfia di dolore. Salgo semplicemente a fare una bella
chiacchierata tranquilla. Capito?
Capito disse l'uomo. Boyd Stuart moll la presa e attravers
in fretta il vestibolo per infilarsi nell'ascensore. Quando l'impiegato
alz gli occhi dopo essersi massaggiato il polso, Stuart era gi
sparito.
La stanza 301 era vicina agli ascensori. Le stanze che finivano
con le cifre 01 erano sempre vicine agli ascensori, e i viaggiatori
esperti cercavano di evitarle. Stuart si domand perch Stein non
avesse preso un appartamento. Stando ai risultati dei controlli che
avevano eseguito sulla situazione patrimoniale della famiglia e al
suo tenore di vita, se lo sarebbe potuto permettere. Stuart spense la
luce nel corridoio, poi buss all'uscio.
S. Era la voce di Billy Stein.
Servizio ai piani.
Che cosa vuole?
Ho un plico per lei - arrivato dall'estero. C' un francobollo
straniero.
Lo infili sotto la porta.
Stuart sorrise. Non era la prima volta che lo intrappolavano in
quel modo, ricord. Si tratta di un plico, ho detto. Non ci passa,
sotto la porta. Segu un'altra lunga pausa, poi Stuart ud girare
il chiavistello. Sapeva che doveva agire in fretta, e sperava ardentemente
che Stein non avesse messo la catenella.
Billy Stein socchiuse appena appena la porta, e Stuart abbass
la spalla e caric con tutto il suo peso. Stein era preparato, ma non
abbastanza. Arretr barcollando nella stanza; Stuart gli tenne dietro,
inciampando nei bagagli di Stein, ed evit di cadere solo aggrappandosi
al bordo del letto. A questo punto, Stein era seduto
sul pavimento, e Stuart gli puntava contro una Magnum Smith &
Wesson, a una trentina di centimetri dal naso.
Fermo disse Stuart, e il giovanotto rimase fermo. Non era la
prima volta che Stuart sceglieva nell'armeria quella pistola di
grosso calibro, che entrava a malapena nella fondina appesa all'ascella
e lo faceva inclinare da un lato, tanto era pesante. Ma aveva
constatato come i proiettili da 357 riuscissero a perforare la lamiera
delle carrozzerie, e aveva anche constatato come la sola vista
dell'arma bastasse a immobilizzare gli uomini, cos come ora bloccava
Billy Stein, accasciato sul pavimento della camera.
Non ci sono contanti, qui disse Billy Stein, senza staccare lo
sguardo dalla grossa pistola. Niente apparecchi fotografici, niente
travellers cheques. Riusc ad assumere un tono lievemente beffardo.
Hai sbagliato numero, amico. Mi sono rimasti solo pochi
dollari in tasca, e sono in cerca di lavoro.
Stuart sorrise. Tu mi deludi, Billy.
Stein alz gli occhi e aggrott la fronte. Come diavolo fai a
sapere come mi chiamo?
Stuart non rispose. Lasci vagare lo sguardo per la stanza.
Stein era in vestaglia e doveva essersi steso sul letto tentando di
dormire. Sul comodino c'era il suo orologio d'oro da polso, assieme
al Geographia's London Atlas e agli occhiali con le lenti gialle.
La prossima volta che vai ad aprire la porta di una camera
d'albergo quando senti bussare, infilati gli occhiali. Potresti dover
mettere una firma.
La prossima volta, teppista? fece Billy Stein. Si stava riprendendo
dalla sorpresa quanto bastava ad arrabbiarsi. La
prossima volta ti faccio a pezzi con le mie mani. Stein tent di rimettersi
in piedi.
Rimani dove sei disse Stuart. So come usarlo, questo cannone,
e ti riserver lo stesso trattamento che hai usato tu a quei
poveri ragazzi su in King's Cross stamattina, se mi offri il minimo
pretesto.
Aspetta un momento disse Billy. Aspetta un momento.
Che ragazzi? Di che cosa stai blaterando?
Piantala di fare la commedia, Stein. So che cos'hai fatto
stamattina prima di rientrare nel tuo bell'albergo a schiacciare un pisolino.
Hai ucciso quei due giovani e gli hai tagliato via la testa.
Che cosa ti avevano fatto? Tentavi di vender loro un po' di quei
begli incartamenti di Hitler che ha il tuo paparino, o erano indietro
col pagamento dell'affitto?
Ah, adesso ci sono disse Billy Stein. Sei uno degli inglesi
che hanno parlato dei documenti a pap. Sai tutto su quella roba.
So delle carte disse Stuart. Quel che non so  fino a che
punto tu e il tuo paparino siete disposti a tener duro. Che cosa hai
usato, Billy? Un'accetta, oppure una mannaia?
Non prendere questo tono con me, bastardo disse Billy.
Non li ho uccisi io, quei due - giovani, hai detto che erano; non
so neppure se erano giovani o che altro - ero incaricato...
Incaricato? Incaricato di cosa, e da chi? Prendi l'aereo per
Londra - prima classe, con tutto quel che ne consegue - e scendi
in questo albergo di lusso. Esci stamattina di qui e te ne vai direttamente
a un indirizzo di King's Cross - una gita che non
rientra di certo nei normali itinerari turistici, ne converrai - e rimani
l dentro una ventina di minuti. E suppergi il tempo che ti
ci  voluto per compiere il misfatto, Stein? Incaricato? Di che diavolo
stai parlando?
Qui sei a casa tua. Io sono spaesato, qui; sono vulnerabile.
Okay. Per non li ho uccisi io, quei due, in quell'appartamentino
fetente. Lo giuro su Dio, non sono stato io.
E allora chi li ha ammazzati, piccola nullit? Stein si mosse.
Sta fermo, o ti faccio saltare le cervella.
Stein raccont diffusamente l'arresto di suo padre da parte della
stradale, e la telefonata di Paul Bock che aveva trovato ad
aspettarlo quando era finalmente tornato a casa, in Cresta Ridge
Drive. Stuart si rese conto che la lentezza della narrazione di
quanto era accaduto era calcolata per dare a Stein la possibilit di
rimettersi in sesto e togliersi dagli impicci a forza di chiacchiere,
ma si guard bene dal fargli fretta o dall'interromperlo. Attese
semplicemente che Stein esaurisse gli argomenti, e quando Stein
alz gli occhi a spiare la sua reazione, Stuart era l in piedi, pistola
in pugno, e sorrideva educatamente.
Che cosa c' da ridere? fece Stein.
Ho capito bene? disse Stuart. Mi stai dicendo che un tale
ha telefonato a tuo padre a Los Angeles, un tale di cui non avevi
mai sentito parlare, e in forza di un'unica telefonata sei saltato su
un aereo e sei venuto a Londra? Prendi in giro qualcun altro,
Stein, io non ci casco.
Ha detto che la faccenda riguardava i documenti.
Oh, ha detto che la faccenda riguardava i documenti disse
Stuart in tono canzonatorio. Be', questo spiega tutto quanto.
 logico che se uno ti telefona e dice...
Va all'inferno disse Stein. Adesso che aveva udito Stuart
sbeffeggiare la sua spiegazione, si rendeva conto di quanto improbabile
sarebbe sembrata a una giuria.
Devo proprio dirti che cosa fanno a quelli che s'introducono
nelle case dei bravi abitanti dei quartieri settentrionali di Londra a
tagliar loro la testa e le mani con l'accetta? Li mettono in gattabuia
per un lungo, lunghissimo periodo di tempo. Hai mai visto com'
fatta una prigione inglese, Stein? O meglio ancora, ne hai mai
sentito il fetore? Ne hai mai sentito il fetore la mattina presto,
quando svuotano i buglioli? Mica ci sono i gabinetti con lo sciacquone,
amico mio. Non si pu starsene seduti comodamente in sala
a guardare la televisione a colori, come succede in quelle belle
prigioni di stato della California. Da queste parti siamo pi primitivi.
Dai titoli dei giornali di stamattina sembra che tu l'abbia
fatta in barba al boia, Billy. Per dovrai trascorrere il resto della
tua vita mortale in qualche lurido, fetente, vecchio tugurio vittoriano
che fa venire in mente un'illustrazione di un romanzo di
Charles Dickens.
Billy Stein batt il pugno sul tappeto. Non ho ammazzato
nessuno.
Che cos'avevano fatto? Rubato qualche vostro documento nazista?
Ho notato che il negozio era pieno di spade e pugnali nazisti
e altra robaccia del genere.  questo che avevano fatto?
Se hai intenzione di denunciarmi, fallo pure.
Stuart si accost alla pettiniera e pass rapidamente in rassegna
il passaporto americano di Stein, i biglietti aerei, le chiavi e le
monete, nonch un portafogli contenente banconote, patente di
guida rilasciata dallo stato della California, tesserino della previdenza
sociale e carte di credito. Prova a domandarti in che razza
di situazione ti trovi sugger Stuart.
Billy non apr bocca.
Hai lasciato le tue tracce dappertutto in quella casa di King's
Cross. La polizia usa ancora rilevare le impronte digitali, Stein.
So bene che quei sapientoni dei film polizieschi dicono che si tratta
di vecchiume fuori moda, ma i poliziotti continuano a far condannare
un sacco di gente ogni anno, in base agli indizi delle impronte
digitali. Stuart sollev sul letto una valigia di Samsonite capace
di contenere due vestiti completi pi i relativi accessori. Di questi
tempi, le impronte digitali vengono computerizzate, Stein. Niente
pi perdite di tempo in attesa che qualche burocrate raffronti
archi, occhielli e circonvoluzioni - si fa tutto in un batter d'occhio,
oggigiorno. Fece scattare le cerniere e rovist in fretta tra gli indumenti.
E anche se sei innocente, chi mai ti creder?
Non ci troverai i documenti di Hitler, l dentro, amico.
Davvero? Be',  proprio un peccato, per mi merito un premio
per averci almeno provato, giusto? Stuart agit la pistola all'indirizzo
di Billy. Continua a star fermo finch non te lo dico io
di muoverti.
Lo sai che cosa penso, realmente? Penso che sia stato tu ad
ammazzare quei due. O, se anche non l'hai fatto tu personalmente,
ci ha pensato qualcuno al servizio del maledetto spionaggio inglese.
Poi hai registrato quel messaggio telefonico sul nastro di casa
mia e hai tenuto d'occhio la casa per vedermi cadere nella tua
trappola.  un tranello architettato ad arte, se mai ne ho visto
uno. E un giorno te la far pagare, mi ci volesse un milione di anni.
Lascia perdere le scene melodrammatiche disse Stuart.
Chinati e metti le mani dietro la schiena perch possa ammanettarti.
Provati a cercare di strapparmi la pistola, e dovr darti una
botta in testa col calcio - capito?
Okay disse Billy. Mi accusi ufficialmente, dunque?
Come nei film di Hitchcock, vuoi dire? Pass una manetta
attorno al polso di Stein e traffic con l'altra finch non si chiuse
di scatto. La manetta pizzic la pelle di Billy, che fece udire un gemito.
No, sarai accusato da un ispettore di polizia in piena regola,
in uniforme d'ordinanza. Ci vuole un ispettore per un'accusa di
omicidio, Stein, non  consentito farlo ai gradi inferiori. Ecco una
cosa che potrai scrivere al tuo paparino. Io sono solo venuto a
prenderti. Usciamo dal retro. Combina qualche scherzo, e uscirai
con i piedi in avanti. Intesi?
Eh.
Stuart aveva combinato ogni cosa con gran cura. Si serv di due
giovani reclute che facevano il loro tirocinio al Foreign Office per
dargli una mano con l'automobile e tranquillizzare la direzione
dell'albergo. Sospinsero Stein fuori dalla porta di servizio e lo caricarono
su una berlina Rover nera che pi di una volta era stata
fatta passare per una macchina della polizia.
Installarono Billy in una casa fuori mano in Pentonville Road.
Un certo Benson, camuffato da ispettore di polizia, sottopose Stein
a tutte le formalit del caso, e senza dubbio le celle del seminterrato
erano abbastanza convincenti. Erano state costruite nel maggio
del 1945 per rinchiudervi i nazisti d'alto bordo condotti a Londra
per essere interrogati. Da allora erano state usate come depositi di
cancelleria, fuorch quando, per una finzione come quella, si rendeva
necessario spostare di sopra tutti gli scatolini di carta.
 andata benissimo disse uno dei novellini. Era esattamente
il tipo di missione in cui avevano sperato, quando li avevano scelti
per assegnarli al MI6.
Aspettiamo a dirlo finch non saremo sicuri che nessuno abbia
preso il numero di targa di quella Rover e scopra che  intestata
al vecchio Tom Morris del reparto contabilit. Avete messo in
corpo un bel po' di paura al personale dell'albergo? Ci mancherebbe
solo che qualcuno telefonasse alla redazione della cronaca+
dell'Evening Standard.
Ho fatto esattamente come mi ha detto lei, signore disse uno
dei novellini in tono ossequioso.
Farai strada, Parsons disse Stuart. Hai pagato il conto e
passato al setaccio la sua camera?
Esattamente come ci hanno insegnato a fare al corso di addestramento.
Stuart abbozz una smorfia. Nessuno  perfetto disse.
Adesso me ne vado a casa. Potete sottoporlo a un interrogatorio
non troppo duro per le prossime due ore. Vi dar il cambio al mio
ritorno.
Qual  l'obiettivo primario? domand il primo novellino.
Stuart riconobbe la terminologia. Si parlava di obicttivi primari
e secondari degli interrogatori gi decenni prima, quando aveva
seguito il corso lui. Limitatevi a fargli delle domande disse
Stuart. Domande di qualsiasi genere. Non tentate di risolvere il
caso del duplice omicidio - tenetelo solo sveglio finch arrivo io.
Voglio che sia stanco e preoccupato, quando vi dar il cambio.
Siamo sicuri che non abbia ucciso quei due di King's Cross?
Stuart lo guard. Soltanto i novellini facevano quel tipo di domanda
diretta, ma lasci correre senza obiettare. I due cadaveri
sono stati rinvenuti da uno dei nostri agenti operativi, mentre Billy
Stein si trovava ancora negli Stati Uniti.
Suppongo che tutto quadri disse il novellino.
Diciamo solo che per farlo condannare ci vorrebbe un accusatore
molto persuasivo fece Stuart, e se ne and a casa.


Capitolo 28.

I due piani superiori del covo di Pentonville, in un misero
quartiere settentrionale di Londra, erano stati trasformati in un
appartamento a se stante. A volte, vi si tenevano riunioni,
che peraltro non avevano nulla a che fare con "incontri
politici ad alto
livello, o con i cosiddetti soviet mensili, e neppure con i colloqui
a carattere finanziario. Tutte queste riunioni si tenevano in ambienti
pi lussuosi: la casa di Marlow affacciata sul Tamigi o l'egualmente
splendida dimora di Abingdon. Posti dove, o almeno
era ci che veniva costantemente sottolineato, i vasti giardini davano
maggiori garanzie di sicurezza.
Il covo di Pentonville Road era il luogo dove ci si radunava per
discutere di questioni profane come le spese di viaggio o il rimborso
benzina, le ferie pagate e le spese postali; decisioni, insomma,
che non influivano sulla vita degli uomini al vertice. La casa di
Pentonville Road era comunque abbastanza confortevole, secondo
un criterio piccolo borghese. Nella credenza degli agenti di servizio
non mancava mai una bottiglia di riesling jugoslavo o un bordeaux
molto robusto, in compagnia di bottigliette di Schweppes
tutt'altro che ghiacciate e di bottiglie di acqua minerale che, per
via dei tappi di fortuna, non era pi frizzante da un pezzo. La
chiave dello stipo del sottoscala, dove erano chiusi il gin e il whisky,
era appesa accanto al contatore della corrente con un pezzo di
cavetto. C'erano una stufa a gas che funzionava solo quando voleva
e una scorta apparentemente inesauribile di uova e pane in cassetta.
I pi scapestrati tra i dipendenti dell'ufficio avevano scoperto
che era un posto piuttosto comodo per intrattenere giovani, e
non pi tanto giovani signore, allorch i doveri coniugali impedivano
incontri mondani di tipo pi tradizionale.
Se Sir Sydney Ryden ne fosse al corrente, non  facile dirlo; sta
per di fatto che si guard attorno con occhio critico, e la disperata
ricerca, da parte dell'agente di turno, di una bottiglia di porto per
lui, non solo aveva avuto successo, ma aveva anche portato alla luce
una bottiglietta di salsa Worchester, una mezza bottiglia di
whisky di malto e un pettine di plastica color rosa.
L per l il direttore generale non si sedette. Passeggi su e gi
per lo spazioso salotto, prendendo in mano posacenere e penne stilografiche
rotte con l'irrequietezza con cui era solito reagire alle
brutte notizie. Non si era ancora tolto il cappotto quando Stuart
venne fatto entrare nella stanza. Aveva il colletto rialzato sulla nuca
e i capelli scarmigliati. Sotto il lungo cappotto, il direttore era
in abito da sera, completo di camicia con antiquato colletto a punte
risvoltate e bottoncini di perle. Erano le ore piccole di sabato, e faceva
abbastanza freddo, tanto che il poliziotto di servizio aveva acceso
un fuoco di carbone nel caminetto. Il direttore generale ci si
scaldava le mani.
Stavo festeggiando spieg il direttore generale.
Qualcosa per cui dovrei congratularmi con lei, direttore?
Il direttore generale sorrise. Un mio caro amico  stato premiato
con una medaglia dalla Reale Societ per l'Asia Centrale. 
un grande onore.
S, signore.
Il direttore generale si gir verso la credenza. Un goccetto,
Stuart?
No, grazie, signore. Stuart consult l'orologio. Erano le tre
del mattino.
Mi hanno scovato del porto. Ne assagger un goccio. E sicuro
di non voler cambiare idea? Abbiamo... e sollev la bottiglia, ne
strapp la carta che l'avvolgeva e lesse attentamente l'etichetta,
un whisky di malto, stando all'etichetta.
Benissimo, signore. Un whisky liscio.
Cos ha spedito qui suo figlio, eh?
A quanto pare, signore. Billy Stein. Abbiamo aspettato che
prendesse l'iniziativa. E andato alla casa di King's Cross stamane...
o forse dovrei dire ieri mattina.
Ed  entrato?
Non ha avuto molte difficolt signore. Ci sarebbe riuscito
chiunque, con l'aiuto di un temperino.
Ed  quel che ha fatto il giovane Stein, eh? Eccellente. Il direttore
generale vers da bere e port il whisky di malto a Stuart.
E poi? Gett sul fuoco la carta che avvolgeva la bottiglia, ma la
carta non bruci.
Grazie, signore. L'uomo assegnato al pedinamento di Stein ci
ha telefonato. Il coordinamento lo ha riferito al controllo di turno,
e io sono andato a far visita a Stein al suo albergo.
E lui che ha detto?
Era sconvolto. L'ho accusato di aver assassinato i due uomini.
Ho detto che sarebbe stato processato, se non avesse collaborato
pienamente.
E collaborer... pienamente?
Dice che lo far rispose Stuart. Ma  ancora sotto shock.
Un individuo nelle sue condizioni  disposto a dire qualsiasi cosa.
Stein si trova in un paese straniero, lontano dai suoi amici e conoscenti.
S, dice che collaborer. Stuart bevve un sorso di whisky.
Ne aspir l'aroma aspro, fumoso e lo lasci indugiare sulla lingua.
Il fatto che il direttore generale fungesse da suo controllo personale
era un'esperienza senza precedenti, e che non gli andava per
niente a genio. Era impossibile rispondere per le rime al direttore
generale, nel modo che a volte si rendeva necessario in simili circostanze.
A peggiorare la situazione, pi d'uno dei funzionari in
pianta stabile a Londra sembrava pensare che lui sfruttasse l'occasione
e suo suocero per far carriera.
Che cosa dovremmo fare, secondo lei? domand il direttore
generale.
Permettere al giovane Stein di parlare con suo padre...
Rilasciare il figlio, se il paparino ci consegna i Verbali di Hitler
disse il direttore generale, completando ci che Stuart stava
per dire.
S, signore.
Il direttore generale fece una smorfia, come se avesse improvvisamente
addentato un limone particolarmente acido. Brutale,
no, Stuart?
S, signore. Molto brutale. Ha qualcosa di meglio da suggerire?
Il direttore generale alz gli occhi di scatto e studi intento il
viso di Stuart, come a cercarvi un segno di voluta scortesia. Non
avendovelo trovato, disse: No, Stuart. Per il momento, no.
Padre e figlio sono molto legati, signore.
Ha mai partecipato a una caccia alla tigre, Stuart? Il direttore
generale pos una mano sulla mensola del caminetto e fiss il
fuoco come un veggente potrebbe scrutare una sfera di cristallo.
No, signore.
Si predispone di buon mattino una schiera di battitori, che
precedano i cacciatori facendo il diavolo a quattro. Gli uomini armati
di fucili avanzano sulle loro tracce, ben distanziati tra loro...
in groppa agli elefanti, naturalmente.
Naturalmente.
Il direttore generale si gir verso di lui. I battitori abili sono
in grado di far muovere gli animali alla velocit giusta. Le tigri
non devono partire al galoppo. Il direttore generale bevve un sorso
del porto che gli avevano scovato nel sottoscala. Era imbottigliato
direttamente da Mark & Spencer e non certo del tipo riserva
speciale che piaceva a lui, ma lo sorseggi senza pretese. Di solito
c' sempre qualche cretino che spara troppo presto. Spara sui battitori,
vede. E non  cos che si deve fare. Occorre lasciar passare
la tigre; spararle mentre passa, o addirittura dopo che  passata.
Ma mai mentre si dirige nella tua direzione.
S, signore.
Altrimenti la brava tigre torna indietro e azzanna uno dei
battitori, Stuart. Capisce a che cosa alludo vero?
Allude a Stein.
Infatti, Stuart. Alludo al signor Stein, la nostra brava tigre.
Il direttore generale sedette sul divano, allung i piedi davanti a s
e si pass una mano tra i capelli arruffati. Sar meglio che mi dica
che cos'ha in mente, ragazzo mio. Vedo che c' qualcosa che la
impensierisce.
Stuart sedette guardingo nella poltrona e mise in equilibrio il
bicchiere sul bracciolo. Vorrei essere trasferito a un'altra operazione,
signore.
Trasferito? Non potevano esserci dubbi sul fatto che il direttore
generale era sorpreso. Questa  l'operazione pi importante
che abbiamo in corso al momento. Non si rende conto che il motivo
per cui continuo a guardare quel maledetto orologio sul caminetto
 che il primo ministro mi aspetter nell'anticamera della presidenza
del consiglio, domattina alle otto e mezzo, con le ultime novit
in proposito? La signora partir per l'Africa il 30, e pretende
che sbrogliamo questa faccenda prima della sua partenza. Sono
sotto pressione, Stuart.
S, me ne rendo conto, signore. Ma ritengo che potrebbe trovare
qualcun altro, pi adatto alla bisogna. Io sono svantaggiato,
Stein e Breslow sanno tutti e due che lavoro per questo ufficio.
Lei non mi dice tutta la verit, Stuart. Si tratta di qualcosa
che ha a che fare con lei e Jennifer? Sa che non interferisco mai.
Non mi sono mai schierato per l'uno o per l'altra, questo ritengo
di poterlo asserire in tutta franchezza.
Stuart non rispose. Suo suocero aveva interferito nel suo matrimonio
fin dall'inizio, e quanto alla pretesa di non essersi mai
schierato per l'uno o per l'altra... Stuart era semplicemente a corto
di parole. Non ha niente a che fare con me e Jennifer, signore.
Lei ha trattato molto male mia figlia, Stuart. Glielo dico da
uomo a uomo, naturalmente. La sua condotta  stata imperdonabile,
e non dimenticher mai quel che Jennifer ci ha detto, la notte
che l'abbiamo riportata a casa. Lei  stato sballottato da un capo
all'altro del mondo, Stuart, e oserei dire che questo non peggiora
un uomo. Ma ha sposato una bambina e l'ha fatta soffrire. Prima
verr pronunciato il divorzio, tanto meglio sar.
Non ha niente a che fare con Jennifer o col nostro matrimonio
disse Stuart. Si tratta dell'operazione in s. Oggi pomeriggio
Stein era in uno stato molto prossimo al collasso. Si  recato in
quella casa e ha visto due cadaveri decapitati. A quanto mi risulta,
sono state loro recise anche le mani.
Esatto, Stuart.
Secondo l'ultimo rapporto che ho letto, la polizia non  stata
ancora informata del delitto. I nostri uomini sono entrati e usciti
dalla casa, e hanno persino fotografie. Stein mi ha accusato di aver
architettato gli assassinii; non sono pi tanto sicuro che non sia
andata cos, e la cosa non mi piace.
Il direttore generale annu e bevve un sorso di porto. Lei ha
passato qualche guaio, Stuart. Ho sfogliato le sue note personali
quando Jennifer l'ha conosciuta. C' stata quella volta che abbiamo
dovuto intervenire in fretta e furia per cavarla d'impiccio a
Torino. E nella sua cartella c' un'annotazione di embargo relativa
a due o tre paesi dove dovrebbe rispondere ancor oggi di certe
accuse, vero?
Non ho mai decapitato nessuno, se  questo che vuole insinuare,
direttore.
Non voglio insinuare proprio niente, Stuart, disse il direttore,
in tutta calma, cito solo dei dati di fatto. Se intende contestare
ci che sta scritto nel suo incartamento personale, questa sarebbe
un'ottima occasione per farlo.
Non lo discuto.
Non abbiamo scelto lei perch capitanasse la squadra di tennis
di una scuola media, Stuart. Sapeva che la missione poteva
presentare certe difficolt. Gliel'ho detto personalmente, se ben ricordo.
S, signore.
Segu un lungo silenzio. Poi il direttore generale disse: Quando
ha sentito parlare per la prima volta dell'uccisione dei due uomini?.
La sera di mercoled, 18 luglio, attorno alle undici. Ero a casa.
 venuto un corriere con un messaggio a voce.
Suppergi alla stessa ora in cui ne ho avuto notizia io disse
il direttore generale, e si gratt l'orecchio. Ero a cena a Hampstead.
Sono tornato in ufficio. Ho pensato di mandarla a chiamare,
ma non ero sicuro che fosse necessario.
Stuart non disse nulla, attese mentre il direttore generale stava
sulle spine, cercando di decidere fino a che punto fosse il caso di
metterlo al corrente di certe informazioni segrete. Crede che sia
stato l'ufficio a far uccidere quegli uomini?
Non sarebbe la prima volta che accade una cosa del genere.
No, non sarebbe la prima volta convenne il direttore generale.
Si avvolse il cappotto attorno alle gambe, come se tutto a un
tratto sentisse freddo.
Li ho visti vivi disse Stuart. Luned scorso. Erano poco pi
che ragazzi... mi sono piaciuti.
Mi ha riferito che erano due delinquenti.
Cos per dire fece Stuart. Erano due chiacchieroni. Non
erano pericolosi.
Uno di loro estraeva informazioni riservate da un importante
computer tedesco. Non proprio innocuo, le pare? Il direttore
generale conservava un contegno tranquillo e quasi gioviale. Stuart
aveva l'impressione di essere attirato in chiss quale trappola verbale,
ma non riusciva a capire in che cosa potesse consistere.
Estrarre informazioni da un computer non  ancora un delitto
punibile con la pena di morte disse Stuart in tono pacato.
Dipende da dove ci si trova disse il direttore generale. Sbuff
sonoramente e bevve un sorso di porto. Non darei un soldo bucato
per le probabilit di sopravvivenza di chiunque tentasse uno
scherzetto del genere in Russia. Direi che l probabilmente  un
delitto punibile con la pena di morte.
In ogni caso, signore, vorrei che mi assegnasse qualcosa di diverso.
Richiesta respinta disse il direttore generale senza un attimo
di esitazione. Era come se gi fosse preparato a una domanda
del genere.
Respinta, signore?
Non possiamo permetterci agenti operativi che richiedono il
trasferimento solo perch cominciano a immaginare che l'ufficio
non tratta le questioni con la deferenza e la discrezione che ritengono
necessarie. Finisca il suo whisky, Stuart, e ne prenda un altro
goccio. Poi devo sbrigarmi. No, non possiamo cominciare a
cambiare in questo modo. In men che non si dica, ci sarebbe qualcuno
che si lamenta perch non gli piace il clima di Darwin, o che
vorrebbe sottrarsi alle ire di un marito tradito, a Rio. Il direttore
generale sorrise e si port la mano al farfallino per assicurarsi che
non fosse andato di traverso.
Ha dato lei l'ordine di far ammazzare quegli uomini, signore?
No di certo, Stuart. Non  nel mio stile. Avrei creduto che se
ne fosse reso conto, ormai. Da quant' che lavora per me... quasi
dieci anni, se non sbaglio?
Undici, signore.
Uno di questi giorni devo provare quella roba l che le piace
tanto; puro malto, eh? Mi sembra sempre che sappia tanto di medicinale.
Il direttore generale allung la bottiglia e vers dell'altro
whisky nel bicchiere di Stuart. Undici anni, eh? Il tempo vola.
Mi ricordo di quando  venuto da noi. Aveva avuto qualche
guaio al MI5, se non sbaglio... qualcosa a che dire con un poliziotto,
 cos?
Ho messo fuori combattimento un sovrintendente di polizia
disse Stuart.
Il direttore generale gli rivolse un sorriso gelido. S disse.
Ecco. Sapevo che si trattava di uno stupido pasticcio del genere.
A quel tempo c'erano moltissimi ex poliziotti a sbrigare il lavoro
di ufficio al ministero degli Interni. Non sono mai riuscito a capire
perch il direttore generale di l non avesse semplicemente appianato
le divergenze tra voi due.
Mi sono rifiutato di presentare le mie scuse disse Stuart.
Sapevano entrambi che Sir Sydney aveva esaminato con cura minuziosa
il suo incartamento personale, e non solo i dati astratti ma
anche quelli concreti: conti bancari, cartelle mediche e dentistiche,
valutazioni confidenziali, rapporti psichiatrici e scolastici. Probabilmente,
Sir Sydney ne sapeva di pi, su quel cazzotto che Stuart
aveva tirato al sovrintendente di polizia, dello stesso sovrintendente
che se lo era beccato.
Si  rifiutato di presentare le sue scuse. Annu. S, certo.
Una questione di principio,  cos? Ho sempre detto che le questioni
di principio dovrebbero essere proprio l'ultima cosa capace
di indurre qualcuno a ricorrere al tribunale. Lo stesso potrebbe
dirsi del ricorso a vie di fatto. Pass un camion del latte, e il motore
romb e le bottiglie tintinnarono mentre cambiava marcia al
semaforo.
 successo molto tempo fa.
E la gente cambia disse il direttore generale. Abbiamo
commesso tutti qualche sciocchezza, da giovani. Le ho mai raccontato
di quella volta che ho smontato tutte le biciclette a Winchester?
Guard l'orologio. Comunque sia, non  il caso che l'annoi.
Stuart non aveva insistito con la richiesta di trasferimento. La
scarsa simpatia che nutriva per quel genere di forzature lo indusse
a prospettarsi l'idea delle dimissioni.
Il direttore generale parve leggergli nel pensiero. Non si metta
in mente di dare le dimissioni, Stuart. Dovrebbe rifonderci tutto
il denaro della proroga.
Stuart ricord la grossa somma che gli era stata versata due
anni prima, quando aveva deciso di firmare il contratto per altri
dieci anni di ingaggio. Al momento era parsa una quantit enorme
di denaro, ma gran parte se n'era gi andata. Sarebbe stato oltremodo
difficile restituirla. S, signore.
Sarebbe costretto a vendere la villetta dove va a passare il fine
settimana e via discorrendo. Non lo faccia, ragazzo mio. Mia moglie
ha venduto un po' di terra nei pressi della nostra residenza di
campagna. Dopo se n' pentita. Visto come va il mercato attualmente,
 meglio tenersi le propriet immobiliari. Il direttore generale
torn a sorridere. Intendeva far sapere a Stuart che aveva
setacciato ogni notizia disponibile sulla sua situazione finanziaria.
Voleva che Stuart si rendesse conto subito che non c'era alternativa
al compimento della missione. L'ultima cosa che avrebbe voluto
dire al primo ministro era di aver appena perso il suo miglior
agente operativo o almeno il pi adatto. E potrebbe darsi che dovesse
far fronte ad altri impegni, in seguito al divorzio. Segu una
pausa che parve interminabile.
Continuer disse Stuart.
Bravo disse il direttore generale. Ora che aveva vinto, poteva
permettersi il lusso di essere generoso. Ci avrebbe messi nelle
grane, se avesse mollato proprio adesso. I colloqui del primo ministro
a Lusaka con i capi di governo del Commonwealth daranno
alla signora la possibilit di ottenere qualcosa in cui hanno fallito
tutti i primi ministri del passato.
Allude a un accomodamento... a modifiche della costituzione
della Rhodesia-Zimbawe?
Proprio cos, Stuart. Il direttore generale pareva stupito che
Stuart fosse al corrente della questione dibattuta a non finire in
tutti i quotidiani e i periodici. E credo davvero che ci riuscir,
Stuart.
Ha gi ottenuto alcuni sorprendenti successi, signore.
Gi. E, detto tra noi, vecchio mio, sta diventando un'impresa
lavorare con lei. Scopa nuova spazza meglio, con quel che segue.
Ho l'impressione che se non preserviamo l'immagine del vecchio
Winnie cos come  sempre piaciuto che fosse alla signora Thatcher
e ai conservatori... credo che subiremo anche noi gli effetti
della scopa nuova. Capisce che cosa intendo dire? Divamp una
fiammata perch la pallottola di carta aveva raggiunto il grado di
combustione. Dopodich, la pallottola incenerita si sollev dolcemente
dai carboni ardenti e ricadde nel focolare.
Sono anch'io un ammiratore di Sir Winston, signore. Stuart
scol il bicchiere.
Ma certamente. Lo siamo tutti. Era un grand'uomo.  questo
il nocciolo della questione. Dobbiamo fare un buon lavoro, nel
caso specifico, perch si tratta di qualcosa in cui tutti crediamo.
Fortunatamente, le posso assicurare che i Verbali di Hitler sono
falsi. Dobbiamo fare in modo che se ne rendano conto tutti.
Stuart non disse nulla. Sapeva che i documenti erano autentici.
Non ci sarebbe stato un tale trambusto per dei falsi. Forse il direttore
generale gli lesse nel pensiero, perch pos una mano sul
braccio di Stuart e lo sospinse verso la porta, proprio come si potrebbe
lanciare un siluro contro un incrociatore nemico. Stuart
raggiunse la porta e si volse per un attimo prima di aprirla. Il direttore
generale alz lo sguardo, inarcando le sopracciglia. Erano
folte sopracciglia che sormontavano un viso largo e scabro.
S, Stuart?
Se, nell'esercizio delle sue funzioni, le capitasse di dover impartire
l'ordine di XPD di due uomini, non si sentirebbe necessariamente
in dovere di mettermi al corrente della faccenda, vero?
La casa era silenziosa, e non giungeva neppure il rumore del
traffico. Il direttore generale ristette un istante a ponderare la domanda,
come se fosse in gioco un profondo principio filosofico. Si
dondol sui piedi come un maestro di danza che si accingesse a
mostrare un passo particolarmente difficile. Mi appellerei alla
mia capacit di discernimento, Stuart.


Capitolo 29.

Arrivato che fu il luned, 23 luglio, per Sir Sydney Ryden stava
diventando sempre pi facile credere che il fato lavorasse contro
di lui. Quella sera cen al Beefsteak, un antico circolo aristocratico
che si riduceva a una piccola anticamera, un ufficio, qualche poltrona,
da cui si godeva la vista di alcuni gabinetti pubblici e di un
monumento ai caduti, e una saletta in cui i soci e i loro ospiti cenavano
tutti assieme, attorno a un lungo tavolo.
Destino volle che Sir Sydney si trovasse a sedere accanto a un
barbuto programmista televisivo con opinioni molto precise in merito
ai tagli del pubblico impiego, promessi dal governo. Prendiamo
il ministero degli Interni disse il programmista, allungando
la mano a una mucca placcata in argento che non conteneva pi
una goccia di latte. Ogni volta che mi  capitato di metter piede
in quel palazzo, met degli impiegati si stava facendo il t. Lei mica
 del ministero degli Interni, vero?
No, non lo sono disse Sir Sydney in tono grave.
Il programmista inclin la mucca argentata in modo da poterne
usare il muso per tracciare disegni sulla tovaglia. Ci ho girato
un documentario l'anno scorso. Uno spreco vergognoso... L'abbiamo
anche detto nel programma, naturalmente.
Molto interessante disse Sir Sydney. Si guard attorno per
vedere se il suo anfitrione era riuscito a sganciarsi dal tizio che gli
aveva attaccato un bottone col pretesto di entrare a far parte del
comitato del circolo.
Per quale ministero lavora, lei? domand il programmista,
non essendo riuscito a scoprirlo attraverso allusioni indirette.
Per il ministero degli Esteri rispose Sir Sydney Ryden.
Ci stanno dando una mano a montare un programma che andr
in onda in aprile disse il programmista. Supponeva, al di l
di ogni ragionevole dubbio, che tutti fossero affascinati dall'idea di
sbirciare dietro le quinte della televisione. Sir Sydney bevve un
sorso di porto e sper che il giovanotto si mettesse a parlare col suo
anfitrione e lasciasse in pace lui. Avrebbe battuto in ritirata, non
fosse stato per il fatto che doveva ancora pagare i sigari che aveva
fumato.
... e i tedeschi avevano depositato tutto il loro oro in questa
miniera di salgemma... d'un tratto ud dire dal programmista.
La maggior parte delle intere riserve d'oro della Germania, e
Dio sa quali documenti e altra roba... Sir Sydney sent lo stomaco
rattrappirsi e il porto diventare aceto in bocca. Si volse verso il
barbuto, assentendo col capo.
Ma davvero. E l'idea  stata sua? disse Sir Sydney a mo' di
incoraggiamento.
Di non so quale storico mezzo svitato di una di quelle universit
di poco conto delle Midlands. Un insegnante era... Il barbuto
rise. Avrebbe dovuto vederlo. Personalmente, non lo avrei assunto
neppure per spazzare i pavimenti. Per aveva il materiale. Del
tutto inutilizzabile, badi bene, cos com'era. Creare programmi per
la televisione richiede una tecnica molto specializzata. La BBC gli
ha dato qualche sterlina e lo ha mandato a quel paese. Quel povero
sciocco era furibondo, ma non ha potuto farci niente. "Faccia
causa alla BBC gli ho detto e vediamo che cosa riesce a cavarne.
Uno dei miei ha preso in mano il materiale e lo ha manipolato
in modo da poterlo mandare in onda per l'anniversario della fine
della guerra.  stato allora che gli americani sono arrivati alla
miniera e hanno scoperto il bottino.
Sir Sydney si riaccese il sigaro, notando con soddisfazione che
il fiammifero non gli tremava nelle dita. Mi dica come comincia
il suo testo invit: era la maniera pi semplice per farsi raccontare
di nuovo tutta la storia, ora che le dedicava per intero la sua attenzione.
A questo punto, il programmista stava muovendo la mucca argentata
tutt'attorno alla saliera e al portapepe, lasciandone l'impronta
sulla tovaglia. Non  il mio testo disse. Io sono quello
che si dice un revisore. Convoco telefonicamente gli scrittori che
ritengo in grado di eseguire un trattamento. Abbiamo buttato gi
una scaletta di quattro pagine. Il testo vero e proprio non sar
pronto prima del mese prossimo, se ben ricordo.
Dev'essere un lavoro davvero interessante disse Sir Sydney,
e si sorb coraggiosamente un'altra mezz'ora di pi
particolareggiate descrizioni del lavoro di revisione, finch l'argomento della
miniera di salgemma non fu completamente sviscerato.
La mattina seguente, Sir Sydney fiss un incontro urgente col
vicedirettore dell'ufficio della Pubblica Accusa. La Pubblica Accusa
 la sezione ufficiale che consiglia i vari enti preposti all'applicazione
della legge sugli aspetti legali dei procedimenti penali gravi.
Il vicedirettore promise a Sir Sydney che la sezione avrebbe appoggiato
un'azione legale contro la BBC o un qualsiasi suo dipendente
e qualsiasi altra persona interessata, qualora non avessero
collaborato con l'MI6 nel tentativo di impedire la diffusione di
materiale protetto dall'Official Secrets Act, quale chiaramente era
quello in questione.
Lo stesso giorno, Sir Sydney Ryden combin un incontro col
presidente del consiglio di amministrazione della BBC. Pur senza
scendere in particolari, spieg che la rivelazione di certi aspetti del
recupero del tesoro nascosto nella miniera di salgemma sarebbe
andata contro il pubblico interesse.
In assenza del direttore generale della BBC, che era indisposto,
il presidente ottenne da Sir Sydney Ryden l'autorizzazione a
far partecipare al colloquio il capo dei servizi esterni (che era il dirigente
responsabile).
Sir Sydney esib una mappa che era stata approntata nottetempo
da uno dei cartografi del MI6. La mappa mostrava la citt
di Francoforte e l'Autobahn a nord della citt che
attraversava Alsfeld e Bad Hersfeld, nonch il tragitto del convoglio lungo la stradina
secondaria che si dipartiva dall'autostrada. Mostrava altres
l'attuale linea di confine, con tanto di filo spinato, trappole antiuomo,
campi minati, riflettori e postazioni di mitragliatrici.
Il direttore Janecke e il direttore Thoms della Reichsbank
erano i due uomini incaricati di maneggiare tutto l'oro della Germania
nazista disse Sir Sydney Ryden. Ho qui alcuni dei documenti
in cui sono elencati tutti i trasporti effettuati alla miniera di
Kaiseroda, a Merkers, durante quelle ultime settimane di guerra.
Potete vedere le firme.
I due funzionari della BBC osservarono la mappa e il confine
della Germania Orientale che racchiudeva la cittadina di
Merkers.
Questo  il documento del Reichswirtschaftsministerium che
assegnava lo spazio, in certe miniere scelte all'uopo, da adibire alla
conservazione dei tesori che le autorit ritenevano particolarmente
preziosi disse Sir Sydney allungando il documento attraverso
la scrivania.
SEGRETO
ELENCO DELLA VALUTA, DELL'ORO, DEI LINGOTTI, RINVENUTI NELLA MINIERA
DI SALGEMMA DI MERKERS (H-6850), IN GERMANIA, L'8 APRILE 1945.
Reichsmark oro, sacchi 446
Corone austriache, sacchi 271
Lire turche, sacchi 73
Oro olandese, sacchi 514
Oro italiano, sacchi 62
Monete austriache (eterogenee), sacchi 3 (n 2, 15, 96)
Monete britanniche (eterogenee), sacchi 3 (n 12, 17, 15)
Oro in verghe, lingotti 8198
Pezzi da 20 dollari americani in oro, sacchi 711 (25.000 dollari
cadauno)
Monete di vario genere, sacchi 37
Franchi oro, sacchi 80 (10.000 franchi cadauno)
Valuta e monete di vario genere, sacco n 1C
Monete d'oro italiane, sacchi 5 (20.000 cadauno)
Sterline britanniche oro, sacchi 280
Banconote straniere, di vario genere, sacchi 80
REICHSMARK
Banconote da 1000 marchi, sacchi 130 650.000.000 marchi
Banconote da 100 marchi, sacchi 1650 1.650.000.000 marchi
Banconote da 50 marchi, sacchi 600 300.000 marchi
Banconote da 20 marchi, sacchi 500 100.000 marchi
Banconote da 5 marchi, casse 800 _60.000 marchi
2.300.460.000 marchi
Oro in verghe, 1
Argento in verghe, 20
Argento in piastre, casse 63 e sacchi 55
Oro, 138 pezzi in sacchi 49
Oro, pezzi eterogenei, sacchi 1
Oro, franchi francesi, sacchi 635
Oro svizzero, sacchi 55
Lingotti d'oro in gabbie, casse 53
Lingotti d'oro in gabbie, casse lunghe 2
Monete preziose, sacchi 9
Monete (non precisate), sacchi 5
Monete d'oro turche, sacchi 1
Monete d'oro miste, sacchi 1
Dollari americani, sacchi 1 (12.470 dollari)
Oro austriaco (contrassegnato GA V), sacchi 13
Oro di vari paesi, sacchi 6
Monete d'oro danesi, sacchi 32
Platino in verghe, sacchi 1, contenente 6 verghe
Rubli, sacchi 4
Argento in verghe, sacchi 40
Lingotti d'oro, sacchi 11
Sterline britanniche, sacchi 1
Documenti (cassette metalliche contrassegnate FHQu) 82
I due funzionari della BBC esaminarono i documenti e osservarono
la mappa. Poco dopo si scambiarono un'occhiata d'intesa, e
uno dei due domand: Lei  contrario a che la lista completa dell'oro
e dei preziosi venga resa di pubblico dominio, Sir Sydney?.
Il direttore generale abbozz uno dei suoi sorrisi privi di gaiezza.
Non vorrei definire con esattezza le nostre priorit.
Tale evasiva risposta fu sufficiente a convincere i due che i
russi erano stati defraudati della quota di loro spettanza del tesoro
recuperato nella miniera, che era poi entrata a far parte della zona
d'influenza sovietica. Ora, credendo di aver afferrato appieno le
implicazioni della missione di Sir Sydney, erano pi che disposti a
collaborare. Il produttore del documentario sarebbe stato informato
che un non meglio identificato querelante minacciava di iniziare
un'azione legale. Tempo ventiquattr'ore, le fotocopie di tutto il
materiale pertinente, eseguite apparentemente per la sezione legale,
in realt sarebbero state inviate all'indirizzo di Sir Sydney Ryden.
Il direttore generale espresse la sua gratitudine e fu ben lieto
di non aver dovuto far cenno alla sua visita all'ufficio della Pubblica
Accusa. Era sempre meglio sbrigare quelle faccende al vertice,
dove gli interessati sapevano perfettamente quali erano le loro
competenze.
Per le undici del mattino seguente, Sir Sydney aveva letto personalmente
tutto il materiale che la BBC gli aveva fatto recapitare
in ufficio.
 solo un mucchio di scempiaggini disse Sir Sydney. La fatica
attutiva il sollievo e la soddisfazione che altrimenti avrebbe
potuto manifestare. Un piccolo soggetto tedioso sul reperimento
del tesoro nella miniera da parte dell'esercito degli Stati Uniti;
non si fa quasi cenno ai documenti e al materiale d'archivio.
Interviste rilasciate da qualche alto ufficiale che non si  mai neppure
avvicinato alla miniera, e qualche foto dei sacchi d'oro scattata dal
corpo segnalazioni dell'esercito americano. Lev lo sguardo su
Boyd Stuart. Ho perso una nottata di sonno per niente, Stuart.
S, signore disse Stuart. In sostanza, l'ufficio ricerche sta
raccogliendo tutti i riferimenti alla miniera di Merkers, in tutte le
lingue, da un capo all'altro del mondo.
Sta cercando di dirmi che abbiamo gi in archivio il materiale
destinato a questo maledetto programma televisivo?
Non proprio tutto, signore. L'ufficio ricerche lo ha reperito a
seguito del normale esame dell'autorizzazione a filmare rilasciata
dalla polizia. La BBC vorrebbe mandare una troupe a effettuare
qualche ripresa all'esterno del Foreign Office, da montare all'inizio
del documentario. Abbiamo chiesto al Foreign Office di inoltrare
richiesta di una copia del trattamento prima di concedere
l'autorizzazione. Riceveranno anche una copia del testo, non appena
sar ultimato.  stato posto come condizione per concedere i
permessi alla BBC.
Ah, bene disse filosoficamente Sir Sydney. Suppongo sia
meglio controllarlo due volte e trovarlo del tutto innocuo, piuttosto
che trascurare di farlo e dover poi far fronte a un disastro.
Precisamente, signore. Forse lei sottovaluta l'organizzazione
che ha messo in piedi.
Non mi aduli, Stuart. Non lo sopporto.
Benissimo, signore.
Come procede l'interrogatorio del giovane Stein?
A quanto pare, non ne sa molto, signore. Probabilmente, suo
padre non gli confida gran che.
Il direttore generale annu. Una simile segretezza paterna non
costituiva una sorpresa, per lui. Personalmente, aveva scoperto i
nomi dei circoli di cui era socio suo padre solo quando in pratica il
vecchio era stato in punto di morte. Qual era l'uomo che si confidava
col figlio, si domand. Niente di niente, eh?
Semplici deduzioni, signore. A mio parere, possiamo escludere
la casa in cui abita il colonnello Pitman. A sentire Stein, suo
padre gli ha detto di aver trasferito altrove i documenti qualche
tempo fa, e io ci credo. Il vecchio Stein ha un atteggiamento protettivo
nei confronti del colonnello Pitman. Ritengo che abbia portato
via quei documenti semplicemente per non mettere a repentaglio
la sicurezza personale del colonnello.
Mi sembra un gesto straordinario confess il direttore generale,
il quale non riusciva a immaginare che qualche giovanotto
del suo ufficio adottasse un simile atteggiamento protettivo nei
suoi confronti.
Ci credo, signore disse Stuart. Dovunque si trovino i documenti,
penso che si possa eliminare la casa di Pitman.
Il direttore generale squadr Stuart dall'alto in basso.  accaduto
qualcosa?
Abbiamo un'identificazione sicura riguardo alla foto, direttore.
Cominci dal principio disse il direttore generale. Si sedette
sul divano, trattenendo a stento un sospiro, per lasciar intendere a
Stuart quanto complesso fosse il suo lavoro.
La fotografia con i tre uomini che  stata rinvenuta nella cassaforte
appartenuta a Franz Wever disse Stuart.  stata scattata
durante la guerra. Uno dei tre uomini era Franz Wever, il secondo
Max Breslow. Adesso abbiamo identificato anche il terzo.
E allora...?
Si chiama Wilhelm Hans Kleiber. Si era acquistato notevole
fama durante la guerra. Siamo in possesso di referenze a suo riguardo,
provenienti dal centro di documentazione di Berlino. 
presente anche nella serie di microfilm T-175 relativi alla RFSS,
conservata presso gli Archivi Nazionali di Washington, e lo abbiamo
trovato nella raccolta di documenti della Hoover Institution
presso l'universit di Stanford. E nativo di un villaggio nei pressi
di Knigsberg, nella Prussia Orientale. Kleiber si  arruolato nel
1938,  diventato ufficiale dell'Abwehr, dopodich le SS lo hanno
aggregato al RSHA quando hanno preso in mano le fila di tutti i
servizi informazione.  poi stato assorbito dall'organizzazione Gehlen,
allorch ha ripreso a funzionare nel dopoguerra.
Un tipo devoto alla causa disse il direttore generale in tono
pungente, ma si avvert una traccia di rispetto dietro l'ironia.
Un cinico, forse disse Stuart. Un mercenario.
Anticomunista accanito, eh? fece il direttore generale. E
prima che Stuart potesse rispondere, domand: Sicch  ancora
vivo?.
Vivo e vegeto disse Stuart. Risiede a Monaco, o almeno
questa risulta essere la sua residenza fiscale. E il socio pi importante
di un istituto di vigilanza. Posseggono un piccolo parco di
automezzi blindati, che usano per il trasporto di lingotti e banconote...
destinate ai pagamenti di banche e fabbriche.
Che altro? Impossibile dire quanto ne sapesse in realt il
direttore generale.
Ufficialmente,  tutto quel che sappiamo, signore.
Il direttore generale sorrise. E in via ufficiosa, Stuart? Non
sarebbe il caso di confidarmi anche ci che ha appreso in via non
ufficiale? Il direttore generale riusciva a insinuare un tono di
mordace sarcasmo persino nelle parole pi amichevoli.
Potrebbe essere un agente del Centro di Mosca disse Stuart.
E chi ci ha fornito un cos allarmante copione?
Il collazionatore, signore.
Il direttore fu preso alla sprovvista. Si era aspettato che Stuart
nominasse qualche impiegatino dell'ufficio segnaletico, o magari
un agente operativo andato in pensione da un pezzo, col quale
Stuart avesse fatto cenno alla sua richiesta, peccando d'indiscrezione.
Sicch, secondo il collazionatore sarebbe del Centro di Mosca
disse il direttore generale, pensieroso. Si tir il naso. Non
cos anticomunista come credevo, eh, Stuart?
Se sul capo di Kleiber pende un'accusa per crimini di guerra,
i russi potrebbero essersene serviti per ricattarlo e costringerlo a
lavorare per loro.
Lei mi legge nel pensiero, Stuart. Non sarebbe la prima volta
che succede, no?
Tutt'altro, signore.  gi successo molte volte.
 una faccenda complessa ammise il direttore generale.
Siamo ancora bloccati dall'"etichetta rossa disse Stuart.
Niente stampati dal computer, niente incartamenti polizieschi,
niente dall'estero.
 una lamentela, Stuart? Lo disse in tono blando.
Una decisione del genere si  resa ovviamente necessaria, signore.
Per siamo sopraffatti dagli eventi. Se non abbiamo la possibilit
di servirci dei canali e delle procedure normali, c' il rischio
che quella gente metta in atto i suoi piani prima che noi riusciamo
a sventarli.
Espone le sue ragioni in maniera molto giudiziosa osserv il
direttore generale, ma non diede segno di esserne minimamente
influenzato.
Non dovremmo informare Washington in merito a Kleiber,
signore? Gli americani potrebbero esserci di grande aiuto per
quanto riguarda la Germania.
Lei come procederebbe?
Una richiesta di uno scambio di informazioni. Fornir loro i
particolari sul duplice omicidio di King's Cross, sull'esplosione alla
fattoria di Wever e sulla foto di Kleiber. Domandar loro se sono
in grado di collegare l'accaduto con Max Breslow, e via dicendo.
Benissimo, Stuart. Stenda un telex e mi ci faccia dare una occhiata
dopo pranzo. Non mi va l'idea che ci sia lo zampino del
Centro di Mosca.
No, signore.
Non mi va per niente tutta questa faccenda, Stuart. Pensi a
che cosa potrebbe combinare il Cremlino con i Verbali di Hitler, se
quella rba finisse in pasto alla macchina della propaganda sovietica.
Esattamente, signore.
L'incontro di Boyd Stuart col suo contraltare alla sede londinese
della CIA non ebbe carattere ufficiale.
E il vecchio ha acconsentito? fece l'uomo della CIA.
Stuart ingoll un sorso di gin and tonic prima di rispondere.
Lo render ufficiale nel pomeriggio.
Gli hai detto che cosa ne pensiamo, di Kleiber?
Ho detto che secondo il nostro collazionatore Kleiber  un
agente del Centro di Mosca rispose Stuart.
E se andasse a controllare?
Niente paura. Ho parlato col collazionatore. Il collazionatore
farebbe ehm e uuuh e direbbe forse. Lo sai com' fatto Leslie. Ci
sta da troppi anni per commettere l'errore di esprimere un'opinione
precisa.
L'uomo della CIA rise. Soprattutto se l'opinione potrebbe
scoppiargli in faccia e sbrodolargli la cravatta di Eton.
Harrow lo corresse Stuart. Leslie ha frequentato Harrow
e porta la cravatta della divisione corazzata delle Guardie.
L'uomo della CIA tir un pugno scherzoso a Stuart. Hai
sempre voglia di scherzare, Boyd.
 la verit disse Stuart. Sto semplicemente esponendo un
dato di fatto.
E mi piace come lo esponi comment l'uomo della CIA. Fece
un cenno con la mano al barista per riordinare da bere. Si trovavano
al Salisbury, un vecchio pub in St. Martin's Lane, scintillante
di specchi intagliati, lucenti suppellettili di ottone e di vistosi
personaggi del mondo dello spettacolo, che si preparavano a entrare
nel clima delle recite pomeridiane di met settimana in cui di l
a poco si sarebbero esibiti sui palcoscenici dei teatri dei dintorni.
Una signora dalla chioma rossa e col trucco di scena arretr, andando
a sbattere contro Stuart e facendogli versare quel che stava
bevendo. Non ci faccia caso, carissimo, disse non  successo
niente.
Stuart si tolse con un buffetto le gocce di whisky dalla manica.
Con quella non ce la farebbe neppure il mio capo disse
l'uomo della CIA in tono di ammirazione. Ti urta e poi ti dice che
non c' bisogno che tu le chieda scusa.
Stuart si rintan in un angolo, tirandosi appresso il compagno.
Quel che mi occorre sapere, disse Stuart  se Max Breslow fa
parte della rete del Centro di Mosca. E mi occorre saperlo presto.
Ti ho promesso lo stampato disse l'uomo della CIA. E lo
avrai non appena esce dal terminale. Per dovr ribatterlo. Non
posso rischiare di far uscire dal palazzo l'originale. Dall'altro lato
del bar si lev un'acclamazione all'ingresso di un cliente affezionato,
per l'esattezza una bella bionda in completo pantalone bianco.
Tientelo per te, Boyd. Questi sono i patti, ricordi? Nessuno
di quelli con cui lavori dovr sapere da dove ti  arrivata l'informazione.
Erano questi i patti? fece Stuart, come se si sforzasse di ricordare.
Okay, Boyd, scusami. Dobbiamo convivere tutti e due con i
nostri. So che sei un tipo a posto. Ti occorrer arrivare alle conclusioni.
Venerd sar a Washington, ma mi far vivo con te a casa
domenica notte. Non cercare di metterti in contatto con me in ufficio,
se hai bisogno di parlarmi.
L'istituto di vigilanza di Kleiber disse Stuart. Raccontami
quel che sai in proposito.
Stai cercando di capire se sia lui il responsabile degli assassinii,
vero? Nessun problema, amico. Kleiber  un vero fetente.
Quella sua agenzia s'incarica di sbrigare certe faccenduole scabrose:
recupero crediti presso circoli privati, bar e bordelli, dove personalmente
entrerei soltanto a bordo di un carro armato Tigre. Investigazioni
patrimoniali, indagini antiterroristiche e inchieste antimafia.
Sarebbe capacissimo di eseguire quella decapitazione,
Boyd. Per quanto ci riguarda, dovrebbe essere il sospetto numero
uno. Ti ho detto che abbiamo avuto un omicidio similare, seguito
da decapitazione, anche a Los Angeles?
Me l'hai detto.
Secondo te, quadra?
Stuart guard l'uomo della CIA, domandandosi quante cose
sapesse realmente e quante, invece, poteva averne intuite.
Potrebbe darsi disse alla fine. Quel che l'uomo della CIA non
rivel a Stuart, fu che l'inchiesta preliminare era gi stata ultimata
e ne era risultato che Kleiber aveva lavorato per la CIA.
 
Capitolo 30.

Se qualcuno di voi vuole una Coca o una Seven-up, se la procuri
adesso disse il responsabile del progetto. Non vorrei che
succedesse come la settimana scorsa, con la gente che continuava
ad alzarsi e ad andarsene attorno. Okay? Lanci un'occhiata da
sopra gli occhiali che portava abbassati sulla punta del naso. Era
un individuo dal viso rubicondo, col taschino della camicia traboccante
di penne. Un tempo aveva avuto un incarico alla Casa Bianca,
e non mancava di farlo notare ogni volta che ne aveva l'occasione;
ora lavorava per la DOD, Domestic Operations Division, cio
la Sezione Operazioni Interne, della CIA. Era uno degli incarichi
pi impegnativi di tutta l'organizzazione, occupandosi come faceva
di operazioni segrete in tutto il territorio degli Stati Uniti, dove
spessissimo entrava in aspro conflitto con l'FBI.
Si ud l'improvviso sibilo di una bevanda gasata, e per tutta risposta
a un sopracciglio inarcato, una lattina ghiacciata venne fatta
scivolare in fondo al tavolo lucido, dove qualcuno l'afferr destramente.
Era una giornata caldissima. Anche attraverso i vetri
schermati, il paesaggio della Virginia baluginava di un bagliore
spietato. Il condizionatore rendeva quasi gelida la temperatura
della stanza, ma gli uomini della CIA erano tutti in camicia bianca
e maniche corte, col colletto sbottonato.
Il vicedirettore della DOD ci ha dato l'incarico di aprire un
nuovo fascicolo su questo caso. Avete l'ordine del giorno davanti a
voi sul tavolo. Gli inglesi hanno finalmente tirato fuori qualcosa di
utile.  un affare che scotta e, secondo me, ci porter difilato fin
dentro l'ambasciata sovietica al seguito di qualche persona non
grata. Il responsabile del progetto raccolse la scheda rosa dei dati,
pieg la testa all'indietro e la studi intento attraverso gli occhiali.
Nessuno apr bocca. Okay, Sam. Perch non ci fornisci le
correlazioni, al punto in cui stanno le cose? Diede un'occhiata all'orologio
elettrico con datario: erano le 10,48 del mattino di venerd,
27 luglio 1979.
Sam Seymour era un ometto dai capelli grigi, gli occhiali con
la montatura a giorno e un paio di baffetti ispidi. Aveva la voce
bassa e suadente, pi adatta a raccontare le lunghe barzellette senza
capo n coda per cui andava famoso, che a tenere un discorso a
quel gruppo di uomini, tutti con qualche faccenda urgente da sbrigare
chiusa sottochiave nelle rispettive scrivanie. Seymour era il
"revisore dei carteggi; il suo compito consisteva nel mettere assieme
dati e cifre e valutarli a beneficio di coloro ai quali toccava
prendere le decisioni. Okay, ragazzi. Tamburell con le dita
sugli orli delle carte che teneva sul lucido tavolo della sala riunioni e
attese che tutti lo guardassero. Dovete ricordare che al principio
di quest'anno non avevamo, ripeto non avevamo, alcuna prova che
Yuri Grechko fosse qualcosa di diverso da un viceaddetto militare
presso l'ambasciata sovietica a Washington.
Abbiamo immaginato che fosse del KGB lo interruppe il responsabile
del progetto. Riappoggiandosi allo schienale della sedia,
sfior quasi con la testa la litografia di Currier e Ives raffigurante
una corsa al trotto: cavalli che parevano senza peso, dalle
zampe affusolate, passavano davanti a spettatori acclamanti col
cappello a cilindro. C'erano altre stampe simili di arte popolare
del XIX secolo ai piani sottostanti, ma l, al piano che ospitava i
dirigenti della CIA, le litografie erano originali. Ci siamo immaginati
che fosse del KGB il giorno stesso che  sbarcato dall'aereo
disse il responsabile del progetto. Gir la testa in modo da poter
vedere l'impiegato incaricato di manovrare il registratore per preparare
i verbali della riunione. L'impiegato annu: avrebbe provveduto
a mettere in risalto il fatto che Grechko era stato identificato
come appartenente al KGB. Il responsabile del progetto fece
cenno a Sam Seymour di proseguire.
Il primo spiraglio di luce ci  venuto in aprile, quando
Grechko ha invitato a pranzo un tale che non avevamo mai visto n
conosciuto. L'individuo in questione risponde al nome di Parker, e
lo abbiamo inserito a tripla cifra nel calcolatore della polizia e ne
abbiamo passato il nome all'ufficio identificazioni del FBI. Poi, in
giugno, Grechko ha fatto da comparsa a una riunione che si  tenuta
all'ambasciata dell'URSS a Citt del Messico. Quel giorno,
il protagonista era nientemeno che il generale Shumuk, il famoso,
leggendario, e cominciavamo a credere mitico, generale Stanislav
Shumuk, il vicecapo della sezione operativa della prima direzione.
E come se ci non bastasse e avanzasse, chi si presenta all'ambasciata,
rimanendoci suppergi quanto gli altri due? Il nostro misterioso
amico, Edward Parker di Chicago.
E l'omicidio di Los Angeles? incalz il responsabile del progetto
cui piaceva che i fatti fossero esposti in esatto ordine cronologico.
Nel frattempo, a casa nostra, disse Sam Seymour abbiamo
un tale, che viene letteralmente macellato a Los Angeles, e la polizia
della citt s'informa a Chicago sulla macchina di Parker e su
quel che ci faceva, parcheggiata presso l'ufficio della vittima, all'ora
del delitto.
Un momento, Sam disse Melvin Kalkhoven, un trentacinquenne
alto e magro, con un principio di calvizie precoce. I capelli
biondo paglia e il pallido viso ossuto facevano apparire straordinariamente
grandi gli occhi scuri e intenti. Abbiamo un tale che
viene letteralmente macellato, hai detto. Significa che era uno dei
nostri? Melvin Kalkhoven era un agente operativo, e se la prendeva
molto a cuore per la morte dei colleghi. In momenti di tensione
come quello, si notava pi del solito il suo accento texano.
Si chiamava... e Sam Seymour consult le sue carte si chiamava
Bernard Lustig. Era una specie di produttore cinematografico.
Niente a che fare con la mala: lo abbiamo passato al computer
per dritto e per traverso. Nessun legame con una qualsiasi
organizzazione. Alz gli occhi. No, sinceramente; nessun collegamento
con la CIA o l'FBI o un qualsiasi altro ente governativo.
Fece cenno col capo al rappresentante dell'FBI. Giusto,
Ben?
S, signore.
Allora perch l'hanno ammazzato? fece Kalkhoven.
Be', non occupiamoci di questo per il momento disse il responsabile
del progetto. Sam  il revisore dei carteggi; pu dirti
soltanto quel che sappiamo. Non chiedergli di fare supposizioni.
Se vuoi che io, personalmente, tiri a indovinare, ti dir che Lustig
avrebbe potuto essere un agente del KGB che si fosse stufato di lavorare
per loro. Ma atteniamoci a quanto  successo... Sam!
Sam Seymour continu: Gli inglesi hanno avuto un duplice
assassinio a Londra, esattamente nove giorni fa, che presenta lo
stesso identico modus operandi dell'omicidio Lustig. Ci hanno
chiesto di interrogare il computer su un certo Wilhelm Kleiber.
Be', signori, Kleiber figura nel computer da circa tre anni. Il suo
nome  presente negli archivi del vecchio Ufficio dei Servizi Strategici
fin dal 1945. Allora si era presentato all'OSS del quartier
generale della Terza Armata, offrendosi di mostrarci il posto dove
i nazisti avevano nascosto valuta straniera e simili, in cambio di un
lavoro presso di noi. Avevamo gi recuperato la valuta, ma abbiamo
assegnato a Kleiber un incarico sotto copertura. Se l' cavata
benissimo. Ha proseguito lavorando per l'organizzazione Gehlen,
ai bei tempi, quando si chiamava Societ per lo Sfruttamento delle
Industrie della Germania Meridionale....
Per tutta risposta si lev una sonora risata. Appariva del tutto
improbabile che la copertura usata da Gehlen per svolgere attivit
spionistiche a danno della Russia fosse mai stata molto convincente;
in base ai criteri attuali, era addirittura puerile. Quando Gehlen
ha messo in piedi le sue attivit di copertura, per di pi arricchendosi,
occupandosi di tutto, dalla vendita di vino all'ingrosso
alle pubbliche relazioni, Kleiber gli ha organizzato un istituto di
vigilanza. Nel 1958, Kleiber  stato mandato in pensione, con la
possibilit di acquistare l'istituto di vigilanza a prezzo di occasione.
Povero contribuente americano disse Kalkhoven.
Gi fece Sam Seymour. Si  trattato proprio di un affare
del genere. L'istituto di vigilanza era, per cos dire, la pensione
che Gehlen versava a Kleiber, ma in definitiva siamo stati noi a
pagare il conto. In realt, Kleiber lavorava per noi. Si tolse gli
occhiali. Kleiber, per, non si  accontentato. Verso la met degli
Anni Sessanta si  cacciato due o tre volte in guai finanziari. Ma
apparentemente  sempre riuscito a cavarsela.
 passato al servizio di Mosca? disse Kalkhoven, che detestava
i discorsi involuti di Seymour.  questo, che vorresti insinuare?
 quel che mi sforzo di non dire fece Seymour, levando la
mano in segno di resa al tono critico di Kalkhoven. Ci abbiamo
messo un bel po' per capire l'antifona. Ma non saltiamo alle conclusioni
finch non abbiamo in mano le prove. E, sia ben chiaro,
Kleiber  stato depennato dal libro paga dell'agenzia nel 1969.
Non essere assillante, Melvin disse il responsabile del progetto
a Kalkhoven. Il nostro Sam  un individuo cauto, lo sai bene.
Ma lascia che sia io lo sciocco che si avventura l dove Seymour
teme di avventurarsi. Sicuro, Kleiber si  fatto comprare; 
chiaro come il sole. Non abbiamo prove, ma ve lo dico io,  andata
sicuramente cos. Kleiber  un agente del Centro di Mosca, e maledettamente
pericoloso, anche. Ci sono chiari indizi che Kleiber 
l'esecutore che ha dato una mano a Parker a far fuori Lustig a Los
Angeles, nel maggio scorso.  probabile che gli inglesi abbiano ragione
a pensare che sia Kleiber l'autore del duplice omicidio di
Londra della settimana scorsa.
Fece cenno a Sam Seymour, che riprese a raccontare. Abbiamo
qualcosa su di lui per l'omicidio di Los Angeles. Sappiamo che
 sceso all'aeroporto internazionale di Los Angeles due giorni prima
del delitto ed  partito con un volo intercontinentale appena tre
giorni dopo. Una hostess a terra e un commissario di volo lo hanno
riconosciuto come uno dei passeggeri del volo per Francoforte. Ha
dimenticato gli occhiali da presbite nella sala d'attesa di prima
classe. Un errore madornale, per un sicario del KGB, ma la gente
 fatta cos, come ben sappiamo.
E ne sia lode al Signore disse il responsabile del progetto.
S, effettivamente disse Sam Seymour. Torn a consultare le
sue carte. Abbiamo avuto queste informazioni solo mercoled, per
cui c' ancora molto da fare. La TWA sta controllando i biglietti
di quel volo, per cui pu darsi che abbiamo fortuna. Ma quel che
sappiamo gi sin d'ora basta a collegare Grechko, tramite il misterioso
signor Parker, con Kleiber e tre omicidi. Scompigli le carte
sul tavolo. Abbiamo segnalato Kleiber alle dogane e all'ufficio
immigrazione. Se continuer a servirsi dello stesso passaporto per
i suoi viaggi, potremo inchiodarlo. Si guard attorno per vedere
come reagivano gli altri. A quanto pare, viaggia sempre solo.
Guai a colui il quale  solo quando cade, poich non ha nessuno
che lo aiuti a rialzarsi disse Kalkhoven, il cui padre era stato
un predicatore laico.
Crediamo che Parker possa essere l'illegale disse il responsabile
del progetto. Il residente illegale soggiunse, a scanso di
equivoci.
Tutt'attorno al tavolo si levarono mormorii di stupore e di congratulazione.
Il responsabile sorrise. Per vogliamo cavare da
questo imbroglio qualcosa di meglio che la possibilit di scambiare
Parker con qualche ragazzino americano colto in flagrante a vendere
gomma da masticare al mercato nero sulla Piazza Rossa. E
personalmente, voglio qualcosa di meglio che l'espulsione di
Grechko come persona non grata, in modo che se ne torni a casa con
una medaglia al valore. L'espressione persona non grata non significa
pi nulla. Voglio che Grechko sia colto con le brache abbassate.
Voglio la prova inoppugnabile che quei delitti seguiti da
decapitazione sono stati architettati qui, in quello schifo di ambasciata
russa. Lo voglio vedere stampato a caratteri cubitali sulle
prime pagine dei giornali. Gli inglesi ci hanno regalato Kleiber,
ma i bersagli importanti sono Grechko e Parker. Non scordatevelo.
Che cosa intendono ricavarne gli inglesi? domand Ben
Krupnic, il rappresentante dell'FBI, dall'altro capo del tavolo.
Il loro Secret Intelligence Service s'interessa a un tizio che
abita sulla costa occidentale e si chiama Stein, e a un cittadino degli
Stati Uniti, di origine tedesca, a nome Max Breslow. Abbiamo
dovuto lasciar loro mano libera in entrambi i casi. Loro ci han lasciato
mano libera nel caso di Kleiber.
Sembra un affare equo disse Krupnic.
Gi disse il responsabile del progetto. Sembra anche un ottimo
affare. Facciamo in modo che tutti ci si attengano.
L'uomo dell'FBI sorrise. Si domandava se quel caustico commento
fosse diretto al suo ufficio.

 Capitolo 31.

Westlake Village era un habitat che si confaceva perfettamente
a Max Breslow. Era abbastanza lontano dallo smog e dal frastuono
di Los Angeles, e tuttavia non cos lontano da non consentirgli
di raggiungere Beverly Hills nel giro di un'ora. C'erano il laghetto
e le barchette a vela e la piscina con l'acqua riscaldata, che
Breslow aveva in comune con alcuni dei suoi vicini di casa. E se c'era
anche un tantino di pretenziosit e di artificio, non era poi peggio
di ci che aveva conosciuto in piccole cittadine similari in altre
parti del mondo. E l in California, a compensare tutto il resto,
c'era il sole.
Max Breslow sedeva accanto alla piscina a guardare sua figlia
percorrere a nuoto venti vasche. La ragazza possedeva lo stesso tipo
di determinazione che Breslow aveva scoperto in se stesso alla
sua et. A volte si spaventava, riconoscendo quell'espressione risoluta
sul suo viso; la scorgeva anche ora, mentre la ragazza toccava
il bordo della piscina ed eseguiva una capriola nell'acqua quasi
senza sollevare spruzzi o provocare un'increspatura. Nuot sott'acqua
per un lungo tratto. Anche Max sapeva farlo da giovane;
ricordava la disciplina di Bad Tlz. La grande scuola di addestramento
delle SS era stata inaugurata solo da qualche mese. Max
ricordava ancora l'odore acre del cemento umido, misto a quello
della vernice fresca. Pugilato, canottaggio, corsa, salto e nuoto, un
giorno dopo l'altro. Ed erano giornate lunghe; sveglia alle quattro
del mattino, e alla sera si crollava sul letto esausti. Gli altri non ci
trovavano niente da ridire: erano per lo pi ragazzi di campagna,
quasi non osavano credere che a conclusione di tutte quelle fatiche
avrebbero potuto tornare dai loro familiari e amici indossando l'uniforme
di ufficiale tedesco. A volte Max si domandava che cosa
ne era stato, di tutti loro: morti e sepolti, supponeva. Ricordava di
aver letto in una delle riviste dei camerati di un tempo che nessuno
dei ragazzi promossi al grado di ufficiale presso la Junkerschule
Bad Tlz nel 1934 era sopravvissuto al 1942. C'era qualcuno, si
domandava Max, che rimpiangesse davvero, sinceramente, la caduta
del Terzo Reich? Personalmente, per quanto deplorasse la
stupida mollezza dei giovani, non avrebbe mai voluto esporre uno
di loro a quel che aveva passato lui. Neppure Billy Stein. Max
Breslow si sofferm un attimo a pensare: forse era eccessivo dire
neppure Billy Stein; qualche settimana a Bad Tlz avrebbe potuto
far miracoli per quel ragazzo.
Sveglia, pap!
Breslow trasal allo spruzzo d'acqua fredda, e avvert il
contatto del viso e dei capelli bagnati di sua figlia che si chinava a dargli
un bacio. L'acqua  stupenda. Come fai a non nuotare?
Breslow sorrise e scosse la testa. Aveva lasciato alcune dita dei
piedi nelle lande nevose alle porte di Kharkov. Era ridicolo, ma si
vergognava di quella mutilazione persino di fronte a sua figlia.
Stanno montando le scene nei laboratori. Vado in citt a ispezionarle,
alle tre.
Vado a ispezionarle, alle tre gli fece eco lei con una buffa
voce nasale. Suona molto teutonico, pap.
Devo rispettare la tabella di marcia disse lui, sforzandosi di
nascondere l'irritazione che in effetti provava. Il costo dello spazio
in laboratorio  niente, a paragone di quanto sborseremo per il
tempo necessario a girare gli interni, una volta montate le scene.
Devo accertarmi che siano esattamente come devono essere.
Ho letto il copione, sai. La ragazza si asciug i capelli con
una salvietta di spugna. Hai gi trovato l'attore che far Hitler?
Era bellissima. Pur facendo la tara del suo naturale orgoglio
paterno, la cosa era innegabile.
Ne abbiamo circa trecento tra cui scegliere disse Breslow.
Ogni agenzia della citt sembra avere a disposizione qualcuno
che ritiene adatto alla parte.
Non  una parte di primo piano, no?
 quella che nell'industria cinematografica si definisce una
"partecipazione straordinaria. Chiunque impersoni Hitler, attirer
su di s l'attenzione della stampa in misura sproporzionata
all'importanza della parte. Tutti gli attori traggono profitto dalla
pubblicit: pu sempre derivargliene qualcosa di pi sostanzioso.
 solo un espediente, la sequenza di Hitler voglio dire, vero,
pap?
Dobbiamo pure per sommi capi spiegare al pubblico perch
tutti i tesori sono stati trasportati e nascosti nella miniera
di Kaiseroda. E le sequenze di Hitler erano il sistema pi sbrigativo per
farlo.
E susciteranno grande interesse nella stampa disse Mary
Breslow.
E susciteranno grande interesse nella stampa. Si scambiarono
un sorriso d'intesa.
Adesso mi faccio una sauna. Posso accompagnarti ai laboratori
?
Credevo che il cinema non ti interessasse.
Mary si chin a baciarlo sulla guancia. M'interessa solo il cinema
che fai tu, pap disse.
Breslow sorrise. Avrebbe voluto dirle di non portarsi appresso
Billy Stein, ma sarebbe servito unicamente ad anticipare uno
scambio di idee su un argomento che, per il momento, preferiva
evitare. Vorrei andarci subito dopo pranzo.
S, pap disse Mary. In casa Breslow, il pranzo veniva sempre
servito all'una in punto, e Max Breslow si alzava da tavola alle
due, che avesse finito di bere il caff o no. Ormai le donne Breslow ci avevano fatto l'abitudine. Alle due precise.
Il set era pi grande di quanto Max Breslow si fosse aspettato.
Sapeva che gli scenografi non disegnavano mai le figure umane in
scala, quando approntavano lusinghieri schizzi a pastello delle loro
idee. Ma questa volta la realt era ancor pi imponente di
quanto avessero suggerito i disegni in prospettiva.
Max Breslow ristette un lungo istante senza aprir bocca. Il laboratorio
era altissimo; malgrado le fortissime luci, il soffitto si
perdeva nel buio. C'era un sentore di legno segato di fresco, un
profumo che riport Breslow indietro nel tempo, alla casa
dell'Eifel, dove i suoi andavano in vacanza. Da bambino, usciva a osservare
i forestali che abbattevano gli enormi alberi e li tagliavano in
tanti pezzi. Ora risentiva quell'odore. E l nello studio aleggiava
anche il sentore acre della vernice ad asciugatura rapida e delle
colle viniliche. Si potrebbero mettere in funzione i ventilatori?
grid Breslow. Si ud una specie di rombo in lontananza, poi attacc
il forte ronzio dell'aria condizionata. Max Breslow gett indietro
la testa, nel tentativo di intravedere la sommit della scenografia
appena montata, che spariva nel buio. Sono imponenti
disse Breslow. Davvero imponenti.
Non manca di certo lo spazio in altezza, nello studio spieg
lo scenografo. Ho parlato col regista, mi ha detto che vorrebbe
usare una grossa gru e iniziare con un'inquadratura di un'aquila
nazista su in alto, per poi riprendere la scrivania di Hitler.
La sequenza della riunione disse Max Breslow.
Gi, la sequenza della riunione conferm lo scenografo.
Hitler e tutti i suoi generali riuniti attorno alla scrivania a studiare
le carte geografiche. Abbiamo costruito la scena con quattro
pareti cos, in modo che il regista possa girare i controcampo in
qualsiasi direzione. Le due pareti di fondo galleggiano, naturalmente.
Naturalmente disse Max Breslow, pur non sapendo esattamente
se il fatto che una parete galleggiava significasse che si poteva
spostarla, aprirla per lasciar passare il carrello della macchina
da presa o smantellarla in quattro e quattr'otto.
Queste scene sono enormi disse la figlia di Breslow dall'altro
capo del set. La sua voce echeggi fra le travi.
C' ancora pi spazio, nello studio disse lo scenografo. Qui
in laboratorio sono un tantino affastellate per facilitarne la costruzione.
Era davvero cos la Cancelleria di Hitler? domand Mary
Breslow.
Max Breslow non rispose. A un certo punto, lo scenografo disse:
Ci basiamo sulle foto, signorina Breslow. Torn a rivolgersi
al padre: Restano ancora da aggiungere tutte le suppellettili di
scena. Questi che vede sono solo gli elementi essenziali, ma mi pare
che venga bene. Lo scenografo non riusciva a nascondere la
fierezza.
Max Breslow attravers la scena, portandosi accanto alla parete,
e batt le nocche sul marmo: la parete rimand l'eco inequivocabile
della plastica. Lo scenografo sorrise. Va bene, no?
Aspetti di vedere il busto di Hitler in polistirolo, e il pavimento di
plastica. Con l'aggiunta della colonna sonora, quando si udr il
rumore degli scarponi chiodati sul marmo mentre gli attori marciano
su e gi, nessuno capir che si tratta di una finzione.
La vera Cancelleria  stata distrutta dall'artiglieria dell'Armata
Rossa nel 1945 disse asciutto Max Breslow.
Ma nessuno se ne ricorder disse lo scenografo.
Max Breslow si port nel punto in cui sua figlia stava esaminando
le porte, e si volse a osservare l'effetto complessivo della gigantesca
sala.
Dev'essere costato un capitale, pap.
Soltanto un pazzo cercherebbe di estendere i costi all'intera
produzione disse Max Breslow. Ho dato un'occhiata al copione
e mi sono subito reso conto che le scene all'interno della miniera di
Kaiseroda si potevano girare praticamente gratis.  poco pi di
una galleria buia. Sto trattando per uscire a girare gli esterni nel
villaggio di Solvang, presso Santa Barbara.
Ma  danese, pap.
Ci sono gi andato a dare un'occhiata, Mary. Il regista e io
pensiamo che, studiando bene le inquadrature, si possa far passare
Solvang per Merkers, in Turingia. E, naturalmente, chiederemo il
permesso di asportare le antenne televisive e togliere i cartelloni
pubblicitari e cos via. E affiggeremo cartelli stradali e manifesti
che sembrino autentici, e dipingeremo sui muri slogan nazisti. Potremo
piazzarci un paio di edifici danneggiati dai bombardamenti,
solo le facciate, beninteso, tra una casa e l'altra. In questi paesini
americani c' molto pi spazio di quanto ce ne fosse nei
villaggi tedeschi. E le facciate che aggiungeremo saranno complete di danni
di guerra e via discorrendo.
Sei cos intelligente, pap.
Le scene con Hitler saranno girate su questo set, e poi lo si
vedr in esterni con un piccolo corteo di macchine, composto di alcune
grosse Mercedes a tre assali che sto cercando di noleggiare.
Sicch questo set sarebbe l'unico di grandi dimensioni?
No. Se tutto va bene, ne far montare un altro ancor pi imponente.
Vorrei ricostruire il treno personale di Hitler per la sequenza
in cui Hitler discute con Goring se sia il caso di continuare
a battersi. Se riesco a persuadere quel museo di Chicago a noleggiarmi
le due carrozze Pullman che posseggono, le trasformer nel
Fhrersonderzug. Poi convincer le ferrovie a lasciarmi girare per
cinque giorni alla Union Station, qui in citt.
Alla Union Station?
 uno splendido edificio, Mary. Gli hai mai dato un'occhiata
come si deve? T'immagini che effetto farebbe, tappezzato di bandiere
con la svastica alte quindici metri, affollato di soldati tedeschi
del Fhrer Begleit Bataillon e gremito di comparse urlanti
che scandiscono vecchi slogan nazisti, mentre Hitler s'incammina
lentamente verso il suo treno. T'immagini che fantastica sequenza
ne uscirebbe?
Immagino quanto spazio ti accaparreresti nei giornali e sulle
televisioni locali.
Max Breslow si concesse un pallido sorriso. Ci sarebbe anche
questo, Mary, naturalmente. Usc dal laboratorio principale per
passare in quelli pi piccoli. Dovunque, si stavano montando frettolosamente
gli arredi destinati alla scena ambientata alla Cancelleria
di Hitler. L'enorme scrivania era sottoposta al trattamento a
spruzzo che l'avrebbe fatta apparire, all'occhio della cinepresa, come
un capolavoro di lucidatura francese. Finora erano state fabbricate
soltanto due sedie con la grossa pila di elaborate gambe e
sedili.
 tutto quanto cos imponente, pap. Ma era davvero cos?
Lavorano basandosi sulle fotografie disse Max Breslow.
Tutti gli arredi originali erano stati volutamente costruiti di dimensioni
eccessive. Dicono che ci aveva lo scopo di soverchiare il
visitatore, facendolo sentire insignificante in presenza del
Fhrer.
Mary Breslow si avvi alla parte del laboratorio dove le pareti
erano coperte di disegni scenografici e di dozzine di grandi, lucide
riproduzioni fotografiche della Cancelleria del Reich ai tempi del
suo massimo fulgore. Che posto disse. Puzza di
megalomania. Si gir verso il padre. Tu ci sei mai stato, pap? Dimmi la
verit. Voglio sapere.
L'ho vista ammise Max Breslow. Pi di una volta. E ho
visto anche il mostro.
Ma era poi un mostro, pap?
Lasciamo giudicare la storia disse Breslow.  ancora troppo
presto per scandagliare la reputazione di chi  morto da poco.
Ma sono passati trentacinque anni, pap disse Mary. Lo
sbirci intenta, e Breslow si rese conto di essere osservato, anche se
non si volse e neppure mosse la testa.
Per qualcuno di noi  accaduto solo ieri disse Breslow. Come
aveva fatto a cacciarsi in quell'assurda situazione? Il denaro
faceva gola a tutti, naturalmente, ma quel disgraziato film su Hitler,
con cui non aveva mai voluto aver niente a che fare, avrebbe
potuto rivelarsi fonte di molti guai con gli americani, per lui. Se i
giornali avessero scoperto che aveva militato nelle Waffen SS, sarebbe
stato sufficiente per espellerlo. Accidenti a Kleiber. Accidenti
a lui, accidenti a lui, accidenti a lui.
Su con la vita, pap disse Mary.


Capitolo 32.

Gi all'inizio di luglio, Max Breslow aveva affittato temporaneamente
un ufficio nello stesso isolato in cui venivano approntate
le scene. Era ancora pi squallido del suo precedente ufficio in
Melrose, e certamente non era il genere di posto dove avrebbe voluto
ricevere i clienti, ma era pulito e abbastanza comodo, in attesa
del primo giro di manovella. Allora si sarebbe trasferito in una sede
pi adeguata, che avrebbe ospitato tutto il personale della produzione
in un unico edificio. Si frug in tasca in cerca della chiave
consunta; dio sa quanti altri produttori l'avevano usata: gente di
successo, falliti, nella maggior parte dei casi uomini come lui, supponeva,
produttori di bassa lega, abbastanza furbi da lavorare in
vista di un modesto profitto, anzich rischiare il tutto per tutto
nella speranza del colpo grosso. Sicuramente, per, nessun altro
produttore era stato costretto a fare un film col ricatto.
Max Breslow usc all'aperto, attravers lo spiazzo e sal una
rampa di scale di legno. Percorse una balconata fino all'altezza di
una porta contrassegnata con la scritta Numero Quattordici in
caratteri a svolazzi, tracciati con la vernice. Non appena entr,
uno dei telefoni si mise a trillare. La ragazza di guardia all'ingresso
fungeva anche da centralinista in quell'isolato. Doveva averlo
visto salire.
Breslow.
C' un messaggio per lei in casella, signor Breslow. Un signore
venuto da fuori l'aspetta in centro.
Breslow sospir. In centro, dove?
Una pizzeria in La Cienega, prima dell'incrocio tra Pico e
Venice Boulevard. Da Buster's, si chiama. E uno di quei localini
dove proiettano tutto il giorno vecchi film. La ragazza aveva uno
stridulo accento newyorkese che affascinava Breslow. Il quale si
domandava se in un certo periodo della sua vita non avesse fatto
l'attrice.
Di chi si tratta? domand Breslow. Mica sar la stampa,
eh, Lucy?
Ha mai saputo di un giornalista che pranzasse da Buster's?
Quelli vanno tutti alla Polo Lounge. No, il messaggio era di un
certo Kleiber. Vuole che glielo sillabi?
No, non voglio che me lo sillabi, Lucy. A che ora ha chiamato?
Circa una mezz'ora fa. Ha detto che era appena sceso dall'aereo.
 per questo che desidera incontrarla nei pressi dell'aeroporto,
suppongo.
Nient'altro?
Sua moglie dice se vuol essere cos gentile da passare a ritirare
le sue scarpe, se rientra a Westlake prima delle sei. Ha detto
che lei sapeva dove, e che gliele avrebbero consegnate anche senza
presentare lo scontrino.
Grazie, Lucy. Procuri una macchina a mia figlia, le dica che
ci vediamo a cena al Tony Roma's Rib Place di Beverly Hills e
che la riaccompagner io a casa. Le spieghi che mi  capitato tra
capo e collo questo appuntamento, vuole, Lucy?
Sicuro, signor Breslow.
Max Breslow non faticava mai a individuare l'amico. Willi
Kleiber non cambiava mai granch. A parte un accenno di pancetta
e qualche capello grigio, era cambiato pochissimo dai tempi in
cui era stato compagno d'armi di Max. Aveva sempre portato i capelli
a spazzola, e i suoi denti balenavano ancora candidi quando
sorrideva. Persino il colore dei costosi completi che indossava differiva
pochissimo dalla tetra tinta del Feldgrau del tempo di guerra,
e poi gli piaceva calzare antiquati stivali, cos simili a quelli di
ordinanza.
Kleiber sedeva in fondo alla pizzeria. Era tipico di Willi scegliere
un posto del genere per un incontro, un Trejf ', un bel colpo,
lo avrebbe definito lui; in realt, non aveva mai smesso di fare
la guerra. Max Breslow si guard attorno, rabbrividendo. I tavoli
di legno grezzo e le scomode panche erano disseminati di piatti di
carta, avanzi di pizza e insalata e qualche bicchiere di Coca. Non
era il genere di posto che avrebbe scelto Breslow, per un incontro.
Da ambo i lati della sala da pranzo era schierata una dozzina di
macchinette che funzionavano introducendovi monetine, perlopi
videogiochi a sfondo bellico. "Comandante di U-boot,
"Blitzkrieg, "Bombardiere in picchiata o "Scontro di carri armati,
da ciascuna delle macchinette in funzione fuoriuscivano i segnali
acustici elettronici di proiettili rimbalzanti e il crepitio insistente
del fuoco simulato di mitragliatrice. E stata questa, la guerra che
abbiamo vinta, pens Max Breslow, questa guerra che  venuta
dopo la guerra.
Max,  un piacere rivederti. Willi Kleiber sedeva dietro una
pila di piatti e aveva palesemente gustato il suo pasto. Era la cosa
pi simile a una cena in trincea che riuscisse a procurarsi, pens
Max Breslow.
Salve, Willi. Hai una bella cera. Su un grande schermo stavano
proiettando un vecchio film muto, tremolante e rigato. Un
ciccione vestito di nero, col cilindro in testa, sedeva a un tavolo,
mentre un cameriere ossequioso gli sciorinava davanti un copioso
pasto. Max Breslow distolse lo sguardo. Detestava i film muti.
Sono venuto qui direttamente dall'aeroporto. Non riesco a
dormire bene durante i lunghi viaggi in aereo.
Si lev uno scroscio di risa infantili. Ora che gli occhi si erano
abituati alla penombra, Max Breslow si rese conto che l'altro lato
del ristorante era affollato di bambini.
Prendi un caff disse Willi.
Max afferr un bicchiere di carta sul banco, e il giovane
aiutobarista vi vers dentro un debole caff nero. Breslow torn al tavolo
e si sedette, evitando con cura i frammenti di lattuga e gli schizzi
di Ketchup. Willi Kleiber infil la mano nella tasca posteriore
dei calzoni e ne estrasse una fiaschetta d'argento. Con un atteggiamento
furtivo che chiaramente lo divertiva, Willi Kleiber vers
due dita di brandy nel caff di Max Breslow. Lo faceva sempre. E
ogni volta che s'incontravano, sottostavano allo stesso rituale. Era
come incontrarsi con un estraneo, pens Breslow, anzich con uno
che aveva visto solo qualche settimana prima. Forse era proprio
quel che erano: non amici o vecchi compagni d'armi, ma solo due
estranei che s'incontravano spesso.
I tuoi stanno bene? domand Kleiber.
Marie-Louise adora la California rispose Breslow con cortesia
automatica. E anche mia figlia Mary.
E tu, Max?
Mi mancano certe cose, Willi, ma il sole fa miracoli per le
mie vecchie giunture. E i tuoi? Stanno sempre bene?
Mio padre  molto vecchio, Max.  stanco e sofferente.
Mi dispiace disse Breslow. Me lo ricordo bene, tuo padre.
Era un vecchio in gamba.
La vita di mio padre  finita nel 1945, Max. La guerra  l'unica
cosa di cui abbia voglia di parlare. Ma ormai si sta dimenticando
anche di quella.
Max Breslow scorgeva lo schermo con la coda dell'occhio. Nonostante
tutti i suoi propositi riguardo ai vecchi film, si spost leggermente
per vedere meglio. La posizione della cinepresa era cambiata
quel tanto che bastava per mostrare che l'uomo in cilindro
seduto a cenare si trovava sul binario di una ferrovia che si perdeva
all'orizzonte. Breslow disse: Ma tua madre sta bene, s?. La
cinepresa inquadr in campo medio una locomotiva, con la manovella
al rallentatore, in modo da far sembrare che il treno andasse
a trecento all'ora.
Grazie a Dio disse Willi. Dava le spalle allo schermo. Sedeva
sempre rivolto verso la porta, ricord ora Max. Si diceva che
fosse rimasto ferito in un ristorante di Atene durante la guerra: un
passante aveva scagliato una bomba a mano.
Ne abbiamo, di motivi, per essergli grati disse Breslow.
Kleiber vers un altro goccio di brandy nei due bicchieri di caff.
Era come una cerimonia. Solo dopo quei preliminari sarebbe
stato possibile intavolare la conversazione vera e propria.
Sono successe un mucchio di cose spieg Kleiber. Ho pensato
bene di venire di persona.
Sono sorpreso che tu mi abbia scovato ai laboratori disse
Breslow. Non hai perso niente dell'abilit di un tempo, Willi.
Kleiber era stato ufficiale dell'Abwehr. Si era fatto una reputazione
infiltrando una rete clandestina francese nel 1942. Pi tardi,
l'Abwehr era stata assorbita dal servizio informazioni delle SS,
e il seguito della carriera di Willi comprendeva molti episodi di
cui non parlava mai. Si  verificata una grossa falla nella sorveglianza
disse Kleiber. Un giovanotto ha avuto accesso al nuovo
grosso calcolatore FRUHLING che la banca del dottor Bottger ha
installato a Hannover. E riuscito a superare tutti i controlli di sicurezza
ed estraeva dati dallo zweiter Fall, un fatto che a sentire
gli esperti era del tutto impossibile.
Gli esperti! fece Breslow. Un paio d'anni nell'industria cinematografica,
e non daresti pi retta agli esperti.
Dicono che sarebbe stato impossibile farlo da una qualsiasi localit
della Germania, spieg Kleiber ma un pezzo di idiota ha
chiesto ai programmatori di inserire una serie semplificata di
chiavi per ottenere dati oltremare. Per far risparmiare soldi alla
banca, Max! Che ne dici? Quaranta milioni di Deutschemark 
costato alla banca quel dannato computer, e un idiota qualsiasi
semplifica le procedure di sicurezza per risparmiare qualche
Pfennig di telefonate.
Che cos'hanno scoperto?
 stato un tedesco, un dipendente della sede londinese, che
aveva deciso di tentare di addentrarsi il pi possibile nei segreti
della banca.
Che cosa  riuscito a scoprire?
Kleiber annu, dando segno di aver raccolto la domanda gi
fatta in precedenza.  arrivato dritto all'Operazione Sigfrido.
Buon Dio, Willi!
Gliel'avevo detto di non usare quel nome in codice.
Operazione Sigfrido fece Breslow. E stata una decisione
avventata. Il nome sa tanto di Terzo Reich.
Sono vecchi disse Kleiber. E i vecchi tendono a essere romantici.
Non riescono a far fronte alle realt che ci troviamo ad
affrontare noi.
Per intuito, Breslow cominci a rendersi conto di ci che
Kleiber stava per dirgli. Hai fatto uccidere quel ragazzo?
Avevo altra scelta, Max? Quello era in possesso di tutti i nomi
e relativi indirizzi. Sapeva della collaborazione esistente fra
tutte le banche e le nostre societ. Conosceva fin nei particolari l'esistenza
del fondo fiduciario al quale attingiamo per finanziare
l'operazione.
A volte si pu leggere un materiale del genere senza afferrarne
la reale importanza.
Willi Kleiber affond lo sguardo nella tazza di caff, poi, senza
rispondere, raggiunse il banco e sollev la caffettiera dalla piastra
calda della macchina. Si vers dell'altro caff mentre studiava con
cura la risposta da dare.  facile criticare, dopo, Max. Ma quel
ragazzo aveva gi telefonato oltreatlantico, da Londra alla casa
degli Stein, qui a Los Angeles. Non  riuscito a parlargli di persona,
per cui alla fine ha registrato un breve messaggio sulla segreteria
telefonica di Stein.
Di questo sono al corrente disse Breslow. Mi sono servito
del codice musicale per intercettare le chiamate registrate. Ne sono
perfettamente al corrente.
Davvero? fece Kleiber con finta sorpresa. Ti comportavi
come se te ne fossi scordato. Kleiber si gir in modo da vedere il
film. C'era troppa luce nella sala, e le immagini sullo schermo
erano confuse e nebulose. Una locomotiva si avventava rombando,
travolgendo l'uomo in cilindro, ma nel primo piano che seguiva
l'uomo era ancora l che mangiava. L'inquadratura si allargava,
mostrandolo a cavalcioni del cacciapietre, col tavolo e la tovaglia
ancora perfettamente a posto e il ricco pasto intatto.
Avevi detto che l'uccisione dell'inglese di Washington non
avrebbe avuto un seguito disse Breslow. Hai tentato di uccidere
quell'altro inglese, Stuart, e hai fatto fuori la persona sbagliata. 
stata una gran brutta faccenda, Willi. E anche l'uccisione di
Stuart non avrebbe risolto niente. Spero che te ne renda conto.
 facile fare i furbi, dopo disse Kleiber. Non dirmi che ti
stai perdendo d'animo, Max. Sapevo che gli altri si sarebbero messi
a strillare come maiali al macello, nel momento stesso in cui la
faccenda avesse avuto inizio, ma confidavo nel tuo sostegno.
Poi il tuo vecchio camerata Franz Wever. Perch ha dovuto
essere ucciso?
Il nostro vecchio camerata Franz, disse Kleiber, irritato,
voleva semplicemente scoprire che cosa stavamo combinando. Se
lo avesse scoperto, avrebbe riferito ogni cosa ai servizi segreti inglesi.
Lavorava per loro. Franz Wever ci avrebbe traditi.
Breslow non disse nulla. Franz Wever era sempre stato invidioso
di lui e non aveva difficolt ad ammetterlo. Franz era in
pianta stabile alle comunicazioni, mentre Breslow aveva combattuto
in prima linea durante la guerra. Forse era stato questo senso di
frustrazione a indurre Franz Wever a tuffarsi prontamente nel
Danubio quella gelida sera, a Linz, dove avevano trascorso assieme
la licenza. Il ragazzo in procinto di annegare sarebbe stato certamente
travolto dalla corrente. Per un momento, Breslow aveva
temuto che sia Wever sia il bambino sarebbero spariti tra i flutti.
Avevano passato una serata infelice alla locale stazione di polizia,
in attesa che l'uniforme di Franz si asciugasse. Solo alcuni mesi
pi tardi Franz aveva ricevuto la lettera del padre del ragazzo:
Conservi questa foto in ricordo della vita che ha salvato; possa
mio figlio, crescendo, essere degno del suo atto di coraggio e alla
lettera era allegata un'istantanea del bambino, ritto davanti a un
orribile fondale dipinto, raffigurante un paesaggio montano.
Franz se l'era portata appresso dovunque.
Kleiber arricci le labbra, lasciando intendere che disapprovava
il silenzio di Breslow. Che cos'era accaduto al suo amico, si domandava.
Che c'entrasse in qualche modo il fatto di vivere in
California? Qualcun altro dovr lasciarci le penne, Max. Tamburell
con la punta del dito sul tavolo, senza far rumore. Bisogner
eliminare Stein, te ne rendi conto, no? Sa troppe cose per rimanere
in vita. Chiunque legga il materiale dovr subire lo stesso
trattamento.  increscioso... non mi diverte per niente... per  un
dato di fatto.
Dov' Stein, ora?
I miei uomini, qui a Los Angeles, non ti tengono aggiornato?
L'ultima cosa che ho saputo  che ha mandato suo figlio Billy
a Londra.
S. Billy Stein  andato a Londra. I servizi segreti inglesi
hanno spedito il loro uomo a fargli visita. Non c' stato tempo per
installare un microfono nella stanza, per cui non sappiamo che cosa
si siano detti. Personalmente, penso che abbiano trovato i cadaveri
prima della polizia. Penso che li abbiano trovati addirittura
prima del giovane Stein. Sono astuti, Max, e noi dobbiamo andarci
molto cauti.
Cadaveri? Erano pi d'uno?
Anche un inglese, un amico del tedesco. Pensiamo che sia stato
lui a insegnargli il modo di arrivare alla memoria del computer.
Era meglio sbarazzarsi di tutti e due. Sicuramente, il giovane tedesco
aveva raccontato all'amico inglese i risultati della sua impresa.
Come avete scoperto la falla?
 stato l'unico colpo di fortuna che abbiamo avuto finora in
tutta questa faccenda. Un mio carissimo amico del BND l'ha saputo
dal direttore generale dei servizi segreti inglesi. L'inchiesta
mi  stata affidata subito dopo che hai ascoltato il messaggio registrato
dalla segreteria telefonica di Stein.  stata una mossa scaltra
da parte tua, Max.
La scaltrezza non c'entra disse Breslow. Ho lo stesso modello
di segreteria telefonica. Me l'ha procurata Stein a prezzo
scontato. Sono riuscito a farmi assegnare un segnale acustico con
lo stesso tono musicale dell'apparecchio di Stein.
Bel lavoro disse Kleiber.
Breslow non rispose. Non possedeva la lunga esperienza di
Kleiber in fatto di spionaggio; la faccenda della segreteria telefonica
gli aveva lasciato una sensazione di sudiciume e vergogna.
Forse Kleiber se ne rese conto. Disse: Ci  stato di enorme
aiuto. Sapendo a che cosa mirava il messaggio, ho potuto saltare
sul primo aereo in partenza per Londra. Non ho avuto bisogno di
aspettare per sapere che cosa intendesse dire a Stein quel
Paul Bock: lo sapevamo gi. Sorrise e batt un colpetto sul braccio di
Breslow per congratularsi con lui. Breslow si ritrasse. Non si sarebbe
mai abituato a simili contatti fisici. Gli abbracci tra maschi
potevano anche essere de rigueur tra proprietari di ristoranti, giocatori
di football e divi del cinema, ma non tra vecchi camerati.
Non sottovalutare Stein lo ammon Breslow. Pu avere
un'aria sciatta e trasandata, ma sotto quell'aspetto grossolano e
quasi repellente si nasconde un uomo di grande forza fisica e di
notevoli risorse intellettuali.
Kleiber mosse una mano come a liquidare quegli elogi di
Stein. A quest'ora, Stein dovrebbe essere in ginocchio, a chiedere
la carit.
Be', non  cos disse Breslow. Sollev il bicchiere di carta e
ne scol le ultime gocce. Il caff era leggero e tiepido, ma il sapore
del buon brandy tedesco lo migliorava notevolmente. Si mostra
molto evasivo.
Era un ottimo piano disse Kleiber. Abbiamo calcolato che
il fallimento della banca li avrebbe costretti a mettere in vendita i
documenti entro qualche giorno. Si pensava che avrebbero avuto
bisogno di procurarsi un po' di soldi nel pi breve tempo possibile.
Si sarebbe creduto che la banca costituisse per loro una priorit...
Kleiber si pass stancamente una mano sul viso. Pensi che Stein
abbia creduto a quella storiella degli inglesi che hanno tentato di
ucciderti sull'autostrada?
L'ho improvvisata l per l, Willi, ed ero abbastanza scosso
dall'incidente... Ma, s. Penso proprio che ci abbia creduto. La mia
Mercedes era davvero malridotta.  stato anche troppo facile convincerlo
che si era trattato di un attentato.
 stata una fortuna.  servito a sviare Stein, e probabilmente
a fargli credere che gli inglesi cercavano di ucciderti.
S,  quel che gli ho detto.
Hai fatto bene, Max. Quand' stata l'ultima volta che lo hai
visto?
Charles Stein? L'altro ieri. Perch?
La verit ... attacc a dire Kleiber. Sbadigli. Era un segno
di ansiet, oltre che di mancanza di sonno. La realt  che  successo
un piccolo pasticcio a Londra. Abbiamo perso i contatti col
giovane Stein.
Sono certo che non  ancora tornato a Los Angeles.
Come fai a esserne certo?
Perch altrimenti sarebbe con mia figlia Mary.
Tua figlia... Mary e il ragazzo Stein?
Meglio lui, disse Breslow dell'inserviente messicano della
pompa di benzina che la rincorreva dappertutto l'anno scorso. Alla
fine l'ho spedita in Europa per un mese.
Il giovane Stein  sparito disse Kleiber. Avevo appostato a
Londra uno dei miei uomini migliori. Non riesco proprio a capire;
Stein ha lasciato l'albergo, ha pagato il conto e portato via il bagaglio.
E i miei uomini non hanno visto niente.
Pensi che sia in mano ai servizi segreti inglesi?
S, lo penso. Credo che abbiano aspettato che Stein si recasse
alla casa, che lo abbiano arrestato e adesso lo stiano interrogando.
Che casino disse Max Breslow. Se succedeva qualcosa a
Billy Stein, suo padre avrebbe potuto dare la responsabilit a lui.
Max Breslow non era facile a innervosirsi, e lo stava a dimostrare
il suo passato bellico, per sapeva che la collera di Charles Stein
sarebbe stata una cosa terribile. E se Stein, per rifarsi, se la fosse
presa con la figlia di Breslow? Max scacci quell'idea terrificante.
E allora?
Kleiber allarg le braccia, assumendo un'espressione molto
soddisfatta. Abbiamo avuto un incredibile colpo di fortuna,
Max. Era quello, sospett Breslow, il momento che Kleiber
aspettava con ansia. E aveva ragione. Kleiber disse: Come ti ho
appena detto, abbiamo un contatto al vertice dei servizi segreti inglesi,
MI6 li chiamano loro; un mio buon amico fa da tramite tra
Londra e il nostro BND a Bonn. Pranzano assieme e parlano di
giardinaggio.... Kleiber sorrise alla vista dell'espressione sconcertata
di Max Breslow. Hanno in comune la passione per le piante
grasse. E questa passione si  rivelata di enorme vantaggio per
noi, Max.
E malgrado ci, non sai se gli inglesi abbiano in mano
Stein?
A Kleiber non sfugg la nota di sarcasmo nella domanda dell'amico.
Sorrise. Ritengo che si possa supporre senza possibilit
di smentite che tengano prigioniero Billy Stein, e che lo abbiano
interrogato con molto successo. C'era qualcosa nel volto di
Kleiber, da cui Breslow dedusse che era proprio quella la notizia pi
importante in suo possesso. Qual  il nostro problema pi grave,
Max? Sicuramente quello di scoprire dove sono nascosti i Verbali
di Hitler. Be', adesso sappiamo dove si trovano. Gli inglesi hanno
scoperto che i Verbali di Hitler e tutti gli altri documenti si trovano
nella casa del colonnello Pitman, in Svizzera. Sappiamo persino
in che tipo di camera di sicurezza sono conservati.
Tutto quadra perfettamente disse Breslow. Devono aver
ottenuto l'informazione dal giovane Billy.
L'inglese si portava appresso i cataloghi di Schiff, il famoso
fabbricante svizzero di casseforti, e ha addirittura chiesto aiuto al
mio vecchio amico per tradurre qualche frase dal tedesco. Conosciamo
la marca, il modello e l'anno di fabbricazione.
Non avrai in mente di far irruzione nella casa? domand
Breslow.
Un ladro non avrebbe il tempo sufficiente, e neppure l'attrezzatura
adatta, per forzare la porta di una cella blindata come
quella rispose Kleiber.
Ti prego di ripensarci, Willi disse Breslow. Un conto  un
furto, ma una scorreria a mano armata  tutt'altro paio di maniche.
Si pu forzare qualsiasi porta con la fiamma ossidrica o una
di quelle nuove lance termiche. Trovati un bravo scassinatore e lascia
che sia lui a eseguire l'operazione col sistema usato dai ladri
di professione.
 questo che ti hanno insegnato i soggettisti dei tuoi film?
Willi Kleiber emise un'esclamazione sprezzante. Sei rimasto indietro
di parecchi anni, amico mio. La fiamma ossidrica e le lance
termiche generano troppo calore. I ladri trovano solo un mucchietto
di cenere dentro le casseforti scassinate con simili metodi. Io appronto
forzieri del genere per i miei clienti, Max. So bene come si
pu fare a rendere inespugnabile una porta. All'interno c' un tubo
di vetro; basta riscaldarlo, perch tutta una serie di chiavistelli
scatti in posizione, e la porta si blocca cos saldamente, che persino
chi l'ha costruita ci mette due o tre giorni per forzarla. Willi
Kleiber ridacchi e si freg le mani. Non so neppure dove potrei
trovare un esperto in lance termiche, di questi tempi: in pensione,
a godersi il sole italiano, forse. Quella degli scassinatori  una specie
estinta, Max. Sono stati rimpiazzati da uomini armati di fucile
e mitra, che prendono d'assalto le banche.
Terribile disse Max Breslow.
Terribile? fece Kleiber. Magnifico, vorrai dire. Come pensi
che sarei riuscito a procurare al mio istituto di vigilanza l'attuale
giro d'affari, se non esistessero banditi pronti a tutto? Il perfezionamento
delle casseforti, che ha favorito la comparsa dei rapinatori
a mano armata, ha favorito anche me, Max. Scoppi a ridere.
Non ti preoccupa l'idea che la camera di sicurezza del colonnello
Pitman possa essere protetta da un sistema d'allarme collegato
con la locale stazione di polizia?
S, certo, Max.  proprio per questo che non devo mettere in
atto il mio piano nello stile di un ladro. Dobbiamo penetrare nella
casa e fare quattro chiacchere con Pitman. Dobbiamo convincerlo
che  nel suo interesse aprire la cassaforte.
Max Breslow afferr la tazza di caff vuota con un gesto automatico
di inquietudine e sgomento. Sapeva a quali sistemi sarebbe
ricorso Willi Kleiber per "convincere il colonnnello Pitman ad
aprire la cassaforte. Rabbrivid.
Che cosa ti succede, Max?
Il caff era schifoso disse Breslow.
Dai, Max. Sar magnifico. Sar proprio come ai bei tempi.
Tu sei pazzo, Willi disse Breslow, ma il suo tono mancava
di convinzione. Ti farai ammazzare.
Non avrebbe potuto dire cosa pi incoraggiante, a Kleiber. Il
quale si gonfi di orgoglio. Non ho paura di morire disse.
Abbiamo perso qualche buon camerata in guerra. Non sarebbe
poi cos terribile andare a raggiungerlo.
Max Breslow fu rattristato dalla risposta, ma sorrise. Fu pi
che altro una reazione nervosa.
Perch sorridi, Max? Ho forse detto qualcosa di divertente?
No, amico mio. Sorrido perch solo la settimana scorsa ho
udito Stein esprimere la stessa idea, praticamente con le stesse parole.
Dovrai venire in Svizzera anche tu, Max.
C' tanto da fare qui.
Questo  pi importante del tuo film disse Kleiber. Ti voglio
al mio fianco. Cav di tasca un ritaglio di giornale recente.
Era un giornale di Washington; il titolo diceva: Il governo degli
Stati Uniti stanzia 2 milioni e 300.000 dollari per dare la caccia ai
nazisti. L'articolo proseguiva come segue: Dopo sei anni di battaglie
parlamentari, il membro del Congresso signora Elizabeth
Holtzman di New York ha visto premiati i suoi sforzi con l'istituzione,
da parte del ministero della Giustizia degli Stati Uniti, di
un Ufficio di Investigazione Speciale sui crimini di guerra nazisti.
Breslow lo lesse da cima a fondo e restitu il ritaglio piegato a
Kleiber.
Avresti dovuto cambiar nome, Max disse Kleiber.
Max Breslow scosse il capo. Non volevo incontrarmi con i
vecchi amici in Germania e dovere spiegare loro perch sul mio
passaporto americano figurava un nome diverso. Sospir. Non
potrebbe andarci qualcun altro?
Tienti pronto a partire all'inizio della settimana prossima,
Max. E un ordine del Trust.
Benissimo, Willi. Sar pronto a partire.
Il Trust ha grosse possibilit finanziarie, Max, e avvocati.
Le procedure di revoca della cittadinanza e di espulsione sono materia
che riguarda il codice civile. Buoni avvocati e buone
raccomandazioni - e una buona parola a chi di dovere - possono far miracoli
in questo paese.
Ho detto che verr fece Max Breslow. Era arrabbiato e un
po' impaurito.


Capitolo 33.

L'"incredibile colpo di fortuna di Willi Kleiber ebbe origine
il pomeriggio di venerd, 27 luglio, a seguito del difficile colloquio
di Sir Sydney Ryden col primo ministro. Il direttore generale torn
in ufficio, si vers un abbondante gin and tonic e diede un'altra
occhiata al piccolo taccuino nero, fitto di enigmatiche iniziali e di
geroglifici che nessuno all'infuori di lui sarebbe riuscito a decifrare.
A volte ne aveva bisogno per rispondere alle domande del primo
ministro. E mai ne aveva avuto bisogno pi di quel pomeriggio,
quando la signora aveva sottoposto lui e il suo dipartimento a
certe critiche particolarmente taglienti. Quand'ebbe finito di bere,
Sir Sydney si accost alla finestra a esaminare la sua collezione di
piante grasse, smuovendo il terriccio asciutto e usando le pinzette
per fare la manicure alle piante. Per un attimo rimase con le mani
immobili. Dalla finestra, teneva lo sguardo appuntato su Westminster
Bridge, attraversato da frotte di uomini e donne che si affrettavano
sotto la pioggia verso Waterloo Station e le ferrovie suburbane.
Tra poco le frotte sarebbero diventate fiumane, e infine,
al culmine dell'ora di punta, vere e proprie orde di quelle figure
vestite di scuro avrebbero gremito i marciapiedi, riversandosi sulla
carreggiata e bloccando il traffico degli autoveicoli.
Di colpo, le mani del direttore generale ripresero a muoversi,
sfiorando le piante con brusca agilit: il genere di attivit vicariante
che spesso contrassegnava la fine di una difficile giornata di lavoro.
Il primo ministro aveva ragione, concluse suo malgrado Sir
Sydney: il suo ufficio non aveva ottenuto risultati concreti dall'ultima
volta che aveva fatto rapporto alla signora. Inutile rammentarle
che non si era verificato alcun fatto disastroso, che Stein e
compagni non avevano reso di pubblico dominio i Verbali di Hitler,
provocando uno scandalo di portata internazionale. Mentre i
servizi segreti ritenevano che gi solo il fatto di impedire il disastro
fosse un'impresa notevole, i politicanti volevano sempre risultati
concreti. Ai politicanti non interessava mantenere lo status
quo, volevano risultati: chiusura delle pratiche, eliminazione dei
timori, e rendiconti. La signora lo aveva praticamente detto, e Sir
Sydney si rendeva conto che aveva ragione ad agire cos. Sfior la
pi fragile delle piantine nuove. Era tentato di abbeverarla con
uno schizzo d'acqua, ma resistette alla tentazione: meglio costringerla
ad adattarsi al nuovo ambiente. Un eccesso di cure e attenzioni
poteva guastarla: era una caratteristica che le piante grasse
avevano in comune con gli agenti operativi.
 chiaro che c' stata una falla, Sir Sydney gli aveva detto il
primo ministro. La sua prima reazione era stata di rabbia, ma
aveva imparato a nascondere le proprie emozioni. Lo aveva imparato
durante le prime settimane alla scuola di preparazione alle
superiori. Gli spacconi gli avevano subito insegnato a piangere internamente,
senza lasciarne trasparire alcun segno all'esterno.
Tieni duro, gli aveva scritto suo padre nelle lettere che gli spediva
da Simla, sulle alture dell'india, e Sydney aveva tenuto duro. Per
anni, l'unica persona che era venuta a trovarlo a scuola era stata
la sua cara vecchia tata. Non aveva avuto nessuna colpa se un anno,
uno solo, lo aveva messo nei pasticci scoppiando a piangere al
momento di dirgli addio. Com'erano crudeli i ragazzi tra loro; gli
altri non gli avevano mai permesso di dimenticare la vecchia con
l'accento da popolana, che lo aveva svergognato con le sue lacrime.
L'unica consolazione di Sydney, allora come ora, era quella di
sgobbare duro.
Una falla, chiaramente. L'acuta deduzione del primo ministro
non poteva basarsi sugli scarsi dati di fatto che lui aveva fornito
alla signora. Che dunque dipendesse dal suo famoso intuito?
Oppure derivava unicamente dalla naturale ostilit che tutti i politicanti
mostravano nei riguardi dei burocrati, per tenerli sempre
sulla corda?
Il direttore generale prese in mano un'altra pianta. Non era in
buone'condizioni. Da settimane si sforzava di persuadersi che
avrebbe recuperato le forze, ma c'erano scarse probabilit che accadesse.
Peccato, perch un tempo era stato un bellissimo esemplare,
uno dei suoi preferiti. In effetti, sapeva perfettamente come il
primo ministro fosse arrivato alla conclusione che si era prodotta
una falla nel suo dipartimento, e che la falla aveva portato al duplice
omicidio di King's Cross. La verit era che il primo ministro
aveva dichiarato quanto vedeva chiaramente riflesso sul volto turbato
di Sir Sydney Ryden. Se il direttore generale avesse scandagliato
i propri pensieri pi riposti, avrebbe dovuto ammettere con
qualche disagio che tutto risaliva a quel pranzo che aveva offerto
al funzionario del BND. Ora, ogni volta che trafficava e si gingillava
con i vasi di piante grasse, ricordava quella conversazione. Si
fosse trattato di uno dei suoi subalterni, Sir Sydney
l'avrebbe definita indiscreta, se non addirittura capace di mettere a repentaglio
la sicurezza.
Diede un'occhiata all'orologio. Era quasi ora di scendere. Aveva
gi ordinato la macchina, e l'autista era sempre un po' in anticipo.
Quella sera era a cena col funzionario tedesco del BND. Si
era ripetuto esattamente, con cura, ci che intendeva dire, ma ora,
all'ultimo momento, aveva un ripensamento. Sydney Ryden non
aveva mai fatto l'agente operativo. Non c'era niente d'insolito in
ci, quasi nessuno degli alti funzionari aveva mai spiato qualcosa
di pi segreto del conto spese dei colleghi. Al pari di loro, Sydney
Ryden era un uomo da tavolino, esperto di amministrazione, ma
assolutamente all'oscuro di tutti i discorsi senza capo n coda dello
spionaggio attivo. Era perfettamente consapevole dei propri limiti,
ed era ovvio che se quella sera non si comportava a dovere, ne sarebbe
andata della vita di parecchia brava gente. Se, d'altro canto,
fosse riuscito a far credere a quel tedesco che i Verbali di Hitler si
trovavano nella casa di Pitman a Ginevra, sarebbe forse riuscito a
compensare almeno in parte il male gi fatto. E con un altro pizzico
di fortuna, sarebbe forse riuscito a mettere nel sacco quel
Kleiber, malgrado l'assicurazione di via libera che aveva dato agli
americani. Alz il ricevitore del telefono e fece il numero dell'ufficio
operativo. Pronto. Parla il direttore. Niente di nuovo sull'affare
Stein?
Vi fu una pausa, mentre l'agente di turno controllava non solo
nell'armadietto chiuso a chiave della pratica in corso, ma anche
nelle caselle e sul blocco dei messaggi. Niente, da quando l'incartamento
 stato mandato al suo ufficio alle cinque, direttore.
Grazie. Pos il ricevitore. Sicch le cose stavano cos. Valeva
la pena di tentare. Raccolse il grosso catalogo illustrato di Schiff, il
fabbricante di serrature, chiavistelli e casseforti. In copertina recava
la figura di un ladro con una maschera nera sul viso e un sacco
di bottino in spalla. Lo ripieg e se lo fece scivolare in tasca.


Capitolo 34.

Dall'East River all'Hudson, la 10ima Strada taglia in linea retta
Manhattan nel punto di maggior ampiezza. Certi speculatori immobiliari
hanno tentato di battezzarne il lato est col nome di East
Village, ma non hanno trovato molti acquirenti tra i profughi
russi, i camerieri italiani o i delinquenti portoricani che gi ci abitavano.
Interesse ancor minore hanno manifestato gli ubriachi distesi
scompostamente nei pressi dei Russian Baths, non lontano
dall'incrocio con la Prima Avenue. Era il mattino di luned, 30 luglio,
e la calura estiva aveva trasformato la citt in un forno di pietra
che non si raffreddava neppure di notte. Due vecchi avevano
trasportato un tavolino sul marciapiede per continuare la partita a
scacchi iniziata all'interno della vecchia casa di arenaria rossa. Un
gruppo di ragazzini si dava da fare per svitare l'idrante antincendi,
tra le acclamazioni di alcune adolescenti che prendevano la tintarella
sulla rugginosa uscita di sicurezza sovrastante.
Tre uomini sbucarono sul tetto piatto dell'edificio adiacente al
negozio di alimentari che restava aperto tutta notte. Scavalcarono
agilmente il basso muro che separava il tetto dalla porta accanto,
zigzagando tra i panni stesi ad asciugare sulle cordicelle. Portavano
argentine sudice e macchiate e jeans scoloriti all'altezza delle
ginocchia e con l'orlo delle tasche sfilacciato. Il primo uomo era di
carnagione scura, con i capelli gonfi e crespi e un paio di baffi alla
Zapata. Gli altri due erano bianchi. Uno, un ragazzo smilzo con le
braccia coperte di tatuaggi, faticava sotto il peso di una cassetta
metallica di attrezzi. Il terzo componente del terzetto era Melvin
Kalkhoven, il cui viso sbarbato e i capelli a spazzola stonavano con
l'abbigliamento trasandato. Kalkhoven fece una deviazione per
sbirciare nella strada sottostante.
I tre uomini si fermarono accanto al piccolo capanno cadente
per cui si accedeva alla scala interna della casa. Una volta entrati,
furono investiti dall'afa soffocante che regnava nell'edificio, come
da un panno caldo. Il nero, Pete, s'infil una tuta da elettricista
che teneva sotto il braccio. Gli altri due lo attesero, tendendo l'orecchio
ai rumori che giungevano dalla strada, pronti a cogliere un
qualsiasi movimento all'interno della casa. Si udiva la sirena di
un'autopompa da qualche parte sulla riva ovest, e sotto di loro il
custode dello stabile litigava con un inquilino ubriaco; le loro voci
rauche echeggiavano nella tromba delle scale.
In queste vecchie case c' una gran puzza disse Pete.
Salirono in fretta al pianerottolo dell'ultimo piano. Pete si port
alla finestra e riusc ad aprirla con una certa difficolt. Guard
gi in strada. Gli altri due calzarono guanti di cotone bianchi.
Melvin Kalkhoven consult l'orologio. Pronto, Pete?
Pete fece segno di s. Il giovanotto con i tatuaggi pos la cassetta
degli attrezzi e attacc a lavorare alla serratura della porta dell'appartamento
n 8. La serratura era gi stata esaminata da una
squadra della CIA il giorno prima. Le chiavi madri che erano state
loro fornite si rivelarono del tipo giusto: nel giro di una trentina
di secondi la porta si spalanc.
Via libera disse Pete. Consult anche lui l'orologio.
Kalkhoven e il suo aiutante entrarono in fretta nell'appartamento,
chiudendosi la porta alle spalle. Che serratura di merda
disse il giovanotto. Sei sicuro che sia il posto giusto?
Una serratura costosa in un quartiere come questo servirebbe
soltanto ad attirare l'attenzione che questa gente cerca di scansare
disse Kalkhoven.  un covo... niente di segreto, niente di prezioso
qua dentro... solo un posto dove incontrarsi. Pass rapidamente
in rassegna le stanzette. C'erano due telefoni: uno in camera
da letto e uno a parete nel salotto. No, nei telefoni, no, decise,
meglio ripiegare sulle prese della corrente. Nell'appartamento faceva
un caldo soffocante - le finestre non venivano aperte da settimane;
erano addirittura bloccate con lucchetti. I due lettini gemelli
nella stanza pi piccola erano rifatti con cura, con le lenzuola
e i copriletti uguali di nailon verde ripiegati a busta, come in
una camera d'ospedale.
Qui non ci ha dormito nessuno da mesi disse Melvin
Kalkhoven.  solo un posto per incontrarsi. Si era gi messo all'opera
per asportare la piastrina di plastica color panna dalla presa
della corrente accanto al letto. Il suo aiutante attacc a lavorare su
quella dietro il frigorifero. Si chiamava Todd Wynn, era magro e
scattante e aveva venticinque anni, anche se non ne dimostrava pi
di diciotto.
Sta attento col cacciavite disse Kalkhoven. Non dobbiamo
lasciare segni sulle piastrine di plastica.
Perch usiamo un'attrezzatura cos antiquata, Melvin ?
Non mostrarti curioso su questioni superflue dice la Bibbia.
"Giacch ti saranno manifeste molte cose che gli uomini comprendono.
Non prendermi per i fondelli, Melvin. Perch non installiamo
microspie attivate a voce, o qualcosa di pi sofisticato?
Kalkhoven disse: Perch quei tizi che si servono di questo posto
sono dei professionisti. Come ti ho detto, non lasciar segni sulla
plastica. Abbiamo a che fare con gente che sicuramente far dei
controlli.
Non hai risposto alla mia domanda.
Okay disse Kalkhoven. Lavorando in fretta, tolse le viti che
fissavano la piastrina alla parete e la asport. Cav di tasca una
minuscola trasmittente, non pi grande di una confezione di lamette
da barba. La colloc nel foro, premette per piegare i fili e rimise
a posto la piastrina di plastica. Perch se installassimo in
questa stanza congegni attivati a voce, chiunque potrebbe localizzarli
servendosi di un rivelatore tascabile. Basta eliminare ogni
suono abbastanza forte, e l'attivatore a voce si tradir. Facilissimo
scoprirlo.
Il giovanotto fu pi lento a collocare la sua trasmittente. Sicch,
ci sar qualcuno che se ne star l fuori a captare quel che
trasmette questo aggeggio?
Giusto disse Kalkhoven. Ma perlomeno non trasmetteranno
finch noi non le attiveremo. Sono ottimi apparecchi. Sono piccolini
perch sono alimentati dalla corrente dell'impianto centrale
e usano i fili collegati con la scatola di derivazione, a mo' di antenna.
Sono di vecchio tipo, ma ottimi. Non ho tempo da perdere con
uno di quegli aggeggi da guerre spaziali inventati dal reparto Servizi
Tecnici; si guastano troppo spesso. Hai finito con quella?
Adesso passa nell'altra stanza. E non perdere la calma. Abbiamo
tutto il tempo che vogliamo. Chiunque dovesse farsi vivo, ci penser
Pete l fuori a tenerlo a bada. Pete  in gamba.
Dal pianerottolo antistante l'appartamento, Pete teneva d'occhio
la strada, dove un sergente della polizia in divisa arriv fino
al negozio di alimentari, acchiapp una mela e se ne stette l a
mangiarla, guardando scorrere il traffico. Non era uno dei soliti
agenti di quartiere; era una specie di bambinaia, spedito l dalla
centrale a sorvegliare le attivit illecite.
I ragazzini avevano rinunciato ai tentativi di mettere in funzione
l'idrante. Il poliziotto studi per qualche istante l'andamento
della partita a scacchi. Si manger quell'alfiere ammon.
Il vecchio cui era rivolto l'avvertimento si guard bene dal ringraziare.
Perch non se ne va a stanare Dillinger? domand.
Andiamo, pap disse il sergente di polizia in tono bonario.
L'FBI ha beccato Dillinger negli Anni Trenta. Lei  abbastanza
intelligente da saperlo.
E allora, perch non dovrei sapere come muovere il mio alfiere?
ribatt il vecchio.
Il calo del dollaro americano sui mercati monetari mondiali
nel 1979 aveva messo a soqquadro i bilanci e i piani di Edward
Parker. I fornitori di Taiwan e della Corea del Sud avevano stipulato
contratti che prevedevano il pagamento in yen giapponesi, ma
in pratica, tutte le societ che acquistavano da Parker i pezzi per
fabbricare radioline avevano sede negli Stati Uniti e in Canada.
Ora Parker si trovava a mal partito a causa delle oscillazioni dell'economia
mondiale. Il suo margine di profitto andava assottigliandosi
di giorno in giorno, e Parker sapeva che, a meno di un
miracolo entro la fine dell'anno, avrebbe dovuto cominciare a
licenziare gli operai della sua fabbrica di montaggio. Se poi fosse
stato costretto a chiudere bottega, sapeva che sarebbe stato meglio
affrontare la realt al pi presto. Aveva visto che cos'era accaduto
ad altre imprese, quando la direzione si era rifiutata di affrontare
la realt; i risultati erano stati tragici per tutti gli interessati. Un
tale di sua conoscenza, fino a poco prima azionista di maggioranza
di una piccola ma redditizia societ di radiotelefoni nel Michigan,
adesso faceva il direttore di una stazione di servizio dell'Ohio e,
diciamolo chiaramente, le stazioni di servizio non rappresentavano
di certo un'attivit in espansione. Poveraccio.
Non fa che lamentarsi.  sempre stato cos. Faceva la stessa
cosa sotto le armi disse Kleiber.
Parker si strapp a fatica dai problemi capitalistici cui doveva
far fronte nella sua attivit commerciale. A dire la verit aveva finito
col farsi ossessionare dagli aspetti tecnici del capitalismo. Doveva
rammentare a se stesso che era il residente illegale dell'URSS
e che, qualsiasi cosa accadesse alla sua societ di pezzi per radioline,
il Centro di Mosca avrebbe preteso che svolgesse un lavoro di
spionaggio esemplare. Si concentr sull'uomo seduto di fronte a lui
in quello squallido appartamentino di New York. Era un uomo
grassoccio, dall'aria presuntuosa, con i capelli a spazzola e facile
al sorriso. Willi Kleiber non era la persona che Edward Parker
avrebbe scelto come commensale a cena, ma era uno dei suoi migliori
agenti, ed erano sul punto di conseguire un successo che
avrebbe anche potuto consentire a Parker di far ritorno a Mosca in
un tripudio di fumi di vodka e con l'accompagnamento di medaglie
tintinnanti.
Chi  che continua a lamentarsi? disse Parker.
C'era una luce arancione. Era sera, e il sole morente era un
enorme globo intrappolato tra gli alti edifici. In strada, alcuni ragazzi
giocavano a softball su un diamante tracciato col gesso. Ne
udivano le grida.
Max Breslow continua a lamentarsi disse Kleiber, osservando
Parker con gli occhi socchiusi e domandandosi perch il suo
capo fosse cos lento ad afferrare quel che gli diceva. La cosa tutta
da ridere  che quelli di Bttger lo hanno incoraggiato a girare
il film. Dopo che hanno visto il copione, e deciso che era innocuo,
gli hanno detto di proseguire e girare sul serio quel dannato film.
Kleiber rise. Facendolo, arricci il naso. Il suono che emise era pi
simile a un risolino malizioso che alla risata scrosciante che ci si
sarebbe aspettati da quello zoticone tedesco in alti stivali, pens
Parker, lasciandosi tuttavia andare a un sorriso.
Non c' il rischio che Breslow indovini che tu lavori per
l'Unione Sovietica? Parker consult l'orologio. Erano le 6,10. Doveva
prendere l'aereo in modo da tornare a Chicago in tempo per occuparsi
di certe scartoffie prima di andare a letto. Una volta il residente
illegale aveva sempre abitato in Canada, ma Parker aveva
insistito perch il Centro di Mosca gli permettesse di stabilirsi negli
Stati Uniti. Siccome era quasi sempre in viaggio, quelli avevano
acconsentito, sia pure a malincuore.
Kleiber rise. Il mio vecchio camerata Max ti sfiderebbe a
duello, se solo avanzassi una simile ipotesi. Parlavano in inglese.
L'inglese di Kleiber aveva un forte accento straniero, in confronto
a quello di Parker, ma Kleiber si vantava della sua padronanza
delle lingue e Parker era abbastanza saggio da lisciare l'io del suo
agente.
E che mi dici di Bottger e di quegli altri pazzi? Sei proprio
sicuro che non sospettino che lavori per l'Unione Sovietica?
Si sentiva i polmoni intasati dall'umidit che gravava nell'aria. Parker
si sfil la giacca e allent la cravatta. Detestava le estati newyorkesi.
Gli edifici imprigionavano l'aria umida e afosa e dilatavano
in modo innaturale gli orridi rumori stradali.
Kleiber sogghign. Eddie, Eddie, Eddie ammon in tono
cantilenante, deridendo la prudenza di Parker. Bottger, Rau e gli
altri sono affetti da demenza senile, amico mio. Pazzi!...
Meschugge!... Svitati!... Loco rematado!... Te l'ho detto e ripetuto, ma ancora
non mi credi. Ascolta, Eddie, quei vecchi idioti sono ripiombati
in una seconda infanzia. Sono democratici, mi credono un democratico,
e non mi sospettano proprio di niente. Adesso smettila di
preoccuparti, intesi?
Ma Parker non smise di preoccuparsi. Era uno che si preoccupava
per natura, e nutriva sentimenti contrastanti nei confronti di
Kleiber. La lealt di Kleiber verso il Centro di Mosca era fuori discussione,
ma d'altronde avrebbe mostrato la stessa, identica lealt
per qualsiasi organizzazione gli offrisse la possibilit concreta di
rivivere qualcosa delle sue esperienze belliche. Era forte e valido
come molti giovanotti con la met dei suoi anni, e privo di passioni
come una macchina. Era intelligente e, a giudicare da ci che Parker
sapeva dell'istituto di vigilanza di Kleiber, uno scaltro affarista.
Non fosse stato per le sue debolezze, il gioco e le donne, a quest'ora
sarebbe stato ricco. Ma Kleiber non desiderava la ricchezza.
Kleiber era innamorato della vita dura.
E Breslow far soldi con quel film disse Kleiber. Torn a
ridere. Pareva giudicarla una faccenda davvero buffa. Ovviamente,
non nutriva alcun risentimento all'idea del denaro che Breslow
avrebbe guadagnato. Parker ne prese nota; era cosa insolita in un
individuo.
Parker disse: Il generale Zhadov ha ordinato di dare la priorit
assoluta ai documenti di Stein. Non dobbiamo fermarci davanti
a nulla, pur di impadronircene. Parker aveva sempre usato il
nome Zhadov, quello del suo vecchio comandante della Quinta
Armata, per indicare complessivamente l'impero burocratico del
Centro di Mosca e tutti gli ordini o istruzioni che ne provenivano.
Ma questa volta Parker, dicendolo, aveva in mente il generale
Shumuk. E il generale Zhadov, soggiunse Parker  un duro
che non sbaglia mai le priorit.
Kleiber sorrise. Di' al tuo generale Zhadov di andare a farsi
fottere fece. M'impadronir dei documenti di Stein, e lo far a
modo mio. E non sar perch qualche vecchio rimbecillito del
Centro di Mosca mi dice che si tratta di una priorit assoluta.
L'aria era greve e ferma. Chiss dove, dall'altra parte della citt,
si ud urlare una sirena della polizia.
Parker non disse nulla, anche se per un momento assapor la
visione di Kleiber a confronto col generale Shumuk. Parker sapeva
che Shumuk aveva eliminato decine di migliaia di Kleiber, a suo
tempo. Non avrebbe esitato a calpestarlo sotto i tacchi.
Un giorno finirai con l'ottenere i gradi di generale, Willi
disse Parker e allora cambierai musica. Era la procedura adottata
normalmente da Mosca nei confronti degli agenti di spicco. Si
concedevano loro medaglie e promozioni militari. Una volta, Parker
si era preso la briga di procurarsi un'uniforme da colonnello
russo, completa di nastrini, medaglie e tutti gli ammennicoli del
caso, solo per mostrarla a un piccolo, disgustoso programmatore
elettronico di Kansas City, che tirava per le lunghe con certo materiale
richiesto ripetutamente dal Centro di Mosca. L'uniforme
aveva fatto effetto; il programmatore l'aveva indossata pavoneggiandosi
davanti a uno specchio. L'anno dopo, Parker gli aveva
concesso un'altra promozione, e il piccolo imbecille per tutta risposta
aveva preteso di recarsi in visita a Mosca. Che disastro, sarebbe
stato. Per fortuna, il datore di lavoro del piccoletto aveva perso
il suo contratto col ministero della Guerra, per cui il nostro non
aveva pi modo di maneggiare materiale che potesse interessare a
Mosca; improvvisa degradazione! Parker sorrise, ripensandoci.
Io, generale? fece Kleiber. No, grazie. Non mi trascinerai
mai a Mosca, Eddie. Scordatelo immediatamente.
 quel che dicono tutti, sul momento, Willi disse Parker.
Era uno spasso incoraggiare l'egocentrismo di quell'individuo, vedere
fino a che punto si sarebbe spinto.
Sai che si trovano a Ginevra disse Willi Kleiber. Sai che i
documenti di Stein si trovano nella grande casa in riva al lago.
Aveva gi dato a Parker l'importante notizia, ma desiderava assaporarne
di nuovo il piacere.
S fece Parker.  un pacchetto. Portalo qui. Non dovrebbero
esserci difficolt.
Tornare in volo negli Stati Uniti da Ginevra? disse Kleiber.
Arricci il naso, come se avvertisse cattivo odore. A Ginevra ci
sono pi agenti del Centro di Mosca di quanti se ne trovino a Mosca.
 la capitale europea dello spionaggio, lo sai bene, Eddie.
Perch portare fin qui i documenti, quando posso consegnarli a
qualcuno a Ginevra e farli recapitare a Mosca la sera stessa con la
valigia diplomatica?
Parker si rese conto che non avrebbe dovuto cercare di far abboccare
Kleiber, il quale era un uomo intelligente. Quella era la
sua rappresaglia. Kleiber sapeva che se i documenti fossero stati
consegnati a un agente russo a Ginevra, Parker avrebbe potuto attribuirsi
ben poco merito nell'impresa. Forse intuiva persino
quanto bisogno avesse Parker di riacquistare credibilit agli occhi
del Centro di Mosca.
Preferirei che riportassi i documenti qui disse Parker. La
sua voce suon fredda e un po' pi stridula di prima. La tensione
gli aggrovigliava i muscoli della gola. Kleiber aveva buon occhio
per le debolezze altrui; sorrise. Parker soggiunse: Come facciamo
a sapere con chi potremmo avere a che fare a Ginevra, Willi? Potresti
consegnare il risultato di tutti i nostri sforzi e dei rischi che
abbiamo corso a qualche impiegatuccio idiota, capace di archiviarli
o smarrirli o chiss che altro. Sono cose che capitano, sai.
 un ordine, Eddie?
In realt, Edward Parker non aveva l'autorit di impartire
l'ordine di riportare i documenti negli Stati Uniti. Non solo la cosa
contravveniva alle regole vigenti circa le istruzioni da impartire
agli agenti inviati in missione oltremare, ma esulava altres dalla
sua competenza territoriale. Il regolamento diceva che a Kleiber si
dovevano fornire un "recapito e una "cassetta postale, se non
una struttura adeguata e relativa "scappatoia. Questo valeva soprattutto
per l'Operazione Pogoni, la missione con priorit assoluta
per cui il Centro aveva addirittura inviato il generale Shumuk a
Citt del Messico.
Ma per Edward Parker era l'occasione per rifarsi una verginit
agli occhi dei suoi superiori. Gli avrebbe forse offerto la possibilit
di rivedere la moglie e il figlio ormai grande, di cui a volte
sentiva la mancanza con una nostalgia che sfiorava la sofferenza
fisica, e che era tanto pi penosa in quanto non poteva parlarne
con nessuno. Riportali qui, Willi.  un ordine. Torn a
sbirciare l'orologio e si mise a calcolare quanto gli ci sarebbe voluto per
raggiungere l'aeroporto. Quella sera, prima di andare a letto, doveva
rivedere un'altra volta i conti della sua fabbrica.
Il tecnico del suono dell'FBI e il suo aiutante furono ben contenti
che l'incontro volgesse al termine. Rinchiusi in un furgoncino
dove mancava l'aria, assieme a un fotografo, all'autista e a un impiegato,
erano tutti madidi di sudore. Avevano dato fondo da un
pezzo a tutte le bevande ghiacciate contenute nel minuscolo frigorifero.
Il tecnico del suono si tolse gli auricolari.  fatta disse.
Fuori, in strada, qualcuno si mise a urlare contro i ragazzi che
giocavano a softball. Una radiolina a transistor trasmetteva Hello
Dolly, e chiunque se la portasse appresso, passando batt il pugno
contro il furgone. Era un gesto del tutto normale in quel quartiere,
ma gli uomini in attesa riconobbero il segnale: era tempo di
muoversi.
Figlio di puttana disse il tecnico del suono. Vuole che gli
riporti le carte qui negli USA. Va benissimo. I ragazzi lo beccheranno
al suo rientro nel paese. Quel povero cristo si prender cent'anni
di galera.
Todd Wynn, il giovane aiutante di Kalkhoven, consult gli appunti
stenografici, poi tolse la bobina dall'apparecchio e se la ficc
in tasca prima di firmare una ricevuta per l'autista.
Che cosa gli prende, a quelli? disse l'autista, nauseato.
Non hanno nessuna lealt per gli amici o la gente con cui lavorano.
Godono, a tradire gli altri ?
Dovrebbero finire sulla sedia elettrica disse Melvin
Kalkhoven. Sono stati quei due delinquenti a far fuori quel produttore cinematografico
a Los Angeles e a tagliargli la testa. E Scotland
Yard li sta cercando per un altro lavoretto del genere che hanno
combinato a Londra.
Andiamocene di qui disse l'autista, scavalcando guardingo
l'attrezzatura di registrazione. Ho una moglie adorabile che mi
sta aspettando nel letto.
Gli altri scoppiarono a ridere. Sapevano che alludeva alla moglie
di qualcun altro.
Todd Wynn adocchi Kalkhoven che, se anche conosceva una
citazione biblica adatta a una simile ipocrisia, se la tenne per s.
 
Capitolo 35.

Mentre a Manhattan, Kleiber e Parker soffrivano per l'umido
languore di quella sera, a Londra, Boyd Stuart guardava le lancette
dell'orologio spostarsi verso la mezzanotte e poi iniziare il
conteggio del primo giorno di agosto. La sua stanza senza finestre
nello scantinato della ziggurat era spoglia e troppo sprofondata
nel sottosuolo per consentirgli di udire i rintocchi del Big Ben o il
frastuono del traffico che scorreva incessante sul Westminster
Bridge. Le pareti interne di lucide mattonelle erano dello stesso
verde acido che Whitehall imponeva agli edifici pubblici, dalle poste
alle carceri, sin dai tempi della regina Vittoria, e fors'anche
prima. Due tavoli di legno a cavalletto erano stati accostati alla
parete, nel tentativo di sorreggere le pile di libri e documenti in
precario equilibrio, che ormai arrivavano fin quasi al basso soffitto,
agli sfiatatoi e ai ronzanti tubi di luce fluorescente azzurrina.
Stuart si dimen a disagio sulla scomoda sedia di legno. Era
stata riparata a cura del reparto ambiente ed era ora relegata in
quella "Stanza di sicurezza n 4 perch traballava sulle gambe
malferme. C'era ben poco altro nella stanza, eccezion fatta per un
estintore rosso e un avviso in cornice, chiazzato di escrementi di
mosche, che si dilungava in particolari sui riferimenti dell'Official
Secrets Act ai documenti ufficiali. Era datato 1962, ma da allora
ben poco era cambiato.
Le ore erano trascorse in fretta mentre Stuart scorreva il materiale
relativo agli eventi dell'estate 1.940. C'erano tutti i resoconti
dati alle stampe; le memorie dei vincitori e quelle dei vinti. C'erano
anche resoconti rimasti ignorati: polverosi fascicoli dattiloscritti,
diari e memorie, che descrivevano particolareggiatamente i
giorni di uomini morti da un pezzo e ormai quasi dimenticati.
Sulle prime, Stuart era stato scettico. Winston Churchill si era
davvero demoralizzato e scoraggiato, mentre le divisioni corazzate
tedesche dilagavano per la Francia senza incontrare resistenza, al
punto di convincersi a incontrarsi con Adolf Hitler, l'uomo che
tanto aborriva? Si era davvero recato dal Fhrer tedesco, col cappello
in mano, offrendosi di vendere i suoi alleati a coloro che definiva
gangsters? Boyd Stuart si era preparato un grande foglio
di carta e vi aveva annotato i movimenti dei due uomini nei giorni
di maggio e giugno.
Fu l'orologio che batteva la mezzanotte a far s che Stuart si
rendesse conto di quanto tempo aveva trascorso sui libri di storia.
Non potevano esserci pi dubbi in merito: dai diari risultava chiaramente
la data in cui Churchill aveva intrapreso il suo viaggio
segreto per incontrarsi con Hitler. Sarebbe apparso evidente a
chiunque, una volta raccolti i dati.
La visita di Churchill a Parigi, il 16 maggio, era di gran lunga
troppo prematura: l'avanzata tedesca era iniziata solo da sei giorni
e gli Alleati nutrivano la speranza di un capovolgimento della situazione.
Del pari impossibile era la visita al Chteau de Vincennes,
quartier generale del comando supremo francese, il 22 maggio.
Sottintendeva tutte le complicazioni di un'altra visita a Parigi,
e la conseguente presenza di tutti coloro che sarebbero stati testimoni
dei movimenti del primo ministro.
Il 31 maggio, Churchill aveva raggiunto in volo Parigi per la
terza volta, accompagnato dal generale Dill, dal generale Ismay e
da Clement Attlee. Questa volta, anzich recarsi al Quai d'Orsay,
Churchill era andato a far visita al primo ministro francese, Paul
Reynaud. Si erano incontrati in una stanza del ministero della
Guerra, in Rue Saint-Dominique. Come in occasione di tutti i
suoi soggiorni francesi nel mese di maggio, Churchill aveva dormito
all'ambasciata britannica ed era rientrato in Inghilterra il
mattino seguente.
Nessuna delle visite di Churchill in maggio gli offriva una
possibilit di conferire con eventuali plenipotenziari tedeschi, e
tanto meno con Hitler in persona. Ma la successiva visita di
Churchill in Francia, l'11 e il 12 di giugno, era singolare sotto
ogni aspetto. Sebbene le avanguardie tedesche fossero ormai alle
porte di Parigi, e fossero destinate a occupare la citt tre giorni
pi tardi, l'aereo privato di Churchill si era portato alle spalle delle
colonne tedesche, atterrando su un piccolissimo campo d'aviazione
nei pressi del paese di Briare. Nel secondo volume delle sue
memorie, Churchill dichiarava che l'appuntamento era stato fissato
solo il giorno della partenza. E ci, perch era in attesa di un
messaggio di Adolf Hitler, fatto pervenire a Londra tramite l'ambasciata
spagnola.
L'indicazione del volo segreto di Winston Churchill oltre le linee
era data dal fatto che il primo ministro di Gran Bretagna non
era rimasto assieme agli altri componenti del contingente britannico.
Il generale Dill, il generale Ismay, il ministro degli Esteri,
Anthony Eden, e persino l'interprete di Churchill, si trovavano
tutti a bordo di un treno militare nelle vicinanze. Non appena l'aereo
era atterrato, Churchill era ripartito, sempre da solo.
Boyd Stuart torn a sfogliare le memorie di Sir Edward
Spears(2): nessuno, pi di lui, era stato vicino a Churchill in quei
terribili giorni. Del mattino del 12 giugno 1940, seguito alla notte
trascorsa in Francia, con le armate tedesche che si avvicinavano
sempre pi, Spears scriveva: Non ho alzato gli occhi un solo
istante, e quando finalmente l'ho fatto sono rimasto sbalordito alla
vista di Thompson, l'investigatore privato del primo ministro.
Thompson era una presenza fissa nel seguito di Churchill e lo era
da molti anni. Era strabiliante che non accompagnasse l'uomo di
cui doveva garantire la protezione. Spears cos prosegue: Colto di
sorpresa, senza il minimo tatto, ho detto: Ehi, Thompson, che ci
fa lei qui? Perch non ha accompagnato il primo ministro? Avr
sicuramente bisogno di lei, no?.
Ho dovuto dormire qui, e i francesi non si sono resi conto
che mi serviva una macchina.
Sicch le cose stavano cos. Winston Churchill non si era fatto
accompagnare neppure dalla sua guardia del corpo. Era stata una
condizione impostagli da Adolf Hitler, oppure Churchill aveva deciso
che il suo viaggio segreto non doveva mettere a repentaglio la
sicurezza di altri all'infuori di lui?
A quella data, infatti, il 14 giugno 1940, Winston Churchill
era solo, lontanissimo dal suo seguito, dal suo interprete, dalla sua
guardia del corpo e dai suoi consiglieri. Aveva gi avuto due lunghi
colloqui con Adolf Hitler.
Se i movimenti di Churchill erano significativi, ancor di pi lo
erano quelli di Hitler. Il 6 giugno 1940, dopo un frenetico lavoro
di costruzione eseguito praticamente senza preavviso, era stato improvvisato
un luogo d'incontro segreto in Belgio, nel paesino di
frontiera di Bruly de Pesche. Il rifugio antiaereo era ancora umido
di cemento steso di fresco, e Hitler si rifiut di metterci piede. La
pista di atterraggio altro non era che un prato grande appena abbastanza
per accogliere un piccolo velivolo da comunicazioni, per
cui il bimotore de Havilland Flamingo di Churchill era atterrato
accanto allo Junkers di Hitler a Rocroi, appena oltre la frontiera
con la Francia. Il Fieseler Storch aveva gi scaldato il motore,
quando Churchill era atterrato, e non appena il piccolo aereo si
era levato in volo, il Flamingo di Churchill era stato sospinto in
fondo al campo di aviazione e avvolto in teli mimetici.
Del pari significativo era il fatto che il quartier generale di
Bruly de Pesche fosse stato usato una volta soltanto, per quell'incontro
con Winston Churchill. Tutta la complessa costruzione era
stata eretta unicamente in vista di quell'incontro al vertice, e dopo
i pochi giorni di tale importante funzione era stata lasciata cadere
in rovina.
Il 17 giugno, svanite le speranze di una richiesta di cessate il
fuoco da parte della Gran Bretagna, Adolf Hitler si era recato a
Monaco dove, nel palazzo del principe Carl, Benito Mussolini
sperava di sentirsi dire che gli inglesi non avrebbero pi opposto
resistenza alle sue armate in Africa. Il 21 giugno, in Francia si era
ormai cessato di combattere. Hitler attraversava la foresta di
Compigne a bordo della sua Mercedes scoperta, impartendo
istruzioni ai genieri tedeschi perch tirassero fuori dal museo la
carrozza ferroviaria sulla quale i tedeschi avevano firmato il protocollo
di pace con la Francia dopo la prima guerra mondiale. Il
22 giugno, su quella stessa carrozza Pullman, era stato firmato
l'armistizio. La breve illusione di una pace a breve scadenza tra la
Gran Bretagna e la Germania era svanita per sempre.
Stuart torn a passare in rassegna ripetutamente la documentazione.
Studi i diari di guerra delle Waffen SS e delle unit dell'esercito
che il ministero della Guerra aveva cavato dai suoi archivi.
Studi la pila di biografie che descrivevano la vita di Hitler fin
nei minimi particolari. Studi le fotocopie provenienti dal centro
di documentazione di Berlino e dagli archivi della Germania occidentale.
Studi ancora una volta le memorie date alle stampe. Una
volta conosciuta la verit, trovavano soluzione tanti altri misteri.
Per esempio, perch i dodici Hawker Hurricane che scortavano
l'aereo di Churchill durante il decollo da Briare, l'11 giugno, non
si erano alzati in volo per scortarlo nel viaggio di ritorno, il giorno
dopo?(2) La cosa risultava particolarmente sconcertante alla luce
dell'ordine di combattimento della RAF, da cui si deduceva che sei
squadriglie di Hurricane erano state di stanza in Francia fino al
17 giugno. I caccia non avrebbero neppure dovuto attraversare la
Manica per raggiungere Briare.
Ora la risposta era chiarissima, ma ufficialmente era stato addotto
il pretesto delle pessime condizioni atmosferiche. (Il che non
quadrava col fatto che quello stesso giorno la RAF aveva giudicato
le condizioni atmosferiche e la visibilit abbastanza buone per effettuare
bombardamenti a bassa quota ai ponti sul Canale Alberto
nel vicino Belgio, per non parlare dei bombardieri a lunga autonomia
di volo che dall'Inghilterra erano arrivati fino a Torino.) Il
fatto era che i piloti degli Hawker Hurricane avrebbero potuto,
per qualche errore o malinteso orario, intravedere l'impensabile.
Avrebbero visto uno Staffel di Messerschmitt Bf 109E volare
vicinissimi, di scorta al Flamingo disarmato di Churchill. Gli aerei,
appartenenti allo Jagdgeschwader 51, la squadriglia di caccia
51, erano stati comandati a quella missione per ordine diretto
del Fhrerhauptquartier alla base della Luftflotte 2. I caccia tedeschi
avevano circondato il campo di aviazione finch l'aereo di Churchill
non era decollato, dopodich lo avevano scortato oltre le linee
tedesche fin nello spazio aereo francese.
Fatto oltremodo significativo, era stato il comando supremo
della Luftwaffe di Berlino (indicato con la sigla Ob. d. L.) a emanare
le istruzioni speciali in vista di tale piccola missione tattica.
Stuart si rigir tra le mani il dispaccio inviato per telescrivente. Il
linguaggio enigmatico dell'unit segnalazioni alla Luftflotte 2, che
aveva trasmesso il dispaccio segreto al quartier generale della IX
Fliegerdivision, non riusciva a nascondere la natura dell'ordine.
Nel dispaccio non si faceva cenno alla rotta, ma il quartier generale
insisteva sul fatto che a tutti i piloti doveva essere raccomandato
in modo speciale che era necessario garantire a tutti i costi la sicurezza
del Sonderflug, il volo speciale. Nessun pilota da caccia doveva
abbandonare la formazione di scorta per attaccare bersagli
nemici, per quanto forte potesse essere la tentazione. Il
Geschwaderkommodore, cio il comandante della squadriglia, proseguiva il
dispaccio, avrebbe dovuto guidare personalmente la missione. La
mancata attuazione dei termini di tale "ordine del comandante in
capo avrebbe comportato il deferimento alla corte marziale per
tutti gli interessati.
Adolf Hitler aveva fatto tutto ci che era in suo potere per garantire
che nessuna spiacevole calamit guastasse quella possibilit
che il Commonwealth britannico rinunciasse alla lotta, consentendogli
di diventare l'indiscusso padrone dell'Europa.
Boyd Stuart chiuse il fascicolo e premette il pulsante per chiamare
l'archivista di turno. Di colpo si sent stanco e quasi vecchio.

Note.
1. Assignment to Catastrophe, Vol. II, The Fall oj France, p. 159, Heinemann,
Londra, 1954.
2. Spears, Vol. II, p. 172.


Capitolo 36.

C'era una quantit di imbarcazioni di stazza superiore, visibili
quell'estate sul lago di Ginevra, ma Die Zitrone era un quindici
metri a motore alimentato da diesel appena usciti dalla fabbrica,
dotato di un moderno impianto radar e con una possente lancia
che si dondolava dalle gru di poppa. Die Zitrone incrociava molto
lentamente le acque lungo la sponda sud del lago, tenendosi accostata
alla riva, seppure in modo da non costituire un pericolo. Sul
ponte di poppa sedevano due uomini con un bicchiere di Campari
in una mano e un binocolo Zeiss nell'altra. Di tanto in tanto sollevavano
il binocolo per scrutare la spiaggia.
Era una giornata calda, il primo sabato di agosto. Uno degli
uomini indossava calzoni scuri e camicia bianca con un elegante
monogramma ricamato sulla falda del taschino, come si usava per
contraddistinguere i capi di lusso fatti su misura. Un berretto blu
da marinaio completava quella specie di uniforme senza troppe
pretese, preferita dai proprietari che noleggiavano e manovravano
le loro imbarcazioni per i clienti, e stava espressamente a indicare
superiori capacit nautiche, pur rispettando l'eguaglianza sociale.
Il secondo uomo portava una camicia a righe e un paio di calzoncini
grigi. Faceva molto caldo, e l'uomo sudava. Di tanto in
tanto si passava la mano tra i capelli a spazzola. Sul tavolo, di
fronte a lui, era posato un registratore a nastro, dal quale usciva
un sottile cavetto nero che gli arrivava fino al colletto della camicia,
dove un piccolo microfono era fissato vicino alla bocca. Il primo
carico di uomini dovr rimanere sulla riva finch tutte le barche
non avranno attraccato disse Willi Kleiber nel microfono.
La casa di Pitman  situata a centocinquanta metri dal pontile.
Qualsiasi imbarcazione attraccata al pontile dovr essere messa
fuori uso dal gruppo sbarcato dalla prima lancia. Nessuno abbandoner
la posizione finch tutte le imbarcazioni non saranno ormeggiate
e non sia stato stabilito il contatto col gruppo in arrivo
via terra. I due uomini in testa al gruppo in arrivo dalla strada
useranno lampeggianti rossi per farsi riconoscere. I due uomini di
testa dell'imbarcazione numero uno useranno soltanto lampeggianti
verdi. Spense il registratore e diede un'ultima occhiata alla grande
casa in riva al lago del colonnello John Elroy Pitman III, prima
che Die Zitrone virasse in direzione nord per attraversare il lago.
Era una giornata caldissima, senza nubi. Le montagne si profilavano
nettissime sullo sfondo azzurro del cielo e vicinissime, o
almeno cos sembrava. I due uomini posarono i binocoli e inforcarono
gli occhiali da sole. Se ne stettero l un momento, ancora abbagliati
dal forte riverbero del sole sull'acqua liscia come l'olio.
Sar facile disse Willi Kleiber.
Non mi va disse Max Breslow. Ancora non sappiamo come
e quanti siano i documenti. Se sono rinchiusi in quelle cassette
metalliche da schedario, ci vorr tutta la notte per portarli via dalla
casa e caricarli sui camion.
Certo che ci vorr tutta la notte disse Kleiber. O almeno ci
vorrebbe... se fosse ci che intendo fare.
Quando, allora?
C'impadroniremo della casa, come ti ho detto. Credi che abbia
cambiato idea? fece Kleiber. La terremo per due o tre giorni...
Kleiber si avvide che Max stava per protestare. Una
settimana, se tanto ci vorr. Ci rimarremo finch sar necessario.
Mio Dio, Willi. Non sai che cosa stai dicendo.
Sono un giocatore, Max. Lo sono sempre stato.
Rimanere in quella casa? Tener prigionieri gli americani?
Hai visto com', Max. Non ci saranno difficolt a imbarcare
i nostri dalla riva del lago. Sar una cosa tranquilla e discreta.
Devono solo arrivare da Coppet sull'altra sponda del lago. Una
macchina carica dei nostri uomini migliori raggiunger la casa di
Pitman via terra. Nessuno al villaggio udr sparare, non ci saranno
luci.
Non  la prima volta che sento parlare di un piano del genere
disse asciutto Max Breslow. L'hai detto anche agli americani
che non dovranno esserci sparatorie, n grida n... qual era l'altra
cosa che hai vietato?
Dovresti conoscermi meglio, amico mio disse Kleiber. Gli
uomini delle barche sono in abito da sera. Se gli americani facessero
casino e i vicini venissero a ficcare il naso, ci troveranno l in tenuta
di gala a spiegare il trambusto e scusarci per il disturbo.
Quanti ?
Quindici dovrebbero bastare disse Kleiber. Sono tutti uomini
ben addestrati del mio istituto di vigilanza. Si tratta di individui
di cui mi servo soltanto per le missioni pi pericolose: minacce
di rapimento, minacce di assassinio e cos via. Sanno quel che devono
fare.
Sapranno anche tenere la bocca chiusa?
Willi si freg il naso con un dito. Sono tutti uomini i quali
confidano che sia io a tenere la bocca chiusa disse, e sorrise.
Sono uomini in gamba, Max. Sono tutti uomini come noi.
Una volta raggiunta Coppet, sulla sponda svizzera, Die Zitrone prosegu lungo la costa fino all'altezza di una villa dall'aria
singolare, con un prato curatissimo che scendeva fino a un'elaborata
darsena di legno.
La costruzione principale sorgeva una cinquantina di metri
pi in l. Era dipinta in un'orrenda sfumatura di giallo, con l'intonaco
macchiato e scrostato e i ballatoi di legno sbilenchi e rovinati
dalle intemperie. Ma l'interno della casa era stato ripulito e
ridipinto con colori sobrii. L'illuminazione era fornita perlopi da
lampadine nude, e le sedie erano nuove e del tipo pieghevole diffuso
presso scuole e sale da conferenze. Max Breslow rabbrivid.
Non c'era il minimo dubbio che tutto quanto corrispondesse ai gusti
di Willi Kleiber. Kleiber si vantava di sceglier cose che, secondo
la sua definizione, fossero pratiche e prive di fronzoli.
C' tutto quello di cui potremmo mai aver bisogno, qui disse
Kleiber, e la sua voce echeggi debolmente contro le pareti nude.
Fucili, persino mitragliatrici, manette, altri tipi di strumenti di
coercizione, arnesi da taglio e una lancia termica capace di perforare
l'acciaio massiccio. Guard Breslow e sorrise. Sei stato tu
a parlare di aggeggi del genere. Dabbasso abbiamo battelli gonfiabili
di scorta e viveri sufficienti a sfamare una compagnia di soldati
per un mese.
Max Breslow non rispose. Segu Kleiber attraverso la prima
stanza e poi dabbasso. Un uomo sedeva su una scomoda sedia nel
corridoio. Kleiber gli fece un cenno e l'uomo apr la porta di una
cantina per farli entrare. Kleiber agit un braccio. Guarda!
Nella cantina c'era un assortimento di armi da fuoco. In una
rastrelliera a parete c'era un paio di dozzine di machine pistole
HK 54, del tipo in dotazione alla polizia di frontiera tedesca. C'erano
anche alcune mitragliatrici svedesi Cari Gustav da 9 mm., e
due fucili da cecchino con cannocchiale a raggi infrarossi. In armadietti
con l'anta di vetro erano contenute pistole, e c'era una
cassa di granate a percussione.
MACE disse Kleiber, battendo la mano su un'altra cassa.
 ancora l'arma migliore che io conosca per ridurre all'impotenza
il nemico. E non contiene altri veleni, oltre al gas lacrimogeno.
La sua voce bassa risonava sonora nella minuscola camera
blindata senza finestre.
Sei davvero pazzo, Willi.
Dove sei vissuto in questi ultimi anni? Su Venere? Saturno?
Marte? fece Kleiber. In pratica, sono il proprietario del miglior
istituto di vigilanza della Germania Occidentale, anche se non siamo
ancora diventati il pi grosso. Tutto questo materiale  di legittima
propriet e legalmente usato dalla nostra consociata svizzera,
di cui sono vicepresidente. L'istituto ha una regolare autorizzazione
a possedere le armi che stai osservando, Max. L'unico nostro
impegno nei confronti del governo  di tenerle sotto adeguata
custodia, in modo che non siano rubate da terroristi.
 perfettamente legale, per te, possedere questa roba?
La polizia chiude un occhio, con me. Il mio istituto svolge
certi lavoretti pericolosi, Max. Ho stipulato contratti che mi impegnano
a fornire protezione a molti membri del governo, oltre che a
uomini d'affari ricchissimi. Ho contribuito a programmare le misure
di sicurezza in occasione di certe conferenze internazionali.
Speriamo di ottenere l'incarico di vegliare sulla prossima riunione
che l'OPEC terr in Europa.
Willi Kleiber usc di nuovo nel corridoio, e Max Breslow fu
ben lieto di seguirlo. Mentre se ne andavano, Kleiber osserv la
guardia che chiudeva a doppia mandata l'armeria, poi stacc dalla
parete una tavoletta e firm con un ghirigoro il foglio del giorno.
Dobbiamo attaccarli di sorpresa e con forza disse Kleiber.
 una delle cose che ho imparato in guerra, Max. Dobbiamo penetrare
nella casa di Pitman e subissarli con la superiorit numerica
e la potenza di fuoco.  il modo migliore per salvare vite
umane e risparmiarci un sacco di fastidi.
Suppongo di s disse Max.
Vorrei che ti scrollassi di dosso questo atteggiamento negativo,
Max. Vorrei mi dicessi che non ti tirerai indietro.
Nei giornali di Los Angeles ho letto di altri tedeschi espulsi
dagli Stati Uniti disse Breslow.
L'ho letto anch'io disse Kleiber. Non era un argomento di
cui desiderasse discutere.
Lo sapevi che gli americani rispediscono la gente nei luoghi
in cui si suppone che siano stati commessi i crimini di guerra?
Ti stai ancora preoccupando per quella vecchia di Boston?
domand Kleiber.
Sono stato a Lyubomi, Willi. Non c'ero, quando ha avuto
luogo il massacro, per ci sono stato. Mi domando se  l che mi
ha visto; sono rimasto sveglio notti e notti a pensarci.
In Polonia?
Quel posto attualmente si trova al di l del confine dell'URSS,
Willi. Mi spedirebbero in Russia. Sai bene che cosa fanno a
chiunque abbia fatto parte delle SS.
Kleiber disegn una piantina sul ripiano di plastica del tavolo,
usando il dito tozzo.
Sei disposto a varcare il cancello assieme al gruppo in arrivo
via terra, Max?
S disse Max, quasi come se avesse atteso quella domanda.
Kleiber per un momento fu preso alla sprovvista: si era preparato
tutte le argomentazioni possibili e immaginabili per convincere
Breslow. Eccellente. Mi serve qualcuno che sia al corrente
della situazione, da quella parte. Io sar con quelli delle barche,
naturalmente. Se qualcosa dovesse andare storto, voglio che ci sia
qualcuno in grado di cavarsi dai guai con la parlantina e di allontanare
il camion e gli uomini arrivati via terra. Per noi delle barche
sar pi facile dileguarci.
Hai intenzione di armare il gruppo proveniente dalla strada?
Non so decidermi. Ci sono tutti i motivi per sperare che entreremo
speditamente nella casa e non avremo bisogno di niente di
pi letale di un dito puntato attraverso la tasca della giacca. Per
dobbiamo ricordare che gli Amis sono ex soldati, proprio come noi.
Potrebbe trattarsi del tipo di uomini che sbrigano le loro faccende
in perfetto stile militare. Potrebbero essere armati fino ai denti,
Max.
Ne dubito disse Max Breslow. Non riusciva a immaginare
un individuo meno militare di Charles Stein.
Anch'io. Ne dubito molto. Andiamo di sopra. Voglio fare una
doccia e cambiarmi.
Quando avremo preso i documenti, che si fa, Willi? Li portiamo
al dottor Bottger?
Ci penso io disse Kleiber. E gi tutto combinato.
Supponiamo che rimanessi ferito, Willi, o persino ucciso?
Kleiber si ferm bruscamente e si volse verso l'amico. Come
ogni prode soldato, non aveva mai preso in seria considerazione
una prospettiva del genere. Che catastrofe sarebbe stata, se Max
avesse consegnato i Verbali a Bottger. Kleiber non aveva dubbi che
in un simile caso Mosca avrebbe attuato la minaccia di spedire in
Occidente tutte le prove dei crimini di guerra commessi da
Kleiber. Sua madre sarebbe morta di vergogna, e certamente sarebbe
stata la fine per suo padre.
No, Max disse Kleiber. Se mi succedesse qualcosa, dovrai
telefonare a Chicago, a un certo Edward Parker. Kleiber scarabocchi
il numero di telefono su un foglietto del taccuino e lo consegn
a Max Breslow.
Sa di Charles Stein?
Sa tutto quanto, Max. Sa tutto quanto.
Mi dispiace per Stein confid Max. Non  poi cos male
come credevo un tempo.
Il tuo atteggiamento  cambiato ridacchi Kleiber. Ricordo
quando mi hai detto che non lo sopportavi. Salirono le scale,
Kleiber in testa, facendo i gradini a due alla volta per dimostrare
quanto fosse in forma. Che tipo d'uomo , questo Stein? Kleiber
non aveva neppure il fiatone. Abbiamo pi o meno mandato in
fallimento la sua banca. Perderanno cento milioni di dollari... Il
piano di Bottger era impeccabile.
O scapperanno disse Breslow.
Ma perch non si  offerto di venderti i documenti per qualsiasi
cifra riuscisse a ottenere? Pensi che abbia afferrato la tua
proposta?
L'ha afferrata, e come disse Breslow. Gli ho detto che
avrei combinato di vendere i documenti a una grossa societ, la
quale glieli avrebbe pagati in contanti, oltre a garantirgli una percentuale.
Allora perch respinge la possibilit di rimettersi in carreggiata?
Non si rende conto che la sua vita  in pericolo?
Tutt'altro disse Breslov. Ti ho detto di non sottovalutarlo.
Sa che non gli accadr niente finch non metteremo le mani sui
Verbali di Hitler. Dopodich, come mi hai gi detto, la sua vita
non varr pi un soldo bucato. Non  uno sciocco, Willi.  spaventato,
ma non tanto spaventato da esser disposto a consegnarci
quelle dannate carte.
Be', adesso sappiamo per certo dove si trovano le carte disse
Kleiber. Si  lasciato scappare una buona occasione.
Povero Stein disse Max Breslov, ma se anche Kleiber lo ud,
non ne diede segno.


Capitolo 37.

Quello stesso sabato di agosto, il direttore generale arriv in
ufficio alle 9,25 del mattino. Mand a chiamare Stuart. Lo faceva
ormai da tre mattine, sicch Stuart fu pronto a rispondere all'appello.
Il direttore generale era seduto alla scrivania a leggere il resoconto
fornito dal Daily Telegraph del discorso del primo ministro
alla conferenza di Lusaka. All'ingresso di Stuart pos il giornale
e si alz in piedi.
Nessuna novit, Stuart? Il direttore generale non portava la
consueta giacca nera con calzoni gessati, bens un completo
pied-de-poule. Era una trasformazione strabiliante, che conferiva al direttore
l'aria di un florido allibratore, pens Stuart.
Ginevra si  appena messa in contatto disse Stuart.
 un buon elemento?
S, signore. Ottimo.
Koch, si chiama?
S, signore. Il vecchio non perdeva mai la capacit di sorprenderlo.
Ho passato un sacco di tempo in Svizzera disse il direttore
generale. Come probabilmente le avr detto Jennifer, mia moglie
e io ci andiamo tutti gli anni... anche se ormai sono un po' troppo
vecchio per dedicarmi all'alpinismo. Ho fatto una brutta caduta,
quando con una cordata di mezza dozzina di persone abbiamo sfidato
la sorte sulla cresta Zmud del Matterhorn.  stato dieci anni
fa. Mi son detto: Ryden, vecchio mio, sei troppo vecchio per questo
genere di cose. Lasciamo pure perdere tutti quegli aggeggi moderni:
chiodi, moschettoni e staffe; sta di fatto che dormendo una
notte a quell'altitudine un vecchio pu anche lasciarci le penne.
 caduto, signore?
Un salto di quasi quindici metri, Stuart. Nella neve fresca,
grazie a Dio. Ma ho imparato la lezione. Chi ignora segnali del
genere, lo fa a suo rischio e pericolo. Il direttore generale si aggirava
per la stanza con un'irrequietezza che Stuart trovava esasperante.
S, signore disse Stuart, domandandosi se il direttore generale
stesse cercando di dirgli qualcosa. Il direttore amava suggerire
le cose per mezzo di simili parabole.
Ci vado regolarmente a respirare l'aria buona, Stuart. Capisce
che cosa intendo dire? Il direttore generale non aspett di sapere
se Stuart lo capisse. Brava gente, gli svizzeri. Timorati di
Dio, diligenti e razionali. Mi piacciono, e di tanto in tanto sono
stati di grande aiuto a quest'ufficio. Eppure, che cosa si sa dei servizi
segreti svizzeri? Niente!  proprio questo che mi piace, di loro,
Stuart.
Stuart ne prese nota. Ne dedusse che il timor di Dio, la diligenza
e la razionalit erano probabilmente le virt che il direttore
generale avrebbe rivendicate per s, non fosse stato gravato dal fardello
di quella reticenza d'altri tempi che teneva in cos alta considerazione.
Sembra che abbiano abboccato, signore disse Stuart.
Ginevra riferisce su una notevole attivit nella casa in riva al lago,
di fronte a quella di propriet del colonnello americano. Stando
a quanto ha detto un vicino, sono arrivati automezzi di un istituto
di vigilanza, carichi di casse di armi da fuoco...
Casse di armi da fuoco? Il direttore generale appariva divertito.
Vuol dire casse con la parola "fucili stampigliata sopra?
Stuart non raccolse la provocazione.  una notizia non confermata,
signore. Fornita da un vicino di casa... e sappiamo bene
quanto poco ci si possa fidare dei vicini di casa.
Armi da fuoco, ha detto? Il direttore generale si tolse con un
buffetto un invisibile granello di polvere dagli impeccabili calzoni
nuovi.
Automezzi di un istituto di vigilanza - blindati, a giudicare
dal rumore, con i finestrini schermati da reti e cos via. Non certo
il tipo di furgone per la consegna a domicilio di generi alimentari,
signore. Si sono portati sul retro della casa a scaricare... casse di
legno molto pesanti...
Molto bene, Stuart. Si  spiegato benissimo. Non c' bisogno
di scervellarsi. S, si direbbero fucili. E Stein sa di suo figlio? Dovremo
rilasciarlo al pi presto. Sto subendo notevoli pressioni da
parte del ministero degli Interni.
Il controllo di Los Angeles ha detto tutto a Stein padre ieri
mattina - sono indietro di otto ore rispetto a noi, naturalmente.
S, indietro di otto ore rispetto a noi, Stuart. Non sono ancora
affetto da demenza senile.
No, signore. Be', Stein  sceso al Sunset Boulevard e ha comprato
un biglietto aereo, non sappiamo ancora per dove.
Perch, no?
Stuart trattenne a stento un sospiro. Dovremo scoprirlo dal
computer della compagnia aerea, il che significa parecchie compagnie
aeree. Un approccio diretto presso l'agenzia di viaggi verrebbe
con tutta probabilit riferito a Stein.
E che ci importa, se verr riferito a Stein?
Gli agenti operativi devono vivere in quella citt disse
Stuart. Vabenissimo starsene qui a Londra, a criticare tutto quel
che fanno gli agenti operativi, impazienti di chiudere la pratica,
ma il nostro uomo, se dovesse presentarsi all'agente di viaggi, potrebbe
tirarsi addosso un sacco di guai, guai pericolosi.
Si tratta di una cosa di vitale importanza, Stuart.
Si tratta sempre di qualcosa d'importante disse Stuart rabbiosamente.
Quand' stata l'ultima volta che un agente operativo
ha ricevuto istruzioni di prendersela comoda? Tutte le pratiche
del traffico sono contrassegnate da cartellini rossi. Dove sono finiti
gli adesivi con la scritta: "Prendersela comoda o "Guardarsi alle
spalle:  solo una faccenda destinata a procurare una promozione
a qualche burocrate di Londra ? Dove sono finiti ?
Il direttore generale sembrava divertito dallo sfogo di Stuart, o
quel suo sorriso fisso era solo una irritata reazione nervosa? Non
esistono adesivi del genere, Stuart. Forse dovremmo chiedere all'ufficio
cancelleria di procurarcene qualcuno.
Forse dovremmo, signore.
Il direttore generale smise di andare su e gi. Per un momento
parve sul punto di dare una lavata di capo a Stuart, ma poi ingoi
l'irritazione. Infil le mani nelle tasche dei calzoni, facendo tintinnare
le monete. E se ci sbagliassimo, Stuart? E se Stein tenesse
davvero i Verbali di Hitler nella casa sul lago di Ginevra?
Stuart non disse nulla. I due uomini si scambiarono un'occhiata.
Il direttore generale prosegu col suo lugubre copione. In tal
caso, avremo spedito Kleiber e i suoi manigoldi proprio nel posto
in cui non vogliamo che vadano. S'impadroniranno di quei maledetti
documenti, Stuart. E saremo stati noi a dar loro tutto l'aiuto
possibile. Come lo spiegher al primo ministro? En passant,
batt il dorso della mano sul giornale col resoconto del discorso della
signora Thatcher.
Ho molto da fare dabbasso, signore, senza dovervi aggiungere
anche il compito di scovare spiegazioni per errori che ancora non
abbiamo commesso.
Il direttore generale s'inumid le labbra e guard dalla finestra.
Sapeva che suo genero aveva una specie di relazione - legame
sarebbe forse stato meglio dire - con la segretaria bionda che
lavorava per il vicecapo dell'ufficio operativo (Regione Tre). Ne
aveva fatto cenno a sua figlia Jennifer, ma lei aveva insistito col
dire che non gliene importava niente. Il loro matrimonio era decisamente
finito, aveva detto, e Sir Sydney era rimasto compiaciuto
della sua determinazione. I giovani erano diversi, oggigiorno, e
forse era un peccato, ma ci non gli avrebbe impedito di trasferire
altrove la segretaria bionda. Quella relazione lo metteva a disagio:
Boyd Stuart era 1' "agente incaricato di una delle operazioni pi
delicate che avessero mai intrapreso, e la ragazza era la segretaria
di uno dei suoi funzionari chiave. Ne andava della segretezza;
avrebbe gi dovuto far qualcosa, prima. Ricord che la ragazza era
scesa nella camera blindata a prendere la sua cartella personale.
Era qualcosa che non gli piaceva finisse in mano ad altri che a se
stesso. Voleva che neppure il personale d'alto rango del Secret Intelligence
Service venisse a conoscenza del fatto che un tempo si
era fatto chiamare Elliot Castelbridge. Non correre ai ripari prima
del tempo, intende dire? fece il direttore generale, assentendo
col capo, senza smettere di guardare dalla finestra. Giusto, giusto.
Poi si gir verso Stuart.
Stuart attese, sapendo che il direttore generale stava per dire
qualcos'altro. Il vecchio aveva quel vezzo sconcertante di fare una
pausa prima di parlare. Probabilmente stava ripetendosi le parole
esatte che intendeva usare, per essere sicuro di non rivelare niente
di pi dello stretto necessario. Non si preoccupi per quel Kleiber
e la sua casa piena di fucili, Stuart. Ci penseranno i nostri amici
svizzeri.
Stuart aspett di ottenere altre informazioni, ma non ne arrivarono.
Sicch le cose stavano cos. Il direttore generale aveva dato
mano libera agli americani, riguardo a Kleiber. Ora stava tramando
in modo che i servizi segreti svizzeri beccassero Kleiber.
Davvero perfetto: gli americani non avevano accesso al computer
svizzero, e il direttore generale lo sapeva anche troppo bene. Sarebbe
stato interessante udire il direttore generale nell'atto di protestare,
stupito, la propria innocenza, quando il funzionario di
collegamento della CIA sarebbe arrivato con la notizia dell'arresto di
Kleiber in Svizzera.
Il direttore generale scrut intento Stuart. Era sempre istruttivo
constatare quanto tempo ci metteva uno dei suoi subalterni a
scoprire quel che stava accadendo, una volta in possesso di dati
sufficienti. Si lisci i capelli e sfior di sfuggita l'apparecchio acustico.
Pensa che piover, Stuart?
Quando caler il vento.
Be', speriamo che abbia ragione. Non riguardo alla pioggia,
naturalmente. Abbozz il solito sorriso inespressivo. A proposito
del fatto che Stein e Pitman non tengono quei documenti nella casa
sul lago di Ginevra.


Capitolo 38.

Anche Charles Stein arriv a Ginevra quel primo sabato di
agosto. Era preoccupato. Nel telegramma spedito al colonnello
Pitman aveva detto che si sarebbero incontrati alla nut house, il
"manicomio. Si domandava se Pitman per caso avesse dimenticato
che agli inizi quando la banca aveva ancora sede nei pressi della
cattedrale, una vera gabbia di matti caotica e piena di trambusto,
l'avevano sempre chiamata cos: il manicomio, e quando era subentrata
Madame Mauring, riempiendo la vetrina della nuova
pasticceria con le sue torte di mandorle, la definizione nut house
era sembrata assumere un significato adeguato alla nuova destinazione
dei locali(1).
Ho bisogno di prendere qualcosa in cassaforte. L'orologio
della cattedrale rintocc, e Stein diede un'occhiata al suo.
Ecco la chiave, signor Stein. Trover tutto in perfetto ordine.
Non ci sono molti contanti, temo.
Non ho intenzione di prendere niente del suo, Madame
Mauring le disse Stein. Voglio solo quel pacchetto che ho
lasciato qui.
 tutto come l'ha lasciato, signor Stein. Faccia pure.
La cassaforte era un'assurdit: un'unica chiave per un complesso
di quattro serrature a molla. Non avrebbe fatto effetto a
nessuno, all'infuori, forse, di chi era orgoglioso di possederla.
D'altro canto, chi sarebbe andato a cercare qualcosa di molto
prezioso nella cassaforte di una piccola sala da t? E poi, la cosa non
finiva l. Stein si chin a dirigere la luce della lampada da tavolo
col paralume verde nell'interno cavernoso della cassaforte. Usando
ambo le mani, inser gli indici tozzi in due piccoli recessi. Era
un'impresa complicata, Stein ansimava per la fatica, finch, con
un lieve scatto metallico, l'intera parete di fondo della cassaforte
ruot in avanti sui cardini, rivelando i quadranti di una cassaforte
di gran lunga pi moderna.
Stein aveva imparato a memoria la combinazione, e ora fece
girare rapidamente i dischi, prima di aprire lo sportello interno.
Ne trasse un plico. Non era pi grosso di un libro di medio formato,
alto forse un centimetro. Stein apr la busta per controllare il
contenuto. Si trattava di titoli al portatore della Hoffmann-LaRoche.
Ciascun foglio aveva un valore nominale di 3,3 franchi
svizzeri, e un valore reale di circa 25.000 sterline. Il contenuto del
plico valeva complessivamente circa due milioni e duecentocinquantamila
dollari per chiunque li presentasse all'incasso in una
qualsiasi banca del mondo. Poi, con gesto reverente, Stein tolse
dalla cassaforte un altro plico ancor pi prezioso: i Verbali di Hitler.
Non faceva una particolare impressione: una cartellina da
poco prezzo, alta suppergi come un pacchetto di sigarette.
Stein si era portato appresso la borsa di tela marrone che di solito
usava in viaggio. La svuot sul tavolo per creare spazio sufficiente
a contenere il plico di titoli al portatore. Nella tasca esterna
c'erano uno spazzolino da denti, l'occorrente per farsi la barba, le
compresse di Bufferin, il tronchese per le unghie e una scatola di
plastica ancora intatta, contenente una saponetta Roger & Gallet.
Charles Stein era alquanto schizzinoso in fatto di sapone, e usava
quella marca particolare, al profumo di sandalo, da oltre vent'anni.
Nella tasca pi spaziosa della valigia c'erano camicie, biancheria
intima, calzini e fazzoletti. Tast all'interno delle buste di plastica
delle camicie per accertarsi che i documenti d'identit procuratigli
da Delaney fossero ancora al loro posto. Torn a guardare
il passaporto brasiliano. La fotografia di Stein non era recente, ma
poteva andare.
 arrivato il colonnello disse Madame Mauring, affacciandosi
sulla porta. Dell'altro caff con la torta? Pareva intuire che
stava per accadere qualcosa di terribile.
S, la prego, Madame Mauring.
Il colonnello ha detto che il caff gli fa male.
Magari oggi far un'eccezione disse Stein.
La donna sorrise e apr la porta completamente per lasciar entrare
nella stanza il colonnello Pitman. Ho detto che magari oggi
il caff lo avrebbe preso fece Stein, alzando leggermente la voce
per farsi udire da Pitman.
S, la prego, Madame Mauring. Il colonnello aspett che la
donna uscisse. Cos li aveva nascosti qui, i Verbali di Hitler.
Eccoli qua disse Stein. Vuol vederli?
Il colonnello Pitman fece segno di s. Stein addit il plico sul
tavolo, e proprio in quel momento Madame Mauring entr col
vassoio del caff. Scost i Verbali di Hitler per far posto a tazze e
piattini. Pitman prese in mano il plico. Il classificatore di cartone
era stato azzurro, in origine, ma il colore era sbiadito fino a diventare
grigio chiaro. Ne era passato, di tempo, da che un mezzemaniche
del Gruppo Affari Governativi dell'Esercito degli Stati Uniti,
Sezione G-5, aveva battuto frettolosamente a macchina l'etichetta
dell'inventario: Merkers H-6750. Dattiloscritti in lingua
tedesca, 300 pagine circa. C'erano ancora i sigilli metallici americani,
nonch quelli tedeschi precedenti di ceralacca, ma i nastri e
i lacci erano stati tagliati. Nel timbro rettangolare a stampa erano
ancora vagamente leggibili le iniziali dell'archivista della sezione
Monumenti Belle Arti e Archivi. Pitman fece scorrere il pollice
sugli angoli dei documenti, come un incallito giocatore di carte che
si prepari a passare una bella serata.
Madame Mauring traffic col servizio da caff, guard i due
uomini, poi usc senza far parola.  una donna fidata disse
Stein in risposta all'inespressa domanda di Pitman. Ci  sempre
stata grata per averle concesso il prestito.
Che cosa si fa, Charles? A volte lo chiamava caporale, ma
questa volta disse solo Charles.
Ce ne andremo da questo negozio, poi ce ne andremo da questa
citt, e poi ce ne andremo da questo paese.
Non mi piacer per niente lasciare la mia casa disse il colonnello.
Per Stein era facile, era ancora relativamente giovane e
forte e aveva ancora tutto ci che ci voleva per insediarsi in un
nuovo ambiente e cominciare una nuova vita. Ma il colonnello
Pitman non voleva abbandonare quel posto. Gli piaceva avere a portata
di mano il suo medico di fiducia, essere servito da domestici
che gli andavano a genio, in una casa che aveva imparato ad amare.
Devo venir via anch'io, Charles?
Penso proprio che dovrebbe, colonnello.
E suo figlio Billy? domand Pitman. Tast il fascio di carte,
mentre le guardava. Era intollerabile avvertire il bisogno di un
buon sigaro e di una generosa dose di brandy, e non poterseli permettere.
L'ho detto, a quello shmendrick(2) che gli inglesi hanno mandato
a farmi visita a Los Angeles disse Stein. Tenendo prigioniero
Billy non otterranno un bel niente da me. Se do loro queste
carte, non avremo pi niente in mano per trattare. Ho detto loro
che avrei messo in moto gli avvocati e mi sarei battuto per Billy,
rivolgendomi al Dipartimento di Stato.  l'unico linguaggio che
quei bastardi del governo capiscano. Ho detto a quel tale che se
non rilasciavano Billy, avrei consegnato le fotocopie di tutta questa
robaccia alla rivista Stern e al Washington Post, a condizione
che intraprendessero una campagna per il rilascio di Billy.
Mio Dio, lei non scherza, eh? fece Pitman.
 logico disse Stein.
Pitman annu. Era logico, s, ma quanti uomini sarebbero stati
capaci di prendere una decisione del genere riguardo al loro figlio?
Forse era in ci, che consisteva il carisma dei capi. Forse il
carisma dei capi consisteva nel chiedere agli altri di seguire la
strada pi difficile, solo perch era cos che erano pronti ad agire.
Pitman si rimprover di non essere mai stato disposto a seguire la
strada pi difficile.
C'era un tale che mi pedinava, disse Stein per conto degli
inglesi, suppongo. Che gliene pare: quei figli di puttana mi hanno
messo un tizio alle costole. Mi ha seguito anche sull'aereo.
 stato pedinato fin qui ? domand Pitman nervosamente.
Nooo! Ho cambiato aereo, a Parigi. L'ho seminato all'aeroporto.
Basta restare abbastanza a lungo al gabinetto, e il tizio che
ti segue a un certo punto entra anche lui, a controllare. Me l'ha
insegnato un duro che conoscevo una volta a New York. Cos, sono
stato l ad aspettarlo, e l'ho spedito nel mondo dei sogni.
Lei, cosa?
L'ho steso. L'ho infilato nello stanzino e ho tirato il chiavistello
per indicare che era occupato. Lo troveranno gli addetti alle
pulizie.
Pitman rabbrivid. L'accompagner in macchina all'aeroporto,
Chuck. Poi Pitman disse: Come fa a sapere che si trattava di
un emissario degli inglesi?.
E chi altri potrebbe avermelo mandato?
Pitman annu. L'accompagno in macchina all'aeroporto,
Charles. Poi passer il confine con la Francia. C' un albergo sul
lago di Annecy dove vado qualche volta. Potrei restarci per qualche
giorno finch si saranno calmate le acque.
Non si calmeranno, colonnello. Abbiamo contro i pezzi grossi,
non capisce? Sia gli inglesi sia i crucchi vogliono i Verbali di Hitler.
Se non glieli consegneremo, ci spazzeranno via. Ma se glieli
consegneremo, ci spazzeranno via lo stesso.
Sono troppo vecchio per scappare, Charles disse il colonnello.
Troppo vecchio e troppo stanco. Quando si arriva alla mia
et, niente ha pi importanza; il mondo intero diventa una maledetta
noia, come un film che si  visto troppe volte.
Dove ha la macchina? disse Stein. Dobbiamo muoverci.

Note.
1. Letteralmente, nut house significa "casa della noce, nut, ossia "noce, in
slang sta a indicare anche la testa, e per traslato, chi non ha tutte le rotelle a posto.
[N.d.T.]
2. In yiddish, "inetto, "idiota e simili. Dal nome di un personaggio di
un'operetta di Abraham Goldfaden. [N.d.T.]


Capitolo 39.

Quando Kleiber ebbe mostrato all'amico la casa, i fucili e l'equipaggiamento,
Breslow fiut l'aria nella speranza che qualcuno
stesse preparando da mangiare, ma non ne capt alcun segno. Pareva
che Kleiber fosse in grado di saltare i pasti senza farci caso,
ma Max Breslow amava la buona tavola e rispettava l'orario dei
pasti, come accadeva a casa sua. Decise che doveva andare a mangiare
qualcosa, preferibilmente non in compagnia del suo amico
Kleiber.
Breslow nutriva rispetto per Willi Kleiber. Era stato un prode,
onesto soldato che teneva benissimo l'alcool, resisteva giorni e giorni
senza dormire e non era mai stato udito lamentarsi. E tuttavia,
il rispetto di Breslow nei confronti di Kleiber era ben lungi dall'ammirazione.
L'aperto piacere che a Kleiber dava la vita militare
era stato sostituito, in tempo di pace, dalla sua passione per la
caccia e il campeggio, sempre praticati negli ambienti naturali pi
aspri e brulli. A Kleiber piaceva realmente farsi la barba con l'acqua
fredda, al lume di una lampada a gas, alle quattro del mattino
sotto una gelida tenda, in qualche parte del mondo dimenticata da
Dio e dagli uomini; con la prospettiva di stare a mollo per ore in
una fredda palude per sparare a qualche sventurata anitra. Una
cos strenua ricerca delle scomodit appariva puerile a Breslow,
che faceva tutto il possibile per non partecipare alle spedizioni.
Per tutte queste ragioni, Breslow era ben deciso a non accettare
la sistemazione spartana che Kleiber gli aveva preparato nella
casa in riva al lago. Breslow era stato invitato a ispezionare la
squallida stanzetta col pavimento nudo all'ultimo piano. La brandina
sulla quale erano gettate due leggere coperte e un cuscino
frusto da usare come guanciale, non era certamente di suo gusto,
n lo era il gabinetto gelido, per raggiungere il quale bisognava
scendere una rampa di scale e percorrere un lungo corridoio pieno
di spifferi.
Kleiber rimase deluso quando Breslow gli annunci che aveva
gi prenotato un appartamento presso un albergo di lusso in citt.
Aveva proprio sperato di passare una serata in compagnia, fumando
sigari e bevendo schnapps, narrandosi aneddoti sulla vita
al Fhrerhauptquartier o a discutere di certi particolari intimi
dell'ultima amante di Kleiber. Aveva persino messo una bottiglia
in ghiaccio e si era procurato una scatola di Avana arrotolati a
mano al duty-free shop dell'aeroporto.
Max Breslow cedette in parte. Mi far un bagno e manger
un boccone, poi torner qui a bere un goccetto propose infine all'amico.
Benone disse Kleiber, passando di colpo dal disappunto a
un'aperta soddisfazione. Ti far bere finch non finirai sotto il
tavolo, Max, ti avverto.
Breslow si sforz di sorridere coraggiosamente, anche se la
prospettiva di una serata del genere gli faceva paura. Non dovr
andare a letto troppo tardi borbott.
Sciocchezze disse Kleiber, dando una pacca sulle spalle all'amico.
Un sabato sera d'agosto, con l'intera citt che ci aspetta,
e parli di andare a letto presto? Probabilmente finiremo in quel
nuovo locale di spogliarello di cui ti parlavo, oppure potremmo
passare la frontiera e andare a Evian a tentare la fortuna al casin.
O magari, se ti sorride l'idea di una bella ragazza...
Era difficile tener testa alla persuasiva esuberanza di Kleiber.
Non so come fai, Willi. Proprio non lo so.
Kleiber si raddrizz in tutta la statura e sorrise, per manifestare
la sua soddisfazione. Era facile fargli un complimento, pens
Max Breslow: bastava sottintendere che era un libertino o un gran
furfante per guadagnarsi la sua eterna approvazione.
Ci ritroviamo qui alle otto e mezzo sugger Kleiber. Avrai
tutto il tempo per farti bello, e io quello di accaparrarmi un nuovo
cliente. Se il nuovo incarico  come credo, Max, offro io, stasera.
Buone prospettive?
Quando uno mi fa un'interurbana ogni mezz'ora e dice che
ha bisogno di parlarmi riguardo a una questione della massima
importanza, di solito si scopre che sua moglie se la fa con l'autista.
 cos, Willi?
Oppure che la sua amante se la fa con l'autista disse
Kleiber. Pi si sforzano di farla sembrare una questione di
diplomazia internazionale, e pi sono sicuro che si tratta di un piccolo
dramma domestico.
Non sapevo che la tua agenzia si occupasse ancora di simili
drammi domestici.
Willi abbozz un altro sorriso. Il mio personale  pagato profumatamente.
Non fanno caso se si tratta di salvaguardare l'incolumit
del Presidente o di registrare i bisbigli di una moglie insaziabile,
e perch dovrebbero, poi? Avverto i clienti del genere che,
servendosi del mio istituto, dovranno sborsare dieci volte di pi di
quanto costerebbe loro una piccola agenzia specializzata in pratiche
di divorzio. Non gliene importa niente, Max. Vogliono pagare
di pi. La motivazione di quella gente  la furia elementare della
vendetta; vogliono far del male, vogliono umiliare, vogliono aggredire
la persona che li ha fatti soffrire. Mancando della prestanza
fisica o delle capacit o del temperamento per farlo di persona, si
servono dell'unica arma che possiedono: il denaro! Pagano, Max,
perch vogliono pagare. Batt il pugno sul palmo aperto dell'altra
mano per illustrare la somiglianza tra l'atto di violenza e il gesto
del pagamento. S, assumer un incarico relativo a un dramma
domestico.
Max Breslow sorrise, ma il sorriso era un po' forzato. Ricordava
le terribili liti tra i suoi genitori che lo tenevano sveglio da
piccolo. Incapace di cogliere le parole esatte, aveva per afferrato
l'odio nella cadenza delle loro voci. Quei duetti culminavano in un
crescendo d'isterismo e nella porta che sbatteva, mentre l'uno o
l'altro dei suoi genitori usciva a precipizio dalla casa.
Conceder a quel tizio una mezz'ora disse Willi Kleiber. 
ricco,  venuto fin qui da Dortmund per vedermi. Mi risparmier
di incontrarlo domattina.
Se la cosa dovesse andare per le lunghe, disse Max Breslow
telefonami in albergo e fammelo sapere. Si sforz di non lasciar
trapelare dalla voce il sospetto che avrebbe infinitamente preferito
passare la serata per conto suo.
Mezz'ora, non un minuto di pi disse Kleiber. Ci vediamo
qui stasera alle otto e mezzo,  una promessa.
Max Breslow si conged. Sospir. Con un individuo come
Willi Kleiber, bisognava ringraziare il cielo se si otteneva anche
solo un paio d'ore di libert. Rientrato in albergo, telefon in California.
A Los Angeles era mattina, e il suo direttore di produzione
stava appena iniziando la giornata lavorativa.
La scena della Cancelleria era ultimata, e si accingevano a
smontarla dal laboratorio e metterla in magazzino, pronta a venir
rimontata in studio. Adesso stavano costruendo la scena
dell'ingresso della miniera di Kaiseroda; gli imbianchini avrebbero attaccato
a lavorare marted mattina, e tutto sarebbe stato pronto per
venerd. Il direttore delle riprese in esterni era entusiasta di un
palazzo per uffici vicino al Music Center. Diceva che era perfetto
per la scena in cui il generale Patton riferisce a Eisenhower sulla
scoperta dei tesori nella miniera. Breslow ascolt tutti i particolari
fornitigli dalla produzione e trov ben poco da criticare o modificare.
Rassicurato dalla telefonata, Breslow fece il bagno, poi ordin
che gli portassero su una mezza bottiglia di borgogna e una bistecca
ai ferri. Telefon a sua moglie e le disse che tutto andava bene.
Sua moglie si metteva in ansia quando montava su un aereo, e
Breslow aveva preso l'abitudine di telefonarle dopo ogni volo, e di
telefonarle tutti i giorni mentre era lontano. Parlarono del tempo,
del prezzo della benzina, dell'enorme preventivo per la riparazione
della Mercedes. Max se ne stette ad ascoltare, buono buono. Non
aveva raccontato gran che alla moglie circa l'incidente sull'autostrada,
e si era guardato bene dal dirle che aveva finto si fosse trattato
di un attentato alla sua vita. La signora Breslow accenn di
sfuggita anche a Billy Stein. Era ancora fuori citt, disse. Mary si
era fatta scontrosa e di cattivo umore, perch non aveva pi avuto
sue notizie. Il padre di Billy si era limitato a dire che suo figlio si
trovava in Europa per affari; Mary aveva pianto.
Max Breslow aveva sperato che a questo punto l'infatuazione
di sua figlia stesse svanendo, ma sua moglie non disse nulla per
confermare tale speranza. Al contrario, la signora Breslow si
espresse in termini piuttosto calorosi nei confronti del giovane
Stein. Sicch, neppure sua moglie era immune al tranquillo fascino
e al bell'aspetto di quel ragazzo. Forse fu questo a indurre
Breslow a lasciare intatti sul vassoio l'insalata di patate, il pane, il
burro e la panna. Ne fu influenzato anche pi tardi, quando scelse
di indossare il suo prediletto abito blu di lana inglese e la cravatta
di maglia. Maledizione, pens Breslow, magari sarebbe davvero
andato con Kleiber oltre confine, al casin di Evian. Poteva permettersi
una piccola puntata ai tavoli da gioco, e chiss, magari
avrebbe anche vinto.
Ginevra era una citt che Breslow non conosceva troppo bene.
Segu il tragitto pi ovvio, passando per il centro e tenendo d'occhio
i cartelli con la scritta autoroute. Il lago era bellissimo a quell'ora
della sera. La passeggiata era gremita di turisti. Breslow ferm
la macchina a un passaggio pedonale, dove tre ragazze aspettavano
di poter attraversare la strada.
Una delle tre, che portava una blusetta trasparente, gli sorrise.
Aveva i capelli lunghi e un tondo viso infantile con grandi occhi, e
a Breslow all'improvviso torn in mente una ragazza che aveva conosciuto
una volta a Dresda, prima della guerra. Era strano come
simili ricordi riaffiorassero senza preavviso, dopo che erano stati
dimenticati da tanto tempo. Che quelle due belle figliole cercassero
un passaggio per Losanna... un invito a cena... a letto? Mentre rimetteva
in moto, il motore dell'auto tossicchi. Quelle maledette
auto a noleggio erano tutte uguali: carrozzeria scintillante e tappezzerie
immacolate, ma dal punto di vista della meccanica, sempre
di second'ordine.
Una volta imboccata 1 'autoroute, l'alimentazione intasata della
macchina si sblocc e parve riprendere a funzionare perfettamente.
Breslow guidava con prudenza, godendosi la vista del cielo che andava
incupendo e delle montagne che somigliavano al fondale di
un'opera lirica.
Imbocc le stradine di Coppet molto lentamente, e stava cercando
con lo sguardo l'alta cancellata della casa, quando not due
furgoni Mercedes grigi. Due poliziotti in divisa uscirono dal cancello
proprio mentre lui ci arrivava. Uno dei due barcollava sotto il
peso di alcune machine pistole H & K, e il secondo, un ufficiale,
portava una cassa di candelotti lacrimogeni. Due dei dipendenti di
Kleiber erano ammanettati e aspettavano a bordo del secondo furgone.
Breslow decise di proseguire senza fermarsi. I poliziotti lo osservarono
con interesse e si soffermarono un istante a controllare
che strada prendeva. Breslow decise che era meglio mostrarsi sorpreso
al pari di loro. Rallent fin quasi a fermarsi, si gir sul sedile
e fiss i poliziotti prima di proseguire lentamente gi per la strada.
Senza affrettarsi, Breslow svolt in direzione della strada principale.
Non era la prima volta che sfiorava cos da vicino il disastro,
gli era capitato molte volte di cavarsela per un pelo durante
la guerra, e aveva imparato a tenere a freno la tentazione di mettersi
a correre. Fu una precauzione saggia. All'incrocio con la
strada principale, era in attesa un'altra auto della polizia. Breslow
decise di svoltare a destra e proseguire sul lungolago in direzione
di Losanna. Arriv fino a Nyon, prima di girare per riprendere
l'autoroute e tornare a Ginevra. Fu solo quando si ritrov nel caotico
anonimato del centro citt che riusc a pensare con calma. Lasci
perdere l'idea di telefonare al dottor Bttger o al suo contatto
di Ginevra. Chi poteva dire fino a che punto ci fosse stata un'infiltrazione
nell'Operazione Sigfrido, se gli svizzeri stavano portando
in prigione gli uomini di Willi Kleiber. Avrebbe telefonato solo a
Edward Parker, come gli aveva chiesto di fare Kleiber.
Quando Max Breslow vide i cartelli stradali per l'aeroporto di
Ginevra, si port sulla corsia di uscita. Aveva deciso di tornare a
casa, in California.


Capitolo 40.

Il colonnello Pitman, dopo che ebbe lasciato la pasticceria di
Madame Mauring assieme a Stein, si mise al volante. Al colonnello
Pitman non piaceva pi guidare, ed era per questo che aveva
alle sue dipendenze un autista. La guida dell'auto lo rendeva nervoso,
e i viaggi lunghi gli facevano venire mal di schiena. Un giovanotto
su un'Audi rossa zigzag temerariamente fra il traffico veloce,
tanto che Pitman dovette frenare bruscamente. Il colonnello
si sent montare alla gola un fiotto di bile e fece una smorfia, avvertendo
un crampo di cattiva digestione. Le ansie degli ultimi
giorni avevano messo a soqquadro i suoi meticolosi orari di lavoro
e scombinato quelli dei pasti. In quel momento non c'era nulla che
avrebbe gradito di pi di un Alka-Seltzer e di un lungo sonnellino
nella sua poltrona preferita. Si massaggi il petto, sperando di alleviare
il disagio. Si avvide che Stein lo guardava; sorrise, ma non
pot fare a meno di domandarsi perch mai stesse scarrozzando il
suo ex caporale. Avrebbe dovuto chiedere a Stein di mettersi lui al
volante. Invece, Stein si era accomodato sul sedile accanto al suo,
dicendogli che poteva partire. Era sempre stato cos: Stein dava gli
ordini, e Pitman si lasciava trasportare dalla sua energia e dalla
sua determinazione. Era stato cos anche quando lo aveva conosciuto
il giorno che Pitman era arrivato al quartier generale del
battaglione, dopo un viaggio da squassare le ossa, a bordo di un
camion impolverato, da Casablanca. Il tenente Pitman era appena
giunto dagli Stati Uniti, nominato di fresco al comando delle unit
anticarro che, stando alle promesse generali, avrebbero fatto vedere
i sorci verdi ai Panzer del Deutsche Afrika Korps.
Pitman era stato accolto con un impeccabile saluto militare
dalla sentinella al cancello. Si era sentito importante mentre arrancava
in salita sotto il peso dell'equipaggiamento, verso la tenda
con l'indicazione: Presentarsi qui. Era una giornata calda. La
tenda sapeva di telone nuovo e della speciale resina usata per
mantenerla in buono stato. Il sole conferiva alla luce dentro la tenda
un'accesa colorazione gialla, e c'era un forte ronzio di mosche.
A un tavolo sedeva un sergente di fureria di mezz'et, con accanto
un telefono da campo e un giornale americano. Stava leggendo ad
alta voce i risultati sportivi, molto lentamente. Il soldato semplice
Stein, grassoccio, rubicondo e sudaticcio, sedeva su una cassetta
capovolta e commentava i risultati sportivi con risatine ironiche,
versacci e sbuffate. Il tenente Pitman aveva concesso ai due qualche
istante perch si accorgessero della sua presenza, ma visto che
facevano finta di niente, aveva detto: Sergente, sono il tenente
Pitman. Cerco il comandante del battaglione.
Il sergente di fureria Vanelli aveva alzato gli occhi annuendo.
Aveva ripiegato il giornale americano, posandolo sul tavolo con la
riverenza che allora si riservava a tali rarit, ma si era guardato
bene dallo scattare in piedi. Stein, senza muoversi dalla sua posizione
sulla cassa rovesciata, aveva squadrato l'ufficiale dall'alto in
basso, dall'elmetto di acciaio appena uscito dalla fabbrica e dal volto
pallido non ancora avvezzo al sole africano, agli stivaletti marrone
nuovi di zecca. Le do un consiglio, tenente aveva detto
Stein. S'infili i gambali e si agganci la pistola e allacci il sottogola
dell'elmetto, prima di andare dal comandante.
 questo che mi consiglia? aveva detto freddamente Pitman.
Ci troviamo presso il comando del generale Patton: venticinque
dollari di multa agli ufficiali che girano senza la pistola d'ordinanza;
e quelli che non si infilano i gambali ne beccano quindici.
Stein aveva sorriso e tentato di spiaccicare una mosca che gli
si era posata sul braccio, ma l'insetto era volato via incolume.
Quale  la tenda del colonnello? aveva domandato Pitman,
rivolgendosi puntigliosamente al sergente anzich a Stein.
Quella con i lembi sollevati aveva risposto Stein. Al colonnello
piace la corrente d'aria, e non fa caso alla sabbia.
Quest'uomo  il suo portavoce, sergente ? aveva domandato
Pitman.
Suppongo di s aveva detto il sergente, come se fosse la prima
volta che prendeva in considerazione l'idea. Charlie Stein pi
o meno manda avanti la baracca, da queste parti.
Il tenente Pitman aveva osservato i due uomini, domandandosi
se fosse il caso di denunciarli per il loro comportamento assai poco
militaresco, ma aveva deciso che sarebbe stata una mossa sbagliata
da parte di un ufficiale di fresca nomina. Aveva chinato il capo per
uscire dalla tenda, proprio mentre Stein gli gridava dietro: E dieci
svanziche se non porta la cravatta.
Pitman lo aveva ignorato.
Rallenti un po' disse Stein. Non  proprio il momento di
farsi dare la contravvenzione per eccesso di velocit. Pitman
adocchi l'uomo grasso, quasi calvo che gli sedeva accanto. Chi
avrebbe mai supposto che le loro vite e i loro destini fossero destinati
a intrecciarsi cos strettamente? Stein si era girato goffamente
a posare la borsa marrone a tracolla sul sedile posteriore. I documenti,
li aveva deposti sul pavimento alle sue spalle; e di tanto in
tanto allungava una mano all'indietro a toccarli per assicurarsi
che ci fossero ancora.
A quanto sembra,  finita per la banca disse Stein, sperando
di essere contraddetto. Ma il colonnello Pitman non lo sment.
A quanto sembra, vogliono spellarci vivi soggiunse Stein sconsolato.
Non vorr passare i prossimi dieci anni a tentare di ottener giustizia
per via legale, no? Premette il pulsante dell'accendino, giusto
per vedere se funzionava.  un'ottima macchina, questa disse
Stein in tono di approvazione, accarezzando il rivestimento di
pelle.
Ho cercato di ottenere prestiti interbancari disse Pitman.
Ma nessuna delle banche pi importanti  disposta a garantirci
la copertura. Forse hanno paura del Creditanstalt. Forse sono seccati
perch non ci siamo consorziati con loro per l'operazione.
E forse sono stati messi in guardia da quel bastardo che ci ha
fregati. O Friedman o il dottor Bttger o uno di quegli altri che
sono implicati nell'imbroglio.
Fuggire non mi sar di aiuto disse Pitman con una punta di
tristezza. Si arrest all'incrocio da cui si dipartiva una strada per
il confine con la Francia e per la sponda sud del lago. Svolt invece
nell'altra direzione.
Si ricorda di Petrucci? Un piccoletto siciliano... un mitragliere
di uno dei veicoli della colonna B che  stata fatta fuori poco pi
avanti di noi?
Il colonnello Pitman si pass una mano sul viso mentre rifletteva.
Non riusciva a ricordarsene.
Delaney lo vede ancora. Mi ha procurato documenti falsi:
passaporto brasiliano, patente, tutto il necessario. Farebbe la stessa
cosa per lei, e qui abbiamo denaro a sufficienza per tutti e due, colonnello.
Faremo a mezzo, lei e io.
Sono i suoi risparmi, Charles, non potrei.
Che me ne faccio, dei risparmi? disse Stein. Quanto mi resta
da vivere? Dieci anni... O, se dimagrissi di venticinque chili e
mi limitassi a mangiare noccioline e yoghurt al naturale... una
ventina. Cos, quanto mi occorre? Ho qui pi di due milioni di
dollari, colonnello. La smetta di preoccuparsi per i fantaccini del
battaglione. Sono tutti sistemati, e vorrebbero che lei dicesse di s.
Ma Pitman era perso nei ricordi.
Non rimpiango niente rispose alla fine il colonnello. Se
potessi tornare indietro, a quella notte passata attorno alla stufa,
quando ne abbiamo discusso per la prima volta... rifarei la stessa
cosa daccapo.
In Germania? Allude al 1945? Alla notte che  tornato dall'appuntamento
con quella bionda che lavorava nell'ufficio del
maggiore?
Pitman fece segno di s con la testa. Ricorda come pioveva?
Credevo che non avrebbe mai smesso. Quella sera avevo preso la
jeep pi scassata del battaglione e ho dovuto quasi spingerla per
attraversare mezza Germania.
Aveva detto che era andato nell'alloggio della ragazza osserv
Stein. Si trovava solo a tre isolati di distanza dal municipio.
Di che sta parlando: per attraversare mezza Germania?
Pitman continu a guidare in silenzio, mentre ricordava quella
notte degli ultimi giorni di guerra in Europa. Non c'era stata nessuna
bionda; c'era stato solo il generale. Non avrebbe mai detto la
verit a Stein; non l'avrebbe mai detta a nessuno.
Lo so che  una grossa delusione per lei, Pitman, aveva detto
il generale ma  cos che va questa dannata guerra. Il generale
da una stella aveva modellato il suo aspetto e il comportamento
sul generale Patton, il suo comandante in capo. Non portava un
paio di pistole col calcio di madreperla alla cintola - sarebbe stata
un'imitazione troppo smaccata del suo mentore - per teneva
sempre la Colt 45 agganciata saldamente, e anche l, a chilometri
di distanza dal fronte, non si toglieva mai l'elmetto e portava una
bomba a mano infilata sulla bandoliera.
Fuori pioveva, il cielo era striato di rosa e malva, gli ultimi
barlumi di luce ormai quasi svaniti. L'interminabile convoglio di
camion con i rifornimenti sguazzava nel fango delle strade buie e
sconnesse e aggirava a passo di lumaca cumuli di mattoni e calcinacci,
risultato di un bombardamento di ventiquattr'ore che aveva
sepolto met degli abitanti tedeschi nelle loro cantine. La guerra
 quasi finita aveva detto Pitman.  dal Reno che mi promette
un'occasione per battermi.
Li vede quei camion l fuori? aveva detto il generale, puntando
il sigaro. Sto cercando di avviare a destinazione mezzo milione
di tonnellate di materiale, impiegando unit di fureria che
dormono letteralmente in piedi. Alcuni dei conducenti di quei camion
non chiudono occhio da cinquantasei ore, Pitman. Il generale
aveva allungato sul ripiano della scrivania certe carte, con gesto
frettoloso. Ci sono ufficiali della sanit che mi assillano per
telefono, sto distruggendo i camion cos in fretta, che perdo intere
compagnie. I miei scritturali tentano di distinguere tra "Carico
pericoloso e "Carico prezioso, tra "Carico di importanza vitale
e "Carico essenziale... se vedesse che casino! E adesso lei mi viene
a dire che dovrei spedirla al fronte a giocare alla guerra. Be', le rispondo
di no, Pitman. Ha capito?
Sono un ufficiale di carriera, generale. Ho bisogno di far
esperienza in prima linea, se voglio ottenere una promozione dopo
la guerra. Ne abbiamo gi parlato, e lei ha promesso di aiutarmi.
Lei si  comportato bene, Pitman aveva detto il generale tirando
sul sigaro. L'ho promossa al grado di colonnello e le ho affidato
il comando di un battaglione. Non  male.
Voglio combattere, generale. Aveva detto che avrebbe fatto in
modo di offrirmene l'occasione.
Il generale lo aveva guardato, soffiando una boccata di fumo.
In tutta calma aveva detto: La sua occasione l'ha avuta, colonnello.Ha avuto la sua occasione a Kasserine, un bel po' prima che io
avessi la fortuna di arrivare fin qui.  stato un grosso casino, come
la vedo io; i suoi ragazzi sono scappati a gambe levate e i crucchi si
sono impadroniti tranquillamente delle nostre zone di appoggio.
Si tratta di una prestazione cos scadente, che non mi convince di
sicuro a farle far carriera.
La luce delle lampade sulla scrivania aveva tremolato, diventando
giallastra e fievole, mentre i genieri trafficavano con gli impianti
tedeschi danneggiati. Nella penombra, il sigaro del generale
era divampato prima che l'ufficiale aggiungesse: Lo sa che devo
ancora sopportare i lazzi di quei dannati inglesi? Si ricorda di
Kasserine? mi fa l'altro giorno un certo maggiore dei nostri cari
alleati. Hanno mandato avanti noi, quando voialtri Yankee ve la
siete battuta. E lo dice come se si trattasse di una barzelletta, naturalmente.
 cos che gli inglesi non perdono occasione di punzecchiarci.
 una barzelletta... per cui sono costretto a ridere assieme
a quel bastardo. Per la cosa non mi piace, Pitman, e quando
sento parlare di Kasserine, non mi piace pi neppure lei.
Pitman non aveva detto niente. Non c'era proprio niente da dire.
Adesso torni al quartier generale del suo battaglione e faccia
muovere i suoi camion. Fra due ore mi aspettano a una riunione
al corpo d'armata, e per allora fin l'ultimo dannato camion di
questa armata dovr aver fatto il carico ed essersi messo in marcia.
Il colonnello Pitman era rientrato al quartier generale del suo
battaglione a mezzanotte. La pioggia battente si era infiltrata attraverso
il tettuccio di telone e i deflettori squinternati della jeep,
sicch il corto pastrano di Pitman era letteralmente fradicio, quando
si chin sulla stufa panciuta per riscaldarsi. Sono o non sono il
comandante di questo schifoso battaglione? si era lamentato retoricamente
col suo caporale di giornata. E allora, perch mi tocca
sempre la jeep pi scassata del battaglione?
Ha avuto qualche guaio, colonnello? aveva domandato
Stein.
 una delle jeep di quel distaccamento al quale abbiamo dato
il cambio aveva detto Pitman. Tutti i loro automezzi non danno
il minimo affidamento. Badi bene a non affibbiarmene di nuovo
uno. Intesi?
 andato dal generale, signore?
Sono andato a letto con quella pollastrella bionda che abbiamo
visto stamattina nell'ufficio del maggiore, perch crede che le
abbia chiesto di procurarmi una bottiglia di scotch?
Per il generale, magari aveva risposto Stein. Stava versando
acqua bollente sui fondi di caff, e di colpo se n'era diffuso l'aroma
nell'aria. Si  fatto dare una bottiglia per il generale la settimana
scorsa, quando  andato a trovarlo. Pensavo che magari tentasse di
farsi distaccare per un po' assieme a quei ragazzi della divisione
corazzata che abbiamo rifornito di benzina e razioni supplementari.
Ma lei legge tutta la mia corrispondenza personale, caporale
Stein?
Sicuro, colonnello. Immagino che sia per questo che le servo.
Vuole una tazza di caff?
S, me la dia... con zucchero e panna.
Stein aveva posato il caff fumante davanti al colonnello. Era
in una tazza di porcellana antica, scovata tra le macerie. Il colonnello
Pitman aveva annusato il caff, per poi berne un sorso.
Stein lo osservava intento, con interesse. Sicch non  andato
dal generale, stasera?
Mi sono fatto quel bocconcino di bionda in una stanza all'ultimo
piano sul retro di uno di quei casermoni dalle parti del centro
di disinfestazione.
Non  da lei, colonnello aveva commentato Stein con cortese
interesse.
Be', d'ora in poi far sempre cos aveva ribattuto il colonnelloPitman. D'ora in poi ho intenzione di guardare alla vita militare
in prospettiva, e ho intenzione di mettermi a contare i giorni,
proprio come fa lei, caporale.
Non ha pi intenzione di continuare la carriera militare, colonnello?
M'insegni una maniera per mollare l'esercito stasera stessa,
caporale, e lo far.
Forse sono in grado di insegnarle una cosa del genere aveva
detto Stein. E forse sono in grado di indicarle come raggranellare
un gruzzolo sufficiente per ritirarsi a vita privata.
Di che cosa sta parlando, Stein?
Non del denaro dello Zio Sam, colonnello; dell'oro nazista
nascosto non lontano da qui. A quanto pare, toccher a noi il compito
di trasportarlo a Francoforte.
Oro?
Milioni e milioni di dollari, colonnello. Questa sporca guerra
sta per finire. Me ne stavo qui seduto da solo stasera, e pensavo ad
Aram e ai vecchi tempi, gi in Africa... e ho cominciato a farmi
certe domande. Potrei esporle la mia idea, colonnello? In assoluta
confidenza...
Il colonnello Pitman si era seduto su una cassa da imballaggio
accanto alla stufa. Il giaccone fumigava, a mano a mano che il calore
penetrava nell'uniforme fradicia. Certo che pu, caporale.
Non sono mai stato dell'umore pi adatto ad ascoltare una qualsiasi
proposta accettabile.
I ragazzi hanno sempre avuto fiducia in lei, colonnello disse
Stein.
I ricordi di Pitman svanirono, quando ramment a se stesso
che era il 1979 e che era trascorsa met di una vita dal giorno che
avevano preso quella fatale decisione. Nessuno ha mai voluto
escluderla.
Ne sono fiero ammise Pitman. L'anno pi duro  stato il
1952... tre dei ragazzi sono morti nel giro di altrettanti mesi.
Richards il Furbone, il caporale Arbenz, che ha avuto quell'incidente
stradale, e Moose Menzies. S, ricordo disse Stein.
Gi, quello  stato un gran brutto anno.
Ho liquidato i familiari senza averne l'autorizzazione da
parte del gruppo disse il colonnello Pitman.  stato complicato.
Eravamo impegnati fino al collo in investimenti a tasso d'interesse
fisso.
Lei ha fatto miracoli, colonnello.
Ho sempre cercato di agire lealmente disse Pitman. Si ferm
a un semaforo. Non sono mai stato un cervellone in affari, n
particolarmente abile in materia amministrativa. E lei sa che anche
come soldato non sono mai stato gran che...
Andiamo, colonnello! Lei...
No. Stiamo diventando troppo vecchi per continuare a ingannarci.
Non valevo molto, come ufficiale. Eravate voi due, lei e il
sergente Vanelli, a mandare avanti la baracca. Le ho detto che
Vanelli  morto?
S, colonnello, me l'ha detto.
Voi due mandavate avanti la baracca. Capivate gli uomini
meglio di quanto li abbia mai capiti io.
Eravamo anche troppo esuberanti disse Stein.
Io ero una testa calda che avrebbe voluto ottenere la medaglia
al valore del Congresso alla prima ora di combattimento. Il maggiore
Carson se n'era reso conto, e mi aveva messo in guardia.
Per un pelo non ce la faceva, colonnello.
Pitman si concesse un pallido sorriso. Gi, per un pelo non
ce la facevo, Chuck. Il guaio  stato che nel tentativo ho
mandato al macello mezza compagnia.
 ora che se ne scordi, colonnello. Ha fatto solo quello che
sembrava pi opportuno, sul momento.
Quel giorno sono morti alcuni uomini in gamba, caporale.
Il colonnello Pitman socchiuse gli occhi, rivivendo i momenti peggiori
e migliori insieme della sua vita. Suo fratello e il maggiore
Carson. Arias, che aveva tentato di tornare alla mitragliatrice.
Kaplan e Klein, che erano stati vicini di casa e si erano arruolati
assieme e sono rimasti assieme fino all'ultimo. Il sergente Scott,
che non sapeva guidare quel dannato camion ma non voleva saperne
di togliersi dal volante. Il sergente Packer, che sosteneva di
aver abbattuto l'ultimo soldato nemico, pur di andare avanti...
E poi  incappato in una mina S disse Stein.
Eroi disse Pitman.
Non eroi fece Stein calmissimo. E neppure codardi, colonnello.
Non codardi come hanno preteso che fossero i giornali e gli
inglesi e i pezzi grossi. Ma neanche eroi.  ora di guardare in faccia
la realt, colonnello.
Eravamo completamente privi di esperienza. Persino al corso
di addestramento non c'era pi di una mezza dozzina di uomini
tra gli istruttori che avesse mai udito sparare un colpo. Che possibilit
avevamo, al confronto di quei veterani tedeschi?
Siamo scappati disse Stein sottovoce. Siamo scappati, colonnello.
Tutta colpa della politica. Washington voleva che gli americani
partecipassero all'azione e voleva che fossero comandati da
Eisenhower. Rientrava nel piano politico inteso ad affidare a Eisenhower
la carica di comandante supremo in Europa in tempo
per il D-day, lo sbarco alleato. Se non fosse stato sparso un po' di
sangue americano, gli inglesi avrebbero preteso l'incarico di comandante
in capo per Montgomery.
Ike ha fatto un ottimo lavoro disse Stein. Non condivideva il
risentimento del colonnello. Con quel figlio di puttana di Monty
al comando, saremmo ancora l ad aspettare il giorno dello sbarco.
Perch hanno aspettato tanto ad affidare il comando del corpo
di spedizione a Gergie Patton? fece il colonnello. Non riesco
a dimenticare la vergogna di quella maledetta settimana. Me
la ricordo tutti i giorni che passano. Lei mi capisce, caporale?
Era tornato a chiamarlo caporale, e la voce di Pitman aveva ripreso
il timbro stridulo che Stein non udiva da quasi un quarantennio.
I pezzi grossi avevano ragione disse il colonnello Pitman.
Li ho maledetti ogni giorno, per anni, ma avevano ragione loro.
Non avremmo mai ritrovato il fegato di tornare in battaglia.
Ci hanno tagliati fuori...
Riciclati lo corresse Stein. Okay, siamo stati umiliati, certo,
carristi ammucchiati in una stazione di smistamento, poi relegati
in fureria, per abbiamo fatto quel che c'era da fare. Abbiamo
dato alcuni anni della nostra vita, e abbiamo combattuto la guerra
che ha messo fuori uso i nazisti.
Era tutto ci che avessi mai desiderato disse sottovoce
Pitman. Il comando di un'unit di prim'ordine, alla testa di un
gruppo d'uomini che amavo e rispettavo. Mi spezzava il cuore vederli
guidare quei maledetti camion.
E che ne dice del dopoguerra? fece Stein in tono consolatorio.
Non avremmo mai messo le mani su qualche milione di dollari
in lingotti, se avessimo continuato a far parte di quelle unit
anticarri.
Non avevo pi niente da perdere, ecco perch l'ho fatto disse
Pitman, come se si pretendesse da lui una spiegazione a tutti i costi.
Avrei potuto andare a pranzo all'University Club e sostenere
senza batter ciglio gli sguardi dei miei amici, dopo che avessero
letto la storia di Kasserine?
Io non mi sento in colpa disse Stein stoicamente. Ci siamo
trovati di fronte il meglio che i crucchi potessero scagliarci contro,
e siamo scappati. Per abbiamo rallentato almeno un po' la loro
marcia, colonnello, non se lo scordi mai.
Non s'illuda, Charles. Ci hanno spazzati via come cimici in
un bordello. Pitman sollev la mano ad aggiustare lo specchietto
retrovisore.
Per un po' i due uomini rimasero in silenzio; Pitman guidava
con esagerata prudenza, mentre Stein fissava, oltre il finestrino, i
sobborghi di Ginevra, con occhi che non vedevano. Quella tiepida
sera di un sabato d'agosto, tutti quelli che potevano permetterselo
erano andati a passare il fine settimana in campagna o in riva al
lago. Le strade periferiche erano quiete e deserte.
Lei ha udito il maggiore Carson ordinarmi di arretrare disse
Pitman d'un tratto. L'ha udito, no?
L'hanno assolta, colonnello. Io ho testimoniato in suo favore
davanti al piccolo capitano riccioluto del tribunale militare che era
arrivato in volo da Algeri. Delaney gli ha fornito la stessa versione.
Se ne ricorder.
Dannazione, caporale sbott Pitman in uno sfogo di collera
che non era da lui. Non le sto domandando se  stato lei a cavarmi
d'impiccio. Risponda alla mia domanda: ha udito, s o no, il
maggiore Carson ? Ho bisogno di saperlo. Adesso urlava.
Stein guard dal finestrino. Era passato tanto tempo. Che differenza
faceva, accidenti? Nel mondo di Stein, i guai arrivavano,
venivano affrontati, quindi dimenticati nel pi breve tempo possibile.
Perch risalire al passato a rivangare vecchi crucci, quando ce
n'erano tanti nuovi cui far fronte, che esigevano la massima attenzione?
Stein guard il suo colonnello - il cranio calvo reso ridicolo
dall'aureola ricciuta attorno alle orecchie - poi torn a rivolgere
lo sguardo alle ampie, squallide strade della citt. Nessuno aveva
udito Carson parlare con Pitman. I due ufficiali si erano volutamente
allontanati per non farsi udire. Pitman lo sapeva benissimo.
Stein disse: Sicuro che l'ho udito, colonnello. Lei non voleva
ritirarsi, ma lui ha insistito.
Proprio cos disse Pitman trionfante. E esattamente ci che
 accaduto. Ho solo obbedito agli ordini.
Stein annu. Aveva altre cose, ben pi urgenti, cui pensare che
al conflitto tra il colonnello e la sua coscienza. Forse dovremmo
smammare tutti e due disse Stein. Andremo tutti e due in Messico
o in Canada. Lei mi aspetta l, mentre io vado nel New Jersey
usando il passaporto brasiliano. Mi porter appresso qualche
sua foto formato tessera, andr a trovare Petrucci e le riporter
passaporto e documenti.
Prendo la strada per l'aeroporto? disse Pitman. Si morse il
labbro. Perch domandava sempre a Stein che cosa doveva fare?
Stein prese tempo prima di rispondere. Ogni maledetta strada
in uscita da Ginevra, eccezion fatta per quella che correva lungo la
sponda nord del lago e la parallela autoroute, portava in Francia.
Stein si domandava se gli uomini delle CRS, la polizia francese
che pattugliava i valichi di frontiera, avessero avuto ordine di fermarli.
I francesi collaboravano strettamente fino a quel punto con
gli inglesi? E di che cosa li avrebbero accusati? Forse i francesi si
sarebbero limitati a confiscar loro i Verbali di Hitler come merce
di contrabbando e a espellerli; aveva sentito dire che cose del genere
succedevano, di tanto in tanto. Le Compagnies Rpublicaines
de Scurit agivano autonomamente. L'autoroute disse Stein.
Credo che qualcuno ci segua disse il colonnello Pitman
adocchiando lo specchietto. La stessa auto ci ha tallonati da che
abbiamo lasciato Rollins. E una Mini bianca.
Schiacci l'acceleratore. E veloce questa Jaguar, s?
Dubito che riusciremo a distanziarlo disse Pitman. Non
sono un asso del volante. Suppongo che debba averci visti. Mise
la freccia a destra e osserv ansioso, finch anche l'auto alle loro
spalle accese il lampeggiante per indicare che svoltava a destra.
Ci sta proprio pedinando disse Pitman. Ormai non ci sono pi
dubbi. Avvert un'altra fitta e si massaggi il petto. Se solo fosse
riuscito a ruttare con la facilit di Stein.
Fermi sull'autoroute(1) disse Stein. A quello ci penso io. Poi
torneremo indietro, fino all'aeroporto.
Vediamo se riusciamo a distanziarlo un po' disse Pitman.
Rallent allo svincolo dell'autoroute per Losanna e sterz di colpo.
Si ud un lieve stridore di freni, e l'auto che li seguiva tenne loro
dietro. Una volta imboccata la grande arteria, Pitman abbass il
pedale dell'acceleratore a tavoletta; ogni pensiero del mal di stomaco
svan. La Jaguar era un modello nuovo di grossa cilindrata e
aveva fatto appena cinquemila chilometri. Con la meccanica in
perfetto ordine, l'auto rispose docilmente ai comandi e balz in
avanti come un cavallo da corsa. L'auto che li seguiva era
anch'essa nuova, ma era stata maltrattata da un centinaio o quasi di guidatori
che avevano ben poco in comune, a eccezione di una sbadata
indifferenza per le cose prese a prestito. La Mini tossicchi e protest,
quando l'uomo al volante fece salire l'ago del tachimetro oltre
i cento. Riusciva a stento a tener dietro alla Jaguar.
Le due macchine sfioravano i centotrenta di media, quando il
colonnello John Elroy Pitman III sub il terzo, e purtroppo decisivo,
infarto cardiaco.


Capitolo 41.

Willi Kleiber detestava star solo. Dopo che il suo amico Max
Breslow se ne fu tornato in albergo, Kleiber and di sopra, nella
stanzetta che gli serviva da ufficio, e fece il numero di telefono lasciatogli
dal nuovo cliente.
Malgrado i commenti estemporanei di cui aveva fatto sfoggio
con Max Breslow, Willi Kleiber, in realt, era oltremodo soddisfatto
all'idea di lavorare per Helmut Krebs, che era uno degli uomini
pi ricchi della Germania Occidentale. Krebs era proprietario
della maggior parte di una catena di supermercati in tutta Europa.
Negli ultimi anni, aveva cominciato a fabbricare e confezionare
molte delle merci che vendeva. Le sue marche di caff solubile,
yoghurt e analcolici erano all'altezza di qualsiasi altro prodotto
similare pi noto e costavano sempre qualche Pfennig di meno.
Ma era l'estrazione familiare di Krebs a rendere particolarmente
allettante, per Kleiber, l'idea di averlo come cliente. Il fratello
di Krebs era ambasciatore, e sua moglie e sua sorella andavano
entrambe famose come protettrici e muse del teatro. Di regola,
c'era sempre qualche membro della famiglia Krebs a illustrare con
la sua presenza i pi eleganti avvenimenti mondani di livello internazionale.
Un cliente del genere, che frequentava un ambiente
in cui la diffusa preoccupazione per i sequestri di persona, l'omicidio
e il ricatto assillava la mente di ciascuno, poteva spalancare
prospettive d'affari illimitate a una agenzia che sfruttava la propria
capacit di proteggere le vittime potenziali.
Di conseguenza, Kleiber non si stup, constatando che il segretario
privato di Krebs si mostrava guardingo alla sua richiesta di
incontrarsi subito col signor Krebs, anzich aspettare l'ora dell'appuntamento,
fissato per il mattino seguente.
Il signor Krebs ha un impegno per cena disse il segretario.
Anch'io disse Kleiber. Devo andarmene per le otto.
Il signor Krebs  a cena a Venezia disse freddamente il segretario.
A Venezia, in Italia soggiunse, nel caso sussistesse
qualche dubbio in proposito. User il suo jet privato. Non
avrebbe potuto escogitare di meglio per attizzare l'interesse di
Kleiber.
Disse a Kleiber di restare in linea, e passarono parecchi minuti
prima che tornasse per dire: Benissimo. Il Signor Krebs la vedr
questa sera. Si trovi all'aeroporto di Ginevra alle sei in punto.
Potr parlare col signor Krebs sull'aereo, che poi la riporter a
Ginevra per le sette e mezzo. Se vuole, far in modo che ci sia
un'auto ad aspettarla per accompagnarla al suo appuntamento.
Non ce n' bisogno disse Kleiber. User la mia macchina.
Dir al pilota di mandare qualcuno ad incontrarla. Aspetti al
bar della sala partenze, e una persona dell'equipaggio penser a
sbrigare tutte le formalit. Non dimentichi di portare il passaporto.
Dovr passare la dogana e il controllo passaporti, naturalmente.
Capisco disse Kleiber, anche se le arie che si dava
l'individuo all'altro capo del filo gli riuscivano insopportabili. Erano sempre
i segretari, gli uscieri e i portieri a mostrarsi cos villani, pens
Kleiber; con tutta probabilit, il signor Krebs si sarebbe rivelato
cortese e simpatico.
Ancora una cosa, signor Kleiber disse la voce all'altro capo
del filo. Sono responsabile della sicurezza e dell'incolumit personale
del signor Krebs. Faccia in modo da non portare con s
niente che possa essere usato come arma, ivi compresi persino minuscoli
oggetti come temperini o tabacchiere. Potrebbe darsi che le
chiedessero di sottoporsi a perquisizione personale. Lei  un professionista,
ritengo, no? Sono certo che comprender le ragioni di
tali precauzioni. La voce del segretario lasciava intendere che se
ne infischiava se Kleiber comprendeva o meno.
Certamente disse Kleiber. Tenne a freno la collera. Intu
che Krebs doveva aver ricevuto minacce da parte di uno di quei fanatici
gruppi studenteschi di sinistra. Forse non si sarebbe trattato
di un caso di divorzio. Forse sarebbe stato qualcosa di pi importante.
Alle sei in punto, al bar della sala partenze, aeroporto di Ginevra.
Il membro dell'equipaggio indosser una normale uniforme
con berretto a visiera.
Ci sar disse Kleiber, e tent di riagganciare prima che lo
facesse il segretario, ma perse la gara. Sorrise tra s e s. Sarebbe
stato divertente poter raccontare a Max che era stato a Venezia, in
Italia, dopo che si erano incontrati nel pomeriggio. Consult l'orologio.
C'era tempo sufficiente per una partitina a tennis, prima di
fare la doccia e prepararsi all'appuntamento. Si domand quale
dei suoi uomini sarebbe riuscito a battere con un punteggio sonoro.
A Willi Kleiber il tennis piaceva solo quando riportava una vittoria
schiacciante.
Puntualissimo, alle sei Kleiber arriv all'appuntamento. Indossava
un completo grigio, leggero, misto lana e poliestere, camicia
bianca, cravatta inglese da club e lucidi stivaletti alla caviglia,
con cerniera lampo laterale. L'uomo in uniforme che venne a prelevarlo
gli rivolse un cenno deferente e lo accompagn attraverso
la speciale saletta della dogana e del controllo passaporti, riservata
ai passeggeri degli aerei privati. Una Ford Escort blu era in attesa
di trasportarli all'altro capo dell'aeroporto.
Kleiber diede un'occhiata all'orologio e assent con ammirazione
per tanta efficienza. Erano appena le sei e un quarto quando
mise piede sul Jet Commodore. Il velivolo a otto posti era uno dei
modelli pi vecchi di bireattore per uomini d'affari, ma la sua linea
affusolata e la vernice azzurra e grigia fecero pensare a
Kleiber che era uno degli aerei pi belli che avesse mai visto. All'interno,
i rivestimenti in pelle erano azzurri e la moquette grigia, in
perfetta armonia con l'esterno. Vi aleggiava il fuggevole sentore di
vera pelle, lucidante per metalli, olio caldo, oltre a quel certo, indefinibile
odore che distingue le automobili sportive di lusso dalle
imitazioni di serie, e si udiva il lieve tintinnio di cubetti di ghiaccio
in un bicchiere di cristallo.
Si accomodi in testa, signor Kleiber disse l'uomo che lo aveva
scortato al controllo passaporti e aveva sbrigato tutte le formalit.
Il signor Krebs  gi a bordo. Verr a raggiungerla tra qualche
minuto.
Kleiber accarezz la pelle dei sedili con un piacere quasi sensuale.
L'aereo era stato progettato in modo da consentire ai passeggeri
un'ampia visuale; i profili delle ali si trovavano dietro i finestrini
pi arretrati. Da l avrebbe goduto una splendida vista sul
paesaggio.
Cocktail champagne, signore? Apparve uno steward con alcuni
bicchieri su un vassoio d'argento. Kleiber fece segno di s, e
una grossa coppa di cristallo tagliato venne posata sul bracciolo,
assieme a un tovagliolo di lino e a un vassoietto di sottili crackers.
Kleiber si contorse sul sedile a cercare con lo sguardo il signor
Krebs, ma la coda della cabina passeggeri era nascosta da una tenda
divisoria. Per favore, allacci la cintura, signore. Stiamo per
decollare.
Kleiber annu e si riappoggi allo schienale. Quella, s, che era
vita. Chiuse gli occhi; per un attimo, l'aereo divenne il suo jet privato,
e al suo fianco sedette una ragazza dal seno florido, che lo accompagnava
a trascorrere un fine settimana di caldo sole, mare
fresco e letto dalle lenzuola fruscianti. Senza aprire gli occhi, bevve
un altro sorso di cocktail champagne.
I motori dell'aereo rombarono con un frastuono sempre pi
acuto, quasi un urlo da spaccare i timpani, poi, mollati i freni, il
jet si avvent in avanti, fino alla pista perimetrale. Kleiber si mise
comodo a sorseggiare il suo champagne. Scorgeva il pilota che
parlava nel microfono per avere il permesso di decollare dalla torre
di controllo. In fondo alla pista, l'aereo rull per qualche istante,
poi, con i motori a pieni giri, si lanci lungo la pista di decollo,
acquistando velocit fino a scagliarsi in aria.
Kleiber si guard attorno. L'assistente di volo e l'uomo che lo
aveva accolto chiamandolo per nome erano seduti con le cinture
allacciate, due file pi indietro. Non si vedeva nessun altro.
Kleiber appoggi la testa allo schienale e guard dal finestrino. Il paesaggio
si allontanava inclinandosi sempre pi, a mano a mano che
il jet cabrava in verticale per raggiungere l'altezza sufficiente a valicare
le Alpi.
Il sole dipingeva le vette di un giallo acceso, mentre le valli
dalle pareti scoscese sprofondavano in limpide pozze di ombra azzurrina.
Non c'era nulla di confortante in tanta bellezza, pens
Kleiber; era qualcosa che metteva sgomento. Per innumerevoli anni
i ghiacciai in lento movimento avevano cesellato le montagne;
ora rimaneva soltanto la durissima struttura cristallina di fondo.
Era l'ennesimo esempio di come la natura favorisse il pi forte, o
il pi adattabile. Nel cocktail c'era troppo brandy, e troppo poco
amaro, per i suoi gusti, ma non aveva importanza. Kleiber ammir
lo spettacolo sottostante. Una rotta in linea retta per Venezia
avrebbe fatto loro valicare i picchi pi alti delle Alpi. Individu il
Matterhorn, con la sua scabra sagoma angolare che lo faceva sembrare
un mendico famelico, attorniato dai suoi confratelli tondeggianti
e innevati.
Kleiber si pass una mano sugli occhi e avvert un sudore febbrile
sulla fronte. Neppure appoggiandoci contro il bicchiere di
champagne riusc a rinfrescare il cervello. Aveva il capogiro e tent
di stringere saldamente il bicchiere, ma nonostante lo sforzo, il
bicchiere gli cadde dalle dita contratte, fracassandosi contro la paratia
di metallo. Vide lo champagne spumeggiante riversarsi sulla
punta degli stivaletti, e fu colto da nausea e dalla curiosa sensazione
di precipitare in un abisso senza fondo, che in precedenza aveva
provato solo dopo certe bevute smodate. Si port una mano alla
bocca avvertendo un conato di vomito; non riusciva a sganciare la
cintura. La cravatta pareva soffocarlo, e sent il sudore gocciargli
lungo il viso. Si protese a... si protese a... e poi ci furono solo la caduta
in verticale e il buio, e a un certo punto unicamente il buio.
 partito, Melvin. Dove diavolo te le sei procurate, quelle
pillole?
A New York. Un barista della Terza Avenue. Una volta era
solo un localino per scapoli, ma ultimamente  diventato un postaccio
poco raccomandabile.
Ricordami di non andarci.
Tanto non ti lascerebbero entrare. Bisogna avere diciott'anni.
L'aiutante di Kalkhoven sogghign. Il pilota si era girato a
guardare. Melvin Kalkhoven gli fece segno col pollice alzato, e il
pilota attacc a parlare con la torre di controllo, chiedendo l'autorizzazione
a cambiar rotta, dirigendo su Francoforte sul Meno.
Todd Wynn si mise a raccattare i pezzi di vetro della coppa di
champagne fracassata. Kalkhoven and in coda a prendere le coperte
militari e la barella. Quando fossero atterrati a Francoforte,
l'esanime Wilhelm Kleiber avrebbe dovuto esser pronto a venir
trasferito su un trasporto medico dell'aviazione americana. La documentazione
era gi stata approntata: Kleiber era diventato il capitano
Martin Moore, un ufficiale di fanteria di stanza a Berlino,
colpito da un'infezione virale non identificata, che veniva rimpatriato
per le analisi del caso in un ospedale specializzato degli Stati
Uniti.
La decisione di rapire Wilhelm Kleiber era stata presa ai vertici
dei servizi segreti americani. Mercoled, 1 agosto, il vicedirettore
della CIA aveva portato quella che ormai veniva chiamata la
Pratica Parker nell'ufficio del direttore, al settimo piano della sede
dell'agenzia nei sobborghi di Langley, in Virginia. La trascrizione
della conversazione intercorsa tra Kleiber e Parker, registrata
la sera precedente, aveva costituito un fattore determinante nella
decisione.
Il vicedirettore aveva chiesto la libert di trattare il caso nei
modi proposti dal responsabile del progetto, ma il fatto che nelle
attivit spionistiche di Edward Parker fosse coinvolto Yuri
Grechko, un funzionario dell'ambasciata sovietica, richiedeva che la decisione
venisse approvata dai pi stretti consiglieri del Presidente.
Il direttore aveva discusso della pratica col suo vice per un'ora e
mezza. Al termine di quella che in effetti era stata una sorta di
conferenza informativa, il direttore se n'era andato, servendosi
dell'ascensore privato che funzionava solo inserendo una chiave e
della Lincoln nera con autista, per partecipare a un incontro prima
di pranzo col ministro della Difesa e il consigliere del Presidente
per le questioni riguardanti la sicurezza nazionale. Si era finito
col decidere che i tanto sbandierati successi ottenuti dal Presidente
Carter presso i capi sovietici, ai colloqui di giugno per i negoziati
sulla limitazione delle armi convenzionali, non costituivano
un motivo valido per modificare le azioni della CIA intese a porre
un freno allo spionaggio russo ai danni degli Stati Uniti. La CIA
aveva avuto l'autorizzazione ad agire contro le spie col massimo
vigore.
La nuova importanza che era stata cos attribuita al progetto, e
la necessit di attuarlo su scala mondiale, comportavano il distacco
del progetto stesso dalla Divisione Operazioni Interne e l'assegnazione
di un nuovo numero di protocollo. Il responsabile del progetto
e Sam Seymour, il revisore, conservavano tuttavia i rispettivi incarichi.
Lo stesso dicasi di Melvin Kalkhoven, l'agente operativo.
Era stato Kalkhoven a programmare il rapimento di Wilhelm
Hans Kleiber. Kalkhoven era volato da Washington a Francoforte,
la sera di mercoled, 1 agosto, con l'intento di assicurarsi la piena
collaborazione dei servizi di sicurezza tedeschi. Il funzionario
del BND di Amburgo (che era responsabile dei contatti diretti con
Londra e dei rapporti col Secret Intelligence Service inglese) non
era stato informato di tali sviluppi. Non ne era stato messo al corrente
neppure lo stesso SIS inglese. Come accadeva sempre nei casi
con diritto di priorit assoluta, la faccenda era stata sbrigata rivelando
agli interessati solo il "minimo indispensabile".
Melvin Kalkhoven si era messo urgentemente in contatto con
un notissimo uomo d'affari tedesco, Helmut Krebs, per domandargli
se fosse possibile usare il suo nome in relazione a un'operazione
riguardante la sicurezza. Krebs, uomo di credenziali impeccabili,conosciutissimo a Washington, aveva prontamente dato il suo
assenso. Krebs e Kalkhoven avevano studiato congiuntamente la
maniera di fare qualche telefonata per scoprire dove si trovasse
Wilhelm Kleiber. I reiterati messaggi urgenti lasciati all'ufficio di
Kleiber e alla sua abitazione, alla fine avevano ottenuto lo scopo
desiderato.
Esistono trentasei raccordi telefonici tra la Germania e la
Svizzera, ciascuno dei quali con cinquecento linee. Era stato perci
necessario porre sotto controllo, o almeno sotto serveglianza,
circa diciottomila linee telefoniche distinte per il periodo di tempo
in cui si prevedeva che il personale dell'ufficio di Kleiber o i suoi
familiari gli avrebbero trasmesso il falso messaggio di Krebs.
La telefonata che Kleiber aveva ricevuto dal suo ufficio di Monaco
aveva consentito alla sezione sorveglianza telefonica, altrimenti
detta Amt 3, dei servizi segreti della Germania Federale, di
fornire all'agente operativo della CIA, Kalkhoven, una trascrizione
della conversazione avuta da Kleiber e l'indirizzo della casa sul
lago nei pressi di Ginevra, dove aveva ricevuto la chiamata. Si era
cos avuta la conferma che Kleiber aveva abboccato alla storiella di
Krebs. L'ufficiale della CIA di Francoforte, che nel frattempo si
era procurato un Jet Commodore arredato sontuosamente, aveva
fatto trasferire l'aereo a Ginevra, con un equipaggio composto di
uomini della CIA, pronti a entrare in azione.
Le istruzioni impartite a Kalkhoven comprendevano anche
l'ordine inderogabile di sottoporre all'approvazione dei vertici gerarchici
la fase conclusiva dell'operazione. Cos, alle cinque del
mattino di venerd, 3 agosto, il funzionario di turno al settore operativo
di Langley aveva ricevuto un telex in codice da Kalkhoven,
contrassegnato dalla sigla NIACT, vale a dire: da evadere prima
di mattina. Decifrato, il dispaccio diceva quanto segue: Colui il
quale Tu hai benedetto  benedetto, e colui il quale Tu hai maledetto
 maledetto.
La gravit insita nel rapimento di un cittadino tedesco in territorio
svizzero e le ripercussioni che avrebbe potuto suscitare, avevan
reso necessario un altro incontro tra il vicedirettore e il responsabile
del progetto. La risposta al dispaccio di Kalkhoven era
giunta a Ginevra solo il giorno seguente. Erano le 2, 25 del pomeriggio
di sabato, poco pi di due ore prima che Kleiber telefonasse
per anticipare l'incontro con Krebs, quando Kalkhoven aveva ricevuto
la risposta di Washington. Il testo del cablogramma proveniente
da Langley con cui si approvava il piano di rapimento di
Kalkhoven, svelava una dimensione prima sconosciuta del responsabile
del progetto: Chiunque ti costringa a percorrere un miglio,
accompagnalo per due. Ma, come aveva fatto osservare
Kalkhoven, la citazione era tratta dal Nuovo Testamento.
Nel momento in cui il corpo esanime di Wilhelm Kleiber veniva
caricato sul Boeing C-135 del Servizio Trasporti Militari dell'Aeronautica
a Francoforte, Melvin Kalkhoven era in possesso di
una manciata di dispacci e istruzioni. La CIA era gi al corrente
dell'irruzione della polizia svizzera nella casa di Kleiber in riva al
lago, e il suo contatto all'interno dei servizi segreti svizzeri, a Berna,
riteneva che la soffiata fosse giunta da Londra.
Kalkhoven sedeva al banco del commissario di bordo in coda al
grosso trasporto Boeing. Davanti a lui, la cabina era buia, eccezion
fatta per le fievoli luci rosse di sicurezza e l'alone di luce gialla che
filtrava dalla fessura della porta del compartimento riservato all'equipaggio,
in testa all'aereo. Kalkhoven aveva acceso una lucetta
per leggere la documentazione. Il suo aiutante torn dall'aver controllato
che Kleiber fosse ancora privo di sensi. Gli avevano somministrato
un anestetico, operazione che si sarebbe dovuta ripetere
prima dell'atterraggio alla base aerea di Andrews, nel Maryland.
Che ne faranno, di quel tizio, Melvin?
Direi che avranno prove sufficienti per incolparlo di quell'assassinio
in California.
Non prendermi in giro, Melvin. Non abbiamo sequestrato
quel tizio solo per consegnarlo al ministero della Giustizia. E se
finir in tribunale con un'accusa di omicidio,  sicuro che avr da
ridire sulla sistemazione di viaggio che gli abbiamo riservata. L'agenzia
ne uscirebbe con le ossa rotte, Melvin, cos perch non parli
chiaro con me?
Non la mando avanti io, la baracca disse Kalkhoven. Ci
lavoro soltanto. Questa operazione  diventata un affare ad altissimo
livello. Devo chiedere un permesso scritto a Langley ogni volta
che devo andare al cesso.
Pensi che vogliano fargli voltar gabbana?
Farlo lavorare per noi, vuoi dire? Spero proprio di no, accidenti,
Todd. Non vorrei trovarmi a lavorare al fianco di un bastardo
assassino come quello gi in fondo.
Nuovi indirizzi politici significano nuovi alleati, nuovi alleati
vogliono dire nuovi amici.  cos che vanno le cose, Melvin, basta
leggere i giornali per rendersene conto. Todd si gir a guardare
in faccia Melvin Kalkhoven: il viso era vagamente illuminato dalla
lampada a basso voltaggio; chino sul banco inclinato, Kalkhoven
somigliava pi che mai a un predicatore dell'Ottocento, pens
Wynn.
Non abbandonare un vecchio amico giacch il nuovo non 
paragonabile a lui; un nuovo amico  come il vino nuovo; allorch
sar invecchiato lo berrai con piacere.
Todd Wynn sorrise nervosamente e si domand se Melvin
Kalkhoven sapesse che lo avevano soprannominato lo
Scassabibbia. Probabilmente, s, pareva che sapesse sempre di pi di quanto
mostrasse.


Capitolo 42.

L'uomo di Londra a Ginevra era un ex poliziotto dall'aria stagionata,
a nome Hugo Koch. Si era acquistato una certa fama nelle
file della polizia di Zurigo finch, nel 1965, era stato implicato
in uno scandalo con la figlia diciassettenne di un alto funzionario
della polizia. Koch aveva dato le dimissioni. Ora, a quarantanove
anni, abitava e lavorava in un appartamentino alla periferia di Ginevra,
recuperando crediti, consegnando citazioni legali a imputati
riluttanti e pedinando mogli infedeli. Non era un lavoro che piacesse
gran che a Hugo Koch, ma del resto non gli era mai piaciuto
il lavoro in genere; Koch era per natura un individuo alquanto tetro.
Non beveva, non fumava e, da quell'ignominiosa faccenda di
Zurigo, i suoi rapporti con le donne erano del tutto privi di passione.
Koch era rimasto compiaciuto quando, nel 1969, un tale, presentatosi
come agente della CIA, gli aveva offerto un incarico regolarmente
retribuito. Koch aveva accettato e servito lealmente i
suoi padroni. Non gli avevano mai chiesto di fare qualcosa di pi
che andare a ritirare o consegnare pacchetti, osservare e riferire su
determinati individui, o fornire recapiti postali. Nessun incarico
gli aveva procurato il minimo scrupolo morale, n aveva compromesso
la sua lealt nei confronti della Svizzera, che amava con
una costanza cui molte delle donne della sua vita avevano aspirato,
senza mai ottenerla. A volte si domandava se si guadagnasse realmente
lo stipendio corrispostogli dai suoi padroni stranieri, ma i
versamenti venivano effettuati regolarmente sul suo conto in banca
e non c'erano mai lamentele. Col passar degli anni, Koch aveva finito
col rendersi conto di non essere al servizio degli americani,
bens del Secret Intelligence Service britannico; ma era il tipo di
discrezione che l'anima svizzera di Koch trovava del tutto comprensibile.
Una volta ricevuto l'ordine di pedinare e riferire sui movimenti
del colonnello Pitman, Hugo Koch si era guadagnato fino all'ultimo
penny lo stipendio versatogli da Londra. Ogni e qualsiasi carenza
potesse aver mostrato in fatto di investigazione criminale
scientifica, era pi che adeguatamente compensata dalla sua abilit
nel pedinamento. Era un poliziotto d'istinto, capace di scovare
un borsellino rubato in uno stadio gremito o di arrivare a ottenere
una confessione solo guardando negli occhi i sospetti. Per non gli
era mai piaciuto guidare le auto della polizia, e la Mini che aveva
noleggiato per quella sorveglianza non era di suo gusto. Koch vide
il colonnello Pitman segnalare la svolta a destra e port la macchina
sulla corsia di uscita. Le due auto svoltarono all'incrocio con
Rue de Monthoux in rapida successione, e svoltarono di nuovo all'altezza
del molo per immettersi sul lungolago.
Pitman gli dava del filo da torcere, e Koch ne aveva quasi piacere.
La Mini dell'autonoleggio era sorprendentemente veloce, e
quella corsa a rotta di collo ne migliorava le prestazioni. Un eccesso
di guida in citt aveva intasato le valvole e sporcato le candele.
Ora, col piede premuto sull'acceleratore, Koch teneva il passo della
Jaguar, pur mantenendosi a una certa distanza.
Quando il colonnello John Elroy Pitman ebbe l'infarto cardiaco,
le mani gli scivolarono dal volante e l'auto mont sul cordolo
dello spartitraffico, mandando i due passeggeri della Jaguar a
sbattere la testa contro il tettuccio. La macchina urt la barriera e
abbatt i paletti bianchi come una sega a nastro una fila di fiammiferi,
facendoli volare in aria e ricadere a pioggia sul traffico che
sopraggiungeva.
La Jaguar avanz ancora a sobbalzi sull'erba dello spartitraffico
finch, andando ancora a pi di cento all'ora, urt la barriera
d'acciaio che costituisce la normale delimitazione di sicurezza su
tutte le autoroutes svizzere. Vi fu uno schianto assordante, mentre
la Jaguar faceva sprigionare dalla barriera una pioggia di scintille
al calor bianco e tornava a rimbalzare sulla carreggiata. I vetri cominciarono
a fracassarsi mentre il telaio dell'auto si distorceva.
Quando la Jaguar ripiomb sulla carreggiata, il sobbalzo dall'alto
cordolo fu sufficiente a sconquassare la gomma della ruota anteriore
sinistra, e l'auto s'inclin una seconda volta e prese a rollare.
Di sghembo al centro dell'autostrada, col motore che girava ancora
veloce, si rovesci su un fianco poi, sprigionando un'altra pioggia
di scintille e con un orribile stridore, scivol sul tettuccio, seminando
maniglie, tergicristalli e coprimozzi nella sua scia. Come un
enorme missile, la Jaguar fracassata fin sul ciglio della strada. Il
motore continu comunque a girare, scagliando in aria un'esplosione
di terriccio ed erba frantumata, finch non si spense definitivamente
sputando una nuvola di vapore, col radiatore che bolliva e
il clacson premuto che urlava come un babbuino alla tortura.
Alle spalle della Jaguar, Hugo Koch era alle prese col volante,
mentre pezzi di rottami gli volavano contro. Un coprimozzo precipit
rumorosamente sull'avantreno e colp il parabrezza con un sonoro
fragore. Koch si protesse il viso con un braccio, ma come per
miracolo il vetro non si ruppe e il coprimozzo argenteo lampeggi
e scivol via dal tettuccio con un suono simile a un rintocco di
campana.
Pi avanti, la Jaguar ripiomb di traverso sulla carreggiata, a
pochi centimetri soltanto dalle ruote anteriori della Mini. Mentre
il parabrezza andava in frantumi, una gragnuola di schegge si rovesci
su Koch come una nevicata. Le due auto si urtarono con
violenza. Koch schiacci il pedale del freno.
Guard nello specchietto retrovisore per osservare il caos di
rottami disseminati sulla carreggiata. Mentre guardava, un articolato
and a sbattere contro una Ford Cortina. Priva di controllo,
l'auto slitt di traverso alla strada, con le gomme che scoppiavano.
Quando il metallo delle ruote venne in contatto col fondo stradale,
la Ford prese a girare violentemente su se stessa. L'articolato accenn
a piegarsi in due.
Koch si sollev quasi dal sedile mentre pigiava con tutto il suo
peso sul freno. Tra lo stridore di freni e il puzzo di gomma bruciata,
riusc ad arrestare la Mini sul ciglio della strada. Alle sue spalle,
l'articolato and a sbattere contro la barriera con un frastuono
assordante, poi lo sorpass all'impazzata, simile a un enorme edificio
che si avventasse lungo la carreggiata, rombando come un jet
a bassa quota.
Koch corse alla Jaguar. Pitman era ancora bloccato dalla cintura
di sicurezza, ma le gambe e le braccia erano inerti e contorte e
il volto coperto di sangue. Stein era finito sul pavimento per effetto
del peso e della mole del suo corpo, e ci gli aveva risparmiato di
subire danni peggiori di una botta in testa, che gli aveva
fatto perdere i sensi. Koch apr le portiere e trascin sulla carreggiata i due
corpi afflosciati. Guard Pitman; il vecchio era morto, mentre il
battito del polso di Stein era abbastanza forte, e sebbene la respirazione
fosse rapida e breve, nel complesso pareva regolare. Stein gemette;
sembrava che stesse riprendendo i sensi. Koch lo gir su un
fianco per evitare che gli si rivoltasse la lingua e si soffocasse, poi
torn al rottame della Jaguar per vedere che cosa conteneva. Gli
restava solo qualche minuto prima che l'auto s'incendiasse.
Quel sabato sera, 4 agosto, l'autoroute che da Ginevra porta a
Losanna venne chiusa per quattro ore, mentre la polizia provvedeva
a sgombrare la carreggiata. Hugo Koch fece del suo meglio per
essere di aiuto. Riconobbe due dei poliziotti e forn un'ottima testimonianza
oculare dell'incidente, anche se omise di accennare al
fatto che, personalmente, aveva qualcosa a che fare con gli occupanti
dell'auto fracassata. Non fece alcun cenno neppure alla borsa
di tela marrone o al plico che aveva asportato dalla Jaguar di
Pitman prima che prendesse fuoco.
Hugo Koch apr il plico che aveva asportato dall'auto di
Pitman, poi telefon a Londra da una cabina pubblica. Gli era stato
detto che era il sistema migliore, in caso di emergenza. Il centralino
del Secret Intelligence Service chiam Boyd Stuart a casa e lo
mise in comunicazione con l'interlocutore svizzero. Koch spieg
succintamente ci di cui era stato testimone.
I miei ordini riguardavano unicamente il colonnello Pitman
disse Koch. Be',  morto. La sua Jaguar bianca  andata completamente
distrutta. Si  incendiata, ma sono riuscito a tirar fuori
Pitman prima che accadesse. C'era un passeggero con lui, un ciccione:
sembrerebbe Charles Stein, stando alla descrizione che me
ne ha fatta.
Che ne , di Stein ?
Koch perse un tantino della sua stolida impassibilit svizzera.
Sono reduce da un terribile disastro stradale, signor mio. C'erano
corpi dappertutto - ho visto un'intera famiglia stesa sul ciglio
della strada - non ho avuto modo di contare i cadaveri, e mi 
mancato il tempo per eseguire un'indagine accurata... Non so che
ne  stato, di Stein. Era sparito quando sono tornato per perquisirlo.
Okay. Okay. Ma ha perquisito Pitman?
Carte di credito, un po' di denaro, passaporti. Niente di speciale.
Ho rimesso tutto al suo posto.
Ha fatto uno splendido lavoro, Hugo. Se ne vada a casa e
cerchi di dormirci su...
Benissimo disse Koch senza eccessivo entusiasmo. E ho qui
un plico. La macchina era in fiamme e il bagagliaio era bloccato,
per cui non ho potuto guardarci dentro.
Un plico?
Era sotto il sedile del colonnello Pitman, sulla Jaguar bianca.
Ho pensato che potesse trattarsi di qualcosa che le interessava.
Una busta di plastica sigillata, contenente un vecchio incartamento
del tempo di guerra. Ci sono le etichette d'inventario dell'esercito
americano. Una dice: "Documenti dattiloscritti, in lingua tedesca,
300 pagine circa. Cassa 4001.  di molto tempo fa. L'auto, subito
dopo, ha preso fuoco, per cui nessuno reclamer l'incartamento.
Spero di aver fatto bene.
L'ha asportato dalla Jaguar bianca di Pitman?
Ci vuole un particolare fiuto per le cose che val la pena di recuperare.
Il plico era l, a portata di mano, ma nascosto alla vista:
di solito,  il segno che si tratta di qualcosa cui gli interessati attribuiscono
particolare valore. Se fosse stato sul ripiano del lunotto
posteriore, non mi sarei scottato il braccio per recuperarlo. Koch
sbadigli. Vuole che glielo spedisca? Non l'ho aperto.
Lo lasci sigillato, e non lo perda di vista, Koch. Prendo il primo
aereo in partenza domattina e vengo direttamente a casa sua.
Nel frattempo, non esca di casa, neppure per andare a comprare
le sigarette, capito?
Non fumo disse Koch.
Boyd Stuart prese nota dell'ora della chiamata, rifer il messaggio
in termini alquanto enigmatici all'agente di turno e gli disse
di avvertire la sezione del SIS di Los Angeles che si erano persi
i contatti con Stein. C'era sempre la possibilit che prima o poi venisse
segnalato all'aeroporto internazionale di Los Angeles. Stuart
chiese anche all'agente di turno di prenotargli un posto sul primo
aereo in partenza per Ginevra. Dopodich, regol la sveglia e torn
a infilarsi a letto con Kitty King.
Chi era? domand la ragazza, tendendogli le braccia, sonnacchiosa.
Uno che aveva sbagliato numero.
Maledetto bugiardo fece lei.
Era la ragazza del piano di sopra che aveva bisogno di qualcuno
che l'aiutasse a chiudere la lampo.
Bastardo ridacchi Kitty mentre si abbracciavano. Piantala!
Hai le mani di ghiaccio!
Pur avendo preso all'alba il primo aereo in partenza da Londra,
era mattino inoltrato di domenica, 5 agosto, quando Stuart
giunse all'appartamento di Hugo Koch, a Ginevra. L'alloggio si
trovava al secondo piano di un edificio che perlopi ospitava studi
di dentisti e avvocati. Si trattava di appartamenti spaziosi, concepiti
in modo che gli inquilini potessero abitare e svolgere la loro
attivit negli stessi locali. La strada era deserta, a parte alcuni fedeli
che si recavano in chiesa.
La porta esterna, contrassegnata da un impeccabile rettangolino
di plastica nera col nome di Hugo Kock, non era chiusa a chiave.
Quando Stuart la spinse, nel corridoio rison un cicalino, e
Hugo Koch comparve, nell'atto di asciugarsi le mani in uno strofinaccio.
Mi chiamo Stuart... vengo da Londra.
Koch. Hugo Koch. Ho avuto il messaggio.  pronto il caff.
Ne vuole una tazza?
Nella stanza che Koch usava come ufficio, era gi pronto un
vassoio con grosse tazze e piattini a fiori, tovaglioli di lino e un
bricco di panna, e biscotti al cioccolato disposti geometricamente
su un piatto a parte, coperto da un centrino. Era come se Koch
avesse riservato tutti i suoi sforzi agli elaborati preparativi di quellospuntino, perch il resto della stanza era austero, per non dire
squallido. Le sedie tubolari da ufficio avevano urgente bisogno di
riparazioni alla tappezzeria, e la carta da parati era vecchia e
sbiadita. Alla parete era appeso un acquarello in cornice, raffigurante
un paesaggio alpino, oltre a un calendario con la pubblicit
di una marca di orologi. Sopra gli schedari di metallo schierati
lungo una parete del vasto ufficio si accumulavano pile di documenti
e giornali vecchi. Un'antica pendola a parete era muta, con
le lancette ferme sulle dodici, Koch torn dalla cucina con una
cuccuma di caff di porcellana azzurra.
Non  rimasto ferito nell'incidente? domand educatamente
Stuart, mentre accettava la tazza di caff e ci versava un goccio di
panna.
Ho guidato per un anno un'auto della polizia disse Koch.
Lascio sempre una certa distanza tra me e le macchine che mi
precedono.
Potrei dare un'occhiata ai documenti? Uhm, buono questo
caff.
Sono gi in viaggio per Londra.
In viaggio?
 arrivato qui prima delle sette. Per fortuna, io mi alzo di
buon'ora. Stavo facendo colazione.
Ma io ho preso il primo aereo in partenza.
Koch scroll le spalle. Ci sono altri mezzi... aerei privati, aerei
militari...
Chi era? fece Stuart.
Un vecchio, molto alto, capelli lunghi che gli coprono le orecchie.
Ryden, ha detto di chiamarsi, anche se non significa gran che
in questo mestiere. Koch sorrise per indicare che sospettava che
anche Boyd Stuart fosse un nome falso. Ho controllato con Londra,
e mi hanno confermato che era tutto regolare. Ha firmato una
ricevuta. Era tutto in ordine, glielo assicuro.
Ryden?
Apparecchio acustico all'orecchio destro. Non  fissato molto
bene: continua a doverlo spingere dentro l'orecchio. Troppo vecchio
per questo tipo di lavoro, se vuol sapere il mio parere, ma
suppongo che un vecchio come quello sia ancora in grado di fare il
corriere.
Gi fece Stuart, prendendo nota del fatto che Koch considerava
anche lui niente di pi di un semplice corriere. Da un campanile
vicino, rintocchi sonori si propagarono per la silente citt
senza traffico.
Sicch non c' altro?
Nient'altro disse Koch. Me ne dispiace. Quando  arrivato
il vecchio, sapevo che lei era gi partito. Prenda un biscotto al
cioccolato.
Grazie disse Stuart. Cos, suo suocero aveva avuto la trascrizione
della telefonata che Koch gli aveva fatto in ufficio e aveva
preso immediatamente l'iniziativa. Era un vecchio bastardo scaltro,
che ci prendeva gusto a inventare bugie e a tramare inganni.
Koch non aveva la pi pallida idea che il suo "corriere era un
"pezzo da novanta: il direttore generale in persona.
Stuart lasci vagare lo sguardo per la stanza. Conosceva il tipo
di vita che faceva un agente operativo in pianta stabile, e non invidiava
di certo Koch. La porta appena dietro la scrivania si era
spalancata, e Stuart poteva scorgere l'interno della cucina. C'era
un acquaio colmo di piatti e piattini sporchi. Si vedevano le tazze a
fiori in cui senza dubbio il direttore generale aveva bevuto il caff
di buon'ora. Sul tavolo di cucina, un pacco di muesli Bircher e una
grossa latta di Nescaf formato famiglia erano stati scostati per far
posto a una borsa a tracolla di tela marrone e a quello che ne era
stato il contenuto. C'erano due camicie ancora infilate nelle buste,
come venivano vendute, e qualche capo di biancheria intima maschile,
un paio di occhiali da sole e una confezione di sapone Roger
& Gallet, al profumo di sandalo. Stuart si domand se Koch si
301
 preparasse a un breve viaggio; trov strano che avesse solo biancheria
nuova di zecca e fosse cos stravagante nella scelta del sapone,
ma Stuart aveva scoperto da un pezzo che persino i pi comuni
mortali manifestavano sorprendenti debolezze.
Stuart, naturalmente, non aveva motivo di sospettare che quell'individuo
imperscrutabile era appena entrato in possesso di titoli
al portatore della Hoffman-La-Roche per un valore che superava
di parecchio i due milioni di dollari, per non parlare di un utilissimo
passaporto brasiliano che, con qualche ritocco da parte di un
tale di sua conoscenza, sarebbe servito a procurargli una nuova
identit.
Ancora un po' di caff? domand premuroso Koch. A volte
penso che sto diventando troppo vecchio per questo genere di lavoro.
Non prova mai questa sensazione?
Quasi tutti i giorni disse Boyd Stuart.


Capitolo 43.

Bench le ferite riportate nell'incidente stradale sembrassero
solo superficiali, Stein non si riprese mai del tutto dalla commozione
cerebrale provocata dalla botta in testa. Con gli occhi vedeva
il mondo del 1979, che continuava a girare, ma mentalmente riconosceva
solo i ricordi, le paure e i sogni di tanti anni addietro.
Cominci a riprendere i sensi proprio mentre Koch si stava allontanando.
Guard il rottame della Jaguar del colonnello Pitman
che aveva preso fuoco e il cadavere del colonnello, ma vide la jeep
in fiamme sotto il cielo africano.
Aram chiam Stein. Il maggiore Carson  morto. Resta
dove sei, sto arrivando, Aram. Si alz in piedi molto lentamente.
La polizia era gi arrivata sulla scena dell'incidente, ma gli agenti
erano indaffarati a spostare i rottami e a tentare di rallentare il
traffico. Non avevano tempo di curarsi di Stein.
Inebetito e confuso, Stein s'incammin lungo l'autoroute, fissando
imbambolato il traffico che gli scorreva accanto e di tanto in
tanto chiamando suo fratello. Un automobilista di passaggio, superato
che ebbe il luogo dell'incidente, rallent e fece marcia indietro
verso Stein. All'aeroporto disse Stein, non una sola volta, ma
almeno mezza dozzina. L'autoroute Ginevra-Losanna passa per
l'aeroporto di Ginevra, e il buon samaritano ci accompagn Stein
fino alla sala partenze. Stein scese a tentoni dall'auto, borbottando:
Grazie, colonnello.
Il fatto che Stein riuscisse a sbrigare tutte le procedure necessarie
all'acquisto di un biglietto di prima classe per Los Angeles,
d l'idea della stoffa di cui era fatto Stein, e anche dell'apatica indifferenza
con cui le aviolinee trattano i loro passeggeri. Forse
Stein avrebbe attirato maggiormente l'attenzione su di s in classe
economica, sul jumbo, ma il personale delle compagnie aeree si 
ormai abituato a trovarsi di fronte viaggiatori sudici e scarmigliati
nel settore di lusso.
Quel sabato sera, l'aeroporto di Ginevra era affollato di comitive
di turisti, e il personale di terra non fece caso alle condizioni
di Stein. Il quale per fu notato da Max Breslow, che faceva la fila
allo sportello della banca. Breslow telefon immediatamente a
Chicago.
Parlo con Edward Parker? domand Breslow all'uomo che
gli rispose. Liquid bruscamente la pretesa di Parker di sapere chi
fosse all'apparecchio. Se si trattava di uno degli amici o colleghi di
Kleiber, meno ne sapeva, di Breslow, meglio era. Il mio nome
non ha importanza, sappia per che telefono da Ginevra, in Svizzera,
a nome di un amico comune a nome Wilhelm. Capisce?
Capisco.
Qui  andato tutto storto. E una vera catastrofe! Dubito che
rivedr il nostro amico Wilhelm per un pezzo,  nei guai con la
polizia. Ho appena visto il signor Stein passare il controllo passaporti
e le misure di sicurezza e avviarsi alla sala transito. Quasi
certamente s'imbarcher sul volo diretto per Los Angeles. Forse
ha con s i documenti, per non gli ho visto nessuna borsa. Capisce
tutto quanto, signor Parker?
A Chicago, era sabato pomeriggio. Parker era seduto alla sua
scrivania a mangiare quel che rimaneva di un toast al prosciutto e
formaggio che si era raffreddato da un pezzo. Indovin subito che
chi lo chiamava era Breslow e tast l'orologio da tavolo mentre
calcolava quanto tempo ci metteva un aereo per coprire la distanza
tra Chicago e Los Angeles, nonch quella tra la California e la
Svizzera. S, capisco disse. Passi i controlli e si accerti che
Stein s'imbarchi, vuole? Far in modo che trovi qualcuno ad
aspettarlo all'arrivo. Mi richiami solo se non s'imbarca su quel
volo. Lo far? Parker aveva acquisito il vezzo nordamericano di
far sembrare ogni domanda come una sorta di cortese interrogatorio.
S disse Breslow, sia pure a malincuore.
Anche Edward Parker era a disagio. Bevve un altro sorso di
caff senza neppure avvertirne il sapore, continuando a tenere gli
occhi fissi all'orologio da tavolo laminato in oro. Avrebbe
avuto bisogno di aiuto, a Los Angeles. L'unico uomo di cui
potesse servirsi
laggi era Rocky Ramn Paz, un gigantesco ex lottatore che, con
un po' di aiuto finanziario da parte di Parker, aveva fatto fortuna
nella compravendita di auto usate. Parker era sempre in grado di
procurarsi qualche gorilla locale anche all'ultimo momento. Ma
Rocky Paz non era molto sveglio, e Parker sapeva che i voli diretti
in arrivo a Los Angeles erano fatti oggetto di particolare attenzione
da parte della dogana e dell'ufficio immigrazione, il che significava
inevitabilmente la presenza dell'FBI, e spesso anche della
CIA.
Parker fin di bere il caff, poi fece il numero di Paz. Di colpo,
prima di comporlo per intero, riagganci. Ricord che, stando agli
ultimi rapporti ricevuti, gli inglesi presidiavano l'aeroporto internazionale
di Los Angeles. Maledizione! Era rischioso, ma se Stein
se ne andava attorno con i Verbali di Hitler sotto il braccio, valeva
la pena di correre quasi qualsiasi rischio per catturarlo. E poi c'era
quel nuovo covo a Beverly Hills. Era il posto ideale per tener
prigioniero Stein mentre Paz e suoi ragazzi se lo lavoravano. Parker
guard l'orologio per la centesima volta, poi rifece il numero
di Paz.
D'estate, Los Angeles diventa secca e polverosa come le cittadine
del deserto dell'entroterra. Eppure, come un'oasi in quella
grigia distesa urbana, Beverly Hills  seminascosta sotto una vegetazione
rigogliosa come una giungla, gli alberi cos robusti e fronzuti,
i prati cos freschi e verdi, che metterci piede  come penetrare
nel mondo dai contorni nettissimi dei pittori iperrealisti.
Bronwyn  una grande villa con un muraglione di quattro metri
e mezzo che ne cinge il mezzo acro di giardini. La piscina riscaldata
 di un azzurro intenso, con trampolini, scalette e bordo
piastrellato tutt'attorno, cos nuovi e splendenti di pulizia, da far
pensare a uno strumento chirurgico. Per quanto nuove siano la piscina
e la vasca di acqua termale, Bronwyn  stata costruita all'inizio
degli Anni Trenta, il che ne fa una delle case pi antiche
della zona. Secondo i criteri di anglofilia allora in auge,  stata
modellata sulle foto di una residenza elisabettiana dell'Essex, con i
muri rivestiti di legno. Sfortunatamente, l'architetto non era mai
stato in Inghilterra, e non esistevano fotografie dei lati o del retro
dell'originale, sicch la parte di Bronwyn che dava sulla piscina
era in stile "spagnolo hollywoodiano. I chiostri a stucco erano
stati decorati con piastrelle arabescate di un rosso acceso. Enormi
vasi di porcellana traboccavano di camelie rosa in fiore, e c'erano
bougainvillee a fiore doppio color rosso sangue e crisantemi gialli
come l'oro.
Tutto ci si rifletteva nell'acqua ferma della piscina, e regnava
un silenzio irreale finch, dal lato opposto della casa, si ud latrare
un cane da guardia e poi qualcuno imprecare rapidamente in spagnolo,
mentre un uomo cercava di calmare l'irrequieta creatura. Il
senso di sicurezza di Boyd Stuart si tramut in disagio. Osservava
il retro della casa attraverso una sottile fessura tra il muro e il legno
consunto della porta di servizio, che recava una scritta dipinta
con cura, in cui si avvertiva che le consegne andavano fatte solo tra
le otto e le undici, dal luned al venerd. Stuart indossava la stessa
tuta blu dei giardinieri a ore, e si era spostato lungo il muro del
giardino di Bronwyn potando la siepe, peraltro gi curatissima,
con un paio di grosse cesoie. Da un esame pi attento sarebbe risultato
che le cesoie non erano del tipo usato di regola per il giardinaggio,
ma erano uno strumento pi pesante e di acciaio pi
temperato, di cui si servono i soldati del genio per smantellare i reticolati
difensivi. Chinandosi come per ispezionare le radici degli
arbusti, Boyd Stuart applic le ganasce dell'attrezzo alla rete di
recinzione. La recise con uno scatto secco, efficace. Rapidamente,
prosegu nella sua opera finch non ebbe intagliato un passaggio
nella recinzione.
Dall'interno della casa giunse un grido, e una ragazza in un
succinto costume da bagno a due pezzi usc dalla porta della cucina.
Era una ragazza piccoletta, vivace, dai lucidi capelli neri e la
pelle color bronzo, sulla quale il costume giallo spiccava come un
complemento ideale. Fece scattare gli interruttori della fumante
vasca termale, che prese a bollire e a borbottare come il calderone
di una strega. Giunse un altro richiamo dall'interno della casa,
una voce maschile che chiedeva notizie sulla vasca termale. La ragazza
non rispose. L'uomo sbuc dalla casa e ristette seminascosto
sotto il portico invaso dai fiori. Era un individuo di stazza enorme,
col torace come un armadio; anche da quella distanza si vedeva
che era alto quasi due metri, col petto e le braccia villose e i capelli
unti e neri, abbastanza lunghi da arricciarsi in boccoli. Deve restare
sempre qualcuno, di sopra disse rabbioso Rocky Paz.
Allora vacci tu fece la ragazza. Sei sempre in piscina. Mica
siamo al tuo servizio.
Puttana url l'uomo.
Cornuto url la ragazza, ma allung la mano a un accappatoio
di spugna e se lo infil. Solo per un'ora disse la ragazza.
Poi devo andare a Rodeo Drive; ho appuntamento dal parrucchiere.
Appuntamento dal parrucchiere disse l'uomo, massaggiandosi
il petto con la mano e gettando indietro la testa con aria
sprezzante. Ma cosa credi, che sia uno stupido ricevimento all'aperto?
La ragazza lo scans e si precipit dentro casa. L'uomo sospir
e la segu. Adesso non farti venire una delle tue solite lune lo
ud dire Stuart, mentre spariva oltre la porta. Stuart fece forza
sulla rete di cinta per piegarla e aprirvi un varco sufficiente a lasciarlo
passare. Poi, lanciandosi una rapida occhiata alle spalle, in
direzione delle strade deserte di Beverly Hills, e passando velocemente
in rassegna le finestre dei piani superiori di Bronwyn, varc
la recinzione e spicc la corsa, a testa bassa, verso la folta vegetazione.
Boyd Stuart si nascose dietro una sorta di nicchia di legno,
concepita per fungere da sala da pranzo all'aperto. C'erano un
grande tavolo col ripiano di vetro e una dozzina di sedie di metallo,
e i relativi cuscini imbottiti, di plastica a vivaci colori, ammucchiati
in un angolo. Si sfil la tuta blu e la fece sparire. Udiva soltanto
il proprio respiro; la casa era silenziosa. La nicchia fortunatamente
era vicina alla cucina a un solo piano, che mediante una
seconda porta comunicava col corpo principale della casa. Stuart
entr. L'impianto di condizionamento era in funzione e l'aria era
fresca, e la casa era immersa nella penombra perch erano state
chiuse le imposte. La scala di quercia era imponente e adorna di
grosse rose scolpite all'altezza di ciascun pianerottolo.
Stuart sal a precipizio fin dove si vedeva una luce accesa, ma
quando giunse in cima alle scale, una voce maschile disse con calma:
Fermo l, amico, o ti faccio secco.
Stuart si volse e si trov davanti qualcuno che non aveva mai
visto prima. Era grande e grosso come l'uomo che aveva scorto accanto
alla piscina, ma pi vecchio di una decina d'anni: un uomo
muscoloso dagli zigomi alti e i capelli grigi ondulati. Era vestito di
tutto punto con un completo di flanella grigia a un petto. Impugnava
saldamente una calibro 38. Era la prima volta che Boyd
Stuart incontrava Edward Parker, il residente illegale dell'URSS.
Chi , lei? disse Parker.
Glielo dico subito chi sono fece Stuart, fingendosi adirato.
Sono il suo padrone di casa, accidenti, ecco chi sono. Era un'improvvisazione
un po' temeraria, ma parve funzionare. Lo dedusse
dall'espressione di Parker. Sicch pu anche metter via quella
dannata pistola, altrimenti la sbatto fuori. Fu l'accento inglese di
Stuart a sortire l'effetto desiderato - l'accento, e l'aria sicura di s
e l'evidente impavidit di Stuart.
Padrone di casa?
Era assurdo, pens Stuart, che riuscisse a essere cos calmo e
lucido quando qualcuno gli agitava una pistola sotto il naso. Era
andata cos durante la sparatoria alla stazione degli autobus di
Torino, e quando gli ungheresi lo avevano inquadrato nel fascio di
luce del riflettore mentre tentava di scavalcare il reticolato di confine,
per non parlare di quando aveva varcato i cordoni di polizia
a Rostock. S, padrone di casa disse Stuart. Non ho firmato il
contratto, vede... forse il suo avvocato non gliel'ha detto...
Parker aggrott la fronte e si sforz di ricordare a chi avesse
chiesto di occuparsi di affittare quel covo, e quali fossero stati i
particolari dell'accordo.
Stuart gesticol rabbiosamente, agitando le mani e scuotendo la
testa. Era solo una questione di tempestivit, naturalmente. Stuart
osservava la pistola con la coda dell'occhio. L'arma era rimasta
puntata su di lui, ma Stuart si era avvicinato. Pi vicini ci si trova
a un'arma del genere, e pi al sicuro si , a patto di essere agili e
ben addestrati, al punto che, arrivati a sfiorare la pistola col corpo,
persino un novellino alle prime armi riuscirebbe a deviarne la traiettoria,
pi in fretta di quanta ce ne voglia per tirare il grilletto.
Mi sta ascoltando? incalz Stuart, continuando ad avvicinarsi.
Sono il padrone di casa, non un ladro. Adesso metta via
quella dannata pistola. Probabilmente pi di tanto non poteva
pretendere, decise Stuart. Da un momento all'altro, Parker si sarebbe
irrigidito, sarebbe diventato pi sospettoso, e lui avrebbe perso
il vantaggio passeggero.
Stuart scelse bene il momento. Un gesto con la mano destra,
appena pi frenetico del precedente, si tramut in una botta di taglio
che cal sul polso di Parker, mentre con la sinistra Stuart afferrava
la canna della pistola e torceva con forza. Le dita di Parker
erano intrappolate sul grilletto, e il polso si pieg all'indietro
con violenza sufficiente a procurargli un acuto dolore e uno strappo
muscolare. Parker lanci un urlo. A questo punto, Stuart impugnava
la pistola con la sinistra. Mentre Parker stava ancora
boccheggiando per avere abbastanza fiato da urlare, Stuart gli diede
una botta in testa col calcio della pistola. L'arma slitt sul cranio
di Parker, sbucciandogli un orecchio. Un colpo cos secco
avrebbe messo fuori combattimento molti uomini, ma Parker era
dotato di una forza eccezionale. Malgrado il dolore, continu a lottare.
Con la mano fuori uso, abbass la testa e caric, colpendo
Stuart al petto. Fu come scontrarsi con la pala di uno schiacciasassi.
Questa volta tocc a Stuart lanciare un gemito di dolore, per
non moll la pistola, e continu a impugnarla anche quando
Parker gli serr le braccia attorno al corpo in una morsa che gli fece
uscire tutta l'aria dai polmoni.
I due uomini barcollarono per il pianerottolo come giocattoli
meccanici rotti. Stuart sentiva venir meno le forze e lottava per respirare.
Sferr un violento calcio. Ormai aveva perso la sua gelida
calma, e le sue azioni erano dettate da un crescente panico, mentre
oscillava avanti e indietro il peso del corpo, nel tentativo di svincolarsi
dalla terribile morsa che pareva annebbiargli il cervello. Era
allo stremo delle forze quando il piede di Parker manc l'orlo del
pianerottolo, e precipitarono tutti e due, ancora avvinti, gi per le
scale, rotolando ripetutamente, dimenando braccia e gambe nell'aria,
urtando le colonnine con i gomiti, le ginocchia e le teste, e sobbalzando
col corpo dall'uno all'altro dei gradini coperti dalla passatoia.
La fortuna di Stuart volle che Parker urtasse con la testa una
delle rose scolpite, con tanta forza da scheggiarne i petali lignei e
perdere i sensi. Stuart ci mise un paio di minuti a riprendersi, poi,
con gambe di piombo, torn a trascinarsi fino al pianerottolo superiore.
Chi ? Era la voce di Stein. Aveva udito il trambusto.
Sono Stuart... l'inglese grid Stuart. Stia lontano dalla
porta. Sollev il piede e, puntando la mano contro la parete alle
sue spalle, tir un calcio alla serratura. La porta si fracass, lasciando
i resti del chiavistello penzolanti dall'intelaiatura.
Charles Stein si trovava nella stanza. Era in mutande e legato
a una sedia con corde di nylon per stendere il bucato, ma era riuscito
ad allentare il nastro adesivo che gli avevano incollato sulla
bocca, e sput il bavaglio. Una lampadina da pochi watt rischiarava
fievolmente la stanza.
Stuart si frug in tasca in cerca del coltello dell'esercito svizzero
che faceva parte della sua attrezzatura abituale. Seg la corda
di nylon finch non si spezz. Stein rimase seduto e prese a massaggiarsi
le caviglie, nel punto in cui i legami le avevano tenute
prigioniere.
Chi sono quei bastardi? domand Stein.
Lavorano per i russi disse Stuart. Ce la fa a camminare?
Dobbiamo andarcene di qui, ce ne sono degli altri.
Stein si stava ancora massaggiando i polsi e le caviglie mentre
il sangue riprendeva un po' alla volta a circolare. Guard la pistola
che impugnava Stuart. Mica avr ammazzato qualcuno di loro?
Non ancora disse Stuart, aiutando il grassone a mettersi in
piedi.
Posso farcela disse Stein.
Esca prima lei. C' una macchina davanti alla casa. Stuart
sbirci l'orologio. O almeno ci sar fra due minuti; una Cadillac
verde chiaro. Salga e mi aspetti.
Stein scese le scale zoppicando, aggrappandosi al corrimano e
trasalendo per il dolore. Quando giunse al corpo esanime di Parker
ai piedi delle scale, lo scavalc guardingo.
Vada incit Stuart. Guard in tutte le stanze, l'una dopo
l'altra, per controllare. Erano tutte deserte, e alla fine Stuart scese
nel vestibolo e apr la porta che dava nel salotto e nell'attigua cucina.
Nel salotto trov il suo controllo e la ragazza, in accappatoio.
Se ne stava sconsolata al centro della stanza, e il controllo le puntava
contro una pistola.
Tutto a posto, di sopra? domand il controllo a Stuart.
Sembrerebbe di s rispose Stuart. Stein  intontito, ma in
grado di camminare. Il tizio grande e grosso con i capelli grigi 
fuori combattimento.
L'ho sentita scendere le scale assieme a lui.
Grazie tante per l'aiuto disse irritato Stuart.
Se la stava cavando benissimo.
Stuart si pass una mano sul viso ammaccato e contuso.
Andiamocene da qui.
La ragazza si strinse l'accappatoio attorno al corpo e si aggiust
la cintura annodata in vita. Dov' l'altro? domand Stuart.
Uno dei miei ragazzi si sta occupando di lui in cucina disse
il controllo.
Un lavoretto pulito fece Stuart. Era stata una perfetta operazione
da squadra di pronto intervento. Era stata esemplare, dalla
sorveglianza di ventiquattr'ore all'aeroporto al momento in cui
avevano visto Rocky Paz sequestrare Stein all'uscita in strada dalla
sala bagagli. Ma forse Stuart sfid la provvidenza, cos dicendo,
perch non appena quelle parole gli uscirono di bocca, si udirono
due spari e un grido di dolore. Come a un segnale convenuto, la
ragazza saett verso la porta. Il controllo fece fuoco, ma mir troppo
in alto e il proiettile rimbalz contro il soffitto di quercia del
corridoio antistante il salotto.
Stuart corse all'ingresso principale per assicurarsi che Stein
fosse salito in macchina, ma non riusc a vederlo da nessuna parte,
e Parker non era pi steso sul pavimento; altre due pallottole sibilarono
a poca distanza dalla testa di Stuart. L'inglese si volse e,
con la pistola di Parker, fece fuoco in direzione del pianerottolo
del piano superiore da dove erano giunti gli spari.
Qualcuno aveva spento i tubi fluorescenti in cucina. Nella casa
con le imposte chiuse, era buio. Vi furono altri due spari e uno
scalpiccio di passi che scendevano in fretta le scale. L'omaccione
con i boccoli gli pass accanto, caricando una carabina. Apr con
un calcio la porta interna che, spalancandosi, sbatt contro la parete.
La luce del sole che pioveva dall'ingresso illumin il vestibolo
come un flash fotografico. E l, nel vano rettangolare della porta,
Stuart vide tutta la scena. C'era l'acqua di un azzurro artificiale
della piscina, un grande cubo trasparente sullo sfondo verde cupo
della vegetazione e, a mo' di cornice, una bordatura di fiori dai colori
accesi. Il controllo aveva attraversato la cucina e ora correva
lungo il bordo della piscina, mentre l'uomo corpulento sollevava la
carabina.
Non c'era tempo per pensare. Stuart prese la mira e fece fuoco
automaticamente. L'uomo con i boccoli sulla soglia era troppo vicino
per mancarlo. Il proiettile gli fracass la scapola, proprio com'era
stato nelle intenzioni di Stuart, e la carabina spar, sollevando
una miriade di piccoli spruzzi dalla superficie della piscina.
L'uomo urlava, e continu a urlare anche dopo che fu stramazzato
nell'acqua ribollente della vasca termale.
Stuart spicc la corsa, infilando il patio. Il controllo si era girato
al rumore degli spari. Prenda l'auto url a Stuart, e gi
stava aprendo a calci la decorativa casa da t in fondo al giardino
per accertarsi che Stein non si fosse rintanato l dentro.
Dalla facciata della casa Stuart ud il motore della Cadillac
che arrivava a prelevarli. Aggir di corsa il fianco della villa e salt
in macchina. L'uomo al volante solleticava nervosamente il pedale
dell'acceleratore. Stuart lo spinse da parte e si mise lui al volante.
Ges, che casino disse l'altro. Fra tutti i posti... proprio
Beverly Hills, dove gli sbirri pullulano. Ci piomberanno addosso.
Proprio mentre l'auto cominciava ad avviarsi, i doppi cancelli
si stavano chiudendo. Stuart li aveva esaminati con cura dall'esterno
durante la mezz'ora di giardinaggio. Erano comandati elettricamente,
rinforzati da traverse d'acciaio e sormontati da un intrico
di filo spinato. Tienti forte! grid Stuart, superando con la voce
il rombo del motore. Dovremo andare a sbatterci contro a tutta
birra. Ingran la retromarcia e premette l'acceleratore. La Cadillac
fece un balzo indietro. Prima che Stuart potesse schiacciare
il freno, la coda dell'auto aveva sfondato la serra. Vi fu un rumore
simile al martellio della risacca sulla riva, mentre i vetri s'infrangevano
e vasi di piante e mensole si abbattevano su di loro. Un vaso
di fiori si fracass sul tetto della macchina, cospargendo il parabrezza
di terriccio e di una dozzina di pianticelle. Stuart mand il
motore su di giri, mentre il paraurti posteriore s'incastrava nel
ferro battuto contorto. Il paraurti si stacc con fragore e l'auto si
avvent in avanti, aumentando la velocit finch non urt i cancelli
con un clangore simile a uno scampanio. Divelse i cardini e fece
volare la massa di filo spinato. Con un tremendo stridore di gomme
schizz in avanti, e Stuart sterz con violenza mentre la macchina
slittava sull'erba e usciva sulla strada. Qualcosa s'impigli
sotto l'auto, tintinn rumorosamente poi si stacc. Si allontanarono.
Abbiamo perso suo padre disse Stuart a Billy Stein.
Che cosa diavolo significa che lo avete perso?
I tre uomini si trovavano nel salotto della casa di Stein. Il controllo
era seduto in una poltrona accanto alla finestra, fingendosi
tutto preso dal panorama della citt di Los Angeles che se ne godeva.
Senza girarsi, disse: Suo padre era in tenuta succinta -
mutande e canottiera azzurre -  uscito dalla casa con una salvietta
al collo. Abbiamo pensato che facesse un po' di jogging.
Avete pensato che facesse un po' di jogging! disse Billy
Stein. Vi sento parlare di fucili che sparano e di ragazze che
strillano. Fracassate la macchina, abbattete i cancelli, E avete pensato
che mio padre facesse un po' di jogging! Mi avevate detto che
l'avreste tratto in salvo.
Lo abbiamo tratto in salvo disse il controllo. Ma lui ha
scavalcato la cinta ed  uscito, attraversando il prato davanti alla
casa accanto.
Ges disse Billy Stein. Tanto di cappello al vecchio. Una
botta in testa in un incidente stradale, rapito dai russi, tenuto prigioniero
finch non arrivate voi a trarlo in salvo, dopodich se la
fila in mutande...
Le stiamo dicendo tutto quanto, fece Stuart perch abbiamo
bisogno di sapere dove potrebbe essere andato.
Billy Stein sorrise. Non verr di certo qui. Non  cos scemo
da venire a casa, dove voi lo state aspettando.
Ha un appartamento da qualche parte?
Quello che i rotocalchi definiscono un nido d'amore;  a questo
che allude? No, non  proprio da lui. Mio padre non  mai stato
cos sottile, o stravagante. Se avesse avuto una relazione, avrebbe
portato la ragazza qui, a casa. Pu tranquillamente scartare
una possibilit del genere.
Circoli ?
Billy Stein scosse il capo. Soltanto il poker, sempre lo stesso
giorno.
Lasceremo uno dei nostri qui in casa disse Stuart.
Per me va benissimo disse Billy Stein. Da mangiare e da
bere non manca. Guard Stuart per un momento prima di proseguire.
Mica sta scherzando, a proposito dei russi? Hanno davvero
rapito il vecchio?
Le racconter tutto suo padre, quando lo avremo scovato
disse Stuart.
Incoraggiato dal tono amichevole della voce di Stuart, Billy
Stein disse:  stata tutta una macchinazione, quella di Londra,
vero, signor Stuart? I suoi sapevano perfettamente che non avevo
ammazzato nessuno,  cos ?.
Il controllo gir la testa per vedere come se la cavava Stuart.
 stata una macchinazione rispose Stuart. Per potrebbero
ancora affibbiarle la colpa, se non collabora con noi.
Collaborer, disse Billy per voglio che sia tutto chiaro tra
lei e me. Diede un'occhiata all'orologio. Niente in contrario se
telefono a Mary Breslow?
Le ha telefonato stamattina disse il controllo da sopra la
spalla.
Stuart fece un cenno di approvazione col capo. Ma, Billy...
non dica niente di suo padre, o dell'accusa di omicidio a Londra.
Solo paroline dolci, okay?
Sicuro disse Billy.
Sa che Max Breslow era nazista? domand il controllo.
Mi sembra di sentire mio padre gli disse Billy. Lei  per
caso un altro di quelli per cui la guerra non  ancora finita?
Vada a fare la sua telefonata disse Stuart. Ma ricordi che
l'agente di guardia all'ingresso ascolter sulla derivazione.
Lei  davvero troppo tenero con quel ragazzo disse il controllo,
dopo che Billy fu uscito.
Penso che sia di pasta buona fece Stuart. Niente rancori,
niente capricci, niente commenti saccenti. Diavolo, persino quando
gli confesso che a Londra lo hanno incastrato, in pratica mi dice
grazie.
I ragazzi ricchi disse il controllo. Sono tutti cos.
Davvero? fece Stuart. Allora speriamo di conoscerne altri.
Il controllo si alz dalla poltrona preferita di Charles Stein e
cav di tasca le sigarette per accendersene una col mozzicone che
teneva tra le dita. Ne fumo una dietro l'altra disse, quando l'ebbe
accesa. Le fa schifo l'idea? Stuart non rispose. Perch a me
lo fa. Schiacci il mozzicone con foga eccessiva. Okay, cos sono
troppo duro col ragazzo. Ha ragione;  un tipo a posto.
Il controllo si risedette e osserv il sole che si esibiva nella scena
madre del tramonto. Alla fine, quando nella stanza fu calato il
buio, disse: E stato lei a portar via da Rostock quei due agenti,
un paio d'anni fa?.
Era contro il regolamento parlare di cose del genere, ma ormai
i due uomini avevano imparato a conoscersi.
Non  stato niente di speciale disse Stuart. Ricordava soltanto
che al suo arrivo a Londra aveva trovato Jennifer a letto con
un altro.
Stando a quanto ho saputo, avrebbero dovuto darle una medaglia
disse il controllo.
Non mi hanno neppure dato le ferie pagate fece Stuart.
Uno dei due lo conoscevo disse il controllo. Un piccolo berlinese
con una risata stridula... portava sempre una lametta infilata
nel cappello. Era scappato da una prigione di Lipsia negli Anni
Cinquanta, quando hanno smantellato una delle nostre reti.
Me lo ricordo disse Stuart. Entrambi gli uomini che aveva
tratto in salvo erano veterani, uomini che lavoravano per Londra
da molti anni. Se fossero stati pi giovani e pi vigorosi, avrebbe
anche potuto lasciare che se la sbrigassero da soli, ma per quei due
era tornato indietro, superando i blocchi stradali, ed era riuscito a
portarli con s oltre confine. A posteriori, Stuart si stupiva di una
pazzia del genere.
A quel tempo, lei era il grande eroe dell'ufficio disse il controllo.
C'era gente, nella Germania Orientale, che avrebbe voluto
la facessero santo.
Stuart rise. Per esser fatti santi, bisogna prima morire.
Prima non lo sapevo disse il controllo in tono di scusa.
Non avrei fatto tante storie con lei, se avessi saputo che era l'agente
che aveva portato via da Rostock quei due...  stata una
grande impresa!
I due uomini sedettero in silenzio per un po'. Poi il controllo
disse: Ho sentito dire che quei Documenti di Hitler, o che altro
sono, sono stati distrutti.
L'ho sentito dire anch'io fece Stuart.
Ma l'ufficio non intende archiviare la pratica?
No, non intende archiviare la pratica disse Stuart. Di questo
almeno pu star certo. I miei ordini sono sempre quelli; devo
rintracciare Stein e Kleiber, poi chiedere lumi a Londra. Kleiber 
attualmente al centro di tutte le ricerche di Londra.
Scoveremo Stein disse il controllo, come se leggesse nel pensiero
di Stuart. Ho impegnato nell'impresa fin l'ultimo uomo di
cui potevo fare a meno. Lo rintraccer, glielo prometto. Non  poi
andata troppo male stasera. Perlomeno costringer i russi a battere
in ritirata e forse a pensarci su due volte prima di sequestrare
qualcun altro all'aeroporto. Quando Stein si far vivo, saremo liberi
di lavorarcelo come vogliamo.
Stein mi  simpatico disse Stuart.
 un imbroglione disse il controllo. E a quanto ho saputo,
dopo la commozione cerebrale non ha pi tutte le rotelle a posto.
Per mi  simpatico disse Stuart. E nel nostro mestiere non
possiamo essere troppo schizzinosi in fatto di svitati.


Capitolo 44.

A un osservatore distratto, Charles Stein poteva dare l'impressione
di essere un po' brillo, ma l'agente in divisa di guardia allo
studio non lo degn di uno sguardo. Il vestito che indossava era
vecchio: lo teneva nell'armadio dello spogliatoio al circolo
di Roscoe dai tempi in cui giocava ancora a squash, molti anni addietro.
Quella mattina, persone di ogni tipo e statura avevano varcato i
cancelli dello studio. Dio sa quanti attori dovevano aver partecipato
alle audizioni preliminari, gi in citt, si domand, se erano
stati scelti tanti aspiranti per quei provini in costume e col trucco
di scena.
La commozione cerebrale aveva segnato Charles Stein con
molti dei sintomi dell'ubriachezza, ma Stein, come gli individui
che hanno fama di reggere bene l'alcool, aveva imparato a camuffare
e nascondere tali sintomi. Non riusciva per a scacciare dalla
mente l'idea che Aram fosse ancora vivo e vegeto, e gli avvenimenti
che avevano fatto seguito all'incidente sull'autoroute gli apparivano
confusi e come offuscati da un velo di nebbia.
Scovare Max Breslow. Era come se questa fosse l'unica motivazione
coerente, razionale, divorante di tutto ci che Charles
Stein faceva. Gi lo aveva ossessionato mentre lottava per riprendere
i sensi dopo lo scontro. Aveva turbato i suoi sogni nel salotto
sopraelevato del jumbo e urlato nel rombo dei motori. Ora le labbra
di Stein si muovevano, mentre impartiva a se stesso quell'ordine
e se lo imprimeva nella mente con la stessa ostinazione e la
stessa amorevolezza con cui stringeva la pistola tra le braccia.
Breslow? Il corridoio si allungava all'infinito e le porte erano
accostate l'una all'altra. Porticine montate su cardini fragilissimi
che con un piccolo sforzo Charles Stein avrebbe potuto svellere
agevolmente.
No. Adolf Hitler, con indosso una giacca grigia e un paio di
calzoni neri di buon taglio, scosse la testa. No ripet.
La porta successiva era leggermente diversa. Adolf Hitler si
stava rimirando in uno specchio a tutta grandezza. Fece cenno a
Stein di allontanarsi con mano imperiosa. Breslow! url Stein, e
la sua voce echeggi nell'angusto corridoio. Nel camerino attiguo,
un terzo Adolf Hitler si stava allacciando le stringhe di una scarpa.
Charles Stein sbatt con forza la porta. Una voce protest sonoramente
dal fondo dell'edificio.
Il quarto Adolf Hitler sedeva accasciato nella poltroncina.
Non rispose al nome di Breslow. Il quinto era chino sopra un tavolo
a fissare da vicino uno specchio, mentre si pettinava il ciuffo
sulla fronte, dandogli la piega desiderata con un lungo spruzzo di
lacca. Il sesto Adolf Hitler si stava truccando, spalmandosi le
guance di belletto in crema e sfumandolo con cura per
amalgamarlo col cerone. Dozzine di nude lampadine giallastre mettevano
in risalto la sua immagine riflessa, sicch un altro Fhrer si toccava
la fronte assieme al primo. E le immagini, riflesse da uno specchio
all'altro, formavano una dorata galleria popolata di tanti
Adolf Hitler, dai gesti da mimo sincronizzati alla perfezione.
Breslow!
Mille Hitler si alzarono a squadrare Stein, levando le mani in
un beffardo saluto nazista.
Breslow! La voce di Stein era cos tonante da far vibrare le
sottili pareti di compensato del camerino, mentre ne riverberavano
il suono. Breslow! Era pi un'invocazione d'aiuto che una minaccia.
Breslow! torn a gridare Stein. Cominciava a rendersi
conto che Max Breslow controllava un migliaio di Fhrer. Era
Breslow l'individuo che doveva far fuori. Breslow era diventato il
punto focale di tutta la rabbia, la tristezza e la frustrazione di
Stein. Attraverso il doloroso velo di nebbia della commozione cerebrale,
dava la colpa di tutto a Breslow, dalla morte di Aram a
quella del colonnello Pitman.
Sto venendo a prenderti, Breslow! url di nuovo Stein.
Chiuda quella porta! grid l'assistente al trucco. Possibile
che tutti gli svitati di questa citt siano venuti a fare il provino per
la parte di Hitler borbott. E quel ciccione che si tiene stretta
una vecchia pistola dev'essere la comparsa pi scocciante che si sia
mai vista qua dentro.
I baffi si stanno di nuovo staccando gli disse calmo calmo
Hitler. Mi darebbe un altro po' di quella colla?
Max Breslow aveva contato i giorni che mancavano al momento
in cui avrebbe messo piede per la prima volta nello studio e
visto il set della Cancelleria del Reich. L'ansia per il film veniva
prima di ogni altra cosa. Quella era la scena pi dispendiosa, ed
era importante che, per usare il gergo cinematografico, sullo
schermo ne risultasse chiaro il costo di produzione. Fece scorrere
le mani sull'androne alto sei metri di finto marmo verde. Sopra
l'ingresso, si leggevano le iniziali di Adolf Hitler incise in un gigantesco
scudo. Max Breslow spinse i due battenti della porta che
dava nello studio del Fhrer, ricordando le due SS in uniforme nera
e guanti bianchi e stivaloni lustri che erano solite montarvi la
guardia.
S, era tutto esatto. La sala era di trenta metri di ampiezza per
quindici di profondit, con le pareti di marmo rosso cupo, alte
quasi dodici metri. Max Breslow era stato spesso nello studio del
Fhrer. Ricordava il grande soffitto a cassettoni di palissandro e il
ritratto a figura intera di Bismarck, opera di Lenbach, sopra il caminetto
di marmo. Di fronte, si aprivano le finestre che si affacciavano
sul colonnato e il giardino della Cancelleria. Una volta
che i riflettori avessero illuminato gli alberi e i cespugli e il fondale
dipinto, tutto si sarebbe animato. Tutte le batterie di illuminazione
fotografica erano spente e inoperose, per il momento lo studio era
rischiarato soltanto dalle deboli luci che permettevano ai tecnici di
aggirarsi senza pericoli sul set. Eppure, gi solo questo contribuiva
a dar vita alla scena, agli occhi di Breslow, perch le luci di lavorazione
avevano qualcosa di artificiale, un effetto di sbiancatura
da cui neppure gli impianti scenografici pi abilmente studiati
riuscivano a salvarsi. Quell'ambiente in penombra somigliava di
pi a quello reale che Breslow aveva conosciuto. Breslow allung
la mano alla lampada col paralume di seta sulla scrivania del
Fhrer e l'accese. Era una lampada vera, e la sua luce rischiar
l'arazzo Gobelin appeso alla parete. Breslow non finiva mai di
ammirare i tecnici che erano in grado di creare imitazioni tanto
convincenti del legno e dei metalli. Guard la scrivania del Fhrer
con gli intarsi di cuoio. Il trovarobe aveva approntato tutto quanto
per l'indomani, quando ci sarebbe stato il primo ciak. Il tampone
verde, il telefono, alcuni libri di consultazione e il servizio da scrittoio,
tutto quanto era stato copiato fedelmente da vecchie fotografie
scattate dall'ufficio propaganda subito dopo la costruzione della
nuova Cancelleria. Breslow gir attorno alla scrivania e si sedette
a esaminare la scenografia dalla poltrona di Hitler, in pelle marrone,
a schienale alto. Spesso, quando aveva avuto occasione di recare
qualche messaggio al Fhrer, in quei lontani, entusiasmanti
giorni di guerra, si era domandato che cosa si provasse a sedersi l,
guardando il mondo dal punto di vista dell'uomo che lo aveva trasformato
fino a renderlo irriconoscibile. Be', ora lo sapeva. Dal
punto di vista di Hitler, il mondo consisteva in larga misura in
quell'enorme ritratto di Bismarck all'altro capo della stanza. Era
stata la vista quotidiana di Otto von Bismarck a indurre Hitler ad
abbandonarsi a sempre maggiori eccessi? Era stato il ritratto a
spingere quel pazzo verso la catastrofe finale?
Max Breslow sedette l a lungo, perso nella contemplazione
degli eventi che lo avevano strappato alla Cancelleria del Reich
per riportarvelo, alla fine, dopo avergli fatto compiere un giro
completo. Gli occhi di Breslow, fissi nella penombra dell'imponente
set, scesero dal ritratto di Bismarck alle poltrone raggruppate
attorno al caminetto sottostante. Si protese sulla scrivania ad affondare
lo sguardo nel buio.
Sono io disse la voce di Charles Stein. Sono io, Breslow.
Sapevo che saresti venuto.
Breslow si alz. Sentiva il cuore battere all'impazzata. Che
cosa diavolo vuoi ? Ti credevo morto.
Ho intenzione di ammazzarti, Max.  da un bel po' che
aspetto qui. Ti ho aspettato per ammazzarti.  solo questo che mi
ha tenuto in vita, Max.
Breslow allung la mano al bracciolo di legno scolpito per sorreggersi.
Era spaventato dal tono di voce di Stein. C'era qualcosa,
in quella voce, che convinse Breslow immediatamente della seriet
delle intenzioni dell'altro. Breslow si aggrapp saldamente al
bracciolo della poltrona e si rese conto di avere il palmo sudaticcio.
Non c'era molta luce. Riusciva solo a intravedere la sagoma massiccia
di Stein accasciata nella grande poltrona, la camicia bianca
cincischiata, visibile sullo sfondo rosso cupo del marmo alle sue
spalle. Breslow aveva scambiato quella chiazza bianca per un telo
di protezione drappeggiato su un mobile antico autentico.
 troppo tardi ormai disse Breslow. I documenti sono andati
distrutti. La Jaguar ha preso fuoco.
Lo so disse Stein. Ho perso fin l'ultimo soldo che avevo, su
quell'auto... Titoli al portatore: per un valore di due milioni di
dollari.
Breslow avanz lentamente lungo il bordo della scrivania del
Fhrer. Aveva sempre giudicato quella scrivania assurdamente
sproporzionata alle dimensioni umane, e ora, mentre le strisciava
accanto, gli sembrava lunga come un campo da football.
Resta esattamente dove sei intim Stein. Ora che gli occhi
gli si erano abituati al buio, Breslow si avvide che Stein non era
sprofondato contro lo schienale della poltrona; era invece rannicchiato
in avanti. Breslow continu a spostarsi lateralmente, un
centimetro alla volta. Sapeva che il lato sinistro della scrivania era
allineato con la porta a due battenti che le si apriva dietro. Se n'era
ricordato pensando all'ambiente reale, e sulla scorta delle fotografie
che aveva dato al trovarobe. Ora pregava Dio che i tecnici
avessero predisposto ogni cosa esattamente come risultava dalle ricerche.
Riusc infine a posare la mano sinistra sull'angolo smussato
che sormontava la gamba massiccia.
Ti stai muovendo grid sonoramente Stein. Era una bonaria
protesta, del tipo cui potrebbero ricorrere i bambini quando giocano
alle belle statuine. Breslow tese l'orecchio, e gli parve di udire
in lontananza la sirena di un'auto della polizia. Non era pi di
un gemito attutito, ma d'altronde a volte i poliziotti mettevano in
funzione la sirena solo prima di un incrocio, e la tenevano spenta
finch non arrivavano al prossimo.
Ho una pistola disse Stein. Ancora non si era mosso dalla
poltrona. E so usarla. Breslow rimase perfettamente immobile.
Non c'era senso a farsi ammazzare, se la polizia stava arrivando.
Lo consolava il fatto che adesso udiva sul serio la sirena. Il regolamento
di polizia autorizzava l'uso della sirena soltanto da parte di
una macchina alla volta: era cos che si riusciva a distinguere le sirene
della polizia da quelle dei pompieri, cui era consentito metterle
in funzione su tutti gli automezzi.
Sta fermo, dannazione!
Di colpo, Breslow ricord che si trovavano su un set per la registrazione
sonora delle riprese. Quelle grandi porte imbottite che
aveva varcato non avrebbero consentito neppure al rombo degli aerei
a bassa quota che si preparavano all'atterraggio all'aeroporto
internazionale di Los Angeles di guastare la qualit tecnica delle
registrazioni. Non c'era la minima probabilit che avesse potuto
udire una qualsiasi sirena. Nessun rumore penetrava l dentro, e
nessun rumore, neppure un colpo di pistola, ne echeggiava all'esterno.
Ecco perch Stein aveva scelto quel posto. Poteva giocare
con lui come un gatto col topo.
Breslow si rese conto di sudare e cap che doveva avere il viso
paonazzo e lucido. Si domand se Stein potesse vederlo da quella
distanza. Forse aveva programmato la cosa con tanta cura da munirsi
persino di occhiali per vedere al buio. Doveva fuggire; una
volta che Stein gli si fosse avvicinato, non avrebbe pi avuto alcuna
possibilit. Si gir di scatto e corse in direzione della porta. Crac!
si accese un lampo mentre Stein faceva fuoco, ma il proiettile sibil
sopra la testa di Breslow, fece volare una scheggia di legno dal
marmo e gli rovesci addosso una manciata di frammenti. A
questo punto, Breslow aveva raggiunto i grandi battenti di mogano
della porta e lottava per varcarli e allontanarsi. Il panico pareva
dargli l'agilit e la forza di due uomini, ma per quanto scrollasse
le maniglie, i battenti non si mossero di un dito, e neppure vibrarono.
Oh, mio Dio! Non erano praticabili; erano finti, solidi e
inamovibili come il resto della parete. Breslow si volt e corse,
mentre si accendeva un altro lampo e un proiettile sibilava nel buio.
Breslow ricevette un violento colpo all'addome e urt con le ginocchia
contro qualcosa. Poco manc che lanciasse un urlo, ma in
lui rimaneva ancora abbastanza della disciplina di un tempo per
soffocare le sue emozioni a una sorta di grugnito. Era andato a
sbattere contro lo stipo di mogano, collocato proprio sotto l'arazzo
Gobelin del XVII secolo. Allarg lerbraccia e incontr i soprammobili
disposti sopra lo stipo. Vi fu uno scroscio, mentre alcune
statuette e uno splendido orologio a mensola Giorgio II finivano a
terra, col lamento stridulo del movimento che si spaccava e un trillostonato del carillon. Breslow ud Stein ridacchiare.
Adesso era arrivato all'altra porta. Si accan contro i battenti,
in attesa di udire il prossimo sparo e di avvertire il colpo inevitabile
che gli avrebbe spezzato la spina dorsale e squarciato il ventre.
L per l pens che anche quella porta fosse falsa, ma poi la sent
muoversi sotto il suo peso. Teneva la spalla puntata contro il mogano
scolpito, e vi si appoggiava contro con tanta forza, da temere
di spaccarsi le ossa. Ma i battenti erano alti pi di tre metri e mezzo,
e persino la versione fasulla creata dai falegnami dello studio
sembrava pesante come il piombo. Breslow vi s'insinu non appena
li ebbe socchiusi. Alle sue spalle ud un altro sparo. Rison pi
vicino, e anche il lampo della pistola parve pi prossimo. Stein gli
era addosso.
Breslow guard a destra e a sinistra. Da un lato c'erano le gigantesche
porte dello studio, attraverso le quali venivano fatti passare
grossi pezzi di scenografia. Neanche a pensarci. Sulla sua
destra, lungo il corridoio buio, rischiarato soltanto dalle luci azzurrine
di sicurezza, c'era la porta usata di solito dai tecnici del suono
per andare nelle loro cabine a vetri. Breslow sgusci da una parte
e s'infil sotto una giraffa e dietro uno dei grossi riflettori che nel
cinema vengono definiti bruti. Era buio, l, e Breslow attese un
momento, nella speranza che Stein si avventasse gi per il corridoio,
dandogli modo di riattraversare lo studio e svignarsela per la
vegetazione dei "giardini, oltre le finestre della Cancelleria.
Ma Stein si ferm all'altezza del cartello con la scritta
Registrazione in corso, contrassegnato dalla spia rossa, in quel momento
spenta. Parve rendersi conto che Breslow non era andato
per di l, e si volse a esaminare con cura lo spazio dietro le alte pareti
della scena della Cancelleria. La grande aquila nazista proiettava
un'ombra enorme sui complessi disegni del finto pavimento di
marmo. Si ud un rumore metallico, e poi un'imprecazione soffocata,
quando Stein urt con la pistola lo stelo di una lampada, e il
piede gli s'impigli in un cavo. Ma Stein non cadde; si muoveva
lentamente verso Breslow, via via passando in rassegna ed eliminando
una parte dopo l'altra dello studio.
Ti vedo, Max. Vieni fuori, ti vedo.
Breslow non si mosse. Trattenne il respiro. Vedeva la goffa sagoma
di Stein che si trascinava lentissimamente in avanti, curvo e
scarmigliato come un gorilla inferocito.
Ti vedo, bastardo grid Stein, quando fu a un metro o poco
pi di distanza, ma Breslow rimase immobile, sentendo il cuore
battergli cos forte da fargli temere di svenire per lo sforzo. Proprio
mentre Breslow stava per parlare, Stein gli gir le spalle e si
avvi alla gru della cinepresa, che se ne stava appoggiata alla parete.
Ti vedo ripet.
Breslow si maledisse per essere stato tanto stupido da non portarsi
appresso la piccola pistola da tasca. Arretr lentamente in direzione
della parete imbottita dello studio. Un piede gli s'impigli
in uno dei cavi elettrici, ma riusc a liberarlo cautamente e a districarsi.
Stein si trovava nello studio del Fhrer ora, e Breslow
pot tornare all'androne che, con l'uso sapiente di qualche trucco
fotografico, sarebbe passato per una parte del lungo corridoio della
Cancelleria. Scavalc alcuni elaborati candelabri di bronzo a parete,
disposti sul pavimento dello studio, in attesa di essere montati
dopo che il carrello della cinepresa si fosse spostato in quella direzione.
Breslow!
Il grido di Stein gli fece capire che il grassone ora si trovava
dal lato opposto del set. Breslow si afferr al montante della scaletta
di metallo fissa e, muovendosi rapido per un uomo della sua
et, si arrampic verso la balaustra dei riflettori, una specie di loggiato
che correva tutt'attorno allo studio. Ud Stein che tornava a
chiamarlo. Dall'alto della piattaforma, Breslow vedeva Stein che
s'inoltrava guardingo tra i vasi di piante e i rami finti sospesi oltre
le finestre. Non guardano mai in alto, pens Breslow - ricordava
che glielo aveva detto anche il suo istruttore, quando frequentava
il corso di assalto a Bad Tlz. Soltanto i bambini guardano in alto,
gli adulti, mai.
Breslow!
La voce di Stein adesso suonava quasi impercettibilmente pi
acuta, come se ritenesse che Breslow fosse scappato dallo studio
per qualche uscita di cui lui non era a conoscenza. Breslow si accucci
dietro la balaustra. Sarebbe stato difficile scorgerlo l, perch
la piattaforma era tutta ingombra di luci di scena di ogni forma
e dimensione. Si sentiva al sicuro, ora, e provava il desiderio
quasi isterico di ridere sonoramente, di strillare e urlare all'indirizzo
di Stein, ricoprendolo di improperi. Stein si mosse nuovamente.
Si trovava sotto uno dei grossi riflettori, e Breslow lo vedeva
chiaramente. Impugnava una Mauser della prima guerra mondiale,
del tipo con la fondina di legno che si poteva trasformare in
una tracolla. Era un pezzo da museo; solo in California si poteva
ancora vedere in circolazione una bizzarra anticaglia del genere.
Eppure, era una vecchia arma ancora magnifica e, impugnata da
uno che sapesse usarla, letale. Forse la scelta dell'arma era stata
deliberata. Certamente, negli studi cinematografici sarebbe stata
giudicata un accessorio di scena per qualche vecchio film, anzich
un'arma omicida. Breslow osserv Stein mentre sollevava la pistola
all'altezza della spalla e la puntava tutt'attorno a mo' di esperimento.
Breslow. Ti vedo, Breslow. Prendeva di mira lo spazio dove
il "giardino cedeva il passo a un angolo di studio. In quello spazio
erano ammucchiati pezzi di mobilio. Avrebbero filmato una seconda
volta un angolo del set, arredato con sedie appositamente
"antichizzate per sottolineare il passar del tempo.
Breslow! La voce di Stein suon distorta perch premeva il
viso contro il calcio di legno mentre guardava nel mirino. Fece
fuoco. Crac! Sulla piattaforma, il rumore echeggi contro il metallo.Ti ho beccato! url Stein, ma non ud alcun lamento, e si rese
conto che lass non c'era nessuno. Posso aspettare tutta la notte,
Breslow. Non riuscirai mai a passare abbastanza in fretta per
quelle porte, da uscirne vivo. Ho detto che ti avrei ammazzato,
Breslow, e lo far. Ti conviene credermi.
Breslow si sporse a guardare dalla balaustra, mentre Stein si
portava sotto di lui. Inorridito, vide un baluginio d'oro quando la
penna gli scivol di tasca. Balugin mentre cadeva e piomb rumorosamente
a terra, proprio ai piedi di Stein.
Aaaahhh! rugg Stein. Piccolo verme astuto. Sei lass in
galleria, eh? Spar tre colpi di seguito in aria. Arrivarono quasi
a segno, e Breslow si ritrasse e cadde contro la parete, mentre i
proiettili colpivano le rastrelliere di metallo e rimbalzavano attraverso
lo studio.
Breslow corse lungo la balconata mentre Stein ricaricava la pistola.
La piattaforma ondeggiava e gemeva sotto l'impeto dei suoi
movimenti. Breslow si domand se sarebbe stato in grado di scavalcare
la balaustra e lasciarsi cadere sulla gru. Era un salto di un
paio di metri. Ai bei tempi sarebbe stata una cosa da niente per
lui, ma adesso gli metteva paura. Sbirci da sopra la balaustra.
C'era una sola scaletta di metallo per salire alla balconata ed ecco
che, con sommo orrore di Breslow, Stein attaccava ad arrampicarcisi.
Breslow si trovava all'estremit opposta del set, sopra la scrivania
del Fhrer. L, nell'intarsio di cuoio, scorgeva il disegno
della famosa spada semisguainata che il Fhrer giudicava perfettamente
consona al ripiano della sua scrivania.
Sto arrivando, Breslow.
Stein era giunto a met scala, ora, e gi la fatica lo faceva sbuffare.
Una volta arrivato in cima, Stein avrebbe avuto la chiara visuale
dell'intera balconata. Non ci sarebbe pi stato un posto dove
nascondersi. Se Stein intendeva davvero assassinarlo, Breslow non
avrebbe avuto via di scampo.
Stein grid Breslow. Lascia che ti parli.  una pazzia batterci
tra noi.
Hai ammazzato il colonnello, il mio migliore amico! Hai
truffato i miei amici! Fu gi molto se riusc a pronunciare queste
parole e a conservare ancora fiato sufficiente per salire la scaletta.
Si arrampicava lentamente.
Non ho ammazzato nessuno.
Maledetto nazista! Hai ammazzato mio fratello.
Stein era arrivato in cima alla scaletta, ora. Lott per scavalcarne
il bordo e issarsi sulla piattaforma delle luci. Con una mano
impugnava la grossa Mauser e con l'altra si reggeva.
Attento, Stein! Forse era una pazzia lanciare un grido di avvertimento
a uno che stava cercando di ammazzarti, ma il grido di
Breslow fu spontaneo. Stein si era appoggiato con tutto il suo peso
alla mensola del riflettore, un sostegno che non era concepito per
reggere un peso del genere. Di regola, solo gli elettricisti salivano
sulla balconata, e loro conoscevano ogni punto debole della struttura
in metallo e ogni insicurezza della ringhiera. Stein, no. Forse,
se Stein avesse mollato la Mauser, avrebbe ancora potuto riprendere
l'equilibrio e reggersi alla balaustra, ma non volle saperne di
abbandonare l'arma.
Aaaaah! Stein sent che cominciava a ruzzolare quando la
mensola del riflettore si pieg in fuori e all'ingi. Si era inarcato
all'indietro, ora, il cappello bianco a larghe tese gli scivol dalla
testa e cadde ondeggiando nello studio. Aveva la bocca aperta e
agitava la pistola in aria mentre tentava freneticamente di risollevarsi
nel buio. Aiuto! Ma gi stava precipitando. L'enorme, disordinato
fagotto di indumenti bianchi descrisse una lenta capriola
staccandosi dall'ultimo piolo della scaletta, le braccia spalancate e
la pistola puntata nell'aria. A testa in gi, acquist velocit a mano
a mano che calava a picco lungo l'alta parete di marmo rosso e
le aquile e le insegne e, con un tremendo schianto, piomb sul pavimento
dello studio.
Stein!
Breslow torn indietro di corsa lungo la galleria e scese i gradini
di metallo pi in fretta che pot. Stein ripet, chinandosi
sulla forma accartocciata. Era caduto a capofitto, il cranio era fracassato
e la faccia coperta di sangue. Non ci si poteva sbagliare.
Breslow aveva visto troppi cadaveri per non riconoscerne uno,
quando se lo trovava sotto gli occhi.
Perch? gli domand Breslow, piegandosi ancor di pi su di
lui. Perch volevi ammazzarmi?  troppo tardi per una cosa del
genere.
Boyd Stuart svolt nel cortile del Big O Donut Shop, nel punto
in cui la superstrada di Santa Monica scavalca La Brea. Le
gomme dell'auto stridettero cos forte da indurre i poliziotti che
stavano bevendo il caff ad allungare il collo per sbirciare attraverso
la vetrina.
Billy Stein e Mary Breslow erano sulla macchina assieme a
Stuart. Si era messo in contatto con loro non appena era giunta la
notizia che Stein era stato visto. Boyd segu con lo sguardo Billy
Stein che correva dentro il caff a parlare con gli agenti. Era meglio
che fosse presente un parente stretto; i poliziotti si sarebbero
mostrati pi comprensivi verso un parente stretto. Checch Billy
avesse detto ai poliziotti, fu comunque sufficiente a indurli a lasciare
a mezzo il caff, ad afferrare al volo i loro krapfen e precipitarsi
fuori, alla macchina. L'autopattuglia svolt e imbocc la
rampa che saliva alla superstrada, tallonata da presso da Boyd
Stuart. '
Non faranno in tempo disse Mary, pi per il desiderio di
sentirsi contraddire da Stuart che perch calcolasse il pericolo che
correva suo padre. Non osava neppure pensarci. Se il padre di Billy
intendeva realmente porre in atto la sua minaccia, sicuramente
aveva gi avuto tutto il tempo necessario per farlo.
Andr tutto bene, signorina Breslow disse Stuart. Premette
il pedale dell'acceleratore. Non era facile tener dietro
all'autopattuglia. La vettura bianca e nera imbocc la corsia numero uno con
i lampeggianti in funzione. Una vecchia Buick super Stuart e
s'infil nello spazio che lo separava dalla macchina della polizia.
Stuart imprec. A volte la gente lo faceva, di seguire le auto della
polizia, giusto per provare un brivido in pi.
Quando gli agenti arrivarono all'ingresso dello studio, avevano
gi trasmesso via radio la notizia. Un guardiano con un elegante
giubbotto di pelle nera, chiuso da cerniera lampo, li attendeva al
cancello.
Studio numero quattro grid. Il capo vi aspetta alla porta
principale disse all'autista.
L'auto si rimise in moto, protestando e gemendo sulle buche e
le cunette della strada in pessime condizioni. La macchina di
Stuart varc il cancello al seguito degli agenti. Il guardiano decise
che doveva trattarsi di un distaccamento in borghese e li lasci
passare.
Stuart parcheggi accanto all'autopattuglia bianca e nera, e
smontarono. L'agente, che si chiamava Cooper, port la mano alla
pistola.
 mio padre si affrett a spiegare Billy.
Il poliziotto si gir di scatto a squadrarli. State calmi, ragazzi
disse. E rimanete fuori. L'altro agente aveva sfilato la carabina
dal supporto sotto i sedili anteriori. Ora la stava caricando.
Il capo del servizio di sicurezza dello studio fece loro strada all'interno,
attraverso le massicce porte a prova di suono. Incombeva
un silenzio opprimente. Senza parlare, l'agente Cooper mise la
mano sul petto del responsabile del servizio di sicurezza a indicare
che doveva rimanere sulla porta. L'altro agente, col fucile ancora
ad armacollo come prescriveva il regolamento, avanz senza far
rumore fino alla vegetazione, tenendosi per lontano dalle finestre.
Da quel lato del set, si vedeva perfettamente che era tutta una finzione:
le massicce intelaiature delle finestre e le bordure di marmo
erano solo gesso e cannicci, con i lembi accartocciati di carta dipinta
che sbucavano dalle fessure.
Polizia. La voce suon innaturalmente alta e forte. Non ci
fu alcuna risposta. Il poliziotto mise piede sul set, tenendosi al riparo
della porta socchiusa. Ges! disse sottovoce alla vista dell'opulenta
sala e dell'enorme aquila nazista che sovrastava la porta.
Breslow lasci andare il polso di Stein. Era stata solo una formalit:
Stein era morto. Da qualche parte, in lontananza, a Breslow
giungevano voci, ma la sua mente era troppo assorta per
udirle veramente. Raccatt la ridicola Mauser che aveva impugnato
Stein e si rialz. Povero vecchio Stein.
L'agente Cooper colse il brusco movimento, intim: Fermo!.
Sollev la pistola, impugnandola a due mani per sparare.
Pap! Fu un urlo, pi che un richiamo. Mary Breslow si
port di corsa nella linea di tiro e si aggrapp al padre. Pap, pap,
pap! Lo baci e lo strinse forte, cieca a tutto e incurante di
tutto, persino quando incespic nel cadavere di Stein.
Breslow parve finalmente vedere il poliziotto e Billy Stein.
Ammicc.
 caduto, Billy. E caduto dalla balconata.
Billy Stein abbass lo sguardo sul cadavere e si torse le mani.
Non se la sentiva di toccare quella sagoma insanguinata che somigliava
cos poco a suo padre. Lasci vagare lo sguardo sui presenti.
Si aspettavano qualcosa da lui, cos Billy si accovacci e, trattenendo
a stento un brivido, pos una mano sulla spalla del padre
morto. Forse si aspettavano che urlasse o piangesse, ma tutto questo
sarebbe venuto pi tardi. Sarebbe stato qualcosa che riguardava
solo lui e suo padre; Billy Stein non era tipo da abbandonarsi a
esibizioni emotive in pubblico.
Mio padre non sarebbe mai riuscito ad arrampicarsi fin lass,
signor Breslow.
E invece, s, e l'ha fatto, Billy. Impugnava questa pistola; voleva
uccidermi. Ha detto che avevo ucciso suo fratello.
L'agente Cooper si rivolse al capo del servizio di sicurezza:
Dov' il telefono?. E al collega disse: Diremo loro che  ferito
gravemente, d'accordo?.
Il poliziotto fece segno di s col capo. Conveniva sempre dire
che il corpo forse dava ancora qualche segno di vita. In tal modo,
non avrebbero dovuto aspettare che l'ufficio del coroner mandasse
l qualcuno. Meglio che Stein fosse trasportato al pronto soccorso e
dichiarato "deceduto all'arrivo: cos, loro avrebbero potuto tornare
tranquillamente al lavoro.
Adesso l'accompagno da un medico, e poi alla centrale, signor
Breslow. Chiariremo tutto in quattro e quattr'otto. L'agente
Cooper prestava servizio da nove anni sulle radiopattuglie. Aveva
imparato da un pezzo che era pi facile portare in carcere un
accusato, se gli si faceva credere che tutto si sarebbe chiarito rapidamente
e a suo vantaggio.
Non c' bisogno delle manette disse Mary Breslow.
E il regolamento, purtroppo, signorina. I sospetti di un crimine
devono essere ammanettati. Fece scattare le manette ai polsi
di Breslow con l'agilit frutto di lunga esperienza. L'ultima volta
che Mary vide suo padre, quel terribile giorno, Max Breslow era
sul sedile posteriore dell'auto bianca e nera, proteso in avanti, con
le mani dietro la schiena, mentre l'altro agente gli leggeva quali
erano i suoi diritti.
Be', adesso  contento, suppongo? domand Billy Stein a
Stuart.
Di che cosa sta parlando?
Gli ha dato la caccia e lo ha perseguitato. Ha minacciato me
e mi ha tenuto prigioniero. Adesso lui se n' andato, e lei si beccher
una medaglia.
No, Billy! gli disse Mary Breslow. Non parlare cos.
Lo hanno ammazzato insistette Billy. Non  stato tuo padre
ad ammazzare il mio. Sono stati questi bastardi.
Monti in macchina, Billy disse Boyd Stuart. La riporto a
casa.
Che cosa far adesso? disse Billy. Io e pap... siamo sempre
stati cos uniti. Lui ha sempre fatto tutto per me.
Stuart prese sottobraccio Mary Breslow e la pilot accanto a
Billy Stein, che se ne stava appoggiato al tettuccio dell'auto, con la
faccia nascosta tra le braccia piegate.


Capitolo 45.

Willi Kleiber aveva ripreso i sensi in una capanna di legno,
nella Carolina del Sud. Gli acquitrini lussureggianti di vegetazione,
attraverso i quali le piogge che si riversavano dagli
Appalachiani scorrevano in mille fiumi fino all'Atlantico, costituivano un
nascondiglio ideale. Sentieri accidentati, sconnessi serpeggiavano
tra gli alberi fino a un molo in rovina. Da l lo avevano portato su
una delle isolette che si ammassavano lungo la costa come limatura
di ferro attratta da una calamita.
Non c'era la corrente elettrica, e l'unico mezzo di comunicazione
con la terraferma era una radio a onde corte. Gli uomini che
stavano con Kleiber portavano calzoni di cotone e blusotti felpati,
con stivali stringati per proteggersi le caviglie dal morso dei serpenti.
Faceva molto caldo, e l'umidit era quasi intollerabile. Gli
unici rumori erano il ronzio degli insetti e la risacca dell'oceano, e
le sole cose in movimento erano le barche uscite al largo a pesca di
gamberi.
C'era un medico: un giovanotto con la pelle nera e lucente come
una berlina di lusso appena verniciata. Era arrivato da Charleston
in motocicletta e adesso, al calar del crepuscolo, non vedeva
l'ora di andarsene. Dichiar Kleiber in ottima salute e firm in tal
senso un certificato, prima che gli altri udissero il rombo della sua
moto che tornava scoppiettando al motoscafo in attesa di
traghettarlo sulla terraferma.
Melvin Kalkhoven sottopose il prigioniero all'interrogatorio
preliminare, ma fu il responsabile del progetto che, pi tardi, in
serata, mise in chiaro che cosa ci si aspettava da Kleiber. Kleiber
lo stette ad ascoltare, cos come era stato ad ascoltare Kalkhoven,
senza dire gran che. Fissava lo schermo collocato sulla finestra per
impedire che entrassero gli insetti, che tremava e vibrava sotto il
peso delle falene, desiderose soltanto di aver l'occasione di saettare
tra le fiamme del lume a kerosene che sibilava sul tavolo, di fronte
a lui.
Ma perch dovrei mettermi in contatto con l'ambasciata sovietica
a Washington? disse alla fine Kleiber. Nessun agente
con un minimo di esperienza farebbe una cosa del genere.  maledettamente
pericoloso, ed  contro ogni regola imposta dal Centro
di Mosca.
Il responsabile del progetto si appoggi allo schienale, facendo
scricchiolare la sedia a dondolo. Appoggi i gomiti sui braccioli,
congiungendo la punta delle dita. Il gesto, inteso come un atteggiamento
da studioso o da filosofo, dava piuttosto l'impressione di
una ricerca dell'attenzione da parte di un uomo che amasse
ascoltarsi parlare.
Lo spaventer spieg. Spaventer da morire Yuri Grechko.
Quando la sentir raccontare ci che  successo alla sua rete,
cio che Parker finir in gattabuia e tutti gli altri seguiranno la
sua sorte, sar terrorizzato. Il Centro di Mosca detesta i casini del
genere. Lo richiameranno in patria; e lui si spaventer, si spaventer
sul serio.
Il responsabile del progetto s'interruppe, mentre gli si presentava
alla mente un altro aspetto del caso. Parker  russo?
Non lo ha mai confessato disse Kleiber. Ma lo , s.
Come fa a saperlo?
Sono nato in una casa affacciata sul Baltico. Riconosco immediatamente
un russo, quando me lo trovo davanti.
Il responsabile del progetto annu soddisfatto e batt l'una contro
l'altra la punta delle dita. Cos, Grechko si domander,
preoccupato, se scopriremo anche questo. Lei gli dir che siete
nella merda fino al collo, Willi. Grechko non andr a leggere il libro
delle istruzioni per dirle che non avrebbe dovuto telefonargli;
sar troppo preoccupato per farlo.
Kleiber disse: Grechko vorr sapere da me dove si trovano
quei Verbali di Hitler.
Il responsabile del progetto si allontan per andare a prendere
una tazza di caff. C'erano stati vari accenni ai cosiddetti Verbali
di Hitler, ma non era cosa che riguardasse lui o la CIA. Era risoluto
a non lasciarsi minimamente distrarre dal corso, peraltro assai
soddisfacente, di quell'investigazione.
Gli dica che i documenti le sono stati sequestrati dai funzionari
della dogana all'aeroporto Kennedy. Le procureremo un falso
della ricevuta che rilascia la dogana. La dia a Grechko. Lasci che
sia lui a preoccuparsi della faccenda.
Andr in bestia disse Kleiber. Andr in bestia con Parker
per avermi ordinato di riportare quella roba negli Stati Uniti.
Esatto disse il responsabile del progetto, asciugandosi il caff
dalle labbra con un fazzoletto di carta. Adesso capisce a che cosa
miro, Willi. Creeremo dei problemi a Grechko... e l'unico modo
per cavarsi d'impiccio consister nel nominare lei residente illegale.
Residente illegale! esclam Kleiber. Senta un po'...
Il responsabile del progetto lo fiss, senza batter ciglio. Kleiber
si fece scorrere un dito nel colletto, e un velo di goccioline di sudore
gli imperl la fronte e il labbro superiore.
Be', non penser che ci saremmo dati tanto da fare, se non
avessimo sperato di ricavarne qualcosa di realmente grosso, no,
Willi? Il responsabile del progetto mosse appena appena il capo
a indicare la stanza attigua a quella dove si trovavano. L dentro
gli erano state sciorinate sotto il naso tutte le prove raccolte a suo
carico, relative a tutti gli omicidi commessi da Kleiber. C'erano fotografie
a colori dei cadaveri di Bernard Lustig e di MacIver e alcune
istantanee in bianco e nero dei due uomini uccisi a Londra. E
c'era anche un'altra prova: l'orologio da polso ammaccato che indicava
la presunta ora del delitto, la contravvenzione per sosta vietata
e messaggi trasmessi per telescrivente e altri incartamenti della
polizia. C'erano persino le impronte digitali: Kleiber aveva gettato
i guanti di cotone nel bagagliaio della macchina assieme al
corpo di Lustig, dopodich aveva abbassato il coperchio con le mani
nude. C'era anche una deposizione firmata di qualcuno che
aveva assistito alla sparatoria avvenuta la stessa sera, nella quale
aveva perso la vita MacIver. La descrizione dell'assassino si attagliava
alla perfezione a Kleiber. Kleiber aveva dedicato un quarto
d'ora all'esame del materiale, poi aveva dichiarato che non c'erano
prove sufficienti a farlo condannare. Il responsabile del progetto
aveva scrollato le spalle. Mi dica lei che cos'altro ci serve e lo fabbricheremo,
aveva detto. Kleiber non ne aveva minimamente dubitato.
Residente illegale per i russi? Controllato costantemente dalla
CIA?
Faccia contenti i russi, cos non renderanno noto il fascicolo
sui crimini di guerra che la riguarda, Willi. Il responsabile del
progetto sorrise e si diede una manata sul braccio per scacciare
una mosca. Fu un movimento brusco, che fece trasalire Kleiber
per la sorpresa. Abbiamo un comune interesse, Willi, vecchio
mio: vogliamo che i russi continuino a sorridere.
Sospetteranno di me. Willi aveva cominciato a vacillare, come
entrambi sapevano che sarebbe accaduto.
Le daremo qualche ottima informazione, Willi. Non si
preoccupi per questo. Faremo felice Mosca. Sappiamo che genere
di cose hanno disperatamente bisogno di sapere: tecnologia della
guerra sottomarina, progressi nel campo dei computer, dati sui
missili. Faremo in modo che non sia mai a corto di notizie da
fornir loro. Faremo di lei un grand'uomo, Willi.
Kleiber scosse il capo. Abbiamo parlato della possibilit di
trasmettere informazione a Parker, non di sostituirlo...
Forse lei parlava di quello disse il responsabile del progetto.
Personalmente, per, parlo del colpo grosso.
Dovrei pensarci su disse Willi Kleiber.
S. Ci pensi su, Willi disse il responsabile del progetto con
voce quasi affettuosa, da vecchio zio, che era tanto pi preoccupante
a causa della tranquilla sicurezza che dimostrava.
Dove diavolo ci troviamo? domand Kleiber, e doveva essere
almeno la centesima volta che lo faceva. Era stato il rombo di un
aereo di linea che passava sopra le loro teste a fargli tornare in
mente la domanda. Lo inquietava l'idea di non sapere dov'era,
proprio com'era nelle intenzioni dei suoi rapitori.
Il responsabile del progetto ignor la domanda, come l'aveva
ignorata tutte le volte precedenti. Attravers la stanza portandosi
accanto a un pannello di plastica bianca che nascondeva una stufa.
Il pavimento di legno tarlato della baracca ondul lievemente sotto
il suo peso. Vers un po' di caff solubile e di latte in polvere in un
boccale di spessa terraglia bianca che aveva tolto dalla credenza.
La smetta di preoccuparsi, Kleiber. Mi creda, andr tutto bene.
Che ne sa lei, se andr tutto bene? borbott Kleiber. Ha
mai fatto l'agente operativo, lei?
Andr tutto bene, a paragone dell'alternativa disse il responsabile
del progetto in un tono che non lasciava presagire nulla
di buono. Alz il coperchio della cuccuma a pressione e, constatato
che l'acqua era ancora abbastanza calda, ne vers un po' nel boccale.
Caff?
Perch non posso bere qualcosa come si deve?
Il dottore glielo ha proibito. Il responsabile del progetto non
nutriva troppa simpatia per quell'arrogante criminale. Sar meglio
che sappia una cosa, Kleiber, vecchio mio: ci sono parecchie
persone che lavorano a questo progetto, cui non dispiacerebbe per
niente di vederle affibbiare un'accusa di omicidio.
Quello che cita sempre la Bibbia, tanto per cominciare disse
Kleiber. S, me l'ha anche detto.
Il responsabile del progetto annu. Melvin Kalkhoven si era
opposto con foga all'idea di un qualsiasi accomodamento che consentisse
a Kleiber di sottrarsi alla giusta punizione. Kalkhoven
aveva detto al responsabile del progetto: Ti ho chiamato acciocch
maledicessi i miei nemici, ed ecco, tu invece li hai benedetti per
tre volte. Il suo sdegno era alimentato dalla consapevolezza che
Kleiber sarebbe stato retribuito pi profumatamente di lui.
Non io, per soggiunse il responsabile del progetto. Se dipendesse
da me, impartirei contro di lei l'ordine di XPD.


Capitolo 46.

Negli ultimi vent'anni il KGB si  mostrato meno paranoico
riguardo all'enorme palazzo di Mosca dove hanno sede i suoi uffici,
con l'infame carcere della Lubyanka e il campo di esercitazione
in cima al tetto. Un numero minore di russi  stato arrestato per
aver indugiato un po' troppo in piazza Dzerzinskij, ed  passato
molto tempo dall'ultima volta che un turista si  visto confiscare
l'apparecchio fotografico nei pressi.
La cosa non dipende da un mutamento di indirizzo da parte
delle massime gerarchie della pi numerosa e pi potente polizia
politica del mondo. Il grande edificio di pietra grigia che prima
della Rivoluzione apparteneva alla Compagnia di Assicurazioni di
tutte le Russie, ospita attualmente solo i gradi gerarchici inferiori
della polizia segreta. Un grosso computer e una rete di telescriventi
appositamente installata hanno reso possibile il decentramento
degli uffici del KGB in vari punti della citt. La Sezione 13 della
Prima Direzione Principale, unitamente all'ufficio personale, occupa
ora sei dei trentuno piani del palazzo SEV. Tale edificio moderno,
di notevole concezione architettonica, sorge all'incrocio di
via Caikovskij con uno dei pi ampi e pi moderni viali di Mosca,
il Kolinina Prospekt, non lontano dai ministeri degli Esteri e del
Commercio Estero.
Il palazzo SEV  situato in un punto in cui il lento corso della
Moscova descrive una curva in direzione della citt e poi torna ad
allontanarsene. Dai piani pi alti si gode una splendida vista della
citt, e del panorama verso sud, dove la gigantesca, e orrida, universit
copre i pendi delle colline Lenin. Non molti dei quasi
quattrocento funzionari alle dipendenze del generale Shumuk, per,
perdevano tempo ad ammirare il paesaggio. Quei sei piani, occupati
da personale del KGB particolarmente selezionato, sono
noti per il loro lindore, la diligenza e il silenzio. Persino i telefoni
hanno un trillo particolarmente attutito.
L'ufficio del generale Shumuk era spazioso, e la vastit era accentuata
dalla mancanza di mobilio. Conteneva soltanto una scrivania
di metallo, la poltroncina girevole e una sedia di legno a
schienale alto, riservata ai visitatori, un po' traballante che, correva
voce, era stata concepita in quel modo da Shumuk in persona
per preoccupare e mettere a disagio chiunque vi si sedesse. Il linoleum
nuovo del pavimento presentava gi qualche crepa nei punti
in cui vi erano incastrati i radiatori del calorifero. Sulla scrivania
c'erano due vassoi, tre telefoni e un pulsante nascosto per chiamare
il segretario. L'unico quadro appeso alle pareti era una scadente
litografia di Pietro il Grande. Shumuk aveva sempre badato a
non identificarsi con alcuno dei pi moderni inquilini del Cremlino;
era troppo pericoloso. Il quadro nascondeva la cassaforte d'acciaio
modello unico, fornita a tutti gli alti funzionari del KGB.
Ogni sera veniva sigillata ritualmente con la ceralacca.
Si ud bussare all'uscio, ed entr il funzionario di turno all'ufficio
cifra. Senza una parola, il funzionario pos una cartellina
rossa sulla scrivania del generale Shumuk e gli tese la ricevuta che
recava l'ora della consegna. Shumuk la sigl con le sue iniziali
senza alzare gli occhi, e attacc a leggere il telex in chiaro. Proveniva
dall'ambasciata sovietica a Washington e gli fece perdere la
calma. Si trattava di un lungo dispaccio: quattro pagine di testo
costellate di banalit di bassa lega che non avrebbero dovuto essere
sottoposte alla firma di Yuri Grechko, il pi alto funzionario del
KGB presente all'ambasciata. Avrebbero dovuto essere consegnate
al sommario settimanale. Shumuk le scorse frettolosamente. Un
tempo era stato anche lui il residente legale presso un'ambasciata;
e anche lui aveva imparato a condire le cattive notizie con banalit.
Quando giunse al paragrafo in cui Grechko riferiva che Wilhelm
Kleiber aveva telefonato all'ambasciata per chiedere un colloquio
urgente, Shumuk pos i fogli del telex. Si tolse gli occhiali
con la montatura in acciaio e li adagi sulla scrivania per portarsi
il palmo delle mani al viso. Moltissimo tempo addietro, quel gesto
era stato scambiato per una manifestazione di dolore, di preoccupazione
o di ansia, ma ormai tutti sapevano che era solo un modo,
da parte di Shumuk, per riuscire a concentrarsi sui propri pensieri.
Se c'era un modo in cui manifestava dolore, preoccupazione o
ansia, o una qualsiasi altra emozione diversa dalla collera, nessuno
dei suoi collaboratori l'aveva ancora scoperto.
Kleiber non era riuscito a impossessarsi dei Verbali di Hitler,
fin qui tutto era chiaro. Un agente non si metteva in contatto in
maniera cos avventata, scarsamente professionistica, per riferire
che aveva avuto successo. Se Kleiber si fosse impadronito dei Verbali
di Hitler, come avevano promesso quel pappagallo ammaestrato
di Grechko e il suo amico Parker che aveva sempre l'aria di
dormire in piedi, a quest'ora i documenti sarebbero stati l, sulla
scrivania di Shumuk, al posto di quel lungo telex infarcito di nient'altro
che di pettegolezzi ripresi da Aviation Week. Rilesse il paragrafo.
PARAGRAFO OTTO OPERAZIONE POGONI 982 [IL NUMERO DI CODICE DI
GRECHKO] SUGGERISCE INCONTRO CON KLEIBER ROUSILL BEACH MOTEL VERNON
CONTEA DI FAIRFAX - ORE 22 MARTED 21 AGOSTO STOP DARE CONSENSO RICHIESTA
FINE PARAGRAFO
Il generale Stanislav Shumuk non riusciva a pensare all'Operazione
Pogoni senza vedere mentalmente i due uomini sui quali
aveva fatto affidamento perch andasse a buon fine. Shumuk non
aveva fiducia n in Parker n in Grechko. Aveva fatto parte della
commissione che aveva scelto Grechko per l'attuale incarico che
ricopriva in seno al KGB presso l'ambasciata di Washington. Va
da s che Shumuk si era opposto strenuamente all'idea di affidare
a Grechko una responsabilit del genere, ma non gli avevano dato
retta. Shumuk era alto quasi due metri e non riusciva ad accettare
il fatto che Grechko portasse abitualmente scarpe con l'alzatacco
interno, che consentivano a quell'ometto troppo sicuro di s un aumento
di statura di cui sentiva un gran bisogno. Stanislav Shumuk
riteneva che le scarpe con l'alzatacco interno denotassero la pecca
fondamentale della personalit di Grechko; il suo desiderio di elevarsi,
in senso letterale e figurato, ne contraddistingueva l'atteggiamento
nei confronti del lavoro, della famiglia e delle donne con
le quali sprecava tanto tempo. Shumuk aveva pi volte protestato
apertamente per gli atteggiamenti da donnaiolo di Grechko, ma
ogni volta Grechko era riuscito a "dimostrare che le signore in
questione, ivi comprese le mogli di diplomatici stranieri, costituivano
una preziosa fonte di informazioni.
Shumuk inforc gli occhiali, si alz e and a guardare dalla finestra.
Sull'altro lato della strada, era in via di costruzione un'ala
del palazzo del COMECON; i lavori proseguivano ventiquattr'ore
su ventiquattro: quando faceva buio, i muratori sgobbavano alla
luce dei riflettori. Tra gli operai c'erano molte donne. Una fila di
persone in attesa dell'autobus osservava una robusta contadina che
stava mescolando il cemento. C'erano lunghe code, in attesa degli
autobus. Un miliziano e alcuni Giovani Pionieri nelle uniformi
verdi aspettavano l'autobus speciale che li avrebbe portati al campo
di battaglia di Borodino, lungo l'autostrada per Minsk. Era un
pellegrinaggio da cui non potevano esimersi i fedeli del partito. Vi
avrebbero visto il luogo dove era stata infranta la potenza di Napoleone,
e dove, in un'altra guerra, pi tardi le Guardie Sovietiche
avevano fermato i nazisti e, pur in svantaggio numerico, avevano
resistito per cinque lunghi giorni e lunghe notti. Borodino non
mancava mai di ispirare nuova fede nei cuori dei visitatori. Forse
Shumuk ora avrebbe avuto bisogno di un'infusione di fervore che
lo aiutasse a sopportare le macchinazioni dei colleghi dell'Ufficio
Politico. Non c'era dubbio che avessero approntato la loro entusiastica
relazione sul valore propagandistico dei Verbali di Hitler per
inchiodare Shumuk. Ora, tutti i giorni arrivavano solleciti, rapporti
e inchieste, alcuni da parte della Segreteria Centrale. Il tutto
si poteva riassumere nella frase: "Quanto ci vorr ancora?.
Shumuk sospir. Era tempo, decise a malincuore, di prendere drastici
provvedimenti.
In sostanza, Parker andava tolto dalla situazione di pericolo:
tale era la regola del Centro di Mosca. Nessuno degli agenti di
professione, di nascita russa, veniva mai abbandonato al suo destino.
Era stata un'idiozia, da parte di Parker, farsi coinvolgere dall'uomo
che aveva commesso gli assassinii di Los Angeles e di Londra,
ma la cosa non modificava la situazione. Al contrario, rendeva
ancor pi necessario riportare Parker in patria, perch, se fosse
stato arrestato dagli americani, sarebbe stato accusato di omicidio
di primo grado, cio premeditato.
E tuttavia, portar via Parker dagli Stati Uniti avrebbe significato,
per Grechko, il rientro a Mosca con la reputazione immacolata.
Grechko sarebbe capace di imputare il fallimento dell'Operazione
Pogoni alla decisione di Mosca di trasferire Parker. Sapendo
come Grechko riuscisse sempre a ottenere appoggi e simpatie da
parte di certi nemici di Shumuk in alto loco, si poteva agevolmente
supporre che la colpa del fallimento dell'perazione Pogoni
avrebbe finito col ricadere sulle spalle dello stesso Shumuk. E era
una cosa che Shumuk era risoluto a evitare.
Shumuk teneva sempre sul davanzale della finestra un potente
binocolo. Trovava interessante e istruttivo studiare la gente nelle
strade sottostanti. Arriv l'autobus per la Piazza Rossa, e la fila di
passeggeri in attesa cominci a salirvi. Non c'era posto per tutti.
Una donna usc dalla fila per far cenno a un tass di passaggio, e
un uomo con un berretto di lana di un azzurro vivace se la prese
col conducente dell'autobus, quando il veicolo accenn a rimettersi
in moto. Era un gesto sconveniente e assai poco russo, e gli altri,
sebbene del pari arrabbiati, si girarono dall'altra parte fingendo
che niente fosse successo. Ma dopo che l'autobus si fu allontanato,
la rabbia di quelli rimasti a piedi sboll. Tenendo le spalle ingobbite,
si girarono contro vento a osservare la ragazzona bionda che
mescolava il cemento. Shumuk pos il binocolo. L'autobus per
Borodino non era ancora arrivato.
Shumuk sfior con la punta delle dita ossute il telex in chiaro
giunto da Washington. Riusciva quasi a sentirlo col tatto: un'intera
vita consacrata al lavoro di spionaggio, fatta di tortuosi espedienti
e complesse menzogne, di mezze verit e di tradimenti, gli
aveva conferito un istinto che falliva di rado. L'affare Kleiber rientrava
in una montatura della CIA, e lui non ci sarebbe cascato. Sedette
alla scrivania e scribacchi un messaggio per l'ufficio del
KGB di Washington sullo speciale blocco di codificazione, tracciando
laboriosamente una singola lettera in stampatello dentro
ogni quadratino grigio, in modo che il funzionario dell'ufficio cifra
potesse inserire il dispaccio in codice negli spazi vuoti sotto ogni
riga.
PARAGRAFO UNO CONFERMA CENTRO DI MOSCA PERMESSO ACCORDATO PER
INCONTRO 982 STOP INDICARE LOCALIT PARAGRAFO OTTO VOSTRO MESSAGGIO
NUMERO 907372-KLT ORE 22 21 AGOSTO STOP PROCEDERE CON CAUTELA
STOP COMUNICARE IMMEDIATAMENTE RISULTATO STOP CESSARE OGNI CONTATTO
CON 907 [numero in codice di Parker] ripeto cessare ogni contatto
907 CON EFFETTO IMMEDIATO STOP FINE PARAGRAFO FINE MESSAGGIO
CENTRO DI MOSCA
Shumuk fin di vergare a matita il dispaccio e lo lisci sul ripiano
della scrivania per rileggerlo da cima a fondo. Forse non
tutto il male veniva per nuocere. Quell'autorizzazione a procedere
accordata a Grechko poteva essere l'occasione per metter fine alla
traballante carriera di Grechko. Shumuk rilesse ancora una volta
il dispaccio. "Procedere con cautela: questo toglieva dalle grane
lui, ma costringeva Grechko a recarsi all'incontro clandestino. Se
l'incontro era una trappola della CIA, allora Grechko sarebbe
stato bruciato dai servizi segreti occidentali. E certamente avrebbe significato
la fine delle possibilit di Grechko di ottenere un incarico
in seno a uno dei comitati direttivi.
C'era un altro aspetto della situazione che era di conforto per
Shumuk. Se l'incontro tra Kleiber e Grechko, il 21 agosto, fosse
stato una trappola della CIA, gli americani sarebbero stati attentissimi
a non insospettire il KGB del pericolo che lo minacciava.
Certamente non avrebbero preso misure ai danni di Parker finch
la loro trappola non si fosse chiusa. Il che avrebbe concesso
a Shumuk tempo sufficiente per far rientrare Parker a Mosca. Shumuk
arricci le labbra e annu tra s e s. Un copione del genere gli
avrebbe dato modo di trionfare con Parker, proprio nel momento
in cui Grechko finiva in pasto alla CIA. Sorrise. Dopotutto, Parker
era l'elemento pi importante: Grechko, qualsiasi casino combinasse,
poteva sempre appellarsi all'immunit diplomatica. Shu-
muk si immagin nell'atto di spiegarlo con aria modesta a una
commissione d'inchiesta, poco prima che lo elogiassero per la sua
brillante condotta.
Mentre Shumuk premeva il pulsante per chiamare l'addetto
alla cifra, gli venne in mente un'altra cosa. Perch non fare in modo
che l'incontro di Grechko con Kleiber fosse un fiasco completo?
Non era un mistero che i servizi segreti inglesi davano la caccia a
Kleiber; cos, perch non dir loro dove avrebbero potuto scovarlo il
21 agosto? Avrebbe potuto fornire a Londra i particolari riguardanti
l'incontro, a patto che emanassero un ordine di XPD per
Kleiber. Era tutto pi sicuro, cos; le indiscrezioni di Kleiber
avrebbero messo in imbarazzo sia Londra sia Mosca.
Dapprima, l'idea fu solo qualcosa con cui gingillarsi; come un
dolore che si pu acuire col movimento guardingo di un dente traballante.
Ma di l a mezz'ora Shumuk aveva gi fatto l'abitudine a
quell'idea. Essendo il raziocinio l'unica dote naturale dell'uomo,
non pass molto prima che riuscisse a convincersi che il fatto di rivelare
agli inglesi il presunto nascondiglio di Kleiber era il sistema
giusto per mettere in imbarazzo la CIA.
Prese in mano il binocolo a annu tra s e s. L'autobus per
Borodino era arrivato; era schizzato di fango e ammaccato. Mentre
Shumuk osservava, gli sportelli si aprirono sospirando e i ragazzi
in divisa salirono a bordo. Un ragazzino us il berretto per
togliere il sudiciume dal vetro del finestrino.

 Capitolo 47.

Le priorit di Jennifer Ryden erano di difficile comprensione,
pens Boyd Stuart. Aveva insistito sul fatto che doveva vederlo con
urgenza, ma ora, in una sartoria di alta moda di Sloane Street,
sembrava scarsamente interessata a qualsiasi altra cosa che non
fosse il vestito di cui aveva bisogno per un ricevimento di fine settimana.
Grazie a Dio, non eri in California. La voce di Jennifer gli
arriv attraverso la tenda di velluto rosso del camerino.
Perch? fece Boyd Stuart. Sedeva su una seggiolina dorata,
a osservare la propria immagine riflessa negli specchi a figura intera.
Tesoro! esclam Jennifer Ryden, che sapeva conferire a
questa parola un migliaio di significati diversi. Te-so-ro! Era la
madre che si rivolgeva al suo bimbetto, o la diva del cinema assalita
dalle segretarie dei circoli di suoi ammiratori. La sua testa si affacci
dai tendaggi, mentre le mani stringevano pudicamente attorno
al collo le pieghe di velluto. Perch finalmente hai trovato
tutti i miei tesori.
Erano finiti nel baule.
Sia ringraziato il cielo. Ritir la testa nel camerino. Mi ripassi
il vestito rosa ordin alla commessa.
Ce li hai messi tu, Jennifer. Hai detto: lascialo nel ripostiglio
e non toccarlo disse Boyd Stuart, rivolto alla tenda.
Ma tu l'hai aperto. La commessa tese l'abito rosa lungo attraverso
i tendaggi.
E ho trovato tutte le cose che mi avevi chiesto disse Stuart.
Avresti almeno potuto lasciare che lo aprissi io. Hai forzato
la serratura?
Non era neppure chiuso disse Stuart. Ti lamenti se perdi
le cose, e ti lamenti se io le ritrovo. Che cosa diavolo ci vuole per
farti contenta?
Jennifer usc a precipizio dal camerino e gli pass accanto,
gonfiandosi la gonna col taglio della mano e passeggiando su e gi
davanti agli specchi mentre girava la testa come a sbirciare la propria
immagine senza preavviso.
Non tu, tesoro mio. Sei davvero troppo sveglio per me. Jennifer
scocc un'occhiata alla commessa per vedere se l'aveva udita,
ma la ragazza non diede segno di averlo fatto: se ne stava l in piedi,
a braccia conserte, la testa piegata sulla spalla, gli occhi che
non vedevano; proprio il genere di atteggiamento assunto soltanto
dalle donne che lavorano nei negozi di moda. Jennifer piroett per
far roteare la seta lieve del vestito, poi si mise in posa con le mani
sui fianchi. Aveva le braccia e le gambe lunghe e sottili, le mani
cos eleganti che amava esibirle, posandosele contro la guancia e
allargandole sui fianchi.
Mi riprover quello verde disse ad alta voce, rivolta alla
commessa, che raccolse una bracciata di vestiti dalla sedia e scese
dabbasso.
Jennifer si ritir attentamente, sorridendo con aria distaccata
come per uno scherzo che non avrebbe mai rivelato. L'hai detto a
pap? domand a mezza voce, ora che erano rimasti soli.
Detto cosa? Sicch le cose stavano cos. Voleva soltanto esser
certa che Boyd non avesse raccontato a suo padre di quella notte
che tornato a casa inaspettatamente da Rostock, nella Germania
Orientale, l'aveva sorpresa a letto col marito di una sua ex compagna
di scuola. Detto cosa?
Di quella stupida storia con Johnny. Rientr nel camerino,
si sfil il vestito e lo lasci cadere a terra.
Quale stupida storia?
La signora desidera provare quello a righe? Era riapparsa
la commessa. Se ne stava ancora l a braccia conserte, che per ora
reggevano una mezza dozzina di abiti da sera.
Solo quello di seta verde disse Jennifer. Ma la ragazza protese
le braccia all'interno del camerino e appese tutti i vestiti al
gancio, dopodich torn in magazzino.
Di me e Johnny... quella notte disse Jennifer in un sonoro
bisbiglio. Ne hai parlato a pap? Era di umore pestifero in questi
ultimi giorni disse, ravviandosi i capelli con la punta delle dita.
Non ho raccontato a tuo padre che rientrando prima del previsto
da una missione fallita in Germania, ti ho sorpresa a collaudare
il materasso col nostro caro vecchio amico Johnny disse
Boyd Stuart. Lo tengo in serbo per il giorno che dar le dimissioni.
Jennifer sorrise. Era lo stesso sorriso privo di gaiezza con cui
suo padre era solito punteggiare i suoi dialoghi. Benone disse,
guardandosi nello specchio e stringendo la cintura in modo da
mettere in risalto i fianchi. Ma pap ultimamente  stato di un
umore semplicemente orribile. E non pu essere dipeso solo dal
fatto che avevo perso quel suo maledetto orologio da taschino,
no? Guard l'immagine di Stuart nello specchio, colse il suo
sguardo e sorrise impertinente, ondulando piano i fianchi, quasi a
rammentargli di che cosa si era privato. Poi torn nel camerino e
s'infil il vestito di lana con cui era venuta.
L'orologio con la dedica a Elliot?
Ho pensato che doveva per forza trattarsi di qualcosa che gli
avevi detto tu. Rivolta alla ragazza rintanata in magazzino, spieg:
Andr a farmi i capelli, poi torner qui. Proprio non so decidermi
sulla scelta di un vestito, se non sono in ordine.
La commessa disse: S, signora con una voce da segreteria
telefonica. Sal e si diede a radunare i vestiti.
Jennifer Ryden usc dal camerino con due sacche di Harrods e
qualche altro pacchetto confezionato con le carte colorate di vari
negozi di Knightsbridge. Rifil tutto quanto a Boyd Stuart, che ce
la faceva a malapena a reggere gli involti. Uscirono assieme dal
negozio e ristettero un momento sul marciapiede mentre Jennifer
si aggiustava la sciarpa di seta Liberty che portava attorno al capo.
 arrivato un messaggio per te, Boyd disse Jennifer. Lo osserv
spassionatamente mentre Stuart faceva cenno ai tass di passaggio.
Boyd Stuart disse: Che genere di messaggio? Una fattura,
vuoi dire?. Un tass li sorpass con la scritta "Libero accesa, ma
il tassista non li vide perch era troppo impegnato a imprecare
contro il conducente di un autobus a due piani. Se quelli della
carta di credito Barclay dicono che il computer si  sbagliato un'altra
volta...
Si trattava di una telefonata riguardante il tuo lavoro. Jennifer
era cresciuta in una casa dove l'andirivieni di misteriosi visitatori
era roba di tutti i giorni. Era abituata a trovare pistole nel
guardaroba e sacchetti di sovrane d'oro sulla mensola del caminetto,
e a udir parlare sottovoce le lingue straniere e sbattere sportelli
di automobili nel cuor della notte. Era un aspetto della vita di
Boyd Stuart che non aveva alcuna difficolt ad accettare. Un tale
che ha detto di chiamarsi Shumuk vorrebbe incontrarsi con te al
Widewater di Sollerod, vicino a Copenhagen, domenica. L'ho detto
a pap.
E pap che cos'ha detto?
Jennifer lo guard calmissima e prefer ignorare il sarcasmo
che si avvertiva nella sua voce. Pap ha detto di trasmetterti il
messaggio.
Boyd Stuart annu. Gli Shumuk e i Ryden di questo mondo si
guardavano bene dall'impegnarsi in azioni che potevano finir male.
E si guardavano bene, anche, dal mettere qualcosa per iscritto.
Il signor Shumuk mi  sembrato sicuro che pap avrebbe voluto
che ci andassi. E, Boyd! Come diavolo ha fatto quel tale a sapere
che oggi ti avrei visto?
Shumuk  un generale del KGB. Immagino che sappia un
bel po' di cose su tutti noi. La carica che ricopre a Mosca  l'equivalente
di quella di tuo padre, qui.
Dal tuo tono si direbbe che lo ammiri.
Odio quella vecchia carogna disse Boyd Stuart.
Jennifer rabbrivid e si scost; aveva dimenticato quelle orribili,fugaci apparizioni della fredda violenza che pervadeva l'ex marito.
Non devi andarci, Boyd. Ha l'aria di essere pericoloso. Lo
disse troppo in fretta, troppo meccanicamente, perch potesse dare
la misura dell'amore che provava per lui.
Pap vuole che ci vada, Jennifer. E quello che pap vuole,
pap lo ottiene sempre.
Non essere villano, Boyd. Fece un cenno con la mano, e un
tass che sbucava da dietro l'angolo di Pont Street, subito rispose al
segnale lampeggiando con gli abbaglianti.
Sollerod  un villaggio sull'isola danese di Sjaelland. La vecchia
strada costiera passa accanto a una grande casa chiamata
Widewater. L il mar Baltico si restringe a formare lo stretto
di Kattegat, e dal giardino della grande casa si scorge la costa svedese.
Il tentativo del generale Shumuk di non dare nell'occhio aveva
avuto come risultato un'accozzaglia un tantino assurda di indumenti
occidentali. Una camicia di un verde acceso gli penzolava
floscia sul tronco esile, e dalle maniche corte le braccia sbucavano
magre come stecchi. I calzoni erano di velluto a coste, e le scarpe
avevano fibbie dorate. L'effetto complessivo era quello di un individuo
tratto in salvo da un naufragio e rivestito da un ente benefico
oberato di lavoro.
La casa era vasta e di concezione moderna, con vetrate alte da
terra fino al soffitto e pareti interne di mattoni a vista, intonacati
di bianco. Il mobilio era di teak chiaro e di quel tipo di scomodo
design scandinavo che aspira a essere arte. E alle pareti erano appesi
grandi quadri astratti a colori primari e illuminati da lucide
lampade d'acciaio. Ad attenuare la freddezza dell'ambiente, sul
pavimento di legno massiccio incerato erano stesi colorati tappeti
orientali. Dalla finestra lo sguardo spaziava sull'acqua e
sulle nubi che striavano la volta azzurra del cielo.
Gli americani hanno rapito Kleiber disse il generale Shumuk,
senza che la sua voce ne tradisse l'atteggiamento nei confronti
dell'episodio. Mosse spazientito la mano davanti al viso a
disperdere il fumo acre del tabacco russo. Ma Londra ha emanato
un ordine di XPD per Kleiber. Lo sapeva?
Insomma, adesso Kleiber dov'? disse Stuart. Era strabiliato
all'idea che una notizia cos riservata fosse gi giunta all'orecchio
di Shumuk. La direttiva di XPD riguardante Kleiber era stata firmata
solo il giorno prima. Si domand se la telefonata di Shumuk
fosse stata davvero fatta a Sir Sydney Ryden.
Shumuk allung le gambe, facendo scricchiolare le ossa. Appoggiava
la testa al cuscino tessuto a mano, e teneva imprigionata
la sigaretta nella lunga mano, in modo che il fumo filtrasse tra le
dita ossute.
Che Breznev stesse morendo, si domand Boyd Stuart. Si era
forse prodotta qualche nuova crisi con l'esercito o avevano dei guai
col raccolto? Si trattava di una nuova mossa del Cremlino, in quel
suo interminabile gioco delle seggiole? Oppure lui, Stuart, avrebbe
dovuto negoziare in cambio della vita di Kleiber? Una cameriera
serv loro il caff, e la conversazione s'interruppe mentre la donna
disponeva le tazze e i piattini e un vassoio di biscotti.
Dall'enorme finestra si scorgevano alcune barche a vela. Marinai
della domenica, quattro imbarcazioni in tutto, uno con uno
spinnaker arancione, che filavano spinte dal vento. Pi in l, un
po' velata dalla bruma che si levava sull'acqua, s'intravvedeva la
sagoma grigia di una nave da guerra in perlustrazione. Boyd
Stuart ricord il giorno che aveva attraversato quel mare a vela da
Rostock, nella Germania Orientale. L'avvertimento era giunto in
mattinata: una frase appena mormorata, soffocata da un fazzoletto
premuto sulla bocca. L'accento era polacco, la voce femminile: la
figlia, o amica o moglie, di qualcuno chiedeva all'inglese di affrontare
un terribile rischio. Le auto della polizia lo avevano superato
mentre si avviava al porto. Mio Dio, ce l'aveva fatta per un pelo.
Ed era stata una traversata a vela maledettamente lunga per raggiungere
la costa danese. Da allora, non era pi riuscito a sentir
parlare danese senza levare al cielo una preghiera di ringraziamento.
Non c' bisogno che le dica che il mio intervento non ha carattere
ufficiale disse Shumuk.
Lascia perdere qualsiasi speranza di ricatto o corruzione, si
disse Boyd Stuart. Un rettile del genere non si muove, se la sua tana
non  adeguatamente protetta.
Naturalmente fece Stuart. Sostenne lo sguardo di quella
vecchia carogna; emaciato e rugoso, le labbra sempre atteggiate a
un sorriso beffardo, come lo Zio Sam delle vignette politiche del
Krokodil.
Kleiber s'incontrer con uno della nostra ambasciata in un
albergo di Mount Vernon, appena oltre il confine di stato, da Washington,
la sera di marted, 21 agosto.
Cos presto?
Dovr muoversi in fretta, signor Stuart. Le resta comunque
pi di una settimana.
Mi sta chiedendo di proteggere l'uomo della vostra ambasciata?
Nei limiti del possibile disse il generale Shumuk.
E nessuna protezione per Kleiber?
Boyd Stuart guard il vecchio. Non riusc a leggere nulla nei
suoi occhi o nei suoi lineamenti impassibili. Voleva che Kleiber subisse
la sorte riservatagli dall'ordine di XPD e che il funzionario
della sua ambasciata venisse arrestato: la carica che Shumuk ricopriva
ai vertici del KGB lo poneva sufficientemente al riparo perch
non si preoccupasse delle eventuali accuse che gli sarebbero
state mosse. Era l'unico modo sicuro per organizzare un imbroglio
del genere, naturalmente. Niente corrieri, niente messaggeri,
niente confidenze; soltanto un colloquio diretto tra Shumuk e un
agente nemico, senza nessuna registrazione di ci che si dicevano.
Sta gettando il suo uomo in pasto ai lupi,  cos, generale?
Alle spalle del generale Shumuk, un enorme quadro astratto
riempiva la parete di mattoni bianchi, tra le lampade di lucido acciaio.
Raffigurava una specie di lama argentea sulla quale era infilzata
una sagoma alata, e il generale sembrava seduto sull'elsa
della spada.
Gli americani non avranno alcuna alternativa alla sua presenza
disse il generale. Ora che ne  al corrente, dovranno collaborare.
Si port la sigaretta alle labbra e aspir il fumo con
precauzione.
Che cos'ha combinato, quel tale di Washington? incalz
Stuart. E perch Kleiber deve morire?
Non versi lacrime su di lui, signor Stuart disse Shumuk.
Fece cadere la cenere nel vaso che aveva accanto. Nessuno ne
verser per noi. Agit la mano davanti al viso come un bambino
che saluti dal finestrino di una carrozza ferroviaria, ma era solo
un modo per disperdere il fumo.


Capitolo 48.

Era sorprendente, scrisse poi Boyd Stuart nel suo rapporto,
che la CIA avesse resistito alla tentazione di impiantare al
Rousillon Beach Motel i consueti congegni elettronici. Fu il responsabile
del progetto a opporsi all'idea, contro il parere del
consulente inviato dalla Sezione Servizi Tecnici, il quale si era presentato nel
suo ufficio carico di uno straordinario assortimento di attrezzature,
dalle telecamere funzionanti a luce bassa e da microfoni parabolici
a un videoregistratore miniaturizzato che, per quanto abbastanza
piccolo da poter essere nascosto in una presa della corrente,
sfid tutti i tentativi del dimostratore di farlo funzionare.
La CIA sped Kleiber all'incontro nudo, se si escludeva la
presenza di Kalkhoven nell'ufficio sul retro dell'alloggio del direttore
del motel, assieme a Boyd Stuart. Non c'era stato modo di impedire
la partecipazione dell'inglese: anzi, a dire il vero, si era manifestato
un certo entusiasmo all'idea che fosse testimone di quello
che nessuno dubitava sarebbe stato un colpo memorabile.
Yuri Grechko arriv sul posto direttamente dall'ambasciata
dell'URSS a Washington. Alle sette e mezzo di quella sera, si mise
al volante di una Ford Farlaine verde presa a nolo, dopo aver
prenotato una camera doppia, con salotto affacciato sulla piscina,
letto con materasso ad acqua e televisore a colori, a nome di Lewis.
Pag la camera all'arrivo e domand se c'erano messaggi per
lui; non ce n'erano. Alle otto meno cinque, Grechko telefon alla
direzione per lagnarsi che non c'era ghiaccio nel frigorifero e chiedere
che gli mandassero altre lattine di Seven-up. La cameriera
del ristorante che gli port l'ordinazione, rifer che Grechko si stava
scolando una bottiglia che si era portata appresso.
Willi Kleiber arriv puntualissimo all'appuntamento, alle dieci
precise. Kalkhoven era seduto al banco portineria. Gli diede la
chiave della camera numero 12 e gli disse che il "signor Lewis
era gi arrivato. Kleiber telefon a Kalkhoven di l a dieci minuti,
e rideva cos di gusto da non riuscire quasi a parlare.
Sar meglio che venga qui, signor Muller disse. (Muller
era il nome di copertura con cui conosceva Kalkhoven.) Sar meglio
che venga qui. Rideva istericamente. Dovr modificare il
suo copione, signor Muller. Ma se la prenda comoda, non c' nessuna
fretta. Lo sapeva che Yuri Grechko si fa chiamare Yuyu?
Al solo pensiero scoppi in una risata scrosciante.
Il generale Stanislav Shumuk aveva architettato il suo piano
con lodevole abilit, ma era carente sul piano umano. La antipatia
che nutriva per Yuri Grechko, e il debole di Grechko per le belle
donne, avevano convinto Shumuk che Grechko fosse un famoso libertino.
In realt, Grechko era follemente, tristemente e perdutamente
innamorato. Era innamorato con quella disperazione che
solo gli sfortunati non conoscono. Il destino aveva voluto che
Grechko s'innamorasse di Fusako Parker, la "moglie del suo pi importante
agente. Per lei, non perdeva occasione di proclamare,
avrebbe dato la vita. E adesso lo aveva appena fatto.
Era stato il messaggio ufficiale di Shumuk, trasmesso da un
agente della Sezione Comunicazioni di Mosca, con cui intimava a
Parker di allontanarsi immediatamente dalla sua casa di Chicago
assieme alla "moglie, a spingere Grechko a quel folle gesto definitivo.
Parker e sua "moglie Fusako si erano subito trasferiti in
un covo a Toronto. Mercoled, 16 agosto, i Parker si erano imbarcati
su un aereo in partenza per Mosca. Nei sei giorni che lo avevano
condotto al suicidio, Grechko aveva tentato con ogni mezzo di
mettersi in contatto con Fusako Parker, senza riuscirvi. La sera di
sabato, 19 agosto, avendo finalmente scoperto che i Parker se n'erano
andati a Toronto, era arrivato al punto di mandare una
squadra a far irruzione nella casa. Era stato un gesto dettato dalla
disperazione; l'impresa era mal concepita, gli uomini privi di addestramento
e istruiti frettolosamente. Erano stati arrestati dalla
polizia locale.
Arrivato al motel gi con la lingua impastata e l'alito che puzzava
di whisky, Grechko bevve un'intera bottiglia di Cutty Sark e
inghiott una quantit imprecisata di barbiturici. (Il funzionario
dell'ambasciata dell'URSS venuto a prelevare il cadavere permise
che fosse praticata l'autopsia.) Al momento della morte, Grechko
teneva stretto nella mano un foglio di carta intestata del Rousillon
Beach Motel, su cui aveva scritto: Carissima Fusako, non posso
continuare a vivere senza di te. Ti amo, mia diletta. Sar per sempre
il tuo adorato Yu-yu.
Posso parlare col signor Kleiber, Melvin? domand Boyd
Stuart.
Faccia pure! disse Kalkhoven, gli occhi fissi su Kleiber.
Pu portarselo via e darlo in pasto agli alligatori, per quanto mi
riguarda. XPD 'sto bastardo!
Mi stia a sentire disse Kleiber. Era balzato in piedi e gli
brillavano gli occhi. Abbiamo fatto un patto...
Si sieda, Kleiber disse Kalkhoven. Cav di tasca una scatola
di fiammiferi. Non le resta pi niente da vendere, gli scaffali sono
vuoti, amico. Grechko era il suo asso nella manica. Parli con
questo simpaticone, altrimenti... Impassibile, Kalkhoven afferr
per un angolino il biglietto scritto da Grechko prima di morire e
gli diede fuoco. Londra e Washington avevano concordato che
qualsiasi prova del genere dovesse essere distrutta sul posto, ed era
un ordine inderogabile.
Vada all'inferno disse Kleiber, ma senza troppa convinzione.
Ho posto innanzi a te la vita e la morte disse Kalkhoven
la benedizione e la maledizione; epperci scegli la vita, acciocch
tu e la tua semenza possiate vivere.
Kleiber guard Boyd Stuart. Riuscirebbe a trovare una bottiglia
di scotch?
Probabilmente disse Boyd Stuart. Andiamo a cercare un
posticino tranquillo per sederci. Questo posto diventer una gabbia
di matti quando arriveranno in forza da Langley a dimostrarci
che l'unico sistema valido  quello indicato nel manuale di addestramento.


Capitolo 49.

Qualcuno aveva parcheggiato un grosso camion in modo da
bloccare la visuale dalle finestre che davano sul lato opposto al
cortile. Kleiber non credeva che il camion fosse stato parcheggiato
in quel modo per puro caso. Tutto quel che riusciva a scorgerne
dalla finestra della cucina era la parte inferiore di una gigantesca
K, che stava per Kleenex, o magari per Kelloggs - non riusciva a
vedere abbastanza, del camion, per stabilirlo, era cos accostato al
muro.
Dalla finestra sulla facciata si godeva la vista della piscina, di
un azzurro artificiale, illuminata da riflettori subacquei, e degli
altri tre lati delle camere che componevano il motel. Dietro i bassi
tetti in pendenza spuntavano alcune palme polverose e una specie
di alta ciminiera che di notte era illuminata da una luce rossa di
segnalazione. Kleiber si domand se stesse a indicare che si trovavano
nelle vicinanze di un campo di aviazione, ma non si udiva
rombo di aerei. Sapeva che dovevano trovarsi nei pressi di Washington.
Era stato cos da quando aveva lasciato Ginevra. Gli americani
lo avevano sballottato da un punto all'altro del paese come un
pacco, senza mai dirgli dove si trovavano, dove erano stati o dove
stavano andando. Non si fidavano di lui; e lui non poteva dar loro
torto. Chiss se a un certo punto lo avrebbero ammazzato, si domandava.
Che quel comportamento fosse solo un modo per far s
che non rimanesse una documentazione scritta, n tracce n testimoni,
del suo arrivo negli Stati Uniti?
Dice che i Verbali di Hitler non sono mai esistiti? domand
all'inglese. Non attese che Stuart gli rispondesse. Be', io so che
sono esistiti.
Ma davvero fece Stuart, senza manifestare eccessivo interesse.
E come fa a saperlo?
Mi trovavo alla miniera di Merkers quando Wever e Breslow ce li hanno portati.
Cos era lei, il misterioso direttore Frank della
Reichsbank? Kleiber annu, sorridendo.  per questo che il dottor
Bottger e gli altri hanno scelto lei per rientrarne in possesso?
Posso bere un goccio? disse Kleiber. Stuart svit il tappo sigillato
della bottiglia di whisky e ne vers un po' nei bicchieri di
plastica trasparente forniti dal motel. Aveva osservato Kleiber che
stava sulle spine, ma ora, col bicchiere di whisky in mano, appariva
calmo e tutt'altro che frettoloso di scolarlo. No,  accaduto
esattamente il contrario. Sono stato io a scegliere loro. Si port il
bicchiere alle labbra e bevve un sorso di whisky. Sono stato io a
scegliere loro. Mi sono recato da loro e ho detto che un certo
Lustig stava raccogliendo il materiale per girare un film. Ho detto loro
che Lustig intendeva andare a fondo della storia della miniera
di Kaiseroda. Ho detto loro che aveva gi scovato un ex ufficiale a
nome MacIver, il quale si era messo a cantare come un canarino,
e che sicuramente sarebbe venuta a galla anche la storia dei Verbali
di Hitler. Avevo gi ricevuto denaro da Bottger per missioni
del genere; sapevo che avrebbe finanziato l'impresa.
Be', non riuscir pi a spremergli un soldo, Kleiber. Adesso
sa che lei lavorava per Mosca.
Kleiber serr la bocca, ma riusc ad abbozzare un sorriso forzato.
Che cos'ha detto?
Io non ero presente rispose Stuart. Ma restituiranno cento
milioni di dollari alla banca di Ginevra. La spiegazione ufficiale 
che si  trattato di un errore del computer. Non si fa cenno al nome
di Friedman.
Ne beneficer il giovane Stein disse Kleiber. Si beccher i
soldi e sposer Mary Breslow... un bello scherzo, eh?
Ne beneficer una quantit di persone disse Stuart, il quale
sapeva che l'orribile scherzo finale era ancora di l da venire. Ci
sono Delaney, il proprietario del locale notturno, un ex gangster a
nome Petrucci, il nipote di Pitman nell'Arkansas... Ne beneficeranno
tutti, ma i veri beneficiari saranno i clienti della banca, sono
loro le persone che lei ha truffato, Kleiber.
La smetta con queste sviolinate disse Kleiber.
Com' venuto a sapere che Lustig aveva intenzione di produrre
un film?
Una sera, stavo cenando con Max Breslow, a Francoforte.
Ha accennato di sfuggita al film. Mi ha domandato se pensavo che
potesse rappresentare un pericolo, per noi. Gli ho risposto di no,
che non sarebbe stato un pericolo se la produzione fosse stata in
nostre mani. Gli ho detto che forse ero in grado di mettere insieme
abbastanza denaro da escludere Lustig.
Breslow sapeva che il denaro veniva da Bttger?
Kleiber si appoggi allo schienale della sedia e rimase un momento
in silenzio, prima di rispondere. Max Breslow era una
vittima della guerra. Quand'era un giovane soldato, aveva fegato.
Una volta, molto tempo fa, era un duro, signor Stuart, dello stesso
stampo suo e mio.
Abbiamo qualcosa in comune, noi due?
Lei non m'inganna con quella sua voce educata e l'accento
elegante, la cravatta con i colori della sua scuola e quei sorrisi evasivi
e le maniere ossequiose; riconosco il sicario in lei, signor
Stuart. Ne ho avuti troppi come lei alle mie dipendenze per sbagliarmi.
E Max Breslow ?
Lui credeva a tutta quella merda propagandistica che ci davano
a bere i nazisti. Non riusciva a capire che i pennivendoli che
scrivevano tutte quelle cose sugli ariani, il destino storico della Patria
e ein Volk, ein Reich, ein Fhrer, le scrivevano perch rendeva
di pi che tradurre le opere di Karl Marx.
Ma poi  arrivato il momento in cui ha reso di pi tradurre
le opere di Karl Marx?
Lei suoni, che io canto, signor Stuart. Ma il povero vecchio
Max non era tipo da adattarsi cos facilmente. Quando si  reso
conto che i nazisti erano solo una banda di politicanti senza scrupoli
come tutti gli altri, si  perso d'animo. Non  pi stato lo stesso
di prima. Adesso che cos'... una nullit!
Per  subentrato a Lustig nella produzione del film, quando
lei glielo ha chiesto.
Kleiber scoppi in una risata. Lei crede che avrebbe potuto
rifiutarsi, eh? Max  a terra; sull'orlo del fallimento. Chi investirebbe
denaro in uno degli squallidi filmetti di Breslow? La sua casa
 ipotecata che pi non si potrebbe, non ha messo da parte un
soldo, ed  riuscito a mandare sua figlia all'universit solo vendendo
i gioielli della moglie, pezzo per pezzo. Sicuro, ha afferrato al
volo la possibilit di subentrare a Lustig nella produzione del film,
col finanziamento garantito, e in pi un compenso a parte per il
produttore. Non poteva permettersi il lusso di fare altrimenti.
E nel frattempo lei continuava a informare Mosca?
I russi minacciavano di rendere pubbliche certe false testimonianze
a mio carico, relative a una mia partecipazione a crimini di
guerra.
Stuart non fece commenti sull'aggettivo false. E il KGB ha
approvato la sua idea di coinvolgere Bttger e il suo Trust?
Il Trust rappresentava una copertura perfetta, e per quel
tramite ho ottenuto aiuto da persone che non avrebbero mai acconsentito
a dare una mano ai russi. E che perizia! Non sarei mai riuscito
ad architettare quel colpo da cento milioni di dollari ai danni
della banca di Pitman, se non avessi avuto alle spalle le risorse del
Trust.
Che cos'ha raccontato esattamente al dottor Bottger?
Non c' voluta molta fatica per convincerli. Quei floridi uomini
d'affari erano perfettamente in grado di capire le conseguenze
economiche derivanti da una nuova stesura dei libri di storia,
che avrebbe trasformato Hitler in un eroe. Non volevano che qualcuno
dicesse che era stato cos intelligente da umiliare Winston
Churchill.
Ma Churchill poi ha cambiato idea; Churchill ha respinto le
condizioni di pace.
E cos Churchill  diventato il guerrafondaio, ha proseguito
la guerra che ha causato venti milioni di morti. Comunque si
espongano i fatti, ne esce meglio Hitler.
E questo avrebbe danneggiato l'economia della Germania
Occidentale?
Pubblicit e controversie atte a provocare comizi e dimostrazioni.
Scontri per le strade tra neo-nazisti e militanti di sinistra.
Una volta cominciato, non si pu dire come avrebbe potuto andare
a finire.
Soprattutto se a tirare i fili c'era il generale Shumuk disse
Stuart, ma Kleiber non aveva mai sentito parlare di Shumuk, per
cui non raccolse l'osservazione.
Noi tedeschi siamo fatti cos disse Kleiber. Siamo sempre
troppo desiderosi di compiacere chi ci sconfigge. Li aduliamo e li
imitiamo. Se qualcuno ci seziona, mostriamo due met, ciascuna
delle quali si sforza servilmente di adottare il sistema, il mito e la
metodologia dei nostri padroni. Ma Bottger sapeva che la Germania
Occidentale ha bisogno di conservare intatto il ricordo di
Churchill e di Roosevelt in un modo che non  necessario agli altri
paesi occidentali. Il Centro di Mosca ha ritenuto che Bottger potesse
aver ragione e, a giudicare dagli sforzi fatti da voialtri, deve
averlo pensato anche Londra. Sorrise e bevve un altro sorso
di whisky.
Stuart disse: Hanno pensato che potesse provocare un ribasso
della sterlina sui mercati internazionali. Non ci vuol molto per
mettere in moto certi meccanismi. Si preoccupavano dell'effetto
psicologico che l'idea di Churchill, deciso a chiedere la pace,
avrebbe avuto sull'opinione pubblica americana. Qui negli Stati
Uniti, gran parte della simpatia per l'Inghilterra dipende
dalla fama acquisita da Churchill durante la guerra, come di un uomo
che non avrebbe neppure preso in considerazione la possibilit di
rinunciare alla lotta. Noialtri ci preoccupavamo anche degli effetti
sull'opinione pubblica di quei paesi che Churchill era disposto a
consegnare all'impero nazista. Alcuni di quei paesi attualmente
vendono alla Gran Bretagna petrolio e materie prime di importanza
vitale. Ce n'erano, di motivi per preoccuparsi.
Udendo voci all'esterno, Kleiber si alz e and alla finestra.
Guard, al di l della piscina, verso le camere dove due uomini in
camice bianco si stavano recando a esaminare il cadavere di
Grechko. Li osserv varcare la soglia, poi torn a girarsi verso Stuart.
Io ero presente disse d'un tratto. Lei lo sa, vero?
L'ho indovinato disse Stuart. Ho esaminato il suo stato di
servizio. E stato distaccato presso il Fhrerhauptquartier suppergi
nel periodo in cui ha avuto luogo la visita di Churchill. Era un
ufficiale del servizio informazioni; ho intuito che si  trattato di un
incarico a fini di sicurezza, per l'incontro al vertice.
Kleiber lo guard. Gli inglesi erano fatti cos. Kleiber non riusciva
mai a capire a che punto fosse, con loro, per non gli facevano
paura come gli uomini della CIA.
Mi sono recato sul posto assieme al dottor Todt e alla squadra
di ispezione. Ancor prima che dessero il via ai lavori.
L'hanno costruito espressamente in vista degli incontri con
Churchill?
Sicuro. Non era gran che. C' ancora. Un paio di anni fa mi
sono fermato a bere un caff all'albergo locale. Non  molto cambiato:
una chiesa, un albergo e una manciata di case... un bunker
di cemento armato, pi alcune baracche di legno. Wolfschlucht,
Pista del lupo l'aveva battezzata Hitler.
Cos, lei ci  andato prima dell'arrivo di Churchill?
Ho dato una mano a sistemare i nuovi lasciapassare e il perimetro
difensivo e cos via. Sono arrivati in un piccolo gruppetto.
Niente addetti militari n corrispondenti di guerra, neppure uno
in borghese. Si trattava chiaramente di qualcosa di molto insolito.
A noi hanno detto soltanto che ci sarebbe stato un incontro, e abbiamo
pensato che Mussolini facesse una puntata al nord. Suppongo
che fosse proprio quello che volevano farci credere.
E invece si trattava di Churchill.
Era l'unico in borghese. Portava un cappello grigio sformato,
con la tesa rialzata, un farfallino a pallini e un cappotto che lo infagottava.
Se ben ricordo, il suo aereo non recava contrassegni. Abbiamo
visto dieci caccia Messerschmitt in formazione sparsa sorvolare
il de Havilland di Churchill, quando  arrivato. Hanno
continuato a volare in tondo mentre atterrava a Le Gros Caillou,
nei pressi di Rocroi, in Francia, una decina di chilometri da dove
ci trovavamo noi. Lo hanno trasportato a Bruly con un Fiesler
Storch delle comunicazioni. C'era appena lo spazio per atterrare,
sul campo dietro l'albergo.
Churchill era solo?
C'era solo una persona con lui, un colonnello inglese in borghese.
Il Fhrer aveva fatto schierare una piccola guardia d'onore
composta di uomini dell'SS Begleit Kommando e del FBB dell'esercito.
Churchill  stato invitato a passarla in rassegna, ma ha liquidato
con un gesto della mano il comandante della guardia. I
due capi si sono subito diretti alla baracca di legno dove li aspettavano
i segretari e gli interpreti. Il Fhrer ha dato il benvenuto a
Churchill sulla soglia; i due uomini non si sono stretti la mano.
Ho avuto l'impressione che Churchill si stesse assicurando che
non ci fossero fotografi l attorno. Lo aveva posto come condizione,
in precedenza. Noi avevamo ricevuto istruzioni precise di confiscare
tutti gli apparecchi fotografici in circolazione, e negli alloggi
erano affissi avvisi con la minaccia della pena di morte per chiunque
non consegnasse il suo apparecchio al servizio di sicurezza.
Sicch, chi ha presenziato all'incontro?
Hitler, Churchill, il colonnello arrivato con Churchill, il nostro
interprete del ministero degli Esteri... Kleiber si gratt la testa.
Nessun altro, mi pare. Nelle vicinanze si tenevano in attesa i
segretari e altri due interpreti, nel caso ci fosse bisogno di loro.
Allora, chi ha redatto i Verbali di Hitler?
Kleiber sorrise. Il Reichsfhrer Himmler aveva una mentalit
burocratica. Ha persuaso il Fhrer che era assolutamente necessario
provvedere alla documentazione scritta dell'evento. Il
Fhrer era nervoso all'idea di compromettere l'esito dei colloqui, e
a un certo punto Himmler si  assunto la responsabilit di installare
una linea sotterranea e un microfono nascosto, in modo che
uno degli stenografi dell'esercito potesse registrare quanto veniva
detto nella baracca.
Chi era lo stenografo?
L'ha gi indovinato, non  cos? disse Kleiber. Era Franz
Wever. Il Fhrer si era servito di lui molte volte per stenografare
gli appunti di importanti riunioni. Era uno degli stenografi migliori
che avessero a disposizione.
Franz Wever. Sicch, Wever aveva sempre saputo chi era in
realt il direttore Frank della Reichsbank.
 arrivato a negarlo persino con me. Non  ridicolo? L'ha
negato con me, che avevo dato una mano a collegare il cavo con
la baracca, dove se ne stava lui. Franz era terrorizzato all'idea che
qualcuno venisse a saperlo. Era terrorizzato all'idea di essere assassinato
perch non violasse il segreto.
Ed effettivamente, a un certo punto  stato assassinato proprio
per questo.
Kleiber fece una smorfia e parve l l per controbattere l'accusa,
ma cambi idea. La morte di Franz Wever non era un argomento
di cui desiderasse discutere con un agente del Secret Intelligence
Service inglese.
Hitler era furbo disse. Sapeva mostrarsi modesto e magnanimo.
Anzich adottare i modi del conquistatore, con Churchill ha
parlato in tono sommesso e compito. Possedeva una straordinaria
capacit di giudicare i caratteri, vede. Sapeva che avrebbe ottenuto
assai di pi da Churchill, se si fosse comportato da gentiluomo inglese
in presenza di un altro "signore del genere.
Per le condizioni poste da Hitler erano durissime. Lei deve
aver letto le trascrizioni dei colloqui.
Data la situazione, no. Hitler ammirava l'impero britannico,
ma lo invidiava, anche. La sua preoccupazione principale consisteva
nel rendere del tutto indipendente la macchina bellica tedesca,
in fatto di materie prime: gomma, petrolio, tungsteno, cromo e
cos via. Ovviamente, aveva in animo di attaccare l'URSS, una
volta sistemate le cose sul fronte occidentale.
Intende dire che si sarebbe impadronito delle colonie inglesi?
Diceva che l'Union Jack avrebbe continuato a sventolare dovunque,
da Vancouver a Calcutta a Hong Kong, per voleva garantire
le linee di scambio commerciale. Una gran parte della flotta
mercantile inglese sarebbe passata sotto il controllo tedesco. Hitler
aveva abbozzato qualche idea in proposito. Poi, naturalmente,
c'era la Royal Navy, la marina da guerra. La Germania non
avrebbe consentito alla Gran Bretagna di mantenere il controllo
delle rotte atlantiche; sarebbe stato come offrire a Churchill il destro
per strangolarci.
Occupazione della Gran Bretagna?
No. Solo qualche distaccamento tedesco nei punti strategici,
con Himmler a modificare tutti i precedenti impegni politici. La
cosa ci avrebbe consentito di esercitare un controllo sufficiente, o
almeno di essere preavvisati in tempo per contrattaccare, in caso di
difficolt.
Ci sono state grida di protesta o altro?
Niente di niente. Il vertice ha avuto un andamento del tutto
tranquillo. Il secondo incontro ha avuto luogo a tarda ora, dopo la
mezzanotte, e poi c' stato l'incontro finale, la mattina di mercoled,
12 giugno.  stato ancor pi promettente. Churchill e il
Fhrer si sono persino stretti la mano. Al che si  levata qualche
acclamazione a mezza voce. Churchill fumava il sigaro e sorrideva...
Essere autorizzati a fumare il sigaro in presenza del Fhrer:
era un fatto senza precedenti. Eravamo tutti sicuri che si fosse
giunti a un accordo di pace. Almeno fino alla domenica successiva.
Che cos' accaduto quella domenica?
Tutto  cominciato bene. Passando davanti alla chiesa, ho visto
quattro ufficiali dell'esercito inginocchiati in preghiera. Pregavano
per la pace, mi hanno detto. L'autista di Hitler ha guidato la
grossa Mercedes nera a tre assali attraverso la foresta. Aveva la
capote abbassata, come in occasione delle grandi parate. Il Fhrer
si  recato a Schloss Acoz, vicino a Charleroi, in Belgio. Io facevo
parte del distaccamento di sicurezza che lo scortava.
Schloss Acoz?
Per incontrarsi col giovane colonnello che aveva accompagnato
Churchill. L'ufficiale era venuto a ritirare l'offerta di pace di
Churchill. Era un individuo alto, molto pi alto dell'ufficiale di
Stato maggiore spagnolo che era con lui. La Spagna era neutrale,
naturalmente, e l'ufficiale spagnolo aveva accompagnato l'inglese
per garantirne l'incolumit. Erano tutti e due in borghese. L'incontro
ha avuto luogo all'aperto. Erano soltanto loro tre, in piedi
sotto gli alberi, col sole che chiazzava il terreno e disegnava arabeschi
di luce sugli uomini quando cambiavano posizione. Hitler era
rigido. Ho visto il suo volto contrarsi. Sapevamo tutti quanti che
era un segnale di pericolo. Il colonnello inglese  stato il primo a
parlare. Ha continuato a parlare per due o tre minuti. Non aveva
appunti da consultare, ma palesemente si trattava di un messaggio
preparato che si era studiato a memoria. Poi Hitler ha fatto qualche
domanda, e la conversazione  diventata generale. Il generale
spagnolo ha detto pochissimo; era l solo per accompagnare l'inglese,
essendosi assunto la responsabilit della sua sicurezza.
Nessuno ha registrato la conversazione?
Eravamo tutti troppo lontani per udire.
Allora, che cos'era andato storto?
A quarantott'ore di distanza dall'incontro tra Churchill e
Hitler, le nostre truppe avevano occupato Parigi. All'ora di pranzo
di quel venerd, Hitler stava abbozzando condizioni pi dure. E
Churchill aveva avuto una conversazione telefonica transatlantica
con Roosevelt. Roosevelt gli aveva detto che se in novembre fosse
stato rieletto, gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra.
Come fa a saperlo?
L'Ufficio Ricerche della Reichspost aveva registrato la telefonata
transatlantica; si trattava di un collegamento via radio dotato
di un dispositivo di disturbo semplicissimo. Roosevelt aveva promesso
il suo aiuto, e questo era bastato a far cambiare idea a
Churchill. Hitler ha ricevuto la trascrizione della telefonata nel
giro di tre ore. Ha subito compreso quale sarebbe stata la risposta
inglese. Kleiber si gratt il naso. Churchill ha telefonato al primo
ministro francese, la sera prima di inviare il suo corriere. I
francesi hanno reagito immediatamente. Quella stessa domenica
in cui il Fhrer si  recato a Schloss Acoz, il governo francese si 
dimesso. Gli  subentrato il maresciallo Ptain, che ha chiesto la
pace. Churchill quel luned sera si  presentato ai microfoni della
BBC e ha tenuto un discorso in cui diceva che: ... ci batteremo indomitamente,
finch la maledizione di Hitler non sar spazzata
via dal cospetto degli uomini. Venerd, Hitler sedeva nella poltrona
di Foch, sulla carrozza ferroviaria, ad ascoltare le condizioni
di pace che i francesi sarebbero stati costretti a subire.
E l'inglese che aveva recato il messaggio a Hitler?
Se n' andato assieme al generale spagnolo disse Kleiber.
Voglio dire, in merito all'Operazione Sigfrido. Sicuramente 
un altro di quelli che sono a conoscenza dei segreti ?
 morto disse Kleiber. E stato uno dei primi su cui abbiamo
dovuto indagare. Doveva godere della completa fiducia di
Churchill. Con tutta probabilit, sapeva pi cose, su quegli incontri
segreti, di qualsiasi altro, con l'eccezione di Hitler e di Churchill,
beninteso. Abbiamo svolto un'indagine su di lui, alcuni anni
fa. Si chiamava Elliot Castelbridge, delle Coldstream Guards.
Combattendo in Italia si era meritato una decorazione, e aveva riportato
la perdita parziale dell'udito in seguito allo scoppio di una
granata a Montecassino. Nel 1944, aveva ottenuto un'altra medaglia
al valore nel Nord dell'Europa. Altro non ricordo. Abbiamo
ottenuto l'intero fascicolo che lo riguarda attraverso il ministero
della Guerra inglese. Sappiamo tutto, su Elliot Castelbridge.
Dice che  morto?
Morto da un pezzo disse Kleiber. Deceduto sul tavolo operatorio
in seguito a un incidente stradale nel 1959. Siete molto
precisi, voialtri, devo proprio riconoscerlo. Avete messo per iscritto
tutto quanto riguarda la vita di quell'uomo, fin nei minimi particolari.
Certificato di morte, rapporto del chirurgo che ha eseguito
l'intervento, dichiarazioni rilasciate dall'ufficiale di stato civile
dell'ospedale, trasfusioni sanguigne, radiografie. Tutto ci che si
sarebbe mai potuto desiderare in un'investigazione.
S, siamo molto pignoli disse Stuart. Era proprio un XPD,
pens. Ud la prima delle auto in arrivo da Langley.
Stuart tese di scatto la mano ad agguantare Kleiber per il bavero
della giacca. Dov', Kleiber? Lo scaravent contro la parete
con forza sufficiente a scuotere la sottile tramezza.  venuto
qui apposta per consegnarla a Grechko. Grechko  morto; la dia a
me. L'eco ripet: La dia a me!. Stuart schiaffeggi Kleiber.
Kleiber batt di nuovo la testa contro la parete di compensato, e
una grossa lampada da tavolo cadde a terra e si fracass. Kleiber
scosse lentamente il capo, sbattendo le palpebre; gli occhi gli s'inondarono
di lacrime di dolore e sorpresa. Boyd Stuart disse sottovoce:
Mi dia la foto che Franz Wever le ha spedito alle poste centrali
di Los Angeles.
Lentamente, Kleiber si slacci la cintura e la sfil dai passanti
dei calzoni. Tir la cerniera lampo nella parte interna della cintura
per aprire lo scomparto del denaro e ne estrasse una istantanea
molto logora e un negativo da 35 mm.
Come l'ha saputo?
Lei ha confiscato gli apparecchi fotografici; me l'ha appena
detto. Era in una posizione unica per procurarsi una fotografia di
Hitler e Churchill che si stringevano la mano. Stuart lisci la foto
per osservarla. E poteva nascondersi nel posto giusto per scattarla,
il fatto che si tenesse nascosto era proprio quel che ci si
aspettava da una guardia del servizio di sicurezza.
Kleiber fece segno di s con la testa.
Era una foto nebulosa; Hitler strizzava gli occhi alla luce,
Churchill, sigaro in bocca, aggrottava la fronte, come se fosse perplesso.
Ma i due uomini si erano stretti la mano con forza in un
inequivocabile gesto di solidariet.
E adesso? domand Kleiber. Si asciug il viso nel fazzoletto,
osservando Stuart guardingo e ancora stupito che le sue impressioni
circa la natura violenta dello scozzese avessero trovato conferma
a cos breve scadenza.
Stuart aveva scoperto tutto ci che aveva bisogno di sapere.
Aveva gi cominciato a calcolare quanto ne avrebbe dovuto riferire
nel rapporto per Sir Sydney Ryden. Diede un'occhiata all'orologio
e si domand se il cassiere avrebbe avuto qualcosa da ridire sul fatto
che avesse preso il Concorde.
E adesso? Adesso niente, Kleiber. L'uomo era una creatura
ripugnante, ma ci rendeva il suo compito solo marginalmente pi
tollerabile.
Stuart si batt la mano sulle tasche, come se cercasse le sigarette.
Tast la scatoletta che conteneva la siringa avvolta nella garza,
con una fiala di scorta nascosta nel portasigarette d'argento per
evitare che si spezzasse. Detestava quegli incarichi di XPD, combinati
dagli esperti del laboratorio. Era gi abbastanza orribile far
fuori qualcuno con la pistola, la lama o l'esplosivo, ma quei veleni
chimici erano odiosi.
Mi dispiace, Kleiber disse. Ma siamo arrivati alla fine della
storia.
Sono un soldato disse Kleiber. Fu quasi come se accettasse di buon grado l'occasione di morire da eroe.
...
.
...
FINE.